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Ashgabat: capitale del Turkmenistan e la sua importanza

Pubblicato 23. maggio 2026

Qual è la capitale del Turkmenistan e perché è importante?

Ashgabat è la capitale del Turkmenistan, una delle città più straordinarie e meno conosciute dell'Asia centrale. Con i suoi monumentali edifici rivestiti di marmo bianco, i boulevard larghi e vuoti, le fontane dorate e le statue grandiose, la città è spesso descritta come una delle capitali più surreali del mondo. Eppure, dietro questa facciata spettacolare si nasconde una storia affascinante che risale all'antichità, segnata da disastri naturali, dominazione sovietica e una trasformazione radicale dopo l'indipendenza del 1991.

Le radici storiche: dall'antichità alla fondazione moderna

L'area su cui sorge oggi Ashgabat è abitata da tempo immemorabile. Sotto il sito della moderna capitale si trovano le rovine di Konjikala, un'antica città fondata nel II secolo a.C. che era posizionata strategicamente lungo la Grande Via della Seta, la rete di rotte commerciali che collegava la Cina al Mediterraneo. Questa posizione garantiva al luogo una grande importanza commerciale, permettendo scambi di seta, spezie, pietre preziose e idee tra civiltà lontanissime.

A soli 15 chilometri a nordovest della moderna Ashgabat si trovano le rovine di Nisa, una delle capitali dell'antico Impero dei Parti, fondata nel III secolo a.C. Nisa fu uno dei centri politici e culturali più importanti del mondo antico tra il 247 a.C. e il 224 d.C., quando l'impero partico si estendeva dall'attuale Iran all'India nordoccidentale. I reperti ritrovati a Nisa, oggi esposti al Museo Nazionale del Turkmenistan, comprendono straordinari ritoni d'avorio, oggetti in oro e una biblioteca di documenti in lingua partica che hanno illuminato la comprensione di questa civiltà.

Il villaggio di Askhabad e l'arrivo russo

Prima del XIX secolo, la zona era occupata da un piccolo villaggio chiamato Askhabad o Ashkhabad, termine che in turkmeno significa "città dell'amore" o, secondo altre interpretazioni, "città costruita con amore". Il villaggio era un insediamento relativamente modesto, abitato da tribù turkmene seminomadi.

La svolta arrivò nel 1881, quando le truppe zariste dell'Impero russo conquistarono la regione dopo la battaglia di Geok Tepe, sconfiggendo definitivamente la resistenza turkmena. I russi fondarono una città militare e administrativa sulle rovine del vecchio villaggio, che divenne il principale centro amministrativo della regione transcaspica. Grazie alla costruzione della ferrovia transcaspica nel 1888, Askhabad si sviluppò rapidamente come importante nodo commerciale e amministrativo.

Il periodo sovietico: da Poltoratsk a capitale della Repubblica

La Rivoluzione d'ottobre del 1917 cambiò radicalmente le dinamiche politiche dell'Asia centrale. Dopo anni di guerra civile e resistenza, i bolscevichi presero il controllo definitivo della regione nel 1920. Nel 1919, in un gesto simbolico tipico dell'ideologia rivoluzionaria, la città fu rinominata Poltoratsk, in onore di Pavel Poltoratsky, un funzionario bolscevico ucciso durante la guerra civile.

Nel 1924, con la riorganizzazione dell'Asia centrale in repubbliche nazionali, venne costituita la Repubblica Socialista Sovietica Turkmena e la città fu scelta come sua capitale, recuperando nel frattempo il nome originale nella forma russificata di Ashkhabad. Nei decenni successivi, la città si sviluppò come centro amministrativo, culturale e industriale della repubblica, con la costruzione di università, teatri, musei e fabbriche.

Il terremoto del 1948: la catastrofe nascosta

Nella notte tra il 5 e il 6 ottobre 1948, un terribile sisma di magnitudo 7,3 sulla scala Richter colpì Ashgabat, riducendo la città a un cumulo di macerie nel giro di pochi secondi. La scossa principale, avvenuta alle 01:12 di notte quando quasi tutti dormivano, fu seguita da potenti scosse di assestamento che completarono la distruzione.

Le stime sulle vittime variano enormemente a causa della censura sovietica che nascose per decenni la vera entità della catastrofe. Le stime più accreditate parlano di 110.000-176.000 morti su una popolazione di circa 198.000 abitanti, il che significa che morì fino all'88% dei residenti. Il governo sovietico ritardò i soccorsi e mantenne il segreto sulla portata del disastro per ragioni di propaganda: ammettere che una città sovietica fosse stata praticamente cancellata dalla mappa era inconcepibile per il regime.

  • Il futuro presidente Saparmurat Niyazov perse tutta la sua famiglia nel terremoto, rimanendo orfano all'età di 8 anni.
  • La città fu quasi interamente ricostruita nei decenni successivi secondo i canoni dell'architettura socialista sovietica.
  • Solo nel 1995, in occasione del 47° anniversario, il governo del Turkmenistan indipendente organizzò le prime commemorazioni pubbliche ufficiali.

L'indipendenza e la trasformazione di Niyazov

Con la dissoluzione dell'Unione Sovietica nel 1991, il Turkmenistan dichiarò l'indipendenza il 27 ottobre 1991 e Ashgabat divenne la capitale di uno stato sovrano. Al potere salì Saparmurat Niyazov, ex primo segretario del Partito Comunista turkmeno, che si autoproclamò Turkmenbashi, "il capo di tutti i turkmeni", e governò il paese con metodi dittatoriali fino alla sua morte nel 2006.

Niyazov trasformò Ashgabat in un enorme cantiere perpetuo. Con i proventi del gas naturale, di cui il Turkmenistan possiede le quinte riserve mondiali, la capitale fu radicalmente rifatta: gli edifici dell'era sovietica furono demoliti o rivestiti di marmo bianco estratto principalmente dalle cave del Karakalpakstan uzbeko, e al loro posto sorsero monumenti alla propria gloria, fontane dorate, palazzi presidenziali e archi trionfali.

Il culto della personalità e le curiosità urbanistiche

Il regime di Niyazov lasciò tracce bizzarre sull'urbanistica della capitale:

  • Fu costruita una gigantesca statua d'oro del leader, alta 12 metri, posta su un piedistallo rotante che la faceva sempre rivolgere verso il sole.
  • Il mese di gennaio fu ribattezzato Turkmenbashi, e il mese di aprile prese il nome della madre del presidente.
  • Il libro di memorie e riflessioni filosofiche del leader, il Ruhnama, fu elevato a testo sacro della nazione e la sua lettura era obbligatoria per superare gli esami di patente e di accesso all'università.
  • Furono costruiti enormi spazi pubblici pianificati, boulevard larghi cento metri, che rendono Ashgabat una delle capitali con la più bassa densità pedonale al mondo.

Ashgabat oggi: la città del marmo bianco

Dopo la morte di Niyazov, il potere passò a Gurbanguly Berdimuhamedov, che governò fino al 2022 quando trasferì la presidenza al figlio Serdar. La politica di trasformazione urbana è continuata, rendendo Ashgabat una delle capitali architettonicamente più originali al mondo.

Nel 2013, il Guinness Book of World Records ha ufficialmente riconosciuto Ashgabat come la città con la più alta concentrazione di edifici rivestiti in marmo bianco: 543 strutture, per un totale di 4,5 milioni di metri quadrati di superficie marmorea. Questa primato architettonico, costato miliardi di dollari, ha trasformato la città in una sorta di miraggio bianchissimo nel mezzo del deserto del Karakum.

Le infrastrutture e i simboli della città

  • Il Palazzo delle Conoscenze, a forma di stella a otto punte, è uno degli edifici più iconici della città.
  • La Torre della Neutralità, alta 95 metri, era in origine sormontata dalla statua rotante di Niyazov e ora ospita un ristorante panoramico.
  • Il Museo Nazionale del Turkmenistan ospita la più grande collezione di reperti delle civiltà dell'Asia centrale, dai Parti all'epoca moderna.
  • L'Ahal Teke Hippodrome, intitolato alla famosa razza equina turkmena, riflette l'importanza culturale del cavallo nella tradizione locale.
  • La Yerlan Aydym, la grande arena coperta per eventi sportivi e spettacoli, può ospitare oltre 15.000 spettatori.

L'importanza geopolitica e strategica

Ashgabat non è importante solo come vetrina architettonica del regime turkmeno. La sua posizione geografica, al confine con l'Iran a sud e con l'Uzbekistan e l'Afghanistan a est, la rende un nodo cruciale nell'intricata geopolitica dell'Asia centrale.

Il Turkmenistan detiene alcune delle maggiori riserve di gas naturale del mondo, concentrate principalmente nel campo di Galkynysh, il secondo giacimento di gas al mondo per dimensioni. Ashgabat è il centro decisionale che gestisce questi enormi flussi energetici, che vengono esportati principalmente verso la Cina attraverso il gasdotto Asia centrale-Cina, ma anche verso la Russia e potenzialmente verso l'Europa e l'Asia meridionale attraverso i corridoi in fase di sviluppo.

La politica di neutralità permanente

Un aspetto fondamentale dell'importanza di Ashgabat è la peculiare politica estera del Turkmenistan. Nel 1995, l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite riconobbe lo status di neutralità permanente del Turkmenistan, rendendolo uno dei pochissimi stati al mondo con questo status ufficiale riconosciuto internazionalmente, insieme all'Austria e alla Svizzera.

Questa neutralità ha fatto di Ashgabat una sede naturale per i negoziati regionali e internazionali. La città ospita regolarmente forum diplomatici, conferenze sull'energia e incontri multilaterali tra paesi dell'Asia centrale, rendendo la capitale turkmena un attore discreto ma rilevante nella diplomazia regionale.

Domande frequenti

Perché Ashgabat è così particolare architettonicamente?

Ashgabat deve il suo aspetto unico a due fattori principali. Primo, il terremoto del 1948 distrusse quasi interamente la città, che fu ricostruita ex novo. Secondo, dopo l'indipendenza del 1991 i ricavi dal gas naturale permisero al governo di investire miliardi nella costruzione di edifici monumentali rivestiti di marmo bianco, fontane, statue e boulevard larghi. Il risultato è una città pianificata che sembra uscita da un disegno utopico, riconosciuta dal Guinness dei Primati come la città con la più alta concentrazione di edifici in marmo bianco al mondo.

Qual è la popolazione di Ashgabat?

Le cifre ufficiali sulla popolazione di Ashgabat sono incerte perché il governo turkmeno pubblica raramente dati demografici verificabili. Le stime più attendibili indicano una popolazione compresa tra 800.000 e 1.100.000 abitanti, il che ne farebbe la città piu grande del Turkmenistan con circa il 15-20% dell'intera popolazione nazionale. La città è cresciuta enormemente nell'era post-sovietica grazie ai flussi migratori interni provenienti dalle aree rurali del paese.

Il Turkmenistan è aperto ai turisti che vogliono visitare Ashgabat?

Il Turkmenistan è uno dei paesi piu chiusi al mondo per i turisti stranieri. I visitatori devono ottenere un visto, che di norma richiede un invito da parte di un'agenzia turistica locale autorizzata o di un cittadino turkmeno. Una volta ottenuto il visto, il movimento all'interno del paese è spesso limitato e monitorato. Nonostante questi ostacoli burocratici, un numero crescente di viaggiatori avventurosi visita Ashgabat, attratti proprio dalla sua straordinaria e unica atmosfera da capitale surrealista.

Qual è la lingua ufficiale parlata ad Ashgabat?

La lingua ufficiale del Turkmenistan e di Ashgabat è il turkmeno, una lingua turca appartenente al gruppo oghuz, strettamente imparentata con il turco e l'azerbaijano. Con l'indipendenza, l'alfabeto è stato cambiato prima dal cirillico al latino (1993), poi con alcune modifiche successive. Il russo rimane ampiamente parlato soprattutto tra la popolazione piu anziana e nei contesti commerciali, retaggio del lungo periodo sovietico.

Quali sono i siti UNESCO vicino ad Ashgabat?

A pochi chilometri dalla capitale si trova l'antica città di Nisa, inserita nella lista del Patrimonio Mondiale dell'UNESCO nel 2007. Nisa era una delle capitali dell'Impero Partico tra il III secolo a.C. e il III secolo d.C. e conserva i resti di due complessi separati, Vecchia Nisa e Nuova Nisa, con palazzi, templi, fortezze e una ricca collezione di oggetti d'arte oggi esposti nel Museo Nazionale di Ashgabat. Altri siti UNESCO del Turkmenistan includono le antiche città di Merv e Kunya-Urgench.

Come si chiama la moneta turkmena e come funziona l'economia?

La moneta ufficiale del Turkmenistan è il manat turkmeno (TMT). L'economia del paese è dominata in modo quasi assoluto dal settore degli idrocarburi, principalmente gas naturale ma anche petrolio. Il Turkmenistan possiede le quinte riserve mondiali di gas naturale, concentrate nel giacimento di Galkynysh, e il gas rappresenta la grande maggioranza delle entrate statali. Questa ricchezza energetica ha permesso al governo di mantenere prezzi fortemente sussidiati per energia, acqua e altri beni di base, ma ha anche creato una forte dipendenza da un'unica risorsa e ostacolato la diversificazione economica.