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Gli strumenti aborigeni più antichi del mondo: scoperte e siti

Pubblicato 9. dicembre 2024 Aggiornato 15. giugno 2026

Quali sono gli strumenti aborigeni più antichi del mondo?

Gli strumenti realizzati dagli Aborigeni australiani costituiscono alcune delle testimonianze tecnologiche più antiche mai rinvenute al mondo. La ricerca archeologica ha dimostrato che le popolazioni che colonizzarono il continente australiano almeno 65.000 anni fa svilupparono tecniche sofisticate di lavorazione della pietra, dell'osso e del legno con una continuità culturale senza eguali nella storia dell'umanità. Nel 2026, nuove analisi condotte su collezioni di manufatti storici hanno ulteriormente spinto indietro la cronologia di alcune di queste innovazioni, confermando l'Australia come uno dei laboratori tecnologici più precoci del Pleistocene.

Madjedbebe: il sito-chiave per la preistoria australiana

Il riparo sotto roccia di Madjedbebe (noto anche come Malakunanja II), situato nel Parco Nazionale di Kakadu nel Territorio del Nord, è il sito che ha fornito le evidenze più antiche di occupazione umana documentata in Australia. Le campagne di scavo condotte a partire dagli anni Settanta, con l'ultima e più estesa nel 2012 e 2015, hanno restituito oltre 10.000 manufatti datati a circa 65.000 anni fa. Tale datazione, ottenuta attraverso la misurazione individuale di migliaia di granelli di sabbia con la tecnica della luminescenza otticamente stimolata (OSL), ha esteso di circa 10.000 anni la stima precedente dell'arrivo degli esseri umani nel continente.

Tra i reperti di Madjedbebe spiccano tre categorie di primato mondiale:

  • Le asce a bordo levigato più antiche al mondo: frammenti di strumenti la cui lama era stata lucidata per affilatura, una tecnica che nel resto del mondo sarebbe comparsa millenni più tardi.
  • Le più antiche macine per semi dell'Australia, con tracce microscopiche e chimiche di lavorazione intensiva di vegetali.
  • L'uso più antico di ocra macinata nella regione di Sahul (la paleomassa continentale che includeva Australia e Nuova Guinea), impiegata presumibilmente per scopi rituali, decorativi e pratici.

Uno studio pubblicato su Scientific Reports nel 2022 ha confermato 65.000 anni di uso ininterrotto delle pietre da macina a Madjedbebe, documentando la più lunga sequenza continua di utilizzo di questo tipo di strumento attualmente nota.

Nawarla Gabarnmang e l'ascia più antica prima di Madjedbebe

Nel 2010, durante scavi condotti da un team dell'Università Monash nel riparo rupestre di Nawarla Gabarnmang, nella Terra di Arnhem (Territorio del Nord), venne rinvenuto un frammento di ascia a bordo levigato datato a circa 35.000 anni fa. All'epoca della scoperta fu annunciato come il manufatto a bordo levigato più antico mai trovato, superando i precedenti esemplari del Giappone e del nord Australia risalenti a 22.000–30.000 anni fa. Le scoperte successive a Madjedbebe hanno poi spostato ulteriormente indietro questa frontiera, ma Nawarla Gabarnmang resta un sito di riferimento assoluto. Il frammento fu rinvenuto a circa 40 chilometri dalla sorgente della roccia utilizzata, testimoniando reti di scambio e mobilità già strutturate.

Il riparo di Warratyi e gli utensili in osso

Nella catena montuosa dei Flinders Ranges, nell'Australia Meridionale, il riparo di Warratyi ha restituito nel 2016 un corpus di reperti straordinariamente diversificato: migliaia di manufatti e frammenti ossei datati a un arco compreso tra 49.000 e 10.000 anni fa. Tra questi si distinguono:

  • Una punta in osso affilato datata a 38.000–40.000 anni fa, il più antico utensile in osso finora documentato in Australia.
  • Frammenti di ascia in pietra che attestano l'uso di questa tecnologia nel Sud Australia già in epoche molto remote.
  • Pezzi di gesso e ocra come pigmenti, e ago in osso.
  • Ossa di Diprotodon, megafauna estinta simile a un rinoceronte wombat, portate nel riparo per il consumo alimentare.

Il sito fu individuato per caso da Clifford Coulthard, anziano del popolo Adnyamathanha, e dall'archeologo Giles Hamm della La Trobe University durante un'esplorazione dell'area.

La pirotecnologia della selce: la scoperta del 2026

Nel maggio 2026, la rivista Archaeology Magazine ha dato conto di una scoperta di grande rilevanza: la rianalisi di una collezione di utensili in pietra del 1981 proveniente dal sito di Nauwalabila I, anch'esso nel Territorio del Nord, ha rivelato le prove più antiche al mondo di trattamento termico intenzionale della selce. I manufatti analizzati risultano datati a 45.000–60.000 anni fa, il che li rende quasi il doppio più antichi dei precedenti esempi di pirotecnologia litica documentati in Eurasia.

Il trattamento termico — riscaldare la pietra prima della scheggiatura per migliorarne la lavorabilità — è una tecnica che richiede una comprensione delle proprietà fisiche del materiale e un controllo preciso del calore. La ricerca, pubblicata sul Journal of Paleolithic Archaeology, ha confermato la natura intenzionale del processo attraverso l'analisi della rugosità superficiale (replica tape analysis): le superfici post-riscaldamento mostrano una levigatezza significativamente maggiore rispetto a quelle pre-riscaldamento, in linea con i valori documentati su selce trattata termicamente in altre parti del mondo.

I siti sommersi: una frontiera nuova

Con il ritiro dei mari alla fine dell'ultima glaciazione, vasti territori precedentemente abitati finirono sott'acqua. Ricerche recenti condotte al largo della costa del Pilbara nell'Australia Occidentale, nell'ambito del progetto Deep History of Sea Country, hanno portato alla scoperta dei primi siti archeologici aborigeni subacquei documentati. Nel canale di Cape Bruguieres sono stati recuperati 269 strumenti in pietra a una profondità di 2,4 metri: raschiatori, percussori, macine per semi. Il sito di Flying Foam Passage è stato datato ad almeno 8.500 anni fa. Questi ritrovamenti aprono prospettive inedite sulla ricostruzione dei territori originari e sulla storia culturale delle popolazioni costiere.

Principali categorie di strumenti

Attraverso l'analisi dei siti australiani è possibile ricostruire un ampio repertorio tecnologico sviluppato nel corso di decine di millenni:

  • Asce a bordo levigato (celts): strumenti da taglio con la lama ottenuta per levigatura su roccia abrasiva, più efficienti degli utensili scheggiati perché riducono l'attrito.
  • Macine (grinding stones): lastre e macinelli per frantumare semi, rizomi e pigmenti minerali come l'ocra.
  • Utensili in osso: punte, aghi e spatole ricavati da ossa di animali, con funzioni di caccia, cucito e lavorazione delle pelli.
  • Strumenti scheggiati: raschiatoi, punte e lame ottenuti per percussione diretta o indiretta, usati per tagliare, incidere e preparare il cibo.
  • Tulas: piccoli inserti in pietra incollati con resina su manici di legno, diffusi in aree aride, usati per la lavorazione del legno; una collezione di circa 170 anni fa è stata ritrovata in Queensland nel 2023.
  • Microliti: microschegge geometriche apparse circa 5.000 anni fa, spesso composite (immanicati in serie su lance o frecce).

Continuità culturale e significato globale

Ciò che rende unica la tradizione tecnologica aborigena non è solo l'antichità dei singoli manufatti, ma la continuità ininterrotta di alcune pratiche per decine di migliaia di anni. Lo studio del 2022 su Madjedbebe ha documentato 65.000 anni di uso delle pietre da macina nello stesso sito: nessuna altra tradizione tecnologica umana ha una simile profondità stratigrafica documentata. Gli Aborigeni australiani non sono quindi i discendenti di una cultura primitiva poi sostituita: sono i portatori di una delle tradizioni culturali e tecnologiche più antiche e durature dell'intera specie Homo sapiens.

Domande frequenti

Qual è il sito con gli strumenti aborigeni più antichi mai trovati?

Il sito di Madjedbebe, nel Parco Nazionale di Kakadu nel Territorio del Nord australiano, ha restituito manufatti datati a circa 65.000 anni fa, incluse le asce a bordo levigato e le macine per semi più antiche del mondo attualmente documentate.

Gli aborigeni australiani hanno inventato l'ascia?

Le evidenze disponibili indicano che la tecnologia dell'ascia a bordo levigato fu sviluppata indipendentemente in Australia con almeno 35.000-65.000 anni di anticipo rispetto alle culture neolitiche europee e asiatiche, che adottarono questa tecnica solo tra 10.000 e 6.000 anni fa.

Cosa si intende per trattamento termico della selce e perché è importante?

Il trattamento termico consiste nel riscaldare la selce prima di scheggiarla, migliorandone la fragilità controllata e la qualità del bordo tagliente. È considerato un indicatore di pensiero tecnico avanzato. La scoperta del 2026 ha dimostrato che gli aborigeni del Territorio del Nord praticavano questa tecnica già tra 45.000 e 60.000 anni fa, anticipando di quasi il doppio le prove precedentemente note in Eurasia.

Esistono siti archeologici aborigeni sott'acqua?

Sì. Con il rialzo del livello del mare alla fine dell'ultima glaciazione, molti territori costieri abitati finirono sommersi. Al largo del Pilbara, in Australia Occidentale, sono stati identificati siti come Cape Bruguieres e Flying Foam Passage, con strumenti in pietra risalenti ad almeno 8.500 anni fa trovati sul fondale marino.

Quanto è antica la tradizione degli strumenti aborigeni rispetto ad altre culture?

La tradizione tecnologica aborigena è tra le più antiche e continue della specie umana. Madjedbebe documenta 65.000 anni di uso ininterrotto delle pietre da macina nello stesso sito, una profondità temporale senza paragoni in qualsiasi altra tradizione culturale finora documentata nel mondo.

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