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Qual è la capitale del Kazakistan e qual è la sua storia

Pubblicato 23. maggio 2026

Qual è la capitale del Kazakistan e quali sono le sue ragioni?

Astana è la capitale del Kazakistan, una città che racchiude in sé decenni di storia tormentata, cambi di nome, ambizioni politiche e una trasformazione urbanistica senza precedenti nelle steppe dell'Asia centrale. Nata come piccolo insediamento militare russo nell'Ottocento, Astana è diventata nel giro di trent'anni una delle capitali più moderne e spettacolari del mondo, simbolo vivente delle aspirazioni di un paese che ha saputo trasformare il petrolio in architettura e identità nazionale.

La storia della capitale del Kazakistan: da Aqmola ad Astana

La città che oggi conosciamo come Astana ha una storia di trasformazioni continue, rispecchiate nei suoi numerosi cambi di nome. Ogni denominazione corrisponde a un'epoca precisa della storia kazaka e russa, e comprenderli significa ripercorrere il cammino di un paese dall'epoca zarista all'indipendenza post-sovietica.

Le origini: Aqmoly e Akmolinsk

L'insediamento originario fu fondato nel 1830 come fortezza militare russa sulla riva del fiume Ishim, nelle steppe del Kazakistan settentrionale. Il nome originale in lingua kazaka era Aqmoly, che significa "tomba bianca" o "luogo sacro bianco", riferimento alle antiche sepolture nomadi che punteggiavano le pianure circostanti. Sotto l'amministrazione zarista, il nome venne russificato in Akmolinsk, e nel 1832 alla città fu riconosciuto lo status ufficiale di città.

Nel corso del XIX e inizio XX secolo, Akmolinsk rimase un centro amministrativo di secondaria importanza nell'immenso impero russo, legato principalmente al commercio delle steppe e al transito delle merci verso la Siberia. La sua posizione geografica al centro delle grandi pianure kazake ne determinava l'isolamento ma anche la funzione di nodo commerciale per le popolazioni nomadi della regione.

Tselinograd: la città delle terre vergini

La svolta più drammatica per la città arrivò negli anni Cinquanta del Novecento, quando il leader sovietico Nikita Krusciov lanciò la campagna delle "terre vergini" (tselina in russo): un ambizioso programma di colonizzazione agricola delle steppe kazake, volto a trasformare enormi distese di terra incolta in campi di grano. Akmolinsk divenne il centro amministrativo di questa operazione colossale e nel 1961 fu ribattezzata Tselinograd, letteralmente "città delle terre vergini".

Centinaia di migliaia di lavoratori, principalmente russi e ucraini, affluirono nella regione. La città crebbe rapidamente, con nuovi quartieri residenziali, industrie e infrastrutture. Tuttavia, la campagna delle terre vergini ebbe conseguenze ambientali disastrose: l'erosione del suolo, la siccità e l'impoverimento delle terre compromisero a lungo termine la produttività agricola della regione.

Akmola: l'indipendenza kazaka

Con la dissoluzione dell'Unione Sovietica nel 1991, il Kazakistan proclamò la propria indipendenza e la città fu nuovamente ribattezzata, questa volta in Akmola, adattamento kazako del nome originale. Almaty (l'ex Alma-Ata) rimase la capitale del paese, mentre Akmola tornò a essere un centro regionale.

La svolta decisiva arrivò nel 1997, quando il presidente Nursultan Nazarbaev annunciò la decisione di trasferire la capitale da Almaty ad Akmola. Le ragioni erano molteplici: Almaty si trovava in una zona sismica, era lontana dal centro geografico del paese ed era vicina al confine con la Cina. La nuova capitale avrebbe invece stimolato lo sviluppo del nord del paese, storicamente abitato da una maggioranza di etnia russa, rafforzando l'integrazione nazionale.

Perché Astana è diventata la capitale del Kazakistan

Il trasferimento della capitale da Almaty ad Akmola nel dicembre 1997 fu una decisione politica epocale, che non aveva precedenti nella storia post-sovietica. Pochi mesi dopo, nel maggio 1998, la città fu ufficialmente ribattezzata Astana, termine che in lingua kazaka significa semplicemente "capitale" o "città capitale". La scelta del nome era programmatica: la città avrebbe dovuto incarnare l'identità stessa del Kazakistan indipendente.

Le motivazioni strategiche del trasferimento

Il presidente Nazarbaev motivò il trasferimento della capitale con una serie di argomentazioni pratiche e strategiche:

  • Sicurezza sismica: Almaty è situata in una delle zone sismicamente più attive dell'Asia centrale, con rischio elevato di terremoti catastrofici
  • Posizione centrale: Astana si trova geograficamente più vicina al centro del territorio kazako, facilitando l'amministrazione di un paese dalle dimensioni continentali (nono al mondo per estensione)
  • Sviluppo del nord: il trasferimento intendeva stimolare economicamente le regioni settentrionali, tradizionalmente meno sviluppate e con forte presenza di minoranze etniche russe
  • Simbolismo politico: una nuova capitale ex novo rappresentava la rottura definitiva con il passato sovietico e l'affermazione di un'identità kazaka moderna e autonoma

La trasformazione urbana: da steppe a metropoli

In meno di trent'anni, Astana si è trasformata da una modesta città di provincia con poco più di 200.000 abitanti in una metropoli di oltre 1,5 milioni di persone. La trasformazione urbanistica è stata guidata da alcuni dei più celebri architetti del mondo e finanziata in larga parte dai proventi dell'immenso patrimonio petrolifero kazako.

Il piano urbanistico di Kisho Kurokawa

Il governo kazako affidò la pianificazione della nuova capitale all'architetto giapponese Kisho Kurokawa, esponente del metabolismo architettonico, una corrente che concepisce la città come un organismo vivente in continua evoluzione. Il piano di Kurokawa prevedeva un'organizzazione circolare della città, con il centro amministrativo e i principali edifici simbolici disposti lungo un asse monumentale, e i quartieri residenziali che si espandevano concentricamente attorno al nucleo centrale.

I simboli architettonici di Astana

Astana è diventata un catalogo di architettura contemporanea internazionale, con edifici progettati da firme celebri:

  • Torre Bayterek (2002): il simbolo per eccellenza della città. Alta 97 metri, la torre è sormontata da una sfera dorata di 22 metri di diametro che racchiude una piattaforma panoramica. Il design, disegnato personalmente da Nazarbaev, si ispira a una leggenda kazaka dell'albero della vita (baiterek) e dell'uccello sacro Samruk che vi deponeva le uova dorate. Il numero 97 si riferisce all'anno in cui Astana divenne capitale.
  • Khan Shatyr (2010): progettato da Norman Foster, è il più grande tendone del mondo, una struttura trasparente di oltre 150 metri di altezza che ospita al suo interno un parco tropicale, centri commerciali e aree ricreative, consentendo ai residenti di godere di un clima artificialmente temperato durante i rigidissimi inverni delle steppe.
  • Palazzo della Pace e della Riconciliazione (2006): un'altra opera di Norman Foster, una piramide di vetro di 77 metri destinata a ospitare il Congresso dei Leader delle Religioni Mondiali e Tradizionali.
  • Nur-Alem (2017): la più grande sfera di vetro del mondo, costruita per l'Esposizione Universale del 2017 dedicata all'energia futura, con un diametro di 80 metri.

Il capitolo Nur-Sultan e il ritorno ad Astana

Nel marzo 2019, poco dopo le dimissioni di Nursultan Nazarbaev dalla presidenza dopo quasi trent'anni al potere, il parlamento kazako votò per rinominare la capitale Nur-Sultan, in onore del presidente uscente. La decisione fu presa nel giro di pochi giorni e suscitò reazioni contrastanti: da un lato il deferente omaggio a un leader che aveva trasformato il paese, dall'altro le critiche di chi vedeva nella scelta un eccesso di culto della personalità.

Il capitolo Nur-Sultan durò meno di quattro anni. Nel settembre 2022, a seguito delle proteste di gennaio dello stesso anno che avevano scosso il paese e del progressivo ridimensionamento del ruolo di Nazarbaev nella vita pubblica kazaka, il parlamento votò di nuovo per cambiare il nome: la città tornò a chiamarsi Astana. Il nome del fondatore fu rimosso anche da piazze, strade e monumenti in tutto il paese.

Astana oggi: economia, popolazione e ruolo internazionale

Con una popolazione di circa 1,5 milioni di abitanti (dati 2025), Astana è la seconda città del Kazakistan per popolazione dopo Almaty. La sua crescita demografica è stata straordinaria: nel 2002 contava meno di 500.000 abitanti, triplicando in poco più di vent'anni.

Economia e settori trainanti

L'economia di Astana è fortemente influenzata dalla sua funzione di capitale politica e amministrativa. I principali settori economici includono:

  • Amministrazione pubblica: la presenza delle istituzioni governative e di numerose aziende statali è il motore principale dell'economia locale
  • Edilizia e costruzioni: il continuo sviluppo urbano mantiene il settore delle costruzioni tra i più dinamici della città
  • Finanza: il Centro Finanziario Internazionale di Astana (AIFC), aperto nel 2018, si propone come hub finanziario per l'Asia centrale
  • Servizi: commercio, turismo e servizi alle imprese stanno crescendo rapidamente

Il ruolo internazionale

Astana ha ospitato eventi di rilevanza internazionale che hanno rafforzato il profilo diplomatico del Kazakistan. Tra questi spiccano i colloqui di pace sulla Siria (il cosiddetto "formato di Astana", avviato nel 2017), l'Esposizione Universale del 2017 e numerosi summit dell'Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (SCO) e della Comunità degli Stati Indipendenti (CSI).

Il clima di Astana è tra i più rigidi tra le capitali del mondo: le temperature invernali scendono regolarmente sotto i meno trenta gradi, con punte di meno quaranta. Questa caratteristica ha influenzato la progettazione urbanistica, con numerosi spazi pubblici al chiuso e infrastrutture pensate per resistere alle condizioni climatiche estreme delle steppe.

Domande frequenti

Qual è la capitale del Kazakistan?

La capitale del Kazakistan è Astana, una città situata nel nord-centro del paese, sulle rive del fiume Ishim. Astana è diventata capitale nel dicembre 1997, in sostituzione di Almaty che era la capitale dell'era sovietica. Con circa 1,5 milioni di abitanti è la seconda città del paese per popolazione e uno dei centri urbani più moderni dell'Asia centrale.

Perché la capitale del Kazakistan si è chiamata Nur-Sultan?

Nel marzo 2019, dopo le dimissioni del presidente Nursultan Nazarbaev, il parlamento kazako rinominò la capitale Nur-Sultan in suo onore. Nazarbaev aveva guidato il paese fin dall'indipendenza nel 1991 ed era il principale promotore del trasferimento della capitale ad Astana. Il nome Nur-Sultan fu abolito nel settembre 2022, quando la città tornò a chiamarsi Astana.

Quante volte ha cambiato nome la capitale del Kazakistan?

La città ha cambiato nome cinque volte nella sua storia: Aqmoly (nome kazako originale), Akmolinsk (sotto lo zarismo russo), Tselinograd (1961, era sovietica), Akmola (1991, indipendenza kazaka), Astana (1998), Nur-Sultan (2019) e nuovamente Astana (2022). Ogni cambio di nome corrisponde a una fase distinta della storia politica della regione.

Cosa significa il nome Astana?

Astana è una parola di origine persiana entrata nel vocabolario kazako che significa semplicemente "capitale" o "città principale". Il nome fu scelto nel 1998 proprio per il suo significato programmatico: la città avrebbe dovuto incarnare l'idea stessa di capitale nazionale del Kazakistan indipendente. È un nome che guarda al futuro più che alla tradizione storica locale.

Perché Astana è famosa per l'architettura?

Astana è considerata una delle più straordinarie vetrine mondiali di architettura contemporanea perché costruita in gran parte ex novo tra la fine degli anni Novanta e gli anni Duemila, con investimenti miliardari provenienti dai proventi petroliferi del Kazakistan. Architetti di fama mondiale come Norman Foster e Kisho Kurokawa vi hanno realizzato opere iconiche, tra cui la Torre Bayterek, il Khan Shatyr e il Palazzo della Pace e della Riconciliazione.

Qual è il clima di Astana?

Astana ha uno dei climi più rigidi tra le capitali mondiali, con inverni continentali estremi. Le temperature medie di gennaio si aggirano intorno ai meno diciassette gradi, con punte che possono scendere fino a meno quaranta gradi. Le estati sono calde e brevi, con temperature che possono superare i trenta gradi. Questa caratteristica ha portato a soluzioni architettoniche originali, come il gigantesco tendone climatizzato del Khan Shatyr, che crea un ambiente tropicale artificiale durante i mesi invernali.