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Miglior pesto genovese del supermercato: la classifica Altroconsumo 2026

Pubblicato 28. aprile 2026

Miglior pesto genovese del supermercato: la classifica Altroconsumo 2026

Il pesto alla genovese è uno dei sughi più amati e più venduti nei supermercati italiani, ma il test 2026 di Altroconsumo svela una realtà preoccupante: su 79 marchi analizzati, nessuno ha ottenuto un punteggio sufficiente. Solo tre prodotti vengono giudicati "accettabili", mentre tutti gli altri ricevono valutazioni "scarse" o "molto scarse". In questa guida scoprirai la classifica completa, i motivi della bocciatura, come riconoscere un pesto di qualità e la ricetta originale per prepararlo in casa.

Il test Altroconsumo 2026: i risultati

L'associazione di consumatori Altroconsumo ha analizzato 79 referenze di pesto alla genovese disponibili nella grande distribuzione italiana. La valutazione ha tenuto conto di parametri come ingredienti, valori nutrizionali, contenuto di grassi saturi, sale, additivi, qualità dell'olio utilizzato e presenza di basilico genovese DOP.

I tre prodotti che hanno raggiunto la sufficienza relativa, definiti "accettabili", sono:

  • Lettere dall'Italia (MD) Pesto alla genovese - punteggio 42
  • Lettere dall'Italia (MD) Pesto senza aglio - punteggio 42
  • Vemondo (Lidl) Pesto vegano al basilico - punteggio 41

Sorprende che siano tutti prodotti del segmento low cost dei discount: due della catena MD e uno di Lidl. I marchi blasonati e più pubblicizzati hanno ottenuto valutazioni inferiori.

Perché i pesti del supermercato vengono bocciati

I motivi della valutazione negativa sono principalmente nutrizionali. Il pesto industriale presenta:

  • Troppi grassi saturi: dovuti alla combinazione di olio, formaggi grassi (Pecorino e Parmigiano) e frutta secca (pinoli, anacardi)
  • Sale in eccesso: molto più alto rispetto a una preparazione casalinga
  • Additivi e conservanti: necessari per la lunga shelf life ma poco salutari
  • Olio di girasole o di semi: spesso usato al posto del più costoso extravergine d'oliva
  • Anacardi al posto dei pinoli: per ridurre i costi (i pinoli sono molto cari)
  • Patate: alcuni produttori le aggiungono come addensante

Come leggere l'etichetta del pesto

Quando scegli un pesto al supermercato, controlla sempre questi elementi sull'etichetta:

  • Ordine degli ingredienti: il basilico dovrebbe comparire ai primi posti
  • Tipo di olio: preferisci sempre l'olio extravergine d'oliva 100%
  • Origine del basilico: il basilico genovese DOP è garanzia di qualità
  • Frutta secca: cerca i pinoli, evita gli anacardi
  • Formaggi: Pecorino e Parmigiano DOP sono indicatori di qualità
  • Conservanti: meno sono, meglio è (acido sorbico, acido lattico)
  • Sale: sotto 1,5 g per 100 g è accettabile

Il pesto fatto in casa: la migliore scelta secondo Altroconsumo

Altroconsumo non ha dubbi: il pesto migliore è quello fatto in casa, con ingredienti freschi e di qualità. La ricetta tradizionale prevede:

  • 50 g di foglie di basilico genovese DOP
  • 30 g di pinoli italiani
  • 50 g di Parmigiano Reggiano grattugiato
  • 20 g di Pecorino Sardo grattugiato
  • 1-2 spicchi d'aglio (preferibilmente di Vessalico)
  • 100 ml di olio extravergine d'oliva ligure
  • Un pizzico di sale grosso

Procedimento tradizionale al mortaio

  1. Lava delicatamente le foglie di basilico in acqua fredda e asciugale con un panno pulito senza strofinare
  2. Pesta nel mortaio di marmo l'aglio con un pizzico di sale grosso fino a ottenere una crema
  3. Aggiungi i pinoli e continua a pestare
  4. Unisci le foglie di basilico poco alla volta, ruotando il pestello in senso rotatorio (mai a percussione)
  5. Quando si forma una crema verde brillante, incorpora i formaggi grattugiati
  6. Versa l'olio a filo mescolando con un cucchiaio di legno fino a ottenere la consistenza desiderata

Il pesto al mortaio è qualitativamente superiore perché non riscalda il basilico (il calore lo fa ossidare e annerire). Se usi il frullatore, lavora a brevi impulsi e con lame fredde.

Conservazione del pesto

Il pesto fatto in casa si conserva:

  • In frigorifero: 5-7 giorni in un barattolo di vetro coperto da uno strato di olio
  • In freezer: 2-3 mesi in stampini per ghiaccio o in piccoli contenitori, senza formaggi (da aggiungere dopo lo scongelamento)
  • Sottovuoto: fino a 15 giorni in frigorifero

Pesto e salute: cosa sapere

Il pesto, anche quello casalingo, è un alimento calorico: 100 g forniscono circa 450-500 kcal. Tuttavia, è ricco di:

  • Acidi grassi monoinsaturi (dall'olio d'oliva)
  • Vitamina E e antiossidanti
  • Calcio e fosforo (dai formaggi)
  • Magnesio e zinco (dai pinoli)
  • Vitamina K (dal basilico)

Una porzione standard è 30-40 g (un cucchiaio abbondante) per condire 80-100 g di pasta, sufficiente per chi segue una dieta equilibrata.

Domande frequenti sul pesto genovese

Qual è il pesto migliore al supermercato 2026?

Secondo il test Altroconsumo 2026 i tre pesti accettabili sono Lettere dall'Italia (MD), sia versione classica che senza aglio, e Vemondo di Lidl. Sono tutti prodotti del segmento discount con punteggi tra 41 e 42 su 100.

Perché il pesto del supermercato è scuro?

Il pesto industriale è spesso scuro perché subisce trattamenti termici di pastorizzazione che ossidano il basilico. Il pesto fresco di qualità ha un colore verde brillante. Alcuni produttori aggiungono coloranti naturali per mantenere il colore.

Posso usare il robot da cucina al posto del mortaio?

Sì, ma il risultato sarà diverso. Il calore generato dalle lame ossida il basilico e altera il gusto. Per minimizzare il problema, raffredda lame e contenitore in freezer per 30 minuti prima dell'uso e lavora a brevi impulsi.

Il pesto vegano è più sano?

Non necessariamente. Il pesto vegano sostituisce i formaggi con lievito alimentare o anacardi, riducendo i grassi saturi animali ma spesso aggiungendo più sale o additivi. Vemondo (Lidl) vegano è tra i tre accettabili nel test Altroconsumo.

Quanti grassi ha il pesto?

Il pesto contiene mediamente 35-45 g di grassi per 100 g, di cui 6-10 g saturi. Una porzione da 30 g apporta circa 150 kcal e 12 g di grassi. Per chi segue una dieta dimagrante è comunque preferibile dosarlo con attenzione.

Posso fare il pesto senza aglio?

Sì, alcune varianti tradizionali della Liguria di Levante non prevedono aglio o ne usano poco. Lettere dall'Italia ha una versione "senza aglio" classificata accettabile. In casa puoi semplicemente eliminarlo o sostituirlo con un pizzico di erba cipollina.

Il pesto del Lidl è buono?

Vemondo Pesto vegano al basilico (Lidl) ha ottenuto 41 punti nel test Altroconsumo, posizionandosi tra i tre prodotti accettabili su 79 testati. Considerando il prezzo molto contenuto, è una scelta razionale per chi cerca qualità-prezzo.