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Camomilla e noduli alla tiroide: cosa dice la scienza

Pubblicato 23. ottobre 2025 Aggiornato 15. giugno 2026

Bere camomilla è utile per chi ha un nodulo alla tiroide?

La domanda se bere camomilla sia utile per chi ha un nodulo alla tiroide nasce soprattutto da un singolo studio greco, ripreso negli anni da giornali e siti di benessere con titoli che ne hanno spesso amplificato la portata. La risposta sintetica, sulla base delle evidenze disponibili nel 2026, è che non esiste alcuna prova che la camomilla curi, riduca o faccia scomparire un nodulo tiroideo già presente. Esiste invece un'associazione statistica, di natura osservazionale, tra il consumo abituale di tisane di camomilla e un minor rischio di sviluppare malattie della tiroide nel corso della vita. Sono due cose diverse, e confonderle può portare a scelte sbagliate. Di seguito vengono spiegate entrambe, con i limiti del caso.

Lo studio greco sulla camomilla e la tiroide

Il riferimento scientifico più citato è uno studio caso-controllo condotto ad Atene e pubblicato nel 2015 sull'European Journal of Public Health (Riza e colleghi). I ricercatori hanno confrontato 113 pazienti con tumore della tiroide confermato istologicamente, 286 pazienti con patologie tiroidee benigne e 138 persone sane, raccogliendo le loro abitudini di consumo di tisane tramite questionario.

I risultati hanno mostrato un'associazione inversa: chi beveva camomilla da due a sei volte alla settimana aveva circa il 70% in meno di probabilità di tumore tiroideo e circa il 74% in meno di malattie tiroidee benigne rispetto a chi non ne beveva. Per chi manteneva l'abitudine da trent'anni o più, la riduzione del rischio stimata saliva a circa l'80%. Gli autori hanno ipotizzato che l'effetto sia legato a polifenoli e flavonoidi presenti nella pianta, tra cui l'apigenina, che in studi di laboratorio (in vitro) ha mostrato attività antinfiammatoria e antiproliferativa.

Perché questi dati vanno letti con cautela

Lo studio è interessante ma presenta limiti importanti, riconosciuti dagli stessi autori:

  • È osservazionale. Uno studio caso-controllo può evidenziare una correlazione, non una relazione di causa-effetto. Non dimostra che sia la camomilla a proteggere la tiroide.
  • Riguarda la prevenzione, non la cura. Tutti i dati si riferiscono al rischio di sviluppare una malattia tiroidea in una popolazione sana, non al trattamento di un nodulo già diagnosticato.
  • Possibili fattori confondenti. Chi beve regolarmente tisane spesso segue uno stile di vita e una dieta (mediterranea) complessivamente più sani: parte dell'effetto potrebbe dipendere da questo.
  • Campione limitato e popolazione specifica. I numeri sono contenuti e riferiti alla sola popolazione greca; le metanalisi sul tè e tumore tiroideo restano nel complesso non conclusive.

In altre parole, da questi dati non si può concludere che bere camomilla "faccia bene alla tiroide" come terapia, né tantomeno che agisca su un nodulo esistente.

Cosa sono davvero i noduli tiroidei

I noduli tiroidei sono molto comuni: a seconda del metodo di rilevazione interessano una quota rilevante della popolazione adulta, con frequenza che aumenta con l'età, e nella grande maggioranza dei casi sono benigni. Solo una piccola minoranza (intorno al 5%) risulta maligna. Spesso sono asintomatici e vengono scoperti per caso durante un'ecografia eseguita per altri motivi.

La gestione non dipende da tisane o rimedi casalinghi, ma da una valutazione clinica precisa:

  • Ecografia tiroidea con classificazione del rischio (sistema TI-RADS) in base a composizione, ecogenicità, forma, margini e presenza di microcalcificazioni.
  • Esami del sangue per la funzione tiroidea (TSH e ormoni tiroidei).
  • Agoaspirato (FNA) nei noduli con caratteristiche sospette o di dimensioni significative, per analizzare le cellule e distinguere natura benigna o maligna.
  • Sorveglianza attiva con ecografie periodiche per i noduli benigni e asintomatici, oppure terapia mirata (farmacologica, ablazione, chirurgia) quando indicato.

Nessuna tisana sostituisce questo percorso. Affidarsi alla camomilla per "trattare" un nodulo può solo ritardare una diagnosi corretta.

La camomilla resta comunque una bevanda con qualità

Questo non significa che la camomilla sia inutile in generale. È una tisana sicura per la maggior parte delle persone, tradizionalmente usata per il suo effetto rilassante, per favorire il sonno e per lenire i disturbi gastrointestinali grazie alle sue proprietà antinfiammatorie e spasmolitiche. Per chi convive con un nodulo benigno e una funzione tiroidea normale, berla con moderazione non comporta in genere problemi e può rientrare in uno stile di vita equilibrato.

Vanno tenute presenti alcune precauzioni: la camomilla può causare reazioni allergiche in chi è sensibile alle piante della famiglia delle Asteraceae (come ambrosia, margherite, crisantemi); può avere un lieve effetto sedativo; e può interagire con farmaci anticoagulanti. In gravidanza e in caso di terapie in corso è opportuno chiedere consiglio al medico. Chi assume levotiroxina dovrebbe inoltre distanziare le bevande (compresa la camomilla) dall'assunzione del farmaco, da prendere a stomaco vuoto con acqua, per non interferirne con l'assorbimento.

Domande frequenti

La camomilla può far sparire un nodulo alla tiroide?

No. Non esistono prove scientifiche che la camomilla riduca o elimini un nodulo tiroideo. Gli studi disponibili riguardano l'associazione con un minor rischio di sviluppare malattie tiroidee in persone sane, non il trattamento di noduli già presenti.

Lo studio greco dimostra che la camomilla protegge la tiroide?

Non lo dimostra. È uno studio osservazionale caso-controllo: rileva una correlazione, ma non può stabilire un rapporto di causa-effetto e può essere influenzato da altri fattori come dieta e stile di vita complessivi.

Chi ha un nodulo alla tiroide può bere camomilla?

In genere sì, se non vi sono allergie o controindicazioni specifiche. La camomilla è considerata sicura per la maggior parte delle persone, ma non sostituisce i controlli medici né eventuali terapie.

Cosa fare davvero quando si scopre un nodulo tiroideo?

Rivolgersi al medico o all'endocrinologo per ecografia, esami della funzione tiroidea ed eventuale agoaspirato. La maggior parte dei noduli è benigna e richiede solo controlli periodici.

La camomilla interferisce con i farmaci per la tiroide?

Chi assume levotiroxina dovrebbe prenderla a stomaco vuoto con acqua e distanziare le altre bevande, comprese le tisane, per non comprometterne l'assorbimento. In caso di dubbi è bene consultare il medico.

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