Che cos'e' il Leviatano e quale significato ha?
Il termine "Leviatano" evoca immagini di potere smisurato, di forze primordiali che trascendono la comprensione umana. Eppure questa parola, antica quanto la Bibbia stessa, ha attraversato i secoli acquisendo significati sempre nuovi, fino a diventare uno dei simboli piu' potenti della filosofia politica moderna. Dalle acque primordiali della tradizione ebraica alle pagine di Thomas Hobbes, il Leviatano racconta la storia del potere umano e della sua continua ricerca di ordine nel caos.
Il Leviatano nella tradizione biblica
La prima apparizione del Leviatano si trova nelle scritture ebraiche, dove viene descritto come una creatura marina di proporzioni sovrumane. Il nome deriva dall'ebraico "livyatan", un termine che alcuni studiosi traducono come "contorto" o "avvolto a spirale", altri come "animale acquatico" o anche come "colui che si avvolge".
Il mostro nelle Scritture ebraiche
Il Leviatano appare in diversi libri dell'Antico Testamento con caratteristiche leggermente diverse a seconda del contesto letterario. Nel Libro di Giobbe, e' descritto con straordinaria minuzia: una creatura che sputa fuoco, le cui squame sono come scudi sovrapposti, che nessuna arma umana puo' penetrare. Il testo sottolinea che nessun essere mortale puo' affrontarlo e sperare di sopravvivere. Questa descrizione serve a illustrare la potenza assoluta di Dio, che solo ha il potere di dominare una simile creatura.
Nel Libro dei Salmi, il Leviatano viene presentato come una delle creature create da Dio per giocare nel mare grande e vasto, una visione che lo vede inserito nell'ordine naturale della creazione piu' che come forza del caos. Altrove, in particolare in Isaia, il Leviatano appare come il serpente fuggente, il serpente tortuoso, identificato con un nemico cosmico che Dio sconfiggera' alla fine dei tempi.
Interpretazioni nella tradizione giudaico-cristiana
Nella letteratura apocrifa e nella mistica ebraica, il Leviatano acquista connotazioni ancora piu' elaborate. Alcune tradizioni descrivono come Dio abbia creato una coppia di Leviatanici all'origine del mondo, un maschio e una femmina, ma abbia poi ucciso la femmina per evitare che la loro riproduzione distruggesse il mondo. La carne del maschio e' destinata, secondo queste tradizioni, a diventare il banchetto escatologico per i giusti nell'era messianica.
Nel pensiero cristiano medievale, il Leviatano venne progressivamente identificato con il diavolo o con le forze del male. Dante, nella Divina Commedia, lo cita come uno dei principi infernali. L'iconografia medievale rappresenta spesso le fauci dell'inferno come la bocca aperta di un enorme mostro marino, chiaramente ispirata all'immagine del Leviatano biblico.
Il significato del Leviatano in Thomas Hobbes
Il salto piu' radicale nell'interpretazione del Leviatano avvenne nel 1651, quando il filosofo inglese Thomas Hobbes pubblico' la sua opera piu' importante, intitolata appunto "Leviatano" (in inglese "Leviathan"). In questo testo fondamentale della filosofia politica occidentale, Hobbes si approprio' dell'immagine biblica per costruire la sua teoria dello Stato e del potere.
Lo stato di natura: homo homini lupus
Il punto di partenza della filosofia politica di Hobbes e' la sua visione pessimistica della natura umana. Prima della costituzione di qualsiasi organizzazione politica, gli esseri umani vivono in quello che Hobbes definisce "stato di natura": una condizione di guerra perpetua di tutti contro tutti. Nella sua celebre formulazione, la vita in questo stato primordiale e' "solitaria, povera, sordida, brutale e breve".
Hobbes ritiene che gli esseri umani siano fondamentalmente uguali in forza e intelligenza, il che significa che nessuno e' abbastanza potente da dominare permanentemente gli altri. Questa uguaglianza genera una competizione costante per le risorse scarse, una diffidenza reciproca e un desiderio di prevenire gli attacchi altrui attraverso l'attacco preventivo. Il risultato e' una guerra di tutti contro tutti in cui non esiste proprieta', giustizia o ingiustizia: solo la forza bruta determina chi ottiene cosa.
Il contratto sociale e la nascita dello Stato
Di fronte a questa condizione insostenibile, gli esseri umani, guidati dalla ragione e dall'istinto di sopravvivenza, decidono di stipulare un contratto. Non si tratta di un contratto tra governanti e governati, come teorizzera' invece John Locke qualche decennio piu' tardi, ma di un contratto tra tutti i cittadini, che concordano di trasferire i propri diritti e la propria liberta' naturale a una singola entita' sovrana.
Questo sovrano, il Leviatano hobbesiano, riceve un potere assoluto e indivisibile. In cambio, garantisce pace, ordine e sicurezza. E' importante sottolineare che il sovrano non e' parte del contratto: non si obbliga a nulla nei confronti dei sudditi. Il contratto e' tra i sudditi stessi, che si impegnano a obbedire al sovrano che essi stessi hanno creato. Una volta ceduto il potere, non e' possibile riprenderselo: il contratto e' irreversibile.
La copertina del Leviatano: un'immagine programmatica
La celebre copertina della prima edizione del Leviatano di Hobbes e' una delle immagini piu' iconiche nella storia della filosofia politica. Vi e' rappresentato un gigante coronato che si erge sopra un paesaggio di citta' e campagne, il cui corpo e' interamente composto da innumerevoli figure umane minuscole. Nella mano destra tiene una spada, simbolo del potere temporale e militare; nella mano sinistra regge un pastorale vescovile, simbolo del potere religioso ed ecclesiastico.
Questa immagine sintetizza perfettamente la teoria di Hobbes: il Leviatano-Stato e' composto dai suoi stessi cittadini, che sono le sue membra. Il suo potere assoluto abbraccia sia la sfera secolare che quella religiosa. E' un Dio artificiale, creato dagli uomini attraverso il contratto, che detiene un potere paragonabile a quello del Leviatano biblico.
L'influenza del Leviatano sulla filosofia politica successiva
L'opera di Hobbes segno' una svolta epocale nel pensiero politico occidentale, sia per l'originalita' delle soluzioni proposte che per le numerose polemiche che suscito'.
Critiche e risposte: Locke, Rousseau, Kant
John Locke, scrivendo pochi decenni dopo Hobbes, condivide l'idea del contratto sociale ma ne capovolge alcune premesse fondamentali. Per Locke, lo stato di natura non e' necessariamente una guerra di tutti contro tutti, e gli esseri umani conservano diritti naturali inalienabili anche dopo aver stipulato il contratto sociale. Il sovrano, in Locke, non ha un potere assoluto ma e' limitato dai diritti naturali dei cittadini, che possono ribellarsi se il governo li viola.
Jean-Jacques Rousseau, pur riprendendo la tradizione contrattualista, ha una visione ancora piu' ottimistica della natura umana. Il suo "buon selvaggio" vive felicemente nello stato di natura finche' la proprieta' privata non introduce disuguaglianza e corruzione. Il contratto sociale rousseauiano mira a ricostituire una comunita' basata sulla "volonta' generale".
Immanuel Kant, invece, accetta alcune premesse hobbesiane riguardo alla necessita' dello Stato e del diritto civile, ma le integra in un sistema morale radicalmente diverso, fondato sull'autonomia della ragione e sul rispetto della dignita' umana.
Il Leviatano nel pensiero contemporaneo
Nel ventesimo e ventunesimo secolo, il Leviatano hobbesiano e' rimasto un riferimento fondamentale nel dibattito politico e filosofico. I teorici del realismo nelle relazioni internazionali hanno visto nel Leviatano un modello per comprendere il rapporto tra stati sovrani in un sistema internazionale privo di un'autorita' superiore. Giuristi e filosofi del diritto continuano a confrontarsi con la questione del fondamento della sovranita' e della legittimita' del potere statale.
Il Leviatano e i sistemi politici moderni
La riflessione hobbesiana sul Leviatano mantiene una straordinaria attualita' nel dibattito sui sistemi politici contemporanei. Le questioni che Hobbes pose nel Seicento, come il rapporto tra sicurezza e liberta', i limiti del potere statale, il fondamento della legittimita' del governo, continuano a essere centrali nelle democrazie liberali del ventunesimo secolo.
Stato di eccezione e sicurezza nazionale
Il filosofo tedesco Carl Schmitt, nel ventesimo secolo, riprese il pensiero hobbesiano per sviluppare la teoria dello "stato di eccezione": la situazione in cui il sovrano sospende l'ordinamento giuridico normale per far fronte a una minaccia straordinaria. Questo concetto ha trovato applicazioni pratiche nei dibattiti post-11 settembre 2001 sulle misure di sicurezza nazionale, i limiti alle liberta' civili e i poteri straordinari conferiti ai governi in nome della lotta al terrorismo. Il politico italiano e l'accademico Giorgio Agamben ha analizzato criticamente questa tradizione, evidenziando i rischi di un'estensione permanente dello stato di eccezione.
Sovranita' e globalizzazione
La globalizzazione economica e l'emergere di istituzioni internazionali sovranazionali come l'Unione Europea pongono sfide inedite al concetto hobbesiano di sovranita'. Se il Leviatano deve essere un'entita' con potere assoluto e indivisibile, cosa accade quando gli stati cedono quote crescenti di sovranita' a organismi sovranazionali? Il dibattito europeo sulla sovranita' nazionale rispetto all'integrazione comunitaria riflette in molti modi le tensioni gia' identificate da Hobbes tra potere locale e potere superiore.
Il Leviatano nella cultura popolare e nell'arte
Il fascino del Leviatano ha attraversato i secoli e ha lasciato tracce profonde nella cultura popolare, nella letteratura e nelle arti visive.
Il Leviatano nella letteratura moderna
Da Herman Melville, che in Moby Dick richiama l'immagine del mostro marino biblico attraverso la balena bianca, fino ai romanzi di fantascienza contemporanei, il Leviatano e' diventato un simbolo polivalente: del potere incontrollato della natura, dell'autorita' statale oppressiva, delle forze primordiali che sfuggono al controllo umano. Il romanzo "Leviatano" di Scott Westerfeld, ad esempio, reinterpreta la figura in chiave steampunk, mentre il film russo "Leviathan" (2014) di Andrei Zvyagintsev utilizza il simbolo per una critica tagliente al potere statale russo contemporaneo.
Rappresentazioni pittoriche e scultoree
Nell'arte visiva, il Leviatano ha ispirato numerosi artisti nel corso dei secoli. William Blake realizzo' celebri illustrazioni sia per il Libro di Giobbe che per la Divina Commedia, in cui il Leviatano appare come una figura di potenza terribile. L'incisore Francisco Goya, nelle sue "pinturas negras", evoca atmosfere simili al Leviatano biblico con mostri che emergono dal buio.
Domande frequenti
Che cos'e' il Leviatano nella Bibbia?
Nella Bibbia, il Leviatano e' un enorme mostro marino descritto soprattutto nel Libro di Giobbe. Viene presentato come una creatura di forza sovrumana, con squame impenetrabili e capace di sputare fuoco. Il suo scopo nel testo biblico e' illustrare la potenza assoluta di Dio, l'unico in grado di dominare una tale creatura.
Che cos'e' il Leviatano di Hobbes?
Il Leviatano di Thomas Hobbes (1651) e' lo Stato inteso come un'entita' politica artificiale dotata di potere assoluto. Hobbes riprende l'immagine biblica per descrivere il sovrano o il governo che gli esseri umani creano attraverso un contratto sociale per uscire dallo stato di natura, una condizione di guerra permanente di tutti contro tutti.
Perche' Hobbes scelse proprio il simbolo del Leviatano?
Hobbes scelse il Leviatano come simbolo dello Stato perche' questa creatura biblica incarnava perfettamente l'idea di potere assoluto, smisurato e incondizionato. Come il mostro biblico non puo' essere domato da nessun essere umano, cosi' lo Stato hobbesiano deve avere un'autorita' che nessun singolo cittadino puo' sfidare o limitare, per garantire ordine e pace sociale.
Qual e' la differenza tra il Leviatano di Hobbes e quello di Locke o Rousseau?
Hobbes teorizza uno Stato con potere assoluto e irreversibile, a cui i cittadini cedono ogni diritto in cambio di sicurezza. Locke, al contrario, limita il potere statale con i diritti naturali dei cittadini e ammette il diritto di resistenza. Rousseau, invece, punta sulla "volonta' generale" come fondamento del potere, con una visione piu' ottimistica della natura umana e della democrazia diretta.
Il Leviatano e' ancora rilevante oggi?
Assolutamente si'. La domanda hobbesiana sul fondamento della sovranita' e sulla relazione tra liberta' individuale e potere statale rimane centrale nel dibattito filosofico, giuridico e politico contemporaneo. Ogni volta che si discute di sicurezza versus liberta', di stato di eccezione, o di autorita' internazionale, il pensiero di Hobbes e il suo Leviatano tornano come riferimento imprescindibile.
Dove posso leggere il Leviatano di Hobbes?
Il Leviatano di Thomas Hobbes, pubblicato nel 1651, e' un testo di dominio pubblico disponibile in numerose edizioni cartacee con commento critico, oltre che in versione digitale gratuita su diverse piattaforme online. In italiano esistono edizioni curate da importanti editori accademici, corredate di introduzioni storico-filosofiche che aiutano a contestualizzare il testo nel periodo della Guerra Civile inglese.