Territori conquistati da Augusto: le province dell'impero
L'imperatore Augusto (63 a.C. – 14 d.C.), primo princeps di Roma, presiedette alla più vasta espansione territoriale della storia romana. Durante il suo lungo governo i confini dell'impero furono portati dall'Atlantico all'Eufrate e dal deserto africano al corso del Danubio. Nel testamento politico noto come Res Gestae Divi Augusti, l'imperatore stesso elencò con orgoglio le terre sottomesse, affermando di aver «esteso i confini di tutte le province del popolo romano». Le sue conquiste non furono soltanto militari: combinarono annessioni dirette, eredità di regni clienti e accordi diplomatici, gettando le basi della Pax Romana.
L'Egitto, la conquista più importante
La prima e più ricca acquisizione fu l'Egitto tolemaico. Dopo la vittoria nella battaglia di Azio (31 a.C.) e il suicidio di Marco Antonio e Cleopatra, Augusto (allora ancora Ottaviano) annetté l'Egitto nel 30 a.C. Il regno non divenne una provincia ordinaria, ma un dominio personale del principe, amministrato da un prefetto di rango equestre e precluso ai senatori senza permesso imperiale. L'Egitto garantiva un'enorme produzione di grano che sfamava la plebe di Roma e una posizione strategica sul Mediterraneo orientale, rendendolo uno dei pilastri economici dell'impero.
La sottomissione definitiva della Hispania
La penisola iberica era in parte romana da oltre due secoli, ma le regioni montuose del nord-ovest restavano indipendenti. Tra il 29 e il 19 a.C., attraverso le lunghe e dure guerre cantabriche, Augusto — presente di persona nelle prime fasi — e poi il suo luogotenente Agrippa sottomisero Cantabri, Asturi e Galleci. Con questa campagna l'intera Hispania passò sotto il controllo di Roma. Il territorio fu riorganizzato in tre province: la Betica (senatoria), la Lusitania e la Tarraconense (imperiali), corrispondenti a gran parte dell'odierna Spagna e del Portogallo.
L'arco alpino e il fronte danubiano
Una delle linee strategiche fondamentali del programma augusteo fu la sicurezza dell'Italia settentrionale e la creazione di un confine sul Danubio. A questo scopo furono condotte numerose campagne, spesso guidate dai figliastri di Augusto, Druso Maggiore e Tiberio:
- Rezia e Vindelicia (15 a.C.): le regioni alpine corrispondenti all'odierna Svizzera orientale, Tirolo e Baviera meridionale.
- Norico: l'antico regno alpino (Austria e Slovenia attuali), annesso pacificamente come protettorato e poi trasformato in provincia.
- Pannonia: vasta regione lungo il medio Danubio (Ungheria occidentale, Croazia e Serbia settentrionale), sottomessa dopo dure campagne.
- Illirico e Dalmazia: la costa orientale dell'Adriatico, consolidata in via definitiva dopo la sanguinosa rivolta dalmato-pannonica del 6-9 d.C.
Con queste conquiste il confine settentrionale dell'impero fu portato stabilmente sul corso del Danubio, che restò la frontiera per secoli.
Il fallimento germanico e il limite del Reno
L'ambizione più grande di Augusto fu la conquista della Germania tra il Reno e l'Elba. Dal 12 a.C. al 9 d.C. le legioni penetrarono ripetutamente oltre il Reno, e per un tempo la regione sembrò avviata a divenire provincia. Il progetto crollò con la battaglia della foresta di Teutoburgo (9 d.C.), dove il governatore Publio Quintilio Varo perse tre intere legioni in un'imboscata tesa dal capo cherusco Arminio. Il disastro segnò la rinuncia all'espansione: il Reno divenne il confine naturale e permanente fra Roma e i popoli germanici. La tradizione riferisce che Augusto, sconvolto, esclamasse: «Varo, rendimi le mie legioni».
Africa, Oriente e i regni clienti
L'espansione interessò anche altre aree. In Africa furono consolidati i possedimenti lungo la costa mediterranea e nella regione di Cartagine, mentre la Mauretania e la Numidia furono gestite tramite re clienti. In Oriente Augusto preferì spesso la diplomazia alla guerra: nel 25 a.C. annetté la Galazia (Anatolia centrale) alla morte del re cliente Aminta, e nel 20 a.C. ottenne dai Parti, per via negoziale, la restituzione delle insegne legionarie perdute da Crasso a Carre, un successo che propagandò come una grande vittoria. Mantenne inoltre come stati cuscinetto regni come la Giudea di Erode e la Cappadocia, evitando annessioni dirette costose.
Il bilancio territoriale del principato augusteo
Alla morte di Augusto, nel 14 d.C., l'impero romano raggiungeva un'estensione senza precedenti. Le province nate o consolidate sotto il suo governo includevano Egitto, le tre Spagne, Rezia, Norico, Pannonia, Dalmazia, Galazia, Mesia e i territori africani. Consapevole dei limiti dell'espansione, l'imperatore lasciò ai successori il celebre consilium coercendi imperii, il consiglio di mantenere l'impero entro i confini esistenti — Reno, Danubio ed Eufrate — piuttosto che cercare nuove conquiste. È un assetto territoriale che, nelle sue linee generali, costituisce ancora oggi un riferimento fondamentale per comprendere la geografia storica dell'Europa e del Mediterraneo.
Domande frequenti
Qual è stata la conquista più importante di Augusto?
L'annessione dell'Egitto nel 30 a.C., dopo la sconfitta di Antonio e Cleopatra. L'Egitto divenne dominio personale del principe e fornì il grano che sfamava Roma, oltre a una posizione strategica decisiva sul Mediterraneo orientale.
Augusto conquistò la Germania?
Solo in parte e temporaneamente. Tra il 12 a.C. e il 9 d.C. le legioni si spinsero oltre il Reno, ma la disfatta di Teutoburgo (9 d.C.), con la perdita di tre legioni, costrinse Roma a rinunciare. Il Reno divenne il confine stabile dell'impero.
Quali regioni alpine e danubiane furono annesse sotto Augusto?
Furono incorporate la Rezia, la Vindelicia, il Norico, la Pannonia e la Dalmazia, portando il confine settentrionale dell'impero stabilmente sul corso del Danubio.
Come furono sottomesse le regioni della Spagna?
Attraverso le guerre cantabriche (29-19 a.C.), che piegarono Cantabri, Asturi e Galleci. La penisola fu poi riorganizzata nelle province di Betica, Lusitania e Tarraconense.
Augusto preferiva la guerra o la diplomazia?
Entrambe. Conquistò militarmente Spagna e regioni danubiane, ma in Oriente privilegiò la diplomazia: annetté la Galazia per via ereditaria e recuperò dai Parti, con un accordo, le insegne perdute a Carre.