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Libri apocrifi e deuterocanonici: cosa sono e importanza

Pubblicato 23. maggio 2026

Quali sono i libri apocrifi e la loro importanza?

La questione dei libri apocrifi e deuterocanonici è una delle piu affascinanti e dibattute nell'ambito degli studi biblici e della storia delle religioni. Quando si apre una Bibbia cattolica e si confronta il suo indice con quello di una Bibbia protestante, si nota immediatamente una differenza: la Bibbia cattolica contiene sette libri in piu nell'Antico Testamento. Questi libri, chiamati deuterocanonici dai cattolici e apocrifi dai protestanti, sono al centro di secoli di discussione teologica, storica e filologica. Comprenderne l'origine, il contenuto e il significato è essenziale per chiunque voglia approfondire la storia della tradizione cristiana ed ebraica.

Cosa significa "apocrifo" e cosa significa "deuterocanonico"

Prima di tutto occorre chiarire la terminologia, spesso fonte di confusione. Il termine apocrifo deriva dal greco apokryphos, che significa "nascosto" o "segreto". Nella tradizione ermetica e gnostica antica, questo termine indicava testi riservati a un cerchio ristretto di iniziati, troppo profondi o potenti per essere condivisi con tutti. Nel linguaggio cristiano successivo, il termine ha assunto una connotazione diversa, indicando scritti di dubbia autenticità o che la Chiesa non riconosceva come ispirati.

Il termine "deuterocanonico"

Il termine deuterocanonico fu coniato dal teologo Sisto da Siena nel XVI secolo e significa letteralmente "del secondo canone". Non indica scritti di rango inferiore rispetto agli altri libri biblici, ma semplicemente quelli il cui status canonico fu definito in una fase successiva rispetto ai libri dell'Antico Testamento ebraico, dopo discussioni e approfondimenti teologici. La Chiesa cattolica li considera pienamente ispirati da Dio e parte integrante della Sacra Scrittura, al pari di tutti gli altri libri biblici.

Perché le Bibbie cattoliche e protestanti differiscono

La divergenza nasce dalla diversa tradizione testuale utilizzata come base per i rispettivi canoni. La Bibbia ebraica (Tanakh) non include i sette libri deuterocanonici, poiché essi erano scritti in greco o conservati principalmente nella versione greca della Settanta. Quando Martino Lutero nel XVI secolo decise di tornare alla tradizione ebraica come base per l'Antico Testamento protestante, escluse questi libri dal canone, relegandoli in un'appendice chiamata Apocrifi. La Chiesa cattolica, invece, li aveva sempre inclusi nella sua Bibbia, seguendo la tradizione della Settanta e riconfermandoli definitivamente al Concilio di Trento nel 1546.

I sette libri deuterocanonici dell'Antico Testamento

I sette libri che distinguono la Bibbia cattolica da quella protestante sono i seguenti. Ognuno ha caratteristiche proprie e un contributo specifico alla tradizione religiosa e culturale dell'Occidente.

Tobia e Giuditta

Il libro di Tobia è un racconto narrativo ambientato tra gli Ebrei deportati in Assiria. Narra le vicende di Tobi, un anziano israelita diventato cieco, e di suo figlio Tobia, che intraprende un viaggio guidato dall'arcangelo Raffaele e sposa Sara, liberandola da una maledizione. Il libro insegna valori come la pietà filiale, la fedeltà coniugale e la fiducia nella provvidenza divina. La storia dell'arcangelo Raffaele ha esercitato un'influenza enorme sull'arte cristiana, con decine di dipinti celebri che ne raccontano le vicende.

Il libro di Giuditta è una narrazione eroica che racconta le gesta di una vedova ebrea che salva il suo popolo dall'invasione assira uccidendo il generale Oloferne. Il libro contiene messaggi profondi sulla fede come fonte di coraggio e sulla protezione divina accordata ai giusti. Il personaggio di Giuditta è diventato uno dei piu celebrati nella storia dell'arte occidentale: Caravaggio, Artemisia Gentileschi e Donatello sono solo alcuni degli artisti che hanno interpretato la sua storia in opere di straordinaria potenza.

I libri dei Maccabei

I due libri dei Maccabei hanno un valore storico straordinario. Narrano la rivolta degli Ebrei contro l'ellenizzazione forzata imposta dal re seleucide Antioco IV Epifane nel II secolo a.C. Il primo libro descrive le imprese militari di Giuda Maccabeo e dei suoi fratelli, che difesero la fedeltà ebraica alla Torah e al Tempio di Gerusalemme. Il secondo libro, con un taglio piu teologico, introduce esplicitamente il concetto di resurrezione dei morti, uno dei temi centrali del Nuovo Testamento. I Maccabei sono anche alla base della festa ebraica di Hanukkah.

Sapienza, Siracide e Baruc

Il libro della Sapienza, scritto in greco probabilmente ad Alessandria d'Egitto nel I secolo a.C., è un testo di riflessione filosofica sulla natura della sapienza divina, sull'immortalità dell'anima e sulla giustizia di Dio. Appartiene al genere della "letteratura sapienziale" e si rivolge agli Ebrei della diaspora che vivevano a contatto con la cultura greca. Il Siracide (o Ecclesiastico) è un'ampia raccolta di proverbi e insegnamenti morali composta da Ben Sira intorno al 180 a.C. Il libro di Baruc, attribuito al segretario del profeta Geremia, contiene riflessioni sulla caduta di Gerusalemme e un inno alla Sapienza divina.

Gli apocrifi del Nuovo Testamento: una categoria diversa

Quando si parla di apocrifi in senso stretto, spesso ci si riferisce a una categoria diversa: gli scritti apocrifi del Nuovo Testamento. Questi testi, che non fanno parte del canone biblico di nessuna confessione cristiana, sono vangeli, atti degli apostoli, lettere e apocalissi che circolavano nei primi secoli del Cristianesimo ma furono esclusi dal canone ufficiale.

I vangeli apocrifi: origine e caratteristiche

I vangeli apocrifi sono numerosi e molto diversi tra loro per stile, contenuto e origine. La maggior parte fu composta tra il II e il IV secolo d.C., cioè dopo i quattro vangeli canonici (Matteo, Marco, Luca e Giovanni, scritti tra il 65 e il 100 d.C. circa). Questi scritti apocrifi cercavano spesso di colmare i silenzi dei vangeli canonici, narrandoad esempio l'infanzia di Gesù o le vicende della Vergine Maria, o di diffondere insegnamenti particolari caratteristici di gruppi gnostici o settari.

Il Vangelo di Tommaso

Il Vangelo di Tommaso è uno dei testi apocrifi piu noti e piu studiati dagli specialisti. Scoperto nel 1945 a Nag Hammadi, in Egitto, si presenta come una raccolta di 114 detti attribuiti a Gesù, senza una struttura narrativa. Alcuni di questi detti hanno paralleli nei vangeli canonici, altri sono del tutto originali. Il Vangelo di Tommaso ha caratteristiche gnostiche e riflette le preoccupazioni teologiche di gruppi cristiani del II-III secolo che cercavano una conoscenza segreta (gnosis) come via di salvezza.

Il Protovangelo di Giacomo e l'infanzia di Gesù

Il Protovangelo di Giacomo, composto intorno al 150 d.C., narra la nascita e l'infanzia della Vergine Maria e racconta la nascita di Gesù con molti dettagli assenti nei vangeli canonici. Questo testo ha avuto un'influenza straordinaria sull'arte cristiana e sulla devozione mariana: la tradizione dei nomi di Gioacchino e Anna come genitori di Maria, la nascita in una grotta, la presenza del bue e dell'asino alla Natività derivano da questo vangelo apocrifo. Pur non essendo riconosciuto come ispirato, ha plasmato profondamente l'immaginario cristiano.

  • Il Vangelo dell'Infanzia Armeno descrive episodi dell'infanzia di Gesù non presenti nei vangeli canonici
  • Gli Atti di Paolo e Tecla narrano le missioni dell'apostolo Paolo e della sua discepola Tecla
  • Il Vangelo di Pietro descrive la Passione e la Resurrezione di Gesù con accenti che la Chiesa ha considerato eterodossi
  • L'Apocalisse di Pietro offre una visione dettagliata del Paradiso e dell'Inferno molto diversa dall'Apocalisse canonica

Perché certi libri furono esclusi dal canone biblico

La formazione del canone biblico è stato un processo lungo e complesso, durato diversi secoli. Non esiste un unico momento in cui la Chiesa abbia deciso quali libri includere nella Bibbia: piuttosto, si è trattato di un progressivo processo di selezione guidato da criteri teologici, storici e pratici.

I criteri di canonicità

I criteri utilizzati dai Padri della Chiesa per valutare l'autenticità di un testo erano principalmente tre:

  • Apostolicità: il testo doveva essere stato scritto da un apostolo o da qualcuno strettamente legato agli apostoli
  • Orthodossia: il contenuto doveva essere conforme alla fede trasmessa dagli apostoli e non contenere insegnamenti contrari alla tradizione
  • Uso liturgico: il testo doveva essere effettivamente utilizzato nelle comunità cristiane primitive durante la liturgia

I libri apocrifi del Nuovo Testamento furono esclusi perché non soddisfacevano uno o piu di questi criteri: spesso erano di composizione tarda, riflettevano insegnamenti gnostici considerati eterodossi, o non avevano mai avuto una diffusione significativa nelle comunità cristiane ortodosso.

Il ruolo dei sinodi e dei concili

Il processo di canonizzazione fu sancito progressivamente da diversi sinodi regionali: il Sinodo di Ippona nel 393 d.C., il Sinodo di Cartagine nel 397 d.C. e quello del 419 d.C. stabilirono elenchi che coincidono sostanzialmente con il canone cattolico attuale. Il Concilio di Trento nel 1546 definì in modo dogmatico e definitivo il canone cattolico in risposta alle contestazioni protestanti.

L'importanza storica e culturale dei testi apocrifi

Anche se i libri apocrifi non fanno parte del canone biblico, il loro valore storico, culturale e letterario è indiscutibile. Questi testi sono fonti preziose per comprendere la diversità del Cristianesimo primitivo, le questioni teologiche dibattute nei primi secoli, le pratiche devozionali delle comunità cristiane e le interazioni tra il Cristianesimo nascente e le altre correnti religiose del mondo antico.

L'influenza sull'arte e sulla cultura

Molte delle immagini piu familiari della tradizione cristiana derivano direttamente dagli apocrifi. Il presepe con il bue e l'asino viene dal Vangelo dello Pseudo-Matteo. I nomi di Gioacchino e Anna vengono dal Protovangelo di Giacomo. La Cappella Sistina, i cicli pittorici romanici, le sculture gotiche nelle cattedrali europee attingono abbondantemente da queste fonti apocrife per raccontare storie che i vangeli canonici non narrano. In questo senso, gli apocrifi hanno plasmato la civiltà visiva e narrativa dell'Occidente cristiano in modo profondo e duraturo.

  • La biblioteca di Nag Hammadi (1945) ha portato alla luce 52 testi gnostici cristiani, rivoluzionando lo studio degli apocrifi
  • I Rotoli del Mar Morto (1947) hanno illuminato il contesto ebraico in cui nacque il Cristianesimo
  • Il Vangelo di Giuda, ritrovato nel 1978 e pubblicato nel 2006, ha suscitato enorme interesse mediatico e scientifico
  • Studiosi di diverse confessioni collaborano oggi nell'analisi critica di questi testi nell'ambito della Biblia Patristica

Domande frequenti

Quali sono i sette libri deuterocanonici della Bibbia cattolica?

I sette libri deuterocanonici presenti nella Bibbia cattolica ma assenti nella Bibbia protestante sono: Tobia, Giuditta, Primo libro dei Maccabei, Secondo libro dei Maccabei, il libro della Sapienza, il Siracide (o Ecclesiastico) e Baruc. Oltre a questi libri completi, la Bibbia cattolica include anche alcune sezioni aggiuntive nei libri di Ester e Daniele che non compaiono nel canone ebraico e protestante.

I libri apocrifi fanno parte della Bibbia?

Dipende dalla confessione religiosa. Per la Chiesa cattolica e per le Chiese ortodosse, i libri deuterocanonici (che i protestanti chiamano apocrifi) sono parte integrante e ispirata della Bibbia. Per le Chiese protestanti ed evangeliche, questi libri non fanno parte del canone e vengono chiamati apocrifi. Gli apocrifi del Nuovo Testamento (Vangelo di Tommaso, Protovangelo di Giacomo, ecc.) non fanno parte della Bibbia di nessuna confessione cristiana.

Perché Lutero ha tolto i libri deuterocanonici dalla Bibbia?

Martino Lutero decise di seguire il canone ebraico dell'Antico Testamento, che non include i libri deuterocanonici, in parte perché questi testi erano scritti in greco e non erano inclusi nella Bibbia ebraica. Lutero li considerava utili per la lettura spirituale ma non sufficientemente autorevoli per fondare dottrine teologiche. Un motivo aggiuntivo era che il libro dei Maccabei conteneva un passo sulle preghiere per i morti, che la Chiesa cattolica utilizzava a sostegno della dottrina del Purgatorio, da Lutero rifiutata.

Cosa dice la Chiesa cattolica sugli apocrifi del Nuovo Testamento?

La Chiesa cattolica non riconosce gli apocrifi del Nuovo Testamento come libri ispirati e non li include nel canone biblico. Tuttavia, riconosce il loro valore storico e culturale per comprendere le diverse correnti del Cristianesimo antico. Alcuni elementi provenienti da questi testi (come le tradizioni sull'infanzia di Maria) sono entrati nella devozione popolare e nell'arte cristiana, pur senza avere lo stesso status dei testi canonici.

Qual è la differenza tra deuterocanonici e apocrifi del Nuovo Testamento?

I deuterocanonici sono sette libri dell'Antico Testamento che la Chiesa cattolica considera pienamente ispirati e parte del canone biblico. Gli apocrifi del Nuovo Testamento sono invece una vasta serie di testi (vangeli, atti, lettere, apocalissi) scritti principalmente tra il II e il IV secolo d.C. che non sono stati riconosciuti come ispirati da nessuna confessione cristiana principale. La distinzione è quindi netta: i deuterocanonici sono nella Bibbia cattolica; gli apocrifi del Nuovo Testamento non sono nella Bibbia di nessuno.

Dove si possono leggere i testi apocrifi?

I testi apocrifi del Nuovo Testamento sono disponibili in traduzione italiana in diverse edizioni accademiche e divulgative. Tra le piu accessibili: la raccolta "Vangeli Apocrifi" a cura di Marcello Craveri (Einaudi), il volume "Il libro segreto di Giacomo e altri apocrifi" e le edizioni della San Paolo con commento critico. Online, siti accademici come quello dell'Università di Bologna o della Pontificia Università Gregoriana offrono materiali di studio gratuiti. I deuterocanonici si trovano in qualsiasi Bibbia cattolica, incluse edizioni economiche come la Bibbia di Gerusalemme.