CCitopendia

A quale temperatura si considera febbre: i valori esatti

Pubblicato 10. novembre 2025 Aggiornato 15. giugno 2026

A quale temperatura si considera febbre? Scopri di più!

Si parla di febbre quando la temperatura corporea supera in modo stabile i valori considerati normali. La soglia di riferimento più diffusa in medicina è di 38 °C misurati per via orale o ascellare, mentre tra 37,5 e 37,9 °C si parla più correttamente di febbricola. La temperatura corporea, però, non è un valore unico e immutabile: varia da persona a persona, cambia durante la giornata e dipende dal punto del corpo in cui viene misurata. Per questo non esiste un singolo numero "magico", ma una serie di soglie che è utile conoscere per capire quando preoccuparsi e quando no.

Qual è la temperatura corporea normale

Nell'adulto sano la temperatura interna oscilla generalmente tra 36 e 37,2 °C. Il valore tradizionale di 37 °C, fissato nell'Ottocento, è oggi considerato solo una media indicativa: studi recenti mostrano che la temperatura media reale è spesso leggermente inferiore, intorno a 36,4-36,6 °C. Il corpo segue inoltre un ritmo circadiano: la temperatura è più bassa al mattino presto e raggiunge il picco nel tardo pomeriggio o in prima serata, con una differenza che può arrivare a 0,5 °C. Anche l'attività fisica, la digestione, lo stress, il ciclo mestruale e la temperatura ambientale possono far salire fisiologicamente il valore senza che si tratti di febbre.

La soglia della febbre

Convenzionalmente si considera febbre una temperatura che supera di almeno mezzo grado il limite massimo della normalità. Tradotto in pratica:

  • Fino a 37,5 °C: temperatura normale o lievemente alterata.
  • 37,5 – 37,9 °C: febbricola, cioè una temperatura leggermente elevata ma non ancora febbre vera e propria.
  • 38 °C o più: si parla di febbre.

Questa soglia di 38 °C (corrispondente a 100,4 °F) è quella adottata dalla maggior parte delle istituzioni sanitarie internazionali e resta il riferimento standard anche nel 2026.

Come si classificano i livelli di febbre

Oltre la soglia dei 38 °C, la febbre viene suddivisa in fasce di intensità che aiutano medico e paziente a valutarne la gravità:

  • Febbre lieve: tra 38 e 38,5 °C.
  • Febbre moderata: tra 38,5 e 39 °C.
  • Febbre alta: oltre i 39 °C.
  • Iperpiressia: temperatura superiore ai 39,5-40 °C, condizione che richiede attenzione medica.

Va ricordato che l'altezza della febbre non è sempre proporzionale alla gravità della malattia: infezioni banali possono dare temperature elevate, mentre condizioni serie a volte si accompagnano a febbre modesta o assente, soprattutto negli anziani.

Perché il punto di misurazione cambia il numero

La stessa persona può avere valori diversi a seconda di dove e come misura la temperatura. È una delle cause più frequenti di confusione. In linea generale:

  • Ascellare: è la misurazione più comune in Italia ma tende a sottostimare; la soglia di febbre resta indicativamente 37,5-38 °C.
  • Orale: leggermente più alta dell'ascellare; febbre a partire da circa 38 °C.
  • Rettale e auricolare: misurano circa 0,5-0,6 °C in più rispetto all'orale e sono considerate più vicine alla temperatura interna reale.
  • Frontale (a infrarossi): pratica e rapida, ma tende a misurare circa 0,5 °C in meno e può risentire della sudorazione o dell'ambiente.

Per coerenza è bene usare sempre lo stesso metodo e lo stesso strumento, soprattutto quando si monitora l'andamento della febbre nel tempo.

La soglia cambia con l'età

Nei neonati sotto i 3 mesi una temperatura rettale di 38 °C o superiore va sempre considerata significativa e richiede una valutazione medica tempestiva, perché a quell'età anche infezioni serie possono manifestarsi con pochi altri segni. Nei bambini più grandi si parla comunemente di febbre da rilevare e gestire a partire da circa 38,5 °C. Negli anziani, al contrario, la risposta febbrile può essere attenuata: anche un rialzo modesto, accompagnato da confusione o malessere generale, merita attenzione.

Quando intervenire e quando rivolgersi al medico

La febbre non è una malattia, ma un meccanismo di difesa con cui l'organismo contrasta infezioni virali o batteriche. Per questo non sempre va abbassata. Nell'adulto in buona salute, l'uso di farmaci antipiretici (come paracetamolo o ibuprofene) è generalmente consigliato quando la temperatura supera i 38,5 °C o quando provoca sintomi fastidiosi come mal di testa, dolori muscolari e marcato malessere.

È opportuno consultare un medico quando la febbre supera i 39,5-40 °C, dura più di tre giorni senza miglioramenti, oppure si accompagna a segni di allarme come difficoltà respiratorie, rigidità del collo, confusione, eruzioni cutanee, disidratazione o convulsioni. Per i neonati sotto i tre mesi, qualsiasi febbre richiede un contatto immediato con il pediatra.

Domande frequenti

37,5 °C è febbre?

No, 37,5 °C non è ancora febbre vera e propria: rientra nella cosiddetta febbricola, cioè una temperatura lievemente elevata. Si parla di febbre a partire da 38 °C.

A che temperatura si ha la febbre alta?

Si parla di febbre alta quando la temperatura supera i 39 °C. Oltre i 39,5-40 °C si parla di iperpiressia, una condizione che richiede attenzione medica.

La febbre misurata sotto l'ascella è attendibile?

La misurazione ascellare è pratica ma tende a sottostimare la temperatura interna di alcuni decimi. La rilevazione rettale o auricolare è più precisa, soprattutto nei bambini piccoli.

Quando va abbassata la febbre con i farmaci?

Nell'adulto sano si interviene di solito sopra i 38,5 °C o quando la febbre causa sintomi fastidiosi. Sotto questa soglia, senza malessere importante, spesso non è necessario.

Quando chiamare il medico per la febbre?

Quando supera i 39,5-40 °C, dura più di tre giorni o si associa a difficoltà respiratorie, rigidità del collo, confusione o eruzioni cutanee. Nei neonati sotto i tre mesi, qualsiasi febbre richiede una valutazione immediata.

{"@context":"https://schema.org","@type":"FAQPage","mainEntity":[{"@type":"Question","name":"37,5 °C è febbre?","acceptedAnswer":{"@type":"Answer","text":"No, 37,5 °C non è ancora febbre vera e propria: rientra nella cosiddetta febbricola, cioè una temperatura lievemente elevata. Si parla di febbre a partire da 38 °C."}},{"@type":"Question","name":"A che temperatura si ha la febbre alta?","acceptedAnswer":{"@type":"Answer","text":"Si parla di febbre alta quando la temperatura supera i 39 °C. Oltre i 39,5-40 °C si parla di iperpiressia, una condizione che richiede attenzione medica."}},{"@type":"Question","name":"La febbre misurata sotto l'ascella è attendibile?","acceptedAnswer":{"@type":"Answer","text":"La misurazione ascellare è pratica ma tende a sottostimare la temperatura interna di alcuni decimi. La rilevazione rettale o auricolare è più precisa, soprattutto nei bambini piccoli."}},{"@type":"Question","name":"Quando va abbassata la febbre con i farmaci?","acceptedAnswer":{"@type":"Answer","text":"Nell'adulto sano si interviene di solito sopra i 38,5 °C o quando la febbre causa sintomi fastidiosi. Sotto questa soglia, senza malessere importante, spesso non è necessario."}},{"@type":"Question","name":"Quando chiamare il medico per la febbre?","acceptedAnswer":{"@type":"Answer","text":"Quando supera i 39,5-40 °C, dura più di tre giorni o si associa a difficoltà respiratorie, rigidità del collo, confusione o eruzioni cutanee. Nei neonati sotto i tre mesi, qualsiasi febbre richiede una valutazione immediata."}}]}

Articoli correlati