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Qual è il primo fumetto della storia: Töpffer, Glasgow e Yellow Kid

Pubblicato 21. novembre 2024 Aggiornato 12. giugno 2026

Qual è il primo fumetto mai creato nella storia?

Non esiste una risposta unica e universalmente accettata alla domanda su quale sia il primo fumetto della storia, perché tutto dipende da come si definisce il fumetto stesso. A seconda che si privilegi la sequenza di immagini narrative, la pubblicazione su rivista, l'uso dei balloon o la nascita del fumetto come fenomeno di massa, il "primato" cambia titolare. Nel 2026 la critica internazionale tende a indicare lo svizzero Rodolphe Töpffer come padre del fumetto moderno, ma riconosce ruoli decisivi anche al periodico scozzese The Glasgow Looking Glass e all'americano The Yellow Kid. Questo articolo ricostruisce le diverse candidature e spiega perché ciascuna abbia un fondamento.

Una premessa: cosa rende un'opera un "fumetto"

Il fumetto è comunemente definito come una narrazione costruita attraverso una sequenza di immagini intenzionalmente disposte, spesso integrate da un testo. Secondo questa definizione, i precursori sono antichissimi: si citano i geroglifici egizi, gli affreschi a episodi, la Colonna Traiana o l'arazzo di Bayeux. Nessuno di questi, però, è un fumetto in senso proprio, perché manca l'intenzione narrativa moderna e, soprattutto, la riproduzione a stampa destinata a un pubblico ampio. Per questo gli studiosi collocano la nascita del fumetto vero e proprio tra la fine del Settecento e l'Ottocento, nell'epoca della stampa illustrata.

Rodolphe Töpffer: il padre del fumetto moderno

Il candidato più solido al titolo di inventore del fumetto è Rodolphe Töpffer (1799-1846), insegnante, scrittore e disegnatore ginevrino. A partire dal 1827 realizzò una serie di "storie in stampe" (histoires en estampes) nate per divertire i suoi allievi. La più celebre, Histoire de M. Vieux Bois, fu composta proprio nel 1827, ma pubblicata solo nel 1837.

Fu il poeta Johann Wolfgang von Goethe, che ebbe modo di vedere i suoi lavori intorno al 1831, a incoraggiarlo a darli alle stampe. Nel 1833 uscì così Histoire de M. Jabot, considerata da molti la prima di queste opere a essere effettivamente pubblicata. Töpffer combinava vignette incorniciate da bordi con didascalie poste sotto le immagini: non usava ancora i balloon, ma realizzò quella che il teorico Scott McCloud ha definito "la prima combinazione interdipendente di parole e immagini vista in Europa". Per questo Töpffer è oggi indicato come il "primo autore di fumetti della storia". Histoire de M. Vieux Bois ebbe anche un primato editoriale negli Stati Uniti: nel 1842 vi fu pubblicata con il titolo The Adventures of Mr. Obadiah Oldbuck, diventando di fatto il primo fumetto a circolare in America.

The Glasgow Looking Glass: la prima rivista a fumetti

Se si sposta il criterio dalla singola opera al formato periodico, il primato spetta alla Scozia. The Glasgow Looking Glass, il cui primo numero apparve l'11 giugno 1825, è considerato la prima vera rivista a fumetti della storia. Era opera del caricaturista William Heath e introdusse elementi destinati a diventare canonici: la formula "To be continued" ("continua") per le storie a puntate e l'uso di nuvolette per le parole dei personaggi.

Esistevano testate illustrate precedenti, come The Comick Magazine (1796) o The Caricature Magazine (1808), ma in esse le immagini erano per lo più tavole isolate o ristampe di incisioni preesistenti, inserite in pubblicazioni a prevalenza testuale. The Glasgow Looking Glass fu invece la prima pubblicazione a stampa concepita per raccontare storie attraverso illustrazioni in sequenza, ragione per cui è riconosciuto come il più antico periodico a fumetti.

The Yellow Kid: il fumetto come fenomeno di massa

Per gran parte del Novecento, soprattutto nella tradizione anglosassone, il primato del "primo fumetto" è stato attribuito a The Yellow Kid, personaggio creato da Richard Felton Outcault e apparso a partire dal 1895 sulle pagine domenicali a colori del New York World, all'interno della serie Hogan's Alley. La sua celebre veste gialla divenne un fenomeno tipografico e commerciale.

Oggi la critica non lo considera più il primo fumetto in assoluto, dato che opere come quelle di Töpffer o del tedesco Wilhelm Busch (autore di Max und Moritz, 1865) lo precedono di decenni. The Yellow Kid mantiene però un primato diverso e altrettanto importante: fu il primo a unire personaggio ricorrente, periodicità regolare, stampa a colori e, soprattutto, a generare quel fenomeno culturale, editoriale e di costume che oggi chiamiamo fumetto. In questo senso segna meno l'invenzione del linguaggio e più la nascita dell'industria del fumetto.

Conclusione: dipende dalla definizione

La domanda "qual è il primo fumetto della storia" ha quindi tre risposte legittime, non in contraddizione tra loro. Se si cerca il primo autore a costruire un linguaggio narrativo per immagini sequenziali, la risposta è Rodolphe Töpffer (1827/1833). Se si cerca la prima rivista a fumetti, è The Glasgow Looking Glass (1825). Se si cerca il momento in cui il fumetto diventa fenomeno popolare di massa, è The Yellow Kid (1895). La storiografia contemporanea, nel 2026, riconosce in genere a Töpffer la paternità del fumetto moderno, pur valorizzando il contributo decisivo delle altre due pietre miliari.

Domande frequenti

Chi ha inventato il fumetto?

Lo svizzero Rodolphe Töpffer è generalmente considerato il padre del fumetto moderno. A partire dal 1827 creò storie narrate con sequenze di vignette incorniciate e didascalie; la prima pubblicata fu Histoire de M. Jabot nel 1833, su incoraggiamento di Goethe.

Qual è la prima rivista a fumetti della storia?

È The Glasgow Looking Glass, pubblicata in Scozia da William Heath a partire dall'11 giugno 1825. Fu la prima pubblicazione concepita per raccontare storie tramite immagini in sequenza e introdusse la formula "To be continued" e le nuvolette.

Perché The Yellow Kid è considerato un fumetto importante?

Pur non essendo il primo in assoluto, The Yellow Kid (1895), di Richard Outcault, fu il primo a combinare personaggio ricorrente, periodicità, colore e successo popolare, segnando la nascita del fumetto come fenomeno culturale e industriale di massa.

Esistono fumetti più antichi di Töpffer?

Esistono numerosi precursori, come le incisioni sequenziali di William Hogarth nel Settecento o opere narrative per immagini ancora più antiche, ma non sono considerati fumetti in senso pieno perché privi dell'intenzione narrativa e del formato a stampa seriale che caratterizzano il medium moderno.

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