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L'Islam: la religione nata nel VII secolo in Arabia

Pubblicato 20. marzo 2025 Aggiornato 15. giugno 2026

Qual è la religione nata nel VII secolo in Arabia Saudita?

L'Islam è una religione monoteista abramitica nata nella Penisola arabica nel corso del VII secolo d.C., fondata sulla predicazione del profeta Maometto (in arabo: Muḥammad). È oggi la seconda religione più diffusa al mondo per numero di fedeli — oltre 2 miliardi di musulmani, pari a circa il 25,6% della popolazione mondiale — ed è anche la fede in più rapida crescita demografica globale. Il suo libro sacro è il Corano, considerato dai credenti la parola diretta di Dio (Allah) rivelata al Profeta attraverso l'arcangelo Gabriele.

Il contesto della Penisola arabica nel VII secolo

All'alba del VII secolo, la Penisola arabica era un territorio prevalentemente desertico, percorso da tribù nomadi e da comunità mercantili stanziate lungo le rotte carovaniere. Le città di Mecca e Medina (l'odierna Arabia Saudita) costituivano nodi commerciali e religiosi di rilievo. La Mecca ospitava la Ka'ba, un santuario che accoglieva le divinità di numerose tribù politeiste, e rappresentava un centro di pellegrinaggio e di scambi già prima dell'avvento dell'Islam.

Sul piano geopolitico, la regione era schiacciata tra due grandi potenze: l'Impero bizantino a nord-ovest e l'Impero sasanide a nord-est. Le tensioni tra questi due blocchi indebolivano entrambi, creando un vuoto di potere che avrebbe favorito la successiva espansione arabo-islamica.

Maometto e la rivelazione coranica

Muḥammad ibn ʿAbd Allāh nacque alla Mecca intorno al 570 d.C. in seno alla tribù dei Quraysh. Rimasto orfano in tenera età, crebbe sotto la tutela dello zio Abū Ṭālib e si affermò come mercante, noto per la sua onestà (i contemporanei lo chiamavano al-Amīn, "il degno di fiducia").

Intorno al 610 d.C., durante un ritiro spirituale nella grotta di Hira, sul monte Nūr nei pressi della Mecca, Maometto avrebbe ricevuto la prima rivelazione divina trasmessa dall'arcangelo Gabriele. Il contenuto di queste rivelazioni, che si susseguirono per circa vent'anni fino alla morte del Profeta, costituisce il Corano. Il testo, composto in arabo classico, è considerato dai musulmani immutabile e inimitabile nella sua forma originale.

Maometto iniziò a predicare pubblicamente intorno al 613 d.C., proclamando l'unicità di Dio e il rifiuto del politeismo tribale. La sua predicazione suscitò la forte opposizione dell'élite meccana. Nel 622 d.C. egli fu costretto a emigrare con i suoi seguaci a Medina: questo evento, noto come Hijra (Egira), segna l'inizio del calendario islamico. A Medina, Maometto unificò le tribù locali sotto un'autorità religiosa e politica, dando vita alla prima comunità islamica (umma). Nel 630 d.C. rientrò trionfante alla Mecca a capo di un esercito di diecimila uomini; i meccani aprirono le porte senza resistenza e la città fu islamizzata. Maometto morì a Medina nel 632 d.C.

I fondamenti dottrinali: il Corano e i cinque pilastri

La dottrina islamica si fonda su due fonti principali: il Corano e la Sunna, ovvero l'insieme degli hadith (detti e comportamenti del Profeta trasmessi dalla tradizione). Insieme, queste fonti costituiscono la base della sharīʿa, la legge islamica.

Ogni musulmano è tenuto a osservare i cosiddetti cinque pilastri dell'Islam:

  • Shahada: la testimonianza di fede — «Non c'è altro dio al di fuori di Allah, e Maometto è il suo Profeta».
  • Salat: la preghiera rituale, da compiere cinque volte al giorno rivolti verso la Mecca.
  • Zakat: l'elemosina obbligatoria, pari a una quota del patrimonio da destinare ai bisognosi.
  • Sawm: il digiuno durante il mese lunare del Ramadan, dall'alba al tramonto.
  • Hajj: il pellegrinaggio alla Mecca, obbligatorio almeno una volta nella vita per chi ne ha le possibilità fisiche ed economiche.

Il dogma centrale è il tawhid: la rigorosa unicità e trascendenza di Dio. L'Islam si colloca in continuità con la tradizione abramitica e riconosce figure come Abramo (Ibrāhīm), Mosè (Mūsā) e Gesù (ʿĪsā) come profeti precedenti, pur negando la divinità di Gesù e la Trinità cristiana.

Lo scisma tra sunniti e sciiti

Alla morte di Maometto nel 632 d.C. si aprì immediatamente un conflitto sulla successione alla guida della comunità islamica. La maggioranza dei fedeli riconobbe Abū Bakr, suocero del Profeta, come primo califfo (khalīfa, "successore"): questa corrente divenne il nucleo del sunnismo. Una minoranza sostenne invece che la successione legittima spettasse ad Alī ibn Abī Ṭālib, cugino e genero di Maometto (marito di Fatima): questa corrente diede origine allo sciismo (shīʿat ʿAlī, "il partito di Alī").

Oggi i sunniti rappresentano circa l'85-90% dei musulmani mondiali e sono presenti in quasi tutti i paesi a maggioranza islamica. Gli sciiti, circa il 10-15%, sono concentrati soprattutto in Iran, Iraq, Libano e Bahrein. Le due correnti condividono il Corano e i cinque pilastri, ma differiscono per teologia, prassi liturgica, organizzazione del clero e calendario religioso.

L'espansione islamica nei secoli successivi

Sotto i primi quattro califfi (il cosiddetto califfato dei Rashidun, 632–661 d.C.) e poi sotto il califfato omayyade (661–750 d.C.), l'Islam si diffuse con una velocità straordinaria. In pochi decenni i territori conquistati comprendevano la Siria, la Palestina, l'Egitto, la Persia e gran parte del Nord Africa. Cadde Damasco nel 635, Gerusalemme nel 638, Alessandria nel 642, Cartagine nel 698.

Nel primo Ottocento islamico (VIII secolo d.C.), l'espansione raggiunse la Penisola iberica a ovest — con la fondazione dell'Emirato omayyade di Córdoba (756) — e le soglie dell'India e dell'Asia centrale a est, fino a Samarcanda (710). Il successivo califfato abbaside (750–1258 d.C.) spostò il baricentro politico verso Baghdad e favorì una straordinaria fioritura culturale e scientifica nota come età dell'oro islamica, durante la quale matematica, astronomia, medicina e filosofia raggiunsero livelli avanzatissimi.

L'Islam nel mondo contemporaneo (2026)

Nel 2026 l'Islam conta oltre 2 miliardi di fedeli distribuiti in ogni continente. I paesi con la popolazione musulmana più numerosa sono l'Indonesia (oltre 230 milioni), il Pakistan (circa 220 milioni) e l'India (oltre 200 milioni). L'Arabia Saudita, culla storica della religione, ospita i due luoghi più sacri dell'Islam: la Grande Moschea della Mecca con la Ka'ba e la Moschea del Profeta a Medina.

Le proiezioni demografiche indicano che, data l'alta natalità nelle comunità musulmane e la crescente presenza in Europa e Nord America, l'Islam potrebbe diventare la religione con più fedeli al mondo entro la seconda metà del XXI secolo, superando il Cristianesimo. In Italia, l'Islam è la seconda religione per numero di praticanti, principalmente tra la popolazione di origine straniera, con stime che indicano circa 2,5-3 milioni di musulmani presenti sul territorio nazionale.

Domande frequenti

Dove e quando è nato l'Islam?

L'Islam è nato nella Penisola arabica, nell'odierna Arabia Saudita, nel VII secolo d.C. La tradizione fissa l'inizio della rivelazione intorno al 610 d.C., quando il profeta Maometto avrebbe ricevuto i primi versetti del Corano nella grotta di Hira, presso la Mecca. Il punto di svolta politico è invece l'Egira del 622 d.C., che segna la fondazione della prima comunità islamica a Medina e l'inizio del calendario islamico.

Chi ha fondato l'Islam?

L'Islam fu fondato sulla predicazione di Maometto (Muḥammad, circa 570–632 d.C.), mercante meccano che i musulmani considerano il sigillo dei profeti, ovvero l'ultimo e definitivo inviato di Dio. La tradizione islamica non lo considera un fondatore in senso stretto, bensì il trasmettitore della parola divina rivelata attraverso l'arcangelo Gabriele.

Qual è il libro sacro dell'Islam?

Il libro sacro è il Corano (in arabo: al-Qurʾān, "la recitazione"), composto da 114 capitoli chiamati sure. I musulmani lo considerano la parola diretta e immutabile di Allah. Accanto al Corano, la Sunna — raccolta degli hadith, ovvero detti e atti del Profeta — costituisce la seconda fonte normativa dell'Islam.

Quanti sono i musulmani nel mondo nel 2026?

Nel 2026 i musulmani nel mondo sono stimati in oltre 2 miliardi, pari a circa il 25,6% della popolazione mondiale. L'Islam è la seconda religione più diffusa al mondo dopo il Cristianesimo (circa 2,4 miliardi di fedeli) ed è la fede in più rapida crescita demografica a livello globale.

Qual è la differenza tra sunniti e sciiti?

La divisione tra sunniti e sciiti nacque nel 632 d.C. per un conflitto sulla successione a Maometto. I sunniti (circa l'85-90% dei musulmani) riconobbero Abū Bakr come primo califfo legittimo; gli sciiti (10-15%) sostennero che la guida spettasse ad Alī, cugino e genero del Profeta. Le due correnti condividono il Corano e i cinque pilastri, ma differiscono su questioni teologiche, liturgiche e sull'organizzazione del clero.

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