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Le 3 specialità culinarie imperdibili in Vaticano

Pubblicato 21. giugno 2025 Aggiornato 15. giugno 2026

La Città del Vaticano è lo Stato più piccolo del mondo e, a differenza di altri territori, non possiede una tradizione gastronomica autonoma: la sua cucina coincide di fatto con quella romana e, più in generale, italiana. Per questo motivo, parlare delle "specialità culinarie imperdibili in Vaticano" significa concentrarsi sui piatti della cucina romana che si gustano nei rioni che circondano lo Stato pontificio — soprattutto Borgo e Prati, a pochi passi da piazza San Pietro — e su alcune curiosità legate alla tavola papale. All'interno delle mura vaticane, infatti, non esistono ristoranti aperti ai turisti: la ristorazione si limita alla caffetteria dei Musei Vaticani e all'Annona, il supermercato accessibile solo ai dipendenti e ai titolari di apposito tesserino. Di seguito, le tre specialità che meglio rappresentano l'esperienza gastronomica di chi visita la zona.

1. Il saltimbocca alla romana

Il saltimbocca alla romana è considerato uno dei secondi piatti più rappresentativi della cucina della capitale ed è quasi un simbolo della tavola nei dintorni del Vaticano. Si prepara con sottili fettine di vitello sulle quali si adagiano una fetta di prosciutto crudo e una foglia di salvia, fermate da uno stuzzicadenti. La cottura tradizionale avviene rigorosamente nel burro, con una sfumatura di vino bianco che crea un fondo cremoso e saporito.

Il nome, che significa "salta in bocca", allude alla rapidità con cui il boccone viene gustato e alla sua immediata bontà. È un piatto che si trova facilmente nelle trattorie storiche di Borgo Pio e del rione Prati, a brevissima distanza dai Musei Vaticani e dal colonnato del Bernini, e rappresenta una scelta ideale per chi desidera assaporare la cucina romana più classica subito dopo la visita.

2. La carbonara e i primi della tradizione romana

Nessuna visita nei pressi del Vaticano è completa senza un piatto di pasta della tradizione romana. La carbonara è il primo più celebre e amato: la sua fama nasce dall'equilibrio tra guanciale croccante, Pecorino Romano DOP, tuorlo d'uovo fresco e pepe nero macinato al momento. Accanto a essa, il quartetto della cucina romana si completa con la cacio e pepe, l'amatriciana e la gricia, tutte preparazioni semplici nella lista degli ingredienti ma esigentissime nell'esecuzione.

Questo piatto ha anche un legame curioso con l'attuale pontefice. Papa Leone XIV, eletto nel maggio 2025, ha vissuto a lungo in Italia e, secondo diverse testimonianze raccolte dalla stampa, durante gli anni romani amava prepararsi da solo la pasta alla carbonara. Di origini in parte piemontesi e con un lungo trascorso in Perù, il Papa è noto per un rapporto con il cibo improntato alla sobrietà tipica della regola agostiniana, con l'invito a non sprecare nulla perché il cibo è considerato un dono.

3. Il supplì e lo street food del Borgo

La terza specialità imperdibile è il supplì, l'iconico crocchè di riso romano. Si tratta di una polpetta allungata di riso condito con sugo di pomodoro, ripiena di mozzarella filante e poi impanata e fritta: quando viene spezzato a metà, il filo di formaggio fuso gli vale il soprannome di "supplì al telefono". È lo spuntino perfetto per i pellegrini e i turisti che vogliono mangiare qualcosa di buono e veloce tra una tappa e l'altra.

Nelle vie del Borgo e nei mercati della zona — come il vicino Mercato Trionfale, uno dei più grandi di Roma — si trovano anche pizza al taglio, paninoteche con salumi e formaggi locali, e altre proposte di cucina di strada. Questa offerta informale rappresenta il modo più pratico ed economico di assaggiare i sapori romani nelle immediate vicinanze delle mura vaticane.

Le curiosità gastronomiche della tavola vaticana

Oltre ai piatti della tradizione romana, esistono alcune curiosità storiche legate direttamente al Vaticano. La tradizione attribuisce a Papa Gelasio I, nel V secolo, l'offerta di crêpes a un gruppo di pellegrini francesi: secondo il racconto, da quel gesto sarebbe poi derivata la diffusione del dolce in Francia. Si parla inoltre di preparazioni "di corte" come gli gnocchi al Vaticano, mentre nei menù storici delle cucine pontificie comparivano piatti come il saltimbocca e la Wienerschnitzel, segno dei legami internazionali della Santa Sede.

Capitolo a parte merita l'Annona, lo storico supermercato della Città del Vaticano gestito dal Governatorato. Rinnovato negli ultimi anni, offre banchi di gastronomia, pane fresco, pizza sfornata quotidianamente e un'ampia selezione di vini, oltre a prodotti difficili da reperire altrove. L'accesso, tuttavia, è riservato a chi possiede un tesserino vaticano e non è dunque aperto ai semplici visitatori. Tra i vini più associati alla tavola romana e pontificia spicca il Frascati, bianco prodotto nei vicini Castelli Romani.

Dove gustare queste specialità

Poiché all'interno del Vaticano non è possibile pranzare liberamente, il consiglio pratico è dirigersi verso Borgo Pio, una stradina pedonale a ridosso del colonnato, e verso il rione Prati, ricco di trattorie tradizionali. Qui si trovano i piatti descritti sopra, dal saltimbocca ai primi romani fino ai fritti come supplì e filetti di baccalà. Per chi visita i Musei Vaticani, la caffetteria interna offre invece un servizio di ristoro di base, utile soprattutto per una pausa rapida durante il percorso espositivo.

Domande frequenti

Esiste una cucina tipica del Vaticano?

No. La Città del Vaticano non ha una tradizione gastronomica propria e distinta: la sua cucina coincide con quella romana e italiana. Le "specialità vaticane" sono quindi i piatti della cucina di Roma che si gustano nei rioni circostanti, come Borgo e Prati.

Si può mangiare all'interno della Città del Vaticano?

Le possibilità sono molto limitate. Non esistono ristoranti aperti ai turisti dentro le mura; sono disponibili la caffetteria dei Musei Vaticani e il supermercato Annona, quest'ultimo accessibile però solo a chi possiede un tesserino vaticano.

Qual è il piatto preferito di Papa Leone XIV?

Papa Leone XIV, eletto nel 2025, è legato sia alla cucina peruviana — ama il ceviche e altri piatti andini — sia a quella italiana. Secondo diverse testimonianze, durante gli anni romani amava prepararsi la pasta alla carbonara, mantenendo comunque uno stile alimentare sobrio.

Dove mangiare la migliore cucina romana vicino a San Pietro?

Le zone più indicate sono Borgo Pio, stradina pedonale a pochi metri dal colonnato, e il rione Prati, dove si concentrano numerose trattorie tradizionali che propongono saltimbocca, primi romani e fritti tipici.

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