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Il dodo è estinto? La verità sulla sua scomparsa e il ritorno

Pubblicato 2. novembre 2024 Aggiornato 13. giugno 2026

Il dodo è estinto? Scopri la verità qui!

Sì, il dodo (Raphus cucullatus) è ufficialmente estinto da oltre tre secoli. L'uccello è scomparso dall'isola di Maurizio, nell'Oceano Indiano, alla fine del XVII secolo, vittima dell'arrivo dell'uomo. Tuttavia, la "verità" del 2026 è più sfumata di un semplice fatto storico: il dodo è ancora estinto, ma per la prima volta nella storia esiste un programma scientifico concreto che punta a riportarlo in vita. Questo articolo distingue ciò che è certo da ciò che è ancora una promessa di laboratorio.

Quando e perché il dodo si è estinto

Il dodo era un uccello incapace di volare, endemico dell'isola di Maurizio, a est del Madagascar. Si era evoluto per milioni di anni in totale assenza di predatori terrestri, sviluppando una corporatura tozza, ali ridotte e un comportamento privo di paura. Proprio questa mancanza di timore, frutto dell'isolamento, ne decretò la rovina quando i marinai olandesi sbarcarono sull'isola nel 1598.

La scomparsa non fu istantanea: la specie sopravvisse circa 174 anni dopo il primo contatto umano. L'ultimo avvistamento ritenuto attendibile risale al 1662, anche se alcune fonti lo collocano fino al 1680 circa. Una stima statistica pubblicata nel 2003 da David Roberts e Andrew Solow ha collocato l'estinzione effettiva intorno al 1690. Il declino fu quindi graduale, ma irreversibile.

Le cause della scomparsa

Contrariamente a un mito diffuso, non fu solo la caccia diretta a uccidere il dodo. I fattori si sommarono:

  • La caccia da parte dei marinai, che catturavano gli adulti per la carne sfruttando la loro assenza di diffidenza.
  • Le specie invasive introdotte dall'uomo: cani, gatti, maiali, ratti e scimmie. Questi animali predavano uova, pulcini e giovani esemplari, colpendo la riproduzione della specie.
  • La distruzione dell'habitat forestale di Maurizio, che ridusse gli spazi vitali.

Furono soprattutto i predatori non nativi, più della caccia, a sigillare il destino dell'uccello: un dodo nidificava a terra e deponeva un solo uovo, una strategia riproduttiva fatale di fronte a ratti e maiali affamati.

Da dove nasce l'espressione "morto come un dodo"

Il dodo è diventato l'icona universale dell'estinzione causata dall'uomo. L'espressione inglese "as dead as a dodo" ("morto come un dodo") indica qualcosa di definitivamente scomparso o superato. La sua celebrità deve molto anche alla letteratura: il dodo appare in Alice nel Paese delle Meraviglie di Lewis Carroll (1865), che ne fissò l'immagine nell'immaginario collettivo. Paradossalmente, di un animale così famoso non esiste oggi alcun esemplare completo imbalsamato: restano soprattutto ossa, frammenti e ricostruzioni.

Il dodo può tornare? Lo stato del progetto nel 2026

Questa è la parte della "verità" che cambia ogni anno. L'azienda statunitense di biotecnologie Colossal Biosciences, già nota per i progetti sul mammut lanoso e sul lupo, ha annunciato un programma di de-estinzione del dodo. L'obiettivo non è clonare un dodo identico, cosa impossibile, ma utilizzare l'ingegneria genetica partendo dal suo parente vivente più prossimo, il piccione di Nicobar.

Nel settembre 2025 il gruppo di genetica aviaria di Colossal ha annunciato un risultato definito storico: la coltivazione, per la prima volta, delle cellule germinali primordiali (PGC) del piccione. Sono le cellule che danno origine a spermatozoi e ovuli, ed editarle è considerato il passaggio chiave per modificare il patrimonio genetico in direzione del dodo. Il team ha inoltre creato un gruppo di polli geneticamente modificati che potrebbero fungere da "surrogati" per la riproduzione.

Sul piano economico e strategico, nel 2026 la situazione è la seguente:

  • Colossal ha raccolto ulteriori 120 milioni di dollari, che si aggiungono ai 200 milioni del precedente round di finanziamento.
  • Al World Governments Summit del febbraio 2026, il fondatore Ben Lamm ha indicato la de-estinzione tra i temi più rilevanti dell'anno e ha presentato la prima struttura "Bio Vault" per la conservazione del materiale genetico.
  • È stato istituito un Comitato consultivo sul dodo di Maurizio, formato da esperti legati alla cultura dell'isola, per guidare un eventuale programma di reintroduzione.

Secondo le stime della stessa azienda, servirebbero ancora cinque-sette anni prima che un dodo possa eventualmente tornare a camminare a Maurizio. È fondamentale sottolineare che, al giugno 2026, nessun dodo è stato riportato in vita: si tratta di tappe preliminari di laboratorio, non di un animale esistente.

Sarebbe davvero un dodo?

Il progetto solleva dubbi scientifici ed etici. Numerosi biologi osservano che l'eventuale risultato non sarebbe un dodo autentico, ma un piccione geneticamente modificato per assomigliargli: un animale ingegnerizzato con alcune caratteristiche del dodo, non la specie originale risorta. A questo si aggiungono interrogativi sull'utilità dell'operazione, sul benessere degli animali coinvolti e sul rischio di distogliere risorse dalla protezione delle specie oggi realmente in pericolo. I sostenitori replicano che le tecnologie sviluppate potrebbero servire proprio alla conservazione degli uccelli minacciati.

Domande frequenti

Il dodo è estinto nel 2026?

Sì. Il dodo è estinto da circa la fine del XVII secolo (ultimo avvistamento attendibile nel 1662, estinzione stimata intorno al 1690) e al 2026 nessun esemplare vivente esiste. I progetti di de-estinzione sono ancora in fase sperimentale.

Quando si è estinto esattamente il dodo?

L'ultimo avvistamento ritenuto credibile risale al 1662, con possibili segnalazioni fino al 1680. Uno studio statistico del 2003 colloca l'estinzione effettiva intorno al 1690.

Perché il dodo si è estinto?

Per la combinazione di caccia da parte dei marinai olandesi, introduzione di specie invasive (ratti, maiali, gatti, cani) che predavano uova e piccoli, e distruzione dell'habitat forestale di Maurizio.

Si può riportare in vita il dodo?

L'azienda Colossal Biosciences ci sta lavorando partendo dal piccione di Nicobar. Nel 2025 ha annunciato progressi sulle cellule germinali del piccione, ma stima ancora cinque-sette anni di lavoro. L'eventuale risultato sarebbe un ibrido geneticamente modificato, non il dodo originale.

Qual è il parente vivente più vicino al dodo?

Il piccione di Nicobar, un uccello del Sud-est asiatico. Il dodo apparteneva infatti alla famiglia dei colombidi, cioè piccioni e colombi.

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