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Chi era Traiano e cosa raggiunse come imperatore?

Pubblicato 23. maggio 2026 Aggiornato 15. giugno 2026

Chi era Traiano e quali traguardi raggiunse come imperatore?

Traiano è considerato da storici antichi e moderni uno dei più grandi imperatori che Roma abbia mai avuto. Tra il 98 e il 117 d.C. guidò l'impero verso la sua massima estensione territoriale, avviò riforme sociali profonde e lasciò un'impronta indelebile nell'urbanistica di Roma. Il Senato romano gli conferì il titolo di Optimus Princeps, "il migliore tra i principi", un riconoscimento che nessun altro imperatore aveva mai ricevuto in vita. Capire chi era Traiano significa comprendere l'apice di una civiltà che ha plasmato il mondo occidentale.

Le origini di Traiano: il primo imperatore provinciale

Marco Ulpio Traiano nacque il 18 settembre del 53 d.C. a Italica, una colonia romana nella provincia dell'Hispania Baetica, nell'odierna Spagna. Fu il primo imperatore romano non nato in Italia, un fatto di enorme significato simbolico: la sua ascesa segnò definitivamente l'apertura del vertice del potere alle province, allargando il senso stesso di romanità oltre i confini della penisola italica.

Il padre, Marco Ulpio Traiano il Vecchio, era un senatore e generale di successo che aveva servito sotto Vespasiano durante la guerra giudaica. Il giovane Traiano crebbe in un ambiente militare e politico privilegiato, partecipando sin da giovane alle campagne militari al fianco del padre. Questa formazione sul campo gli fornì le competenze strategiche che avrebbe messo in pratica durante il suo regno.

L'adozione da parte di Nerva e l'ascesa al trono

Nel 97 d.C., l'imperatore anziano Nerva si trovò in una posizione difficile: privo di figli naturali e con scarso consenso militare, fu costretto dalla pressione dell'esercito ad adottare un uomo capace di garantire stabilità. La sua scelta cadde su Traiano, all'epoca governatore della Germania Superior, ufficiale rispettato e amatissimo dai soldati. L'adozione fu annunciata pubblicamente, e quando Nerva morì il 28 gennaio del 98 d.C., Traiano divenne imperatore senza resistenze né guerre civili.

Traiano non si affrettò a raggiungere Roma immediatamente. Trascorse quasi un anno sul Reno e sul Danubio, ispezionando le frontiere e consolidando i legami con l'esercito. Questo gesto, lungi dall'essere di indifferenza verso la capitale, trasmise un messaggio preciso: l'imperatore era prima di tutto un soldato e un garante dei confini dell'impero.

Le conquiste militari: la Dacia e l'oro dei Carpazi

La campagna militare più celebre di Traiano fu indirizzata contro la Dacia, il regno danubiano guidato dal re Decebalo (nell'odierna Romania). I Daci erano un popolo guerriero che aveva già inflitto pesanti sconfitte alle armate romane sotto Domiziano, costringendo Roma a pagare un tributo umiliante. Traiano decise di risolvere definitivamente questa questione.

  • Prima guerra dacica (101-102 d.C.): Traiano guidò personalmente le legioni attraverso il Danubio. Dopo una serie di battaglie violente, Decebalo fu costretto a chiedere la pace. La Dacia divenne un regno cliente di Roma.
  • Seconda guerra dacica (105-106 d.C.): Decebalo riprese le ostilità appena possibile. Traiano tornò in Dacia con forze ancora più consistenti, costruì il celebre ponte sul Danubio progettato dall'architetto Apollodoro di Damasco, e questa volta annientò completamente la resistenza dacica. Decebalo si suicidò piuttosto che cadere prigioniero.

La conquista della Dacia fu straordinariamente redditizia. Dalle miniere d'oro e d'argento dei Carpazi e dal tesoro personale di Decebalo, Roma ricavò quantità enormi di metalli preziosi. Secondo le fonti antiche, il bottino comprendeva oltre 165 tonnellate d'oro e 330 tonnellate d'argento, risorse che Traiano investì in infrastrutture, distribuzioni di denaro al popolo e i grandi monumenti che ancora si possono ammirare a Roma.

La Colonna Traiana: un fumetto di marmo alto trenta metri

Per celebrare le vittorie daciche, Traiano commissionò nel 113 d.C. la costruzione della Colonna Traiana, ancora perfettamente conservata nel cuore di Roma. Alta circa 38 metri (incluso il basamento), è decorata da un fregio a spirale lungo circa 200 metri che raffigura con straordinario dettaglio le due guerre daciche: l'attraversamento del Danubio, le battaglie, i campi militari romani, le negoziazioni e la tragica fine di Decebalo. Oltre 2.500 figure umane popolano questo racconto scolpito nel marmo, che rappresenta il documento visivo più ricco che ci sia pervenuto sulla vita militare romana.

La campagna partica e la massima espansione dell'impero

Dopo la Dacia, Traiano rivolse lo sguardo verso Oriente. Nel 113 d.C. dichiarò guerra al regno dei Parti, sfruttando come pretesto le dispute sul controllo dell'Armenia. Fu l'ultima grande campagna di espansione della storia romana.

In pochi anni Traiano conquistò l'Armenia, la Mesopotamia e giunse fino al Golfo Persico. Per la prima e unica volta nella storia, le aquile romane si affacciarono sulle acque del golfo. Traiano avrebbe voluto spingersi ancora oltre, verso l'India, come aveva fatto Alessandro Magno secoli prima, ma la sua età avanzata e i segnali di malattia lo convincono a tornare indietro.

  • Armenia: conquistata nel 114 d.C. e ridotta a provincia romana
  • Mesopotamia: annessa nel 116 d.C., corrispondente all'odierno Iraq
  • Assiria: anch'essa proclamata provincia romana

Sotto Traiano l'impero romano raggiunse la sua massima estensione storica: circa 5 milioni di chilometri quadrati, con una popolazione stimata tra i 70 e i 90 milioni di abitanti. Nessun imperatore dopo di lui avrebbe portato Roma a controllare un territorio tanto vasto.

Le difficoltà orientali e la rivolta ebraica

Le province orientali appena conquistate non erano però facili da governare. Nel 115-117 d.C. scoppiò la grande rivolta della diaspora ebraica, che coinvolse Cirene, Cipro, l'Egitto e la Mesopotamia. Le comunità ebraiche si sollevarono contro il dominio romano in rivolte violente che richiesero uno sforzo militare significativo per essere represse. Questi tumulti complicarono notevolmente il controllo romano sulle nuove province orientali.

Il governo interno: riforme, opere pubbliche e politica sociale

Traiano non fu solo un conquistatore. Il suo governo interno fu caratterizzato da un'attenzione genuina al benessere dei cittadini e al buon funzionamento delle istituzioni, qualcosa che i suoi predecessori, soprattutto Domiziano, avevano largamente ignorato.

Gli alimenta: la prima assistenza pubblica ai bambini poveri

Una delle riforme più originali di Traiano fu il perfezionamento e l'ampliamento del sistema degli alimenta, avviato dal predecessore Nerva. Il meccanismo era ingegnoso: l'erario imperiale concedeva prestiti ai proprietari terrieri italici a un tasso di interesse del 5%, e gli interessi di questi prestiti venivano usati per finanziare sussidi destinati ai bambini poveri delle comunità locali.

L'obiettivo era duplice: sostenere l'agricoltura italiana (incentivando la liquidità dei proprietari) e garantire che i bambini delle famiglie più povere potessero crescere sani e diventare futuri soldati o lavoratori. Le iscrizioni scoperte in varie città italiane documentano in dettaglio il funzionamento del sistema: a Veleia, ad esempio, beneficiavano degli alimenta 264 bambini, di cui 246 maschi e 18 femmine.

Le grandi opere pubbliche di Roma

Il denaro proveniente dalle conquiste daciche permise a Traiano di trasformare il volto di Roma. Tra le realizzazioni più importanti:

  • Il Foro di Traiano: il più grande dei fori imperiali romani, progettato da Apollodoro di Damasco e inaugurato nel 112 d.C. Comprendeva la Basilica Ulpia, due biblioteche (una latina e una greca) e la Colonna Traiana.
  • I Mercati di Traiano: un complesso commerciale a più piani scavato nella collina del Quirinale, considerato il primo centro commerciale coperto della storia.
  • Il porto di Civitavecchia: ampliato per migliorare i rifornimenti di grano a Roma.
  • La Via Traiana: una nuova strada che collegava Benevento a Brindisi, abbreviando i percorsi verso l'Oriente.

Il titolo di Optimus Princeps e il rapporto con il Senato

Il rapporto di Traiano con il Senato fu radicalmente diverso da quello di Domiziano, che aveva governato con la paura e aveva fatto giustiziare numerosi senatori. Traiano si presentò come primo tra pari (primus inter pares), rispettando le prerogative del Senato e consultandosi regolarmente con i suoi membri.

Plinio il Giovane, senatore e scrittore del tempo, dedicò a Traiano il Panegirico, un discorso celebrativo che ci offre un ritratto vivido dell'imperatore: sobrio nel tenore di vita, accessibile, leale con i collaboratori, generoso con il popolo senza essere populista. Il 114 d.C. il Senato gli conferì ufficialmente il titolo di Optimus Princeps, un riconoscimento senza precedenti nella storia di Roma.

Le lettere scambiate tra Plinio il Giovane, all'epoca governatore della Bitinia, e Traiano sono una fonte preziosa per capire il suo stile di governo. In una di queste lettere Plinio chiede all'imperatore come comportarsi con i cristiani; la risposta di Traiano, misurata e pragmatica, divenne un punto di riferimento per la politica imperiale verso questa nuova religione.

La successione e l'eredità politica

Traiano non aveva figli. Quando la sua salute peggiorò durante la campagna partica, cominciò a pensare alla successione. Adottò Adriano, suo lontano parente e anch'egli originario di Italica, garantendo una transizione ordinata del potere. Traiano morì il 9 agosto del 117 d.C. a Selinunte, in Cilicia (odierna Turchia), mentre tornava a Roma dalla Mesopotamia.

Le sue ceneri furono deposte alla base della Colonna Traiana, un onore eccezionale: le leggi romane vietavano normalmente la sepoltura all'interno del pomerium, il confine sacro della città. Per Traiano fu fatta un'eccezione.

L'eredità di Traiano nella storia e nella cultura

L'influenza di Traiano si estese ben oltre la sua morte. Gli imperatori successivi venivano auguralmente salutati dal Senato con la formula felicior Augusto, melior Traiano, "più fortunato di Augusto, migliore di Traiano", a testimonianza del fatto che Traiano era diventato il termine di paragone assoluto per il buon governo.

Nel Medioevo, nonostante fosse pagano, Traiano godette di una reputazione straordinariamente positiva anche nella cultura cristiana. Dante Alighieri lo collocò nel Paradiso tra gli spiriti giusti (Canto XX del Paradiso), facendo riferimento alla leggenda secondo cui papa Gregorio Magno avrebbe pregato per la sua anima e ottenuto la sua resurrezione temporanea per permettergli di convertirsi.

Oggi la Romania considera Traiano un padre fondatore della nazione, poiché la romanizzazione della Dacia gettò le basi linguistiche e culturali della futura nazione rumena, la cui lingua deriva direttamente dal latino parlato dai coloni romani.

Domande frequenti

Perché Traiano fu chiamato Optimus Princeps?

Il titolo di Optimus Princeps, che significa "il migliore tra i principi", fu conferito a Traiano dal Senato romano nel 114 d.C. in riconoscimento delle sue conquiste militari, delle sue riforme sociali e del suo rispetto per le istituzioni repubblicane. Fu l'unico imperatore a ricevere questo titolo durante il proprio regno.

Quali erano le principali conquiste militari di Traiano?

Le conquiste principali furono la Dacia (odierna Romania), conquistata in due campagne tra il 101 e il 106 d.C., e le province orientali di Armenia, Mesopotamia e Assiria, conquistate tra il 113 e il 116 d.C. Sotto Traiano l'impero romano raggiunse la sua massima estensione storica.

Cos'erano gli alimenta di Traiano?

Gli alimenta erano un programma assistenziale che prevedeva prestiti imperiali ai proprietari terrieri italici al 5% di interesse. Gli interessi ricavati finanziavano sussidi alimentari destinati ai bambini poveri delle comunità locali. Fu uno dei primi sistemi di assistenza pubblica documentati nella storia.

Cosa rappresenta la Colonna Traiana?

La Colonna Traiana, eretta a Roma nel 113 d.C. e ancora in piedi oggi, è decorata da un fregio a spirale lungo circa 200 metri che racconta in immagini scolpite le due guerre daciche. Con oltre 2.500 figure umane, è la fonte visiva più dettagliata sulla vita militare romana che ci sia pervenuta.

Chi era Adriano e perché Traiano lo scelse come successore?

Adriano era un lontano parente di Traiano, anch'egli originario di Italica in Spagna. Traiano lo adottò come figlio e successore poco prima di morire nel 117 d.C. Adriano decise di abbandonare le province orientali conquistate da Traiano, ritenendo troppo costoso mantenerle, e reindirizzò la politica imperiale verso il consolidamento piuttosto che l'espansione.

Dove è sepolto Traiano?

Le ceneri di Traiano furono deposte alla base della Colonna Traiana, nel suo Foro a Roma. Si tratta di un luogo di sepoltura straordinario: per permetterlo fu necessaria una deroga alle leggi romane che vietavano le sepolture all'interno del pomerium, il confine sacro della città.

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