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Scarpe per artrosi al ginocchio: come sceglierle

Pubblicato 13. settembre 2025 Aggiornato 15. giugno 2026

Quali scarpe scegliere per artrosi al ginocchio?

L'artrosi del ginocchio (gonartrosi) è una delle patologie articolari più diffuse tra gli adulti di mezza età e gli anziani: comporta l'usura progressiva della cartilagine, dolore durante il carico e rigidità. La scelta delle calzature è un elemento spesso sottovalutato ma rilevante nella gestione quotidiana, perché ogni passo trasmette al ginocchio forze pari a diverse volte il peso corporeo. Le ricerche più recenti, in particolare gli studi clinici randomizzati condotti negli ultimi anni, hanno modificato in parte i consigli tradizionali. Questo articolo riassume cosa indica l'evidenza scientifica nel 2026 su quali scarpe scegliere e quali evitare in presenza di artrosi al ginocchio.

Cosa dice la ricerca: scarpe stabili o scarpe piatte e flessibili?

Per anni si è ritenuto che le calzature più adatte alla gonartrosi fossero quelle piatte e molto flessibili, le cosiddette "mobility shoes", basate sull'idea che imitare la camminata a piedi nudi riduca il carico sul compartimento mediale del ginocchio, quello più spesso colpito. Studi biomeccanici avevano effettivamente misurato una riduzione del momento adduttorio del ginocchio (un indicatore del carico mediale) con questo tipo di scarpe.

Questa convinzione è stata però ridimensionata da uno studio clinico randomizzato di riferimento, condotto dall'Università di Melbourne (gruppo di Kade Paterson e Kim Bennell) e pubblicato sugli Annals of Internal Medicine. La ricerca ha coinvolto 164 persone con artrosi mediale del ginocchio da moderata a grave, confrontando scarpe piatte e flessibili con scarpe stabili e di supporto. Al termine dei sei mesi, le scarpe piatte e flessibili non si sono dimostrate superiori; al contrario, le scarpe stabili e di supporto hanno prodotto un maggiore sollievo dal dolore durante la camminata. Si tratta della prima evidenza da studio randomizzato su questo confronto, e ha contribuito a orientare le linee guida cliniche verso le calzature stabili come strategia di automanagement.

La conclusione pratica è che, per la maggior parte delle persone con gonartrosi, una scarpa ben strutturata e stabile è preferibile a una scarpa minimalista o eccessivamente morbida e cedevole.

Le caratteristiche di una buona scarpa per la gonartrosi

Al di là delle etichette commerciali, contano alcune caratteristiche concrete che riducono il sovraccarico e migliorano la sicurezza della camminata:

  • Buon ammortizzamento: una suola con intersuola in schiuma ammortizzante (EVA o materiali a memoria) attenua l'impatto al contatto del tallone con il suolo, riducendo le sollecitazioni trasmesse all'articolazione.
  • Stabilità e contrafforte rigido: un tallone ben strutturato e una scarpa che non si torce facilmente offrono sostegno al piede e riducono il rischio di inciampo, storte e cadute, eventi frequenti in chi ha dolore articolare.
  • Supporto dell'arco plantare: l'assenza di sostegno plantare è considerata un fattore negativo; un plantare interno adeguato distribuisce meglio i carichi.
  • Tacco basso e stabile: un dislivello tallone-punta contenuto (in genere non oltre 2-3 cm) evita di spostare il carico in avanti.
  • Suola a "rocker" (basculante): alcune scarpe con suola arrotondata favoriscono uno svolgimento del passo più fluido e possono ridurre lo sforzo articolare; sono tra le tecnologie studiate con risultati incoraggianti.
  • Pianta sufficientemente ampia e tomaia morbida: la comodità è, secondo le indagini sui pazienti, la prima caratteristica ricercata e un buon predittore di aderenza all'uso.

Scarpe e modelli da evitare

Alcune calzature aumentano in modo documentato il carico sul ginocchio o il rischio di lesioni:

  • Tacchi alti: incrementano significativamente la forza a carico del ginocchio (stime fino a circa il 23%) e sono sconsigliati in presenza di artrosi.
  • Scarpe troppo consumate: una suola usurata o deformata altera l'appoggio e può avere un effetto negativo sull'articolazione. Più che cercare scarpe "speciali", spesso conviene semplicemente sostituire le scarpe vecchie.
  • Calzature instabili o cedevoli: ciabatte aperte, infradito e modelli senza sostegno al retropiede aumentano il rischio di instabilità.
  • Modelli rigidi e stretti: comprimono il piede e non assecondano il passo.

I plantari a cuneo laterale (lateral wedge)

Per l'artrosi del compartimento mediale sono stati a lungo proposti i plantari a cuneo laterale, più spessi sul bordo esterno per spostare il carico dal compartimento interno a quello esterno. Le misurazioni biomeccaniche confermano una riduzione modesta (circa 5-6%) del momento adduttorio del ginocchio. Tuttavia, gli effetti sul dolore reale sono risultati incostanti: alcune meta-analisi mostrano un beneficio favorevole rispetto al controllo, ma con elevata eterogeneità tra gli studi. Per questo le principali linee guida internazionali non li raccomandano in modo sistematico come trattamento di routine. Possono essere valutati caso per caso, su indicazione di un ortopedico o fisiatra, ed eventualmente realizzati su misura.

La scarpa è solo una parte della gestione

È importante inquadrare le calzature all'interno di un approccio integrato. Le evidenze e le linee guida concordano nel considerare prioritari il controllo del peso corporeo (ridurre il carico sull'articolazione), l'esercizio fisico mirato per rinforzare quadricipite e muscolatura stabilizzatrice, e la gestione del dolore con i mezzi indicati dal medico. Nessuna scarpa, da sola, arresta la progressione dell'artrosi: il suo ruolo è ridurre il fastidio quotidiano e facilitare il movimento.

Consigli pratici per l'acquisto

  • Provare le scarpe nel tardo pomeriggio, quando il piede è leggermente più gonfio, indossando i calzini abituali.
  • Camminare alcuni minuti in negozio per valutare comfort, stabilità e svolgimento del passo.
  • Privilegiare modelli con buona ammortizzazione e contrafforte solido rispetto a scarpe minimaliste.
  • Sostituire le scarpe quando la suola appare consumata o deformata.
  • In presenza di dismetrie, deformità in varo/valgo o dolore persistente, rivolgersi a un ortopedico o a un tecnico ortopedico per una valutazione personalizzata.

Domande frequenti

Meglio scarpe piatte o scarpe con supporto per l'artrosi al ginocchio?

Lo studio randomizzato dell'Università di Melbourne ha mostrato che le scarpe stabili e di supporto riducono il dolore durante la camminata più delle scarpe piatte e flessibili. Per la maggior parte delle persone con gonartrosi è quindi preferibile una scarpa ben strutturata e ammortizzata.

Le scarpe da ginnastica vanno bene per l'artrosi al ginocchio?

Sì, se offrono buona ammortizzazione, stabilità e sostegno dell'arco plantare, con tacco basso. Sono spesso una buona scelta, purché non siano modelli minimalisti o ormai consumati.

I plantari a cuneo laterale servono davvero?

Riducono in modo modesto il carico sul compartimento mediale del ginocchio, ma l'effetto sul dolore è incostante e le linee guida non li raccomandano in modo sistematico. Possono essere valutati individualmente da uno specialista.

I tacchi alti peggiorano l'artrosi al ginocchio?

Sì. I tacchi alti aumentano in modo significativo la forza a carico del ginocchio (stime fino a circa il 23%) e sono generalmente sconsigliati in presenza di gonartrosi.

Bastano scarpe nuove per ridurre il dolore?

Le scarpe adeguate aiutano, ma sono solo una parte della gestione. Controllo del peso, esercizio mirato e terapia indicata dal medico restano elementi centrali per contenere dolore e progressione.

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