Cosa includeva l'armatura di un cavaliere medievale
L'armatura di un cavaliere medievale non era un singolo pezzo, ma un insieme articolato di numerose componenti metalliche pensate per proteggere ogni parte del corpo lasciando al guerriero sufficiente libertà di movimento. La sua forma cambiò profondamente nel corso dei secoli: dalla cotta di maglia dei secoli XI-XII si passò gradualmente, tra il XIV e il XV secolo, all'armatura a piastre completa, l'immagine classica del cavaliere che ancora oggi si ammira nei musei e nelle rievocazioni storiche. Una panoplia da torneo o da battaglia di pieno Quattrocento poteva comprendere oltre venti elementi distinti, ciascuno con un nome preciso e una funzione specifica.
L'evoluzione: dalla maglia alle piastre
Per gran parte dell'Alto Medioevo la difesa principale del cavaliere fu l'usbergo, una lunga tunica di maglia metallica composta da migliaia di anelli di ferro intrecciati e ribaditi. Flessibile ma pesante, proteggeva bene dai tagli ma poco dai colpi di punta e dall'urto delle armi contundenti. A partire dal XIV secolo si cominciarono ad aggiungere piastre rigide sopra o sotto la maglia, fino ad arrivare, nel Quattrocento, all'armatura bianca (o a piastre) completa, che ricopriva il corpo con una superficie continua di acciaio sagomato. Anche in quest'epoca la maglia non scomparve del tutto: continuò a proteggere le giunture e le zone difficili da coprire con le piastre, come ascelle e inguine.
La protezione della testa e del collo
L'elmo era l'elemento più riconoscibile e più curato dell'intera armatura. Tra i modelli più diffusi vi furono:
- Il bacinetto: comparso verso la fine del XII secolo, era una calotta che proteggeva il cranio; nelle versioni più evolute aveva una visiera mobile, spesso a forma di muso appuntito (il celebre "muso di cane").
- Il grande elmo (elmo a botte o a cilindro): tipico del XIII secolo, copriva interamente il capo con feritoie orizzontali per la vista e piccoli fori per la respirazione.
- L'armet e la celata: elmi più aderenti e articolati del XV secolo, che si chiudevano attorno al volto e distribuivano meglio il peso.
Al collo provvedeva la gorgiera, un colletto di piastre, mentre nei secoli precedenti la stessa zona era difesa dal camaglio (in italiano spesso detto *aventail*), una pendaglio di maglia metallica fissato al bordo dell'elmo che ricadeva su collo e spalle.
La protezione del busto
Il cuore dell'armatura era la corazza, formata da due piastre principali:
- Il petto (o piastra pettorale), la parte anteriore curva che proteggeva torace e addome;
- La schiena (o piastra dorsale), l'elemento corrispondente posteriore.
Le due metà venivano allacciate ai fianchi e sulle spalle. Al bordo inferiore del petto si agganciava la falda (in inglese *fauld*), una serie di lamelle sovrapposte che proteggeva i fianchi e l'addome basso; da essa pendevano talvolta le scarselle (*tassets*), piastre che coprivano la sommità delle cosce colmando lo spazio tra busto e gambe.
Spalle e braccia
Le spalle erano coperte dagli spallacci (*pauldrons*), grandi piastre composte da lamelle articolate che garantivano mobilità. Per difendere il punto vulnerabile dell'ascella si usavano talvolta le besague, piccoli dischi metallici allacciati alla maglia. Il braccio era protetto in più segmenti:
- Il bracciale superiore (*rerebrace*) per la parte alta del braccio;
- La cubitiera per il gomito;
- Il bracciale inferiore (*vambrace*) per l'avambraccio.
Le mani erano racchiuse nei guanti d'arme (manopole o guanti a piastre), realizzati con lamelle articolate che permettevano di stringere l'arma e la briglia.
La protezione delle gambe
Anche gli arti inferiori erano interamente corazzati. I cosciali (*cuisses*) proteggevano le cosce, le ginocchiere (*poleyns*) coprivano e articolavano il ginocchio, mentre gli schinieri (*greaves*) difendevano la parte inferiore della gamba. Il piede era avvolto nei scarponi d'arme o solleretti (*sabatons*), composti da lamelle articolate che ne seguivano i movimenti e che in epoca gotica terminavano spesso in una punta allungata, secondo la moda del tempo.
Sotto e oltre l'armatura
Sotto le piastre il cavaliere indossava un farsetto imbottito (gambeson o arming doublet), un capo trapuntato che attutiva i colpi e a cui venivano allacciati i vari pezzi metallici. A completare l'equipaggiamento offensivo e difensivo si aggiungevano lo scudo — sempre più piccolo con l'affermarsi dell'armatura a piastre, fino quasi a scomparire nel pieno Quattrocento — e le armi: spada, lancia, mazza, martello d'arme o ascia. Un'armatura completa pesava in genere tra i 20 e i 30 chilogrammi, distribuiti su tutto il corpo: ben bilanciata, consentiva a un cavaliere allenato di camminare, montare a cavallo e persino correre.
Domande frequenti
Quanto pesava un'armatura completa da cavaliere?
Un'armatura a piastre completa del XV secolo pesava di norma tra 20 e 30 chilogrammi. Poiché il peso era ripartito su tutto il corpo e non concentrato sulle spalle, un cavaliere addestrato poteva muoversi con relativa agilità, montare a cavallo e combattere a piedi.
Qual era la differenza tra cotta di maglia e armatura a piastre?
La cotta di maglia era fatta di anelli di ferro intrecciati, flessibile ma vulnerabile ai colpi di punta e contundenti. L'armatura a piastre, affermatasi tra il XIV e il XV secolo, usava lamine rigide di acciaio sagomato che offrivano una protezione molto superiore. Spesso le due tecniche venivano combinate, con la maglia a coprire le giunture.
Come si chiamava la protezione delle gambe?
Le gambe erano difese dai cosciali per le cosce, dalle ginocchiere per le ginocchia e dagli schinieri per la parte inferiore. Il piede era protetto dai solleretti o scarponi d'arme, formati da lamelle metalliche articolate.
Cosa indossava il cavaliere sotto l'armatura?
Sotto le piastre il cavaliere portava un farsetto imbottito e trapuntato, chiamato gambeson o arming doublet. Serviva ad attutire i colpi e a fornire i punti di aggancio a cui venivano allacciati i singoli pezzi dell'armatura.