La dagherrotipia di Louis Daguerre del 1839: storia e tecnica
Il 19 agosto 1839 rappresenta una delle date più significative nella storia visiva dell'umanità: quel giorno lo scienziato François Arago presentò ufficialmente all'Académie des Sciences e all'Académie des Beaux-Arts di Parigi il procedimento inventato da Louis Jacques Mandé Daguerre, che permetteva per la prima volta di fissare permanentemente un'immagine ottica su una superficie metallica. Il processo prese il nome di dagherrotipia, e i prodotti che ne derivavano — i dagherrotipi — furono il primo sistema fotografico ad avere successo commerciale su scala mondiale, dominando il mercato dell'immagine dal 1839 fino agli anni Sessanta dell'Ottocento. La lastra più celebre prodotta con questa tecnica, il Boulevard du Temple, è anche considerata la prima fotografia al mondo a ritrarre un essere umano.
Louis Daguerre e la collaborazione con Niépce
Louis Jacques Mandé Daguerre nacque nel 1787 a Cormeilles-en-Parisis, in Francia. Prima di dedicarsi alla ricerca fotografica era noto come pittore scenografico e come creatore del Diorama, un sistema di spettacolo ottico che utilizzava effetti di luce per animare grandi dipinti semi-trasparenti. La sua familiarità con la camera oscura lo portò a interrogarsi sulla possibilità di fissare chimicamente le immagini che questo strumento proiettava.
Nel 1829 Daguerre entrò in società con Joseph Nicéphore Niépce, il pioniere francese che aveva già realizzato la prima fotografia permanente della storia, l'Heliographie del 1826-1827. Alla morte di Niépce nel 1833, Daguerre proseguì le ricerche in autonomia, affinando progressivamente il processo sino a ottenere, entro il 1838, un metodo praticabile con tempi di esposizione di soli quattro o cinque minuti, contro le molte ore richieste dai tentativi precedenti.
L'annuncio del 1839 e il dono della Francia al mondo
Il 7 gennaio 1839 Arago annunciò per la prima volta l'esistenza della scoperta davanti all'Académie des Sciences, senza tuttavia rivelarne i dettagli tecnici. La data è convenzionalmente riconosciuta come la nascita ufficiale della fotografia. Nei mesi successivi il governo francese acquistò i diritti sul procedimento, concedendo in cambio una pensione vitalizia sia a Daguerre sia a Isidore Niépce, figlio del defunto co-inventore. Il 19 agosto 1839 il processo fu reso di pubblico dominio, descritto da Arago come un regalo della Francia al mondo: chiunque poteva da quel momento riprodurlo liberamente, senza licenza né brevetto.
La notizia si diffuse con straordinaria rapidità. Già nei giorni successivi all'annuncio le ottiche di Parigi esaurirono le scorte di materiale necessario, e nel giro di pochi mesi la dagherrotipia era praticata in Europa, nelle Americhe e in Asia.
Il processo tecnico della dagherrotipia
Il procedimento dagherrotipico si articolava in quattro fasi principali, tutte eseguite a mano in condizioni di luce controllata.
Preparazione della lastra
Si partiva da una lastra di rame sulla cui superficie era stato applicato uno strato sottile di argento, portato a specchio mediante lucidatura. La lastra veniva poi sensibilizzata esponendola per alcune decine di minuti ai vapori di iodio all'interno di una cassetta chiusa. I vapori reagivano con l'argento formando ioduro d'argento (AgI), un sale sensibile alla luce. La lastra doveva essere esposta nella macchina fotografica entro circa un'ora dalla sensibilizzazione.
Esposizione
La lastra preparata veniva inserita nella camera oscura e sottoposta alla luce per un tempo variabile — inizialmente di molti minuti, ridotto da Daguerre a quattro o cinque minuti entro il 1838. Al termine dell'esposizione la lastra conteneva un'immagine latente, invisibile a occhio nudo.
Sviluppo con vapori di mercurio
Lo sviluppo avveniva esponendo la lastra ai vapori di mercurio riscaldato a circa 60 °C. Il mercurio si depositava selettivamente sulle zone che avevano ricevuto luce, formando un amalgama biancastro (mercurio-argento) proporzionale all'intensità luminosa ricevuta. Le zone non esposte rimanevano di colore scuro. Il risultato era un'immagine positiva diretta, speculare rispetto al soggetto originale.
Fissaggio
Per eliminare lo ioduro d'argento non reagito e rendere l'immagine stabile alla luce, la lastra veniva immersa inizialmente in una soluzione di sale da cucina (cloruro di sodio). Dopo il 1839, su suggerimento di John Herschel, il fissaggio fu migliorato usando il tiosolfato di sodio, ancora oggi impiegato nella fotografia analogica tradizionale.
Caratteristiche dell'immagine dagherrotipica
Il dagherrotipo è un esemplare unico: non esiste un negativo da cui ricavare copie, ogni lastra è irriproducibile. La superficie a specchio conferisce all'immagine un aspetto cangiante: a seconda dell'angolazione, l'immagine appare positiva o negativa, chiara o scura. Questa peculiarità richiedeva che i dagherrotipi fossero osservati in condizioni di luce precise e conservati in astucci chiusi per proteggerli da abrasioni e ossidazione.
La definizione dell'immagine era straordinaria per l'epoca: le lastre registrano dettagli microscopici difficilmente riproducibili anche con tecnologie successive. Tuttavia la sensibilità alla luce della lastra era molto bassa, il che rendeva impossibile fotografare soggetti in movimento: nel lungo tempo di esposizione necessario, tutto ciò che si muoveva non lasciava traccia sull'immagine.
Il Boulevard du Temple: la prima fotografia con esseri umani
Tra le lastre prodotte da Daguerre prima dell'annuncio ufficiale del 1839, la più celebre è il Boulevard du Temple, realizzata tra la primavera del 1838 e l'inizio del 1839 dalla finestra dello studio di Daguerre che si affacciava sull'omonimo boulevard parigino. Lo scatto fu eseguito alle otto del mattino, con un'esposizione di diversi minuti.
Poiché i carri, i passanti e il traffico si muovevano durante la lunga esposizione, la strada appare deserta nell'immagine. Fa eccezione un uomo fermo nell'angolo in basso a sinistra, immobile abbastanza a lungo da impressionarsi sulla lastra: si tratta di un lustrascarpe e del suo cliente, probabilmente inconsapevoli di diventare i primi esseri umani mai ritratti in una fotografia.
La lastra originale fu donata nel 1839 al re Ludovico I di Baviera e conservata nelle collezioni reali di Monaco. Trasferita in seguito al Bayerisches Nationalmuseum di Monaco di Baviera, subì danni irreversibili durante tentativi di restauro effettuati negli anni Settanta del Novecento: oggi la lastra è in condizioni molto deteriorate, e le immagini ampiamente circolate sono riproduzioni fotografiche realizzate prima dei restauri.
Eredità e declino della dagherrotipia
Il dagherrotipo dominò il mercato fotografico per circa vent'anni. Fu il sistema preferito per i ritratti, che la riduzione dei tempi di posa rese rapidamente accessibili a una clientela borghese. Nelle maggiori città europee e americane sorsero studi dagherrotipici che sostituirono, nel giro di pochi anni, la miniatura dipinta come forma di ritrattistica personale.
Il declino cominciò verso la metà degli anni Cinquanta dell'Ottocento con la diffusione dei processi basati sul collodio umido, che permettevano di ottenere negativi riproducibili e tempi di posa ancora più brevi. La fotografia all'albumina e in seguito i processi alla gelatina d'argento completarono la sostituzione della dagherrotipia entro gli anni Sessanta.
Nonostante ciò, il lascito di Daguerre rimane fondamentale: il 1839 è universalmente riconosciuto come l'anno di nascita della fotografia moderna, e il principio chimico del dagherrotipo — la sensibilizzazione dell'argento, il latente sviluppato chimicamente, il fissaggio — costituisce la base concettuale di tutti i processi fotografici analogici sviluppati nei centocinquant'anni successivi.
Domande frequenti
Cos'è esattamente un dagherrotipo?
Un dagherrotipo è un'immagine fotografica positiva diretta ottenuta su una lastra di rame rivestita d'argento, sensibilizzata con vapori di iodio ed esposta alla luce in una camera oscura. Lo sviluppo avviene con vapori di mercurio e il fissaggio con tiosolfato di sodio. Ogni lastra è un esemplare unico, non replicabile tramite negativo.
Quando fu resa pubblica la dagherrotipia?
Il processo fu annunciato per la prima volta il 7 gennaio 1839 da François Arago all'Académie des Sciences di Parigi, ma i dettagli tecnici furono resi pubblici solo il 19 agosto 1839, data in cui il governo francese rese il brevetto di pubblico dominio come dono all'umanità.
Qual è la dagherrotipia più famosa di Daguerre?
La lastra più celebre è il Boulevard du Temple, realizzata tra il 1838 e il 1839. È considerata la prima fotografia al mondo a ritrarre esseri umani: un lustrascarpe e il suo cliente, rimasti immobili abbastanza a lungo da impressionarsi sulla lastra durante la lunga esposizione.
Perché i dagherrotipi non potevano essere riprodotti?
Il processo dagherrotipico non produceva un negativo, ma un'immagine positiva diretta sulla lastra metallica. Non esisteva quindi un originale da cui ricavare copie: ogni dagherrotipo era per sua natura un esemplare unico.
Dove si trova oggi l'originale del Boulevard du Temple?
La lastra originale fu donata al re Ludovico I di Baviera nel 1839 e conservata successivamente al Bayerisches Nationalmuseum di Monaco di Baviera. Il supporto originale ha subito danni gravi durante tentativi di restauro negli anni Settanta del Novecento; le riproduzioni oggi circolanti risalgono a fotografiche scattate prima di quegli interventi.