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Quale agente estinguente usare per ogni tipo di incendio

Pubblicato 8. ottobre 2025 Aggiornato 15. giugno 2026

Quale agente estinguente usare per ogni tipo di incendio?

La scelta dell'agente estinguente non è mai casuale: dipende dalla natura di ciò che brucia. Usare l'agente sbagliato può essere inutile o, in alcuni casi, pericoloso, come quando si getta acqua su un incendio elettrico o sull'olio bollente in cucina. Il criterio fondamentale è la classe di fuoco, definita in Italia dalla norma UNI EN 2, che raggruppa i materiali combustibili in cinque categorie (A, B, C, D, F) a cui si aggiunge la specifica situazione degli impianti elettrici sotto tensione. Conoscere queste classi permette di abbinare a ogni incendio l'estinguente corretto e di leggere correttamente i pittogrammi riportati su ogni estintore.

Le classi di fuoco secondo la norma UNI EN 2

La classificazione vigente nel 2026 distingue i fuochi in base al combustibile coinvolto:

  • Classe A – combustibili solidi di natura organica che bruciano formando brace: legno, carta, cartone, tessuti, cuoio, gomma, paglia, plastica.
  • Classe B – liquidi infiammabili e solidi liquefacibili: benzina, gasolio, oli minerali, alcoli, solventi, vernici, cere.
  • Classe C – gas infiammabili: metano, GPL, idrogeno, acetilene, propano.
  • Classe D – metalli combustibili: sodio, potassio, magnesio, alluminio in polvere, litio, manganese.
  • Classe F – oli e grassi vegetali o animali impiegati nella cottura degli alimenti (friggitrici, cucine professionali).

La vecchia "classe E", riferita agli incendi di apparecchiature elettriche, è stata abolita: l'elettricità non è un combustibile ma un fattore di rischio. Gli estintori idonei all'uso su impianti in tensione riportano oggi l'indicazione della distanza di sicurezza e della tensione massima (ad esempio 1000 V a un metro).

L'agente giusto per ogni classe

Classe A – solidi

Sui materiali solidi l'azione più efficace è il raffreddamento, perché questi combustibili producono brace che va estinta in profondità. L'agente d'elezione è l'acqua (anche con additivi), seguita dalla schiuma e dalla polvere polivalente ABC, che agisce per separazione e copertura. La CO₂, invece, raffredda poco la brace ed è poco adatta a questa classe.

Classe B – liquidi infiammabili

Sui liquidi non si deve usare acqua a getto pieno, che disperde il combustibile e propaga le fiamme. L'azione richiesta è il soffocamento: la schiuma è l'agente ideale perché crea una pellicola continua che isola il liquido dall'ossigeno. Sono efficaci anche la polvere (ABC o BC) e l'anidride carbonica (CO₂), particolarmente utile per piccoli focolai e dove non si vogliono lasciare residui.

Classe C – gas

Il principio di sicurezza per i gas è chiudere prima l'erogazione: spegnere la fiamma senza interrompere la fuoriuscita di gas crea una sacca esplosiva. Una volta intercettato il flusso, gli agenti più indicati sono la polvere e la CO₂, che agiscono per interruzione chimica della combustione e soffocamento. L'acqua può servire solo per raffreddare le bombole e le strutture circostanti.

Classe D – metalli

I metalli combustibili rappresentano un caso particolare: acqua, schiuma e CO₂ sono controindicate o pericolose, perché molti metalli reagiscono violentemente con l'acqua liberando idrogeno. Servono polveri speciali dedicate (a base di cloruro di sodio, grafite o composti specifici per ciascun metallo), spesso definite polveri D, che soffocano il fuoco senza alimentare la reazione. Il litio, sempre più diffuso nelle batterie, richiede attenzioni particolari e agenti specifici.

Classe F – oli e grassi da cucina

Gli oli da cottura raggiungono temperature molto elevate e una volta incendiati non possono essere spenti con acqua, che provoca una violenta proiezione di olio bollente. L'agente corretto è quello a base di acetato di potassio, che reagisce con i grassi formando una schiuma saponificata: questa saponificazione sigilla la superficie e abbassa la temperatura, impedendo la riaccensione. Mai usare la polvere o l'acqua su una friggitrice in fiamme.

Incendi di apparecchiature elettriche

Sugli impianti e le apparecchiature sotto tensione l'agente di riferimento è la CO₂, che non conduce elettricità, non lascia residui e non danneggia i circuiti. È adatta anche la polvere idonea all'uso elettrico, mentre vanno evitati assolutamente acqua e schiuma finché l'impianto non è messo fuori tensione. Per quadri elettrici, server e ambienti delicati la CO₂ resta la scelta più sicura ed efficace.

Tipologie di estintore e loro impiego

  • A polvere ABC – il più versatile: copre classi A, B e C e si può usare su apparecchi elettrici. Lascia però residui abrasivi e corrosivi.
  • Idrico o a schiuma – ottimo per classi A e B; pulito ed efficace, ma non utilizzabile su tensione e sensibile al gelo.
  • A CO₂ – ideale per classe B ed elettronica; non lascia residui, ma ha portata limitata e rischio di ustioni da freddo.
  • Polvere D speciale – esclusivamente per metalli.
  • A base di acetato di potassio – specifico per la classe F delle cucine.

Va ricordato che gli estinguenti a base di halon sono vietati dagli anni Duemila per ragioni ambientali, sostituiti da gas alogenati di nuova generazione impiegati soprattutto in impianti fissi di spegnimento.

Domande frequenti

Qual è l'estintore più universale?

L'estintore a polvere ABC è il più versatile perché copre incendi di classe A, B e C ed è utilizzabile anche su apparecchiature elettriche. Lo svantaggio è che lascia residui di polvere corrosivi e abrasivi, poco indicati per ambienti con apparecchiature elettroniche delicate.

Perché non si deve usare l'acqua su un incendio elettrico?

Perché l'acqua conduce elettricità e può causare folgorazione a chi maneggia l'estintore, oltre a danneggiare gli impianti. Su apparecchiature sotto tensione si usa la CO₂, che è isolante e non lascia residui. Solo dopo aver tolto la corrente è possibile impiegare acqua o schiuma.

Come si spegne l'olio in fiamme in cucina?

Mai con acqua, che provoca la proiezione esplosiva dell'olio bollente. Per la classe F si usa un estintore a base di acetato di potassio, che saponifica i grassi. In assenza di estintore, soffocare la fiamma con un coperchio o un panno umido interrompendo l'apporto di ossigeno.

Cosa usare su un incendio di metalli o batterie al litio?

Acqua, schiuma e CO₂ sono pericolose sui metalli combustibili. Servono polveri speciali di classe D, formulate per il metallo specifico. Per le batterie al litio esistono agenti dedicati; in molti casi è necessario raffreddare a lungo per evitare la riaccensione termica.

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