Storia della Somalia: dalle origini alla crisi del 2026
La Somalia, situata nel Corno d'Africa e affacciata sull'Oceano Indiano e sul Golfo di Aden, è uno dei paesi con la storia più complessa e tormentata del continente africano. Dalle antiche civiltà costiere alla resistenza anticoloniale, dall'indipendenza del 1960 al lungo collasso statale degli anni Novanta, fino alla frammentazione politica e alla persistente minaccia jihadista che caratterizzano il 2026, la sua vicenda storica intreccia eredità culturali millenarie con crisi geopolitiche tuttora irrisolte.
Origini e antichità
Il territorio somalo è abitato almeno dal Paleolitico. Le pitture rupestri della Grotta di Laas Geel, rinvenute vicino a Hargeisa e databili tra 9.000 e 3.000 anni fa, figurano tra le testimonianze artistiche preistoriche meglio conservate dell'intera Africa orientale. Gli studiosi identificano nell'odierna Somalia una parte dell'antica Terra di Punt, regione di intensi scambi commerciali con l'Egitto faraonico tra il 3000 e il 1500 a.C., ricordata per le sue esportazioni di incenso, mirra, oro e avorio.
A partire dal VII secolo, mercanti e studiosi arabi islamizzati si insediarono lungo la costa somala, favorendo la diffusione dell'Islam e la nascita di sultanati commerciali come quello di Mogadiscio, Zeila e Berbera. Tra il X e il XVI secolo questi centri urbani erano nodi di primo piano nelle rotte dell'Oceano Indiano.
Il periodo coloniale
La spartizione coloniale del Corno d'Africa nel XIX secolo divise il popolo somalo in cinque porzioni sotto bandiere diverse. La Gran Bretagna istituì il Protettorato della Somalia Britannica nel 1886 nel nord; l'Italia estese il controllo sulla Somalia meridionale a partire dal 1892, formalizzando la colonia nel 1908; la Francia controllava la piccola enclave costiera che sarebbe diventata Gibuti; le regioni dell'Ogaden e della NFD passarono rispettivamente sotto la sovranità etiope e britannico-keniota.
La resistenza più celebre fu quella guidata dal poeta e leader religioso Mohammed Abdullah Hassan, soprannominato dagli inglesi "Matto Mullah", che tra il 1898 e il 1920 condusse lo Stato dei Dervisci in una guerra di guerriglia contro le potenze coloniali, diventando figura simbolo del nazionalismo somalo. La rivolta fu soffocata soltanto con bombardamenti aerei britannici nel 1920.
L'indipendenza e la prima repubblica (1960–1969)
Il 1° luglio 1960 la Somalia italiana e la Somalia britannica si unirono per formare la Repubblica Somala, uno dei pochi casi africani di unificazione volontaria di due ex colonie. Il nuovo stato adottò un sistema parlamentare multipartitico. Gli anni Sessanta furono tuttavia segnati da tensioni interne legate alle divisioni claniliche e da dispute territoriali con Etiopia e Kenya per le regioni a maggioranza somala dell'Ogaden e della Northern Frontier District.
La dittatura di Siad Barre (1969–1991)
Il 21 ottobre 1969, poche settimane dopo l'assassinio del presidente Abdirashid Ali Shermarke, il generale Mohammed Siad Barre prese il potere con un colpo di stato militare. Instaurò un regime a partito unico ispirato al "socialismo scientifico" e si avvicinò all'Unione Sovietica. Nazionalizzò le principali industrie, lanciò campagne di alfabetizzazione e promosse una versione laica e nazionalista dell'identità somala.
Nel 1977 Barre tentò di annettere l'Ogaden etiope, regione a forte popolazione somala, scatenando una guerra costosa. La sconfitta del 1978 — dopo che l'URSS aveva abbandonato Mogadiscio in favore dell'Etiopia — segnò l'inizio del declino del regime. Barre virò verso gli Stati Uniti, ma gli anni Ottanta furono caratterizzati da una crescente repressione, da scontri interclanici alimentati strumentalmente dallo stesso regime e da un progressivo disfacimento economico.
La guerra civile e il collasso dello stato (1991–2000)
Nel gennaio 1991 un'insurrezione armata di milizie claniliche rovesciò Siad Barre, costretto alla fuga. Nessuna fazione riuscì però a imporsi sull'altra: la Somalia precipitò in una guerra civile multipolare. Il nord-ovest del paese proclamò unilateralmente la Repubblica del Somaliland nel maggio 1991, ottenendo de facto un'autonomia che dura ancora oggi pur senza riconoscimento internazionale. Nel 1998 anche il nord-est si organizzò come Puntland, regione autonoma all'interno della federazione somala.
La disgregazione statale produsse una catastrofe umanitaria: la carestia del 1991–1992 causò oltre 300.000 morti. L'ONU autorizzò l'intervento militare internazionale con le missioni UNOSOM I (1992) e UNOSOM II (1993). L'episodio passato alla storia come "Black Hawk Down" — l'abbattimento di due elicotteri americani a Mogadiscio nel ottobre 1993 con 18 soldati USA e centinaia di somali uccisi — provocò il ritiro delle forze statunitensi e segnò il fallimento politico dell'operazione. Nel 1995 anche la missione ONU si concluse senza aver stabilizzato il paese.
I Tribunali islamici e la nascita di al-Shabaab (2000–2012)
Nei primi anni Duemila alcune aree della Somalia meridionale sperimentarono una relativa stabilità sotto i Tribunali Islamici, coalizione di corti shari'atiche che nel 2006 arrivò a controllare Mogadiscio. L'intervento militare dell'Etiopia nel dicembre 2006 — con il tacito sostegno degli Stati Uniti — smantellò rapidamente quell'ordine. Dal collasso emerse al-Shabaab ("i giovani"), il gruppo jihadista che nel 2012 pledged formale fedeltà ad al-Qaeda e che da allora è il principale attore dell'insurrezione armata nel paese.
Nel 2007 l'Unione Africana dispiegò la missione AMISOM per sostenere il Governo Federale di Transizione. Negli anni successivi al-Shabaab perse il controllo di Mogadiscio (2011) e di altre città chiave, ma mantenne una forte presenza nelle aree rurali del centro e del sud.
Il Governo Federale Somalia e la lotta all'estremismo (2012–2024)
Nell'agosto 2012 fu istituito il Governo Federale Somalo (FGS), il primo governo centrale permanente da oltre vent'anni. La struttura federale prevede cinque stati federali: Jubaland, South West State, Hirshabelle, Galmudug, e — dal luglio 2025 — il nuovo Northeastern Somali Regional State. Le elezioni presidenziali del maggio 2022 portarono alla presidenza Hassan Sheikh Mohamud, già presidente tra il 2012 e il 2017.
Nel corso del 2022–2023 una vasta offensiva contro al-Shabaab, supportata da milizie locali dette "Ma'awisley", recuperò significativi territori nel centro della Somalia. Tuttavia, a partire dal 2025 il gruppo jihadista ha avviato una controffensiva che ha invertito parte di quei guadagni.
La Somalia nel 2026: crisi politica e sfide aperte
Il 2026 è un anno di intensa crisi istituzionale. Nel marzo 2026 il Parlamento ha approvato emendamenti costituzionali controversi che estendono i mandati parlamentari e presidenziali da quattro a cinque anni, rinviando le elezioni al 2027. L'opposizione e diversi stati federali hanno denunciato la mossa come un tentativo di centralizzare il potere. Il 22 maggio 2026 il Consiglio dei Ministri del Puntland ha dichiarato di non riconoscere più l'autorità del presidente Mohamud, chiedendo alla comunità internazionale di trattare direttamente con Garowe.
Sul fronte internazionale, il 26 dicembre 2025 Israele è diventato il primo stato membro dell'ONU a riconoscere formalmente la Repubblica del Somaliland come stato indipendente, suscitando reazioni dure da parte di quindici paesi arabi e musulmani. La Somalia siede inoltre nel Consiglio di Sicurezza dell'ONU per il biennio 2025–2026, segnale di un riconoscimento della sua rilevanza geopolitica nonostante la fragilità interna.
Secondo le Nazioni Unite, quasi 6 milioni di persone necessitano di assistenza umanitaria nel 2025–2026. La minaccia di al-Shabaab rimane critica: analisti di sicurezza segnalano un'intensificazione operativa del gruppo tra il 2025 e il 2026, con rischio di avanzata verso Mogadiscio. La Somalia è eletta al Consiglio per la Pace e la Sicurezza dell'Unione Africana per il periodo 2026–2028, a testimonianza dell'impegno regionale nel processo di stabilizzazione.
Domande frequenti
Quando è diventata indipendente la Somalia?
La Repubblica Somala ha ottenuto l'indipendenza il 1° luglio 1960, con l'unificazione della ex Somalia italiana e della ex Somalia britannica.
Chi è al-Shabaab e da dove proviene?
Al-Shabaab è un gruppo jihadista somalo affiliato ad al-Qaeda. Nacque dalla frammentazione dei Tribunali Islamici dopo la loro sconfitta nel 2006–2007 e da allora conduce un'insurrezione armata contro il governo federale e le forze internazionali.
Il Somaliland è uno stato indipendente?
Il Somaliland ha dichiarato la propria indipendenza nel 1991 ed è de facto autonomo, con governo, moneta e passaporti propri. Al 2026 è riconosciuto formalmente soltanto da Israele; la comunità internazionale nel suo insieme non lo riconosce come stato sovrano.
Qual è la situazione politica della Somalia nel 2026?
Il paese attraversa una crisi istituzionale: nel marzo 2026 il governo ha approvato emendamenti costituzionali che posticipano le elezioni al 2027, scatenando proteste degli stati federali — in particolare del Puntland, che ha ritirato il riconoscimento all'autorità presidenziale. Al-Shabaab ha intensificato le operazioni militari, aggravando la già critica situazione umanitaria.
Quante persone hanno bisogno di aiuto umanitario in Somalia?
Secondo le stime delle Nazioni Unite, nel 2025–2026 quasi 6 milioni di persone in Somalia necessitano di assistenza umanitaria, a causa di conflitti, siccità ricorrenti e crisi economica.