Storia dell'Uganda: dal regno del Buganda al 2026
L'Uganda è un Paese dell'Africa orientale la cui storia, pur sintetica nei tratti essenziali, attraversa secoli di regni precoloniali, decenni di dominazione britannica, l'indipendenza del 1962 e una lunga sequenza di regimi autoritari. Dal 1986 il Paese è governato da Yoweri Museveni, riconfermato per un settimo mandato nelle elezioni del gennaio 2026. Questo articolo ricostruisce in modo ordinato le tappe fondamentali, dai regni interlacustri fino agli sviluppi politici più recenti.
I regni precoloniali
Prima dell'arrivo degli europei, la regione corrispondente all'odierna Uganda era organizzata in una serie di regni e società complesse, situate nella fertile area dei Grandi Laghi. Il più importante era il regno del Buganda, popolato dal gruppo etnico Baganda e retto da un sovrano chiamato kabaka. Accanto ad esso prosperavano altri regni come il Bunyoro, il Toro, l'Ankole e il Busoga, ciascuno con proprie istituzioni, gerarchie e tradizioni.
L'economia di questi regni si basava sull'agricoltura, in particolare sulla coltivazione della banana, e sull'allevamento. Il Buganda, grazie alla posizione sulle rive del lago Vittoria e a un'amministrazione centralizzata, divenne nel corso dell'Ottocento la potenza dominante della regione, con cui i primi esploratori e mercanti arabi e poi europei entrarono in contatto.
Il periodo coloniale britannico
Nella seconda metà del XIX secolo l'area divenne oggetto dell'espansione coloniale europea. Nel 1894 il Regno Unito proclamò il Protettorato dell'Uganda, costruito attorno al regno del Buganda, i cui capi ottennero in cambio uno status privilegiato. L'accordo del 1900 con il Buganda consolidò questo rapporto, concedendo ampie autonomie locali in cambio della collaborazione con l'amministrazione britannica.
Sotto il dominio coloniale l'Uganda divenne un grande produttore di cotone e poi di caffè, destinati all'esportazione. I britannici incoraggiarono l'immigrazione di una comunità di origine sudasiatica, che assunse un ruolo centrale nel commercio e nell'artigianato. Questo periodo lasciò in eredità confini artificiali, profonde disparità regionali e tensioni tra il Buganda e il resto del Paese, destinate a pesare a lungo sulla vita politica nazionale.
L'indipendenza del 1962
Dopo oltre settant'anni di dominazione britannica, l'Uganda ottenne l'indipendenza il 9 ottobre 1962. Il primo governo nacque da una coalizione tra l'Uganda People's Congress (UPC) di Milton Obote, divenuto primo ministro, e il partito monarchico del Buganda, il Kabaka Yekka ("il re soltanto"). Il kabaka Edward Mutesa II assunse la carica cerimoniale di presidente.
La costituzione iniziale riconosceva uno status federale ai regni tradizionali, ma l'equilibrio si rivelò fragile. Nel 1966 Obote sospese la costituzione, si proclamò presidente esecutivo e fece attaccare il palazzo del kabaka, che fu costretto all'esilio. L'anno successivo abolì formalmente i regni tradizionali, trasformando l'Uganda in una repubblica centralizzata.
La dittatura di Idi Amin
Il 25 gennaio 1971, mentre Obote era all'estero, il comandante dell'esercito Idi Amin Dada prese il potere con un colpo di Stato. Il suo regime, durato otto anni, è ricordato come una delle dittature più brutali del Novecento africano.
Nel 1972 Amin espulse la comunità di origine sudasiatica, composta da decine di migliaia di persone, provocando il collasso del commercio e dell'industria. Le stime sulle vittime della repressione politica e delle violenze del regime parlano di circa 300.000 morti. Sul piano internazionale, l'isolamento crescente culminò nel 1978 con l'invasione del territorio tanzaniano. La reazione del presidente tanzaniano Julius Nyerere, sostenuto dagli esuli ugandesi, portò alla controffensiva che nell'aprile del 1979 costrinse Amin alla fuga e alla caduta di Kampala.
Gli anni di instabilità e il ritorno di Obote
La caduta di Amin aprì una fase di forte instabilità. Dopo alcuni governi di transizione, Milton Obote tornò al potere nel 1980 attraverso elezioni contestate. Il suo secondo mandato fu segnato da una sanguinosa guerra civile, in particolare nella regione del cosiddetto "Triangolo di Luwero", dove le operazioni militari causarono un altissimo numero di vittime civili. Nel 1985 Obote fu nuovamente rovesciato da un golpe militare, mentre nel Paese era già attiva la guerriglia del Movimento di Resistenza Nazionale.
L'era di Yoweri Museveni
Nel gennaio 1986 le forze dell'Esercito di Resistenza Nazionale, guidate da Yoweri Museveni, conquistarono Kampala. Museveni divenne presidente e avviò una stagione di relativa stabilizzazione, con riforme economiche apprezzate dalle istituzioni finanziarie internazionali e, negli anni Novanta e Duemila, programmi spesso citati come modello nella lotta contro l'HIV/AIDS.
Il suo governo dovette però affrontare per quasi due decenni l'insurrezione del Lord's Resistance Army di Joseph Kony nel nord del Paese, responsabile di rapimenti di massa di bambini e di gravi violazioni dei diritti umani. Sul piano istituzionale, Museveni ha consolidato un potere sempre più personale: la costituzione è stata modificata per rimuovere prima il limite ai mandati presidenziali e poi il limite di età per i candidati, aprendo la strada alla sua permanenza al vertice dello Stato.
L'Uganda nel 2026
Nel gennaio 2026 si sono svolte le elezioni generali. La commissione elettorale ha proclamato la vittoria di Yoweri Museveni, 81 anni, con il 71,65% dei voti, per quello che è il suo settimo mandato presidenziale. Il principale sfidante, il cantante e leader dell'opposizione Bobi Wine (Robert Kyagulanyi), 43 anni, ha ottenuto circa il 24,72%.
La campagna elettorale è stata segnata da gravi tensioni. Osservatori internazionali e organizzazioni per i diritti umani hanno denunciato repressione, arresti, violenze contro manifestanti e giornalisti e un blackout di internet nei giorni del voto. L'opposizione ha denunciato episodi mortali, tra cui un attacco a Butambala, e ha contestato i risultati, mentre Bobi Wine si è temporaneamente sottratto alla vista pubblica. A oltre quarant'anni dall'indipendenza piena dei suoi processi politici, l'Uganda resta dunque un Paese segnato dalla concentrazione del potere e da una difficile transizione democratica.
Domande frequenti
Quando l'Uganda ha ottenuto l'indipendenza?
L'Uganda è diventata indipendente dal Regno Unito il 9 ottobre 1962. Il primo governo fu guidato da Milton Obote come primo ministro, mentre il kabaka del Buganda, Edward Mutesa II, assunse la carica di presidente.
Chi era Idi Amin?
Idi Amin Dada fu il dittatore che governò l'Uganda dal 1971 al 1979 dopo un colpo di Stato. Il suo regime è ricordato per l'espulsione della comunità sudasiatica nel 1972 e per una repressione che avrebbe causato circa 300.000 morti.
Da quanto tempo Museveni governa l'Uganda?
Yoweri Museveni è al potere dal gennaio 1986, quando le sue forze conquistarono Kampala. Nel 2026 è stato confermato per il settimo mandato presidenziale.
Chi ha vinto le elezioni del 2026 in Uganda?
Le elezioni del gennaio 2026 sono state vinte da Yoweri Museveni con il 71,65% dei voti. Il principale sfidante, Bobi Wine, ha ottenuto circa il 24,72%, in un voto contestato e segnato da denunce di repressione.