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Storia del Bhutan: dalle origini alla monarchia e alla democrazia

Pubblicato 1. dicembre 2024 Aggiornato 15. giugno 2026

Qual è la storia breve del Bhutan da conoscere?

Il Bhutan, piccolo regno himalayano incastonato tra India e Cina e noto come Druk Yul ("Terra del Drago Tonante"), ha una storia segnata dall'isolamento geografico, da una forte identità buddhista e da una trasformazione politica recente e graduale: dalla teocrazia alla monarchia assoluta, fino alla democrazia parlamentare nata nel 2008. Comprendere questa traiettoria aiuta a spiegare perché, ancora nel 2026, il Bhutan resti un caso unico al mondo, capace di coniugare tradizione, ambiente e sperimentazione politica.

Le origini e l'unificazione nel XVII secolo

Le valli del Bhutan furono abitate fin dalla preistoria, ma la sua identità nazionale prese forma con la diffusione del buddhismo tibetano, introdotto a partire dall'VIII secolo e consolidato attraverso i secoli successivi. Per lungo tempo il territorio rimase frammentato in piccoli feudi e fazioni religiose rivali.

L'unificazione si deve a Zhabdrung Ngawang Namgyal, lama tibetano della scuola Drukpa giunto nel 1616. Egli riunì le valli sotto un'unica autorità, respinse diverse invasioni tibetane e creò il caratteristico doppio sistema di governo (chhoe-sid-nyi): un'autorità spirituale, lo Je Khenpo, e una temporale, il Druk Desi. Furono costruite le imponenti fortezze-monastero, i dzong, ancora oggi centri amministrativi e religiosi. Questo assetto teocratico, però, dopo la sua morte degenerò in lunghe lotte interne tra governatori regionali (penlop).

La nascita della monarchia nel 1907

Nel corso dell'Ottocento il Bhutan entrò in contatto e in conflitto con l'Impero britannico in India, perdendo territori meridionali con il trattato di Sinchula (1865). L'instabilità interna si risolse quando Ugyen Wangchuck, potente penlop di Trongsa, prevalse sulle fazioni rivali.

Nel novembre 1907 un'assemblea di monaci, funzionari e capifamiglia pose fine al sistema dei tre secoli precedenti e lo elesse primo Druk Gyalpo ("Re Drago") ereditario, fondando la dinastia Wangchuck, tuttora regnante. I britannici, interessati alla stabilità della loro frontiera settentrionale, appoggiarono il nuovo ordine; l'accordo di Punakha (1910) affidò loro la politica estera del regno in cambio del rispetto della sovranità interna.

Isolamento e modernizzazione graduale

Per gran parte del Novecento il Bhutan rimase volutamente isolato. Con l'indipendenza dell'India (1947) e un trattato bilaterale firmato nel 1949, il regno entrò nell'orbita amichevole di Nuova Delhi, mantenendo però la propria autonomia.

La modernizzazione partì con il terzo re, Jigme Dorji Wangchuck (regno 1952-1972), considerato il "padre del Bhutan moderno": abolì la servitù, avviò le prime strade e scuole, istituì un'Assemblea Nazionale (Tshogdu) e fece entrare il Paese nell'ONU nel 1971. Il quarto re, Jigme Singye Wangchuck, salito al trono nel 1972 a soli sedici anni, è celebre per aver coniato il principio della Felicità Interna Lorda (FIL, Gross National Happiness), secondo cui il progresso di una nazione va misurato sul benessere e l'armonia complessivi, non solo sul PIL.

Il lato in ombra: la questione dei Lhotshampa

La storia recente non è priva di ombre. Tra la fine degli anni Ottanta e i primi anni Novanta, politiche di rafforzamento dell'identità nazionale (lingua, abbigliamento e cittadinanza) colpirono la minoranza di origine nepalese del sud, i Lhotshampa. Decine di migliaia di persone furono spinte all'esilio e finirono in campi profughi in Nepal, in gran parte poi reinsediate in Paesi terzi. Ancora nel 2026 organizzazioni come Human Rights Watch denunciano la presenza di prigionieri politici legati a quegli eventi, un capitolo che il Bhutan continua a non aver pienamente affrontato.

La transizione alla democrazia (2008)

La svolta politica più sorprendente fu voluta dall'alto. Nel 2006 il quarto re abdicò in favore del figlio Jigme Khesar Namgyel Wangchuck, quinto e attuale sovrano, con l'obiettivo dichiarato di traghettare il Paese verso la democrazia. Nel 2008 si tennero le prime elezioni parlamentari e fu promulgata una Costituzione che trasformava il regno in una monarchia costituzionale con sistema bicamerale.

Da allora si sono svolte regolari tornate elettorali (2008, 2013, 2018 e 2023-2024). Alle elezioni concluse nel gennaio 2024 ha vinto il Partito Democratico del Popolo (PDP), riportando alla guida del governo il primo ministro Tshering Tobgay. La campagna, significativamente, è stata dominata non dalla "felicità" ma dai problemi economici: alta disoccupazione giovanile, emigrazione e crescita lenta.

Il Bhutan nel 2026: tra tradizione e futuro

Per rispondere alle sfide economiche, il re Jigme Khesar ha lanciato un progetto ambizioso: la Gelephu Mindfulness City, una vasta Regione Amministrativa Speciale nelle pianure meridionali al confine con l'Assam indiano, istituita per Carta Reale nel dicembre 2024 e governata da Dasho Lotay Tshering. Concepita come polo economico autonomo secondo il modello "un Paese, due sistemi", nel dicembre 2025 è stata associata a un inedito impegno sullo sviluppo in Bitcoin, con risorse delle riserve nazionali destinate a finanziarne la crescita. Nel gennaio 2026 il primo ministro ha avviato un tour europeo in cerca di investitori. Il Bhutan, dunque, prosegue la sua storia millenaria cercando un equilibrio tra l'eredità buddhista, la sostenibilità ambientale (è uno dei pochi Paesi a emissioni nette negative) e l'apertura economica.

Domande frequenti

Chi unificò il Bhutan?

Il Bhutan fu unificato nel XVII secolo dal lama tibetano Zhabdrung Ngawang Namgyal, che riunì le valli sotto un'unica autorità, respinse le invasioni tibetane e creò il sistema di governo a doppia guida spirituale e temporale.

Quando è nata la monarchia in Bhutan?

La monarchia ereditaria nacque nel novembre 1907, quando Ugyen Wangchuck fu eletto primo "Re Drago" (Druk Gyalpo), fondando la dinastia Wangchuck tuttora regnante.

Quando il Bhutan è diventato una democrazia?

Il Bhutan è diventato una monarchia costituzionale e democratica nel 2008, con le prime elezioni parlamentari e una nuova Costituzione, dopo l'abdicazione del quarto re nel 2006 in favore del figlio.

Cos'è la Felicità Interna Lorda?

È un principio coniato dal quarto re Jigme Singye Wangchuck secondo cui il progresso di una nazione va misurato sul benessere collettivo, l'armonia sociale e ambientale, e non solo sulla crescita economica.

Chi governa il Bhutan nel 2026?

Il capo dello Stato è il re Jigme Khesar Namgyel Wangchuck, quinto sovrano, mentre il governo è guidato dal primo ministro Tshering Tobgay del Partito Democratico del Popolo, vincitore delle elezioni del gennaio 2024.

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