Quale agente estinguente usare per ogni tipo di incendio
La scelta dell'agente estinguente non è mai casuale: dipende dalla natura di ciò che brucia. Usare l'agente sbagliato può essere inutile o, in alcuni casi, pericoloso, come quando si getta acqua su un incendio elettrico o sull'olio bollente in cucina. Il criterio fondamentale è la classe di fuoco, definita in Italia dalla norma UNI EN 2, che raggruppa i materiali combustibili in cinque categorie (A, B, C, D, F) a cui si aggiunge la specifica situazione degli impianti elettrici sotto tensione. Conoscere queste classi permette di abbinare a ogni incendio l'estinguente corretto e di leggere correttamente i pittogrammi riportati su ogni estintore.
Le classi di fuoco secondo la norma UNI EN 2
La classificazione vigente nel 2026 distingue i fuochi in base al combustibile coinvolto:
- Classe A – combustibili solidi di natura organica che bruciano formando brace: legno, carta, cartone, tessuti, cuoio, gomma, paglia, plastica.
- Classe B – liquidi infiammabili e solidi liquefacibili: benzina, gasolio, oli minerali, alcoli, solventi, vernici, cere.
- Classe C – gas infiammabili: metano, GPL, idrogeno, acetilene, propano.
- Classe D – metalli combustibili: sodio, potassio, magnesio, alluminio in polvere, litio, manganese.
- Classe F – oli e grassi vegetali o animali impiegati nella cottura degli alimenti (friggitrici, cucine professionali).
La vecchia "classe E", riferita agli incendi di apparecchiature elettriche, è stata abolita: l'elettricità non è un combustibile ma un fattore di rischio. Gli estintori idonei all'uso su impianti in tensione riportano oggi l'indicazione della distanza di sicurezza e della tensione massima (ad esempio 1000 V a un metro).
L'agente giusto per ogni classe
Classe A – solidi
Sui materiali solidi l'azione più efficace è il raffreddamento, perché questi combustibili producono brace che va estinta in profondità. L'agente d'elezione è l'acqua (anche con additivi), seguita dalla schiuma e dalla polvere polivalente ABC, che agisce per separazione e copertura. La CO₂, invece, raffredda poco la brace ed è poco adatta a questa classe.
Classe B – liquidi infiammabili
Sui liquidi non si deve usare acqua a getto pieno, che disperde il combustibile e propaga le fiamme. L'azione richiesta è il soffocamento: la schiuma è l'agente ideale perché crea una pellicola continua che isola il liquido dall'ossigeno. Sono efficaci anche la polvere (ABC o BC) e l'anidride carbonica (CO₂), particolarmente utile per piccoli focolai e dove non si vogliono lasciare residui.
Classe C – gas
Il principio di sicurezza per i gas è chiudere prima l'erogazione: spegnere la fiamma senza interrompere la fuoriuscita di gas crea una sacca esplosiva. Una volta intercettato il flusso, gli agenti più indicati sono la polvere e la CO₂, che agiscono per interruzione chimica della combustione e soffocamento. L'acqua può servire solo per raffreddare le bombole e le strutture circostanti.
Classe D – metalli
I metalli combustibili rappresentano un caso particolare: acqua, schiuma e CO₂ sono controindicate o pericolose, perché molti metalli reagiscono violentemente con l'acqua liberando idrogeno. Servono polveri speciali dedicate (a base di cloruro di sodio, grafite o composti specifici per ciascun metallo), spesso definite polveri D, che soffocano il fuoco senza alimentare la reazione. Il litio, sempre più diffuso nelle batterie, richiede attenzioni particolari e agenti specifici.
Classe F – oli e grassi da cucina
Gli oli da cottura raggiungono temperature molto elevate e una volta incendiati non possono essere spenti con acqua, che provoca una violenta proiezione di olio bollente. L'agente corretto è quello a base di acetato di potassio, che reagisce con i grassi formando una schiuma saponificata: questa saponificazione sigilla la superficie e abbassa la temperatura, impedendo la riaccensione. Mai usare la polvere o l'acqua su una friggitrice in fiamme.
Incendi di apparecchiature elettriche
Sugli impianti e le apparecchiature sotto tensione l'agente di riferimento è la CO₂, che non conduce elettricità, non lascia residui e non danneggia i circuiti. È adatta anche la polvere idonea all'uso elettrico, mentre vanno evitati assolutamente acqua e schiuma finché l'impianto non è messo fuori tensione. Per quadri elettrici, server e ambienti delicati la CO₂ resta la scelta più sicura ed efficace.
Tipologie di estintore e loro impiego
- A polvere ABC – il più versatile: copre classi A, B e C e si può usare su apparecchi elettrici. Lascia però residui abrasivi e corrosivi.
- Idrico o a schiuma – ottimo per classi A e B; pulito ed efficace, ma non utilizzabile su tensione e sensibile al gelo.
- A CO₂ – ideale per classe B ed elettronica; non lascia residui, ma ha portata limitata e rischio di ustioni da freddo.
- Polvere D speciale – esclusivamente per metalli.
- A base di acetato di potassio – specifico per la classe F delle cucine.
Va ricordato che gli estinguenti a base di halon sono vietati dagli anni Duemila per ragioni ambientali, sostituiti da gas alogenati di nuova generazione impiegati soprattutto in impianti fissi di spegnimento.
Domande frequenti
Qual è l'estintore più universale?
L'estintore a polvere ABC è il più versatile perché copre incendi di classe A, B e C ed è utilizzabile anche su apparecchiature elettriche. Lo svantaggio è che lascia residui di polvere corrosivi e abrasivi, poco indicati per ambienti con apparecchiature elettroniche delicate.
Perché non si deve usare l'acqua su un incendio elettrico?
Perché l'acqua conduce elettricità e può causare folgorazione a chi maneggia l'estintore, oltre a danneggiare gli impianti. Su apparecchiature sotto tensione si usa la CO₂, che è isolante e non lascia residui. Solo dopo aver tolto la corrente è possibile impiegare acqua o schiuma.
Come si spegne l'olio in fiamme in cucina?
Mai con acqua, che provoca la proiezione esplosiva dell'olio bollente. Per la classe F si usa un estintore a base di acetato di potassio, che saponifica i grassi. In assenza di estintore, soffocare la fiamma con un coperchio o un panno umido interrompendo l'apporto di ossigeno.
Cosa usare su un incendio di metalli o batterie al litio?
Acqua, schiuma e CO₂ sono pericolose sui metalli combustibili. Servono polveri speciali di classe D, formulate per il metallo specifico. Per le batterie al litio esistono agenti dedicati; in molti casi è necessario raffreddare a lungo per evitare la riaccensione termica.