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Qual è la capitale di Cipro e quali sono le sue origini

Pubblicato 23. maggio 2026

Qual è la capitale di Cipro e quali sono le sue origini?

Nicosia è la capitale dell'isola di Cipro e detiene un primato unico al mondo: è l'ultima capitale europea ancora divisa in due da una linea di confine. Da un lato si estende la Repubblica di Cipro, riconosciuta dalla comunità internazionale e membro dell'Unione Europea; dall'altro, separata da una zona cuscinetto controllata dalle Nazioni Unite, si trova la parte settentrionale amministrata dalla Repubblica Turca di Cipro del Nord, entità non riconosciuta da nessuno Stato ad eccezione della Turchia. Questa divisione non è solo politica: è visibile nelle strade, nelle insegne, nelle lingue parlate, nell'architettura e perfino nel cibo. Conoscere la storia di Nicosia significa comprendere uno dei conflitti irrisolti più complessi del Mediterraneo.

Le origini antiche di Nicosia: da Ledra alla dominazione veneziana

Il sito dove sorge l'attuale Nicosia è abitato da oltre tremila anni. La città antica era conosciuta con il nome di Ledra, un insediamento fondato secondo la tradizione da Ledros, figlio del mitico re Cinira, dopo la guerra di Troia. Le prime testimonianze documentate risalgono all'Età del Bronzo, quando l'isola di Cipro era già un crocevia commerciale di fondamentale importanza grazie ai suoi ricchi giacimenti di rame, minerale a cui si deve probabilmente lo stesso nome dell'isola (dal latino cuprum).

Durante il periodo ellenistico la città acquisì progressiva importanza e assunse gradualmente il nome di Nicosia, probabilmente derivato dalla famiglia nobile dei Nikokleis o da una trasformazione del termine greco che indicava una vittoria. Con l'arrivo dei Lusignano, dinastia franca che governò Cipro dal XII al XV secolo, Nicosia divenne la capitale ufficiale del regno e venne arricchita di chiese gotiche, palazzi nobiliari e istituzioni religiose. La cattedrale di Santa Sofia, oggi trasformata in moschea Selimiye, è la testimonianza più grandiosa di quel periodo.

Nel 1489 l'isola passò sotto il controllo della Repubblica di Venezia. I veneziani compresero subito l'importanza strategica di Nicosia e intrapresero un ambizioso progetto di difesa: demolirono le antiche mura medievali e le sostituirono con un sistema di mura bastionate di forma circolare, opera dell'ingegnere Giulio Savorgnano, completate nel 1567. Queste mura, con i loro undici bastioni a forma di stella, esistono ancora oggi e cingono l'intera città storica. Nonostante la solidità delle difese, appena quattro anni dopo la loro costruzione, nel 1570, le truppe dell'Impero Ottomano conquistarono Nicosia dopo un assedio di quarantanove giorni.

La dominazione ottomana e il periodo coloniale britannico

Sotto il dominio ottomano, durato dal 1571 al 1878, Nicosia subì profonde trasformazioni demografiche e urbanistiche. Le chiese cattoliche furono convertite in moschee, la popolazione greca e latina fu in parte espulsa e sostituita da coloni turchi provenienti dall'Anatolia. Tuttavia, le due comunità riuscirono a convivere per secoli in una relativa stabilità, separate dalle proprie tradizioni religiose e culturali ma inserite nello stesso tessuto urbano.

Nel 1878 il Congresso di Berlino segnò il passaggio di Cipro dall'Impero Ottomano alla Gran Bretagna, che la governò inizialmente come protettorato e poi, dal 1914, come colonia. Nicosia divenne la sede dell'amministrazione coloniale e conobbe un periodo di modernizzazione infrastrutturale. Le tensioni tra la comunità greco-cipriota, che aspirava all'enosis (unione con la Grecia), e quella turco-cipriota cominciarono tuttavia a inasprirsi nel corso del Novecento, alimentate da movimenti nazionalisti contrapposti.

La divisione del 1974: la Linea Verde e la zona cuscinetto ONU

Il momento spartiacque nella storia moderna di Nicosia avvenne nel 1974. Il 15 luglio di quell'anno un colpo di stato orchestrato dalla giunta militare greca, con l'obiettivo di annettere Cipro alla Grecia, rovesciò il presidente cipriota Makarios III. La risposta della Turchia non si fece attendere: il 20 luglio le truppe turche sbarcarono nel nord dell'isola, occupando in poche settimane circa il 37% del territorio cipriota. Centinaia di migliaia di persone furono costrette ad abbandonare le proprie case: i greco-ciprioti fuggirono a sud, i turco-ciprioti si trasferirono a nord.

Nicosia fu divisa in due da quello che oggi viene chiamato la Linea Verde (Green Line). Il nome risale al 1964, quando il generale britannico Peter Young tracciò con una matita verde sulla mappa della città una linea di demarcazione per separare i quartieri durante i primi scontri inter-comunitari. Nel 1974 quella linea divenne permanente e fu estesa all'intera isola. Le Nazioni Unite istituirono una zona cuscinetto (buffer zone) larga in certi punti appena pochi metri, in altri diversi chilometri, pattugliata ancora oggi dai caschi blu dell'UNFICYP.

All'interno della zona cuscinetto, nel cuore di Nicosia, si trovano edifici abbandonati da mezzo secolo, strade interrotte da barricate arrugginite, negozi con le vetrine ancora allestite come nel 1974. È uno scenario che ricorda per molti versi la cosiddetta "città fantasma" di Famagosta, ma nel mezzo di una capitale viva e animata.

Il varco di Ledra Street e la riunificazione mancata

Per decenni i ciprioti delle due comunità non poterono attraversare la linea di confine. Solo nel 2003 le autorità turco-cipriote aprirono i primi varchi, permettendo ai cittadini di transitare tra le due zone per la prima volta dopo quasi trent'anni. Nel 2008 fu aperto il varco pedonale di Ledra Street, nel cuore della città antica, diventato il simbolo visibile della possibile riconciliazione.

Ledra Street è la via commerciale principale di Nicosia sud, fiancheggiata da negozi, bar e ristoranti. Il punto di attraversamento si trova in fondo a questa strada animata ed è segnalato da cabine di controllo passaporti. In pochi passi si passa dal mondo greco-cipriota a quello turco-cipriota: la lingua delle insegne cambia, la moneta cambia (euro a sud, lira turca a nord), l'atmosfera cambia. Molti visitatori descrivono l'esperienza come straniante e al tempo stesso profondamente istruttiva.

I negoziati per la riunificazione dell'isola si sono susseguiti per decenni senza mai giungere a un accordo definitivo. Nel 2004 il piano dell'ONU elaborato dal Segretario generale Kofi Annan fu respinto dalla popolazione greco-cipriota in un referendum, mentre fu accettato dai turco-ciprioti. Da allora i colloqui sono ripresi e si sono interrotti più volte. La situazione rimane congelata, con Nicosia che continua a essere l'unica capitale europea divisa da una frontiera militare.

Cosa vedere a Nicosia: tra storia veneziana e memorie della divisione

Nonostante il peso della sua storia politica, Nicosia è una città ricca di attrazioni culturali e architettoniche che merita una visita approfondita. I principali luoghi di interesse includono:

  • Le mura veneziane: il sistema difensivo a undici bastioni costruito nel 1567 cinge ancora oggi la città vecchia. Si può passeggiare lungo il perimetro e ammirare i bastioni da diversi punti panoramici.
  • La moschea Selimiye (ex cattedrale di Santa Sofia): capolavoro del gotico cipriota del XIV secolo, convertita in moschea nel 1571. La fusione tra minareti ottomani e archi gotici è uno degli scorci più caratteristici di Nicosia nord.
  • Il Museo di Cipro: il principale museo archeologico dell'isola, con una collezione che copre diecimila anni di storia, dai reperti del Neolitico alle sculture ellenistiche e romane.
  • Palazzo dell'Arcivescovado e la piazza Archiepiskopou Makariou III: il cuore istituzionale e culturale di Nicosia sud, con il palazzo gotico veneziano e la statua dell'arcivescovo Makarios.
  • Il Gran Bazar (Büyük Han) nella parte nord: un caravanserraglio ottomano del XVI secolo, perfettamente restaurato, oggi sede di laboratori artigianali, caffè e gallerie d'arte.
  • La zona cuscinetto: una passeggiata lungo la Linea Verde permette di osservare gli edifici abbandonati e le barricate che dividono la città. Un'esperienza visivamente potente e storicamente densa di significato.

Nicosia oggi: una capitale europea con una doppia identità

La Nicosia greca è una città moderna e dinamica, sede delle principali istituzioni della Repubblica di Cipro, membro dell'Unione Europea dal 2004 e della zona euro dal 2008. L'economia è basata sui servizi, sul turismo, sulla finanza e su un crescente settore tecnologico. Le università attirano studenti da tutta Europa e dal Medio Oriente.

La vita quotidiana scorre animata nelle strade della città vecchia e nei quartieri residenziali moderni che si estendono fuori dalle mura veneziane. I caffè, i ristoranti e i mercati offrono una cucina cipriota che fonde influenze greche, mediorientali e mediterranee: meze, halloumi, souvlaki e dolci a base di miele e mandorle sono i protagonisti della tavola locale.

La Nicosia turca, conosciuta come Lefkosa, è invece più silenziosa e meno sviluppata dal punto di vista economico, penalizzata dall'isolamento internazionale. Il suo fascino è però autentico: le strade strette del centro storico, i mercati tradizionali e la moschea Selimiye offrono un'atmosfera che ricorda ancora quella di un vecchio borgo ottomano.

La questione cipriota rimane aperta, e Nicosia continua a essere il simbolo più potente di questa ferita non ancora rimarginata. Eppure, nei caffè che sorgono a pochi metri dalla Linea Verde, greco-ciprioti e turco-ciprioti si siedono allo stesso tavolo, a testimoniare che la convivenza, quando si sceglie di praticarla, è sempre possibile.

La questione cipriota in prospettiva europea e internazionale

La divisione di Cipro rappresenta una delle questioni irrisolte più delicate all'interno dell'Unione Europea. Quando Cipro aderì all'UE nel 2004, entrò con il territorio diviso de facto, rendendo la parte nord dell'isola un territorio dell'Unione su cui però le istituzioni europee non esercitano alcuna autorità effettiva. L'acquis comunitario è formalmente sospeso nella zona nord, in attesa di una riunificazione che ancora non è avvenuta.

Nel corso degli anni si sono succeduti numerosi tentativi di mediazione, con il coinvolgimento diretto delle Nazioni Unite, della Grecia, della Turchia, del Regno Unito (garante dell'indipendenza cipriota insieme alle altre due potenze) e dell'Unione Europea. Il fallimento del Piano Annan nel 2004 rimane il momento più doloroso di questi sforzi diplomatici, in quanto per la prima volta una soluzione sembrava concretamente a portata di mano. I negoziati sono ripresi più volte, senza tuttavia giungere a un accordo definitivo.

Per i cittadini ciprioti, la divisione non è una questione astratta o meramente politica: riguarda famiglie separate, proprietà perdute, cimiteri inaccessibili per decenni, quartieri natali abbandonati di fretta nel 1974 e mai più rivisti. La cicatrice della divisione è profonda e personale, e Nicosia ne porta i segni visibili ogni giorno nelle sue strade, nelle sue barricate, nei suoi edifici abbandonati a pochi passi dai bar e dai ristoranti della vita moderna.

Domande frequenti

Qual è la capitale di Cipro?

La capitale di Cipro è Nicosia, conosciuta anche con il nome greco di Lefkosia e con quello turco di Lefkosa. È la città più grande dell'isola e sede delle principali istituzioni della Repubblica di Cipro.

Perché Nicosia è divisa in due?

Nicosia è divisa dal 1974, quando le truppe turche invasero il nord di Cipro in seguito a un colpo di stato filogreco. La città fu separata dalla cosiddetta Linea Verde, una zona cuscinetto controllata dalle Nazioni Unite che divide ancora oggi la parte greco-cipriota da quella turco-cipriota.

È possibile attraversare la Linea Verde a Nicosia?

Sì, dal 2003 i varchi di attraversamento sono aperti. Il più noto è quello di Ledra Street, aperto nel 2008, che permette ai pedoni di passare dalla Nicosia greca a quella turca presentando un documento d'identità valido. Il passaggio avviene in pochi minuti e non richiede visto.

Nicosia fa parte dell'Unione Europea?

La parte sud di Nicosia, sotto l'amministrazione della Repubblica di Cipro, fa parte dell'Unione Europea dal 2004. La parte nord, controllata dalla Repubblica Turca di Cipro del Nord, non è riconosciuta dall'UE né dalla comunità internazionale, ad eccezione della Turchia.

Quali sono le origini del nome Nicosia?

Il nome Nicosia deriverebbe probabilmente dalla famiglia nobile greco-cipriota dei Nikokleis o da una derivazione del termine greco che evoca l'idea di vittoria. L'insediamento antico si chiamava Ledra, nome che sopravvive ancora oggi nella famosa via pedonale Ledra Street nel centro storico.

Quando visitare Nicosia?

Il periodo migliore per visitare Nicosia è la primavera (marzo-maggio) e l'autunno (settembre-novembre), quando le temperature sono miti e gradevoli. L'estate cipriota è molto calda, con temperature che possono superare i 40 gradi, rendendo le passeggiate in città piuttosto faticose.