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Camomilla: a cosa serve, benefici e proprietà

Pubblicato 9. settembre 2025 Aggiornato 15. giugno 2026

A cosa serve la camomilla e quali benefici offre?

La camomilla è una delle piante officinali più diffuse e consumate in Italia, impiegata da secoli soprattutto per favorire il rilassamento, conciliare il sonno e alleviare i disturbi digestivi lievi. Con il termine si indicano principalmente due specie della famiglia delle Asteraceae: la camomilla comune (Matricaria chamomilla, detta anche Matricaria recutita) e la camomilla romana (Chamaemelum nobile). I suoi fiori essiccati vengono utilizzati per preparare infusi, estratti, oli essenziali e preparati per uso topico. Pur essendo un rimedio tradizionale molto popolare, è importante distinguere ciò che è realmente supportato da evidenze scientifiche da ciò che appartiene al sapere popolare: secondo le valutazioni più aggiornate al 2026, le prove a sostegno di molti usi restano limitate, anche se l'impiego è considerato generalmente sicuro.

A cosa serve la camomilla

Gli usi principali della camomilla si concentrano su tre ambiti: il benessere digestivo, il rilassamento e il sonno e le applicazioni topiche su pelle e mucose. La pianta contiene una combinazione di principi attivi tra cui flavonoidi (in particolare l'apigenina), oli essenziali con bisabololo e camazulene, e mucillagini, ai quali vengono attribuite proprietà antinfiammatorie, spasmolitiche (rilassanti sulla muscolatura liscia), lenitive e blandamente sedative.

L'Agenzia europea dei medicinali (EMA), attraverso il proprio comitato sui medicinali a base di erbe, riconosce per la camomilla un uso tradizionale consolidato per alcune indicazioni: il sollievo dei disturbi digestivi minori come gonfiore e flatulenza, il trattamento sintomatico di lievi infiammazioni della cute e delle mucose, e l'uso come coadiuvante in caso di lievi irritazioni della bocca e della gola. Si tratta di un riconoscimento basato sull'impiego tradizionale di lunga durata più che su ampie sperimentazioni cliniche.

Benefici per la digestione

L'uso forse più radicato è quello digestivo. Grazie all'azione spasmolitica esercitata sulla muscolatura liscia del tratto gastrointestinale, l'infuso di camomilla può contribuire ad attenuare crampi addominali, spasmi, gonfiore e cattiva digestione. Questo effetto rilassante è anche alla base dell'uso tradizionale contro i dolori mestruali. Gli estratti titolati e gli infusi concentrati sono considerati più attivi della semplice bustina commerciale, spesso troppo diluita per esercitare un effetto farmacologico apprezzabile.

Effetti su ansia, rilassamento e sonno

La camomilla è popolarmente associata al rilassamento e al miglioramento del sonno. Questo effetto è attribuito soprattutto all'apigenina, un flavonoide che si lega ai recettori del GABA nel sistema nervoso centrale, gli stessi coinvolti nei meccanismi di rilassamento e sedazione. Alcuni studi clinici condotti con estratti di camomilla titolati in flavonoidi hanno suggerito benefici nel ridurre i sintomi dell'ansia generalizzata e nel migliorare la qualità del sonno; in studi su pazienti con disturbo d'ansia generalizzato, dosi elevate di estratto (nell'ordine di 1.100–1.500 mg al giorno) hanno mostrato una riduzione dei sintomi ansiosi e dell'umore depresso.

È però essenziale precisare che, secondo le revisioni più recenti, queste evidenze restano deboli e non conclusive. Gli effetti osservati sono in genere di entità modesta e ottenuti con estratti concentrati, non sovrapponibili a una comune tisana serale. La tradizionale tazza di camomilla prima di dormire mantiene quindi un valore soprattutto rituale e di rilassamento psicologico, più che un effetto sedativo clinicamente dimostrato.

Uso sulla pelle e applicazioni topiche

Per uso esterno, la camomilla è impiegata per le sue proprietà lenitive e antinfiammatorie locali. Preparati a base di estratto vengono utilizzati per il trattamento sintomatico di lievi infiammazioni cutanee, arrossamenti, scottature superficiali e piccole irritazioni. L'EMA descrive, ad esempio, l'uso di un estratto secco idroalcolico per il trattamento topico di infiammazioni e scottature minori. Sono diffusi anche gli impacchi per lenire irritazioni oculari lievi e gli sciacqui per il cavo orale, sebbene per l'area degli occhi sia opportuna particolare prudenza igienica.

Controindicazioni, sicurezza e interazioni

La camomilla è generalmente considerata sicura e ben tollerata. L'effetto avverso più rilevante è la reazione allergica: appartenendo alla famiglia delle Asteraceae, può provocare reazioni crociate nei soggetti allergici ad ambrosia, margherite, calendula, crisantemi e artemisia. Le manifestazioni possono andare da starnuti, lacrimazione ed eczema fino, in casi estremamente rari, a reazioni gravi come l'anafilassi.

Sono inoltre descritte possibili interazioni con i farmaci anticoagulanti e antiaggreganti, come il warfarin e l'acido acetilsalicilico: pur in assenza di prove certe, è prudente evitare l'uso concomitante o consultare il medico. In gravidanza e allattamento si raccomanda cautela per la limitata ricerca specifica; in genere si considera accettabile un consumo moderato, dell'ordine di una tazza al giorno di infuso blando, previo parere medico. Chi assume terapie croniche o deve sottoporsi a interventi chirurgici dovrebbe segnalare l'uso di camomilla al proprio medico.

Come si usa

L'impiego più comune è l'infuso: si versano i fiori essiccati (o una bustina) in acqua bollente, lasciando in infusione coperto per 5–10 minuti. La copertura del recipiente durante l'infusione aiuta a trattenere gli oli essenziali volatili. Per un effetto più marcato si ricorre a estratti standardizzati o a oli essenziali, questi ultimi solo per uso esterno e adeguatamente diluiti. Non esiste una posologia universale: per i prodotti commerciali è consigliabile seguire le indicazioni riportate in etichetta.

Domande frequenti

La camomilla fa davvero dormire?

La camomilla ha un effetto blandamente rilassante attribuito all'apigenina, che agisce sui recettori del GABA. Alcuni studi suggeriscono un lieve miglioramento della qualità del sonno con estratti concentrati, ma le evidenze restano deboli. La comune tisana serale agisce soprattutto come rituale rilassante, senza un effetto sedativo clinicamente dimostrato.

Si può bere la camomilla tutti i giorni?

Per la maggior parte delle persone un consumo quotidiano moderato è considerato sicuro. Occorre prudenza in caso di allergie alle Asteraceae (ambrosia, margherite, crisantemi) e in chi assume anticoagulanti. In gravidanza è prudente limitarsi a circa una tazza al giorno, sentito il medico.

A cosa serve la camomilla per la digestione?

Grazie all'azione spasmolitica sulla muscolatura liscia intestinale, può attenuare crampi, spasmi, gonfiore e cattiva digestione. È un uso riconosciuto come tradizionale dall'EMA per i disturbi digestivi minori.

La camomilla ha controindicazioni?

La principale è la reazione allergica nei soggetti sensibili alle Asteraceae. Sono inoltre segnalate possibili interazioni con anticoagulanti come il warfarin. In gravidanza, allattamento e in presenza di terapie croniche è opportuno consultare il medico.

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