Jack lo Squartatore: chi era e quali crimini commise
Jack lo Squartatore (in inglese Jack the Ripper) è il soprannome attribuito a un assassino seriale rimasto non identificato che, nell'autunno del 1888, uccise e mutilò diverse donne nel quartiere di Whitechapel, nell'East End di Londra. Pur non essendo mai stato catturato né identificato con certezza, è diventato uno dei criminali più studiati e citati della storia, tanto da generare un intero campo di ricerca amatoriale noto come ripperologia. Il nome deriva da una lettera, probabilmente un falso giornalistico, firmata "Jack the Ripper" e inviata alla stampa nel settembre 1888.
Il contesto: Whitechapel nel 1888
Alla fine dell'Ottocento Whitechapel era uno dei quartieri più poveri e sovraffollati di Londra, segnato da miseria, criminalità, alcolismo e prostituzione diffusa. Migliaia di donne, prive di mezzi, si prostituivano per pagarsi un letto nei dormitori comuni. Le strade buie, prive di illuminazione adeguata, e una polizia metropolitana ancora priva di strumenti scientifici moderni (le impronte digitali non erano ancora in uso e non esisteva l'analisi del DNA) crearono le condizioni ideali perché un assassino potesse colpire ripetutamente senza essere catturato.
Le vittime: le "cinque canoniche"
Gli studiosi attribuiscono con maggiore sicurezza al medesimo assassino cinque omicidi, definiti le "cinque canoniche" (canonical five), commessi tra il 31 agosto e il 9 novembre 1888. Tutte le vittime erano donne povere che si prostituivano nell'East End:
- Mary Ann "Polly" Nichols — trovata morta il 31 agosto 1888.
- Annie Chapman — uccisa l'8 settembre 1888.
- Elizabeth Stride — uccisa il 30 settembre 1888, nella stessa notte di Eddowes (il cosiddetto "doppio evento").
- Catherine "Kate" Eddowes — uccisa il 30 settembre 1888.
- Mary Jane Kelly — uccisa il 9 novembre 1888, l'unica assassinata all'interno della propria stanza e quella che subì le mutilazioni più estese.
Altri omicidi avvenuti a Whitechapel tra il 1888 e il 1891 sono talvolta associati al caso, ma la loro attribuzione resta dibattuta. Negli anni più recenti, gli storici hanno anche sottolineato come queste donne siano state a lungo ridotte alla sola etichetta di "prostitute", riscoprendone invece le biografie individuali e la dignità.
Il modus operandi
I crimini presentavano caratteristiche ricorrenti che indussero gli investigatori ad attribuirli a un unico autore. In ogni caso la gola della vittima veniva recisa con tagli profondi, seguiti da mutilazioni all'addome e alla zona genitale. In più casi furono asportati organi interni, come l'utero o un rene. La natura delle ferite suggerì ad alcuni medici dell'epoca che l'assassino potesse possedere una certa conoscenza dell'anatomia, ipotesi che alimentò le congetture su un autore con competenze mediche o macellaie. Gli attacchi avvenivano di notte, rapidamente e in spazi pubblici poco illuminati, ad eccezione dell'ultimo.
Le lettere e la creazione del mito
Durante le indagini, polizia e giornali ricevettero numerose lettere attribuite all'assassino. Le più celebri sono la lettera "Dear Boss", che introdusse la firma "Jack the Ripper", la cartolina "Saucy Jacky" e la lettera "From Hell", accompagnata da un frammento di rene umano. La maggior parte degli studiosi ritiene che molte di queste missive fossero falsi, forse opera di giornalisti in cerca di scoop. Tuttavia il soprannome attecchì, e la stampa di massa dell'epoca trasformò il caso in un fenomeno mediatico senza precedenti, ponendo le basi per il mito che dura ancora oggi.
I sospettati e le indagini
La polizia interrogò e schedò numerosi sospetti, senza mai giungere a un arresto risolutivo. Tra i nomi storicamente più discussi figurano Aaron Kosminski, un barbiere ebreo di origine polacca residente nella zona; Montague John Druitt, un avvocato suicidatosi poco dopo l'ultimo omicidio; e Michael Ostrog. Nel corso dei decenni sono state avanzate decine di teorie, alcune fantasiose, che hanno coinvolto persino membri della famiglia reale o il pittore Walter Sickert, senza prove convincenti.
Le indagini scientifiche recenti (fino al 2026)
Negli anni più recenti il caso è tornato d'attualità grazie a presunte analisi del DNA. Nel 2019, e con rinnovato clamore tra il 2024 e il 2025, il ricercatore Russell Edwards ha sostenuto che l'analisi del DNA mitocondriale estratto da uno scialle attribuito alla scena dell'omicidio di Catherine Eddowes indicherebbe in Aaron Kosminski l'assassino, sulla base di una corrispondenza con discendenti viventi del sospetto e della vittima.
La comunità scientifica ha però accolto questi risultati con forte scetticismo. Il Journal of Forensic Sciences ha pubblicato una "Expression of Concern" perché i dati grezzi originali dell'analisi non sono stati resi disponibili. Diversi esperti hanno sottolineato un limite metodologico fondamentale: il DNA mitocondriale può servire a escludere un sospetto, ma non a identificarlo univocamente, poiché lo stesso profilo poteva appartenere a migliaia di persone nella Londra dell'epoca. Inoltre la catena di custodia dello scialle, conservato privatamente per oltre un secolo, non è considerata affidabile. Alcuni discendenti delle vittime e ricercatori hanno chiesto un'inchiesta formale per attribuire ufficialmente la responsabilità a Kosminski, ma al 2026 l'identità di Jack lo Squartatore resta ufficialmente sconosciuta e nessuna prova è ritenuta conclusiva dalla comunità accademica.
Domande frequenti
Jack lo Squartatore è mai stato identificato?
No. Nonostante oltre un secolo di indagini e numerose teorie, al 2026 l'identità dell'assassino non è stata accertata con certezza. Le recenti analisi del DNA che indicano Aaron Kosminski sono contestate dalla comunità scientifica per problemi di metodo e di conservazione delle prove.
Quante persone uccise Jack lo Squartatore?
Gli studiosi gli attribuiscono con maggiore certezza cinque omicidi, le cosiddette "cinque canoniche", avvenuti tra agosto e novembre 1888. Altri delitti di Whitechapel sono talvolta associati al caso, ma la loro attribuzione è dibattuta.
Chi erano le vittime?
Erano Mary Ann Nichols, Annie Chapman, Elizabeth Stride, Catherine Eddowes e Mary Jane Kelly: donne povere dell'East End londinese che si prostituivano per sopravvivere.
Perché il caso è ancora così famoso?
Per la brutalità dei crimini, il mistero mai risolto sull'identità dell'assassino, il ruolo pionieristico della stampa di massa dell'epoca e le celebri lettere firmate "Jack the Ripper", che hanno trasformato il caso in un fenomeno culturale duraturo.