Chi era Ramses II e quali furono le sue imprese principali
Ramses II, conosciuto anche come Ramses il Grande, è considerato il faraone più celebre, potente e longevo dell'antico Egitto. Il suo regno, durato circa 66 anni nella XIX Dinastia, è stato segnato da straordinarie campagne militari, colossali imprese architettoniche e un'abilissima propaganda politica che ha contribuito a trasformare la sua figura in un mito immortale. Per comprendere la grandezza di questo sovrano è necessario esaminare sia il contesto storico in cui operò sia le singole imprese che ne hanno consacrato la fama attraverso i millenni.
Chi era Ramses II: origini e ascesa al trono
Ramses II nacque intorno al 1303 a.C. Era figlio del faraone Seti I, appartenente alla Diciannovesima Dinastia del Nuovo Regno egiziano. Crebbe in un ambiente di corte privilegiato e sin da giovissima età fu avviato alle arti della guerra e del governo. Già a dieci anni accompagnava il padre nelle campagne militari, ricevendo una formazione pratica che pochi sovrani dell'antichità avrebbero potuto vantare.
La preparazione al potere
Seti I nominò Ramses co-reggente mentre era ancora in vita, una pratica comune nella storia egizia per garantire una transizione pacifica del potere. Ramses divenne così familiare con le responsabilità del governo prima ancora di assumere la corona. Alla morte del padre, avvenuta intorno al 1279 a.C., salì al trono come faraone e inaugurò uno dei regni più lunghi e memorabili dell'intera storia egizia.
Il suo nome di trono ufficiale era Usermaatre Setepenre, che significa "potente è la giustizia di Ra, eletto da Ra". Il nome rivela immediatamente la visione che Ramses aveva di se stesso: un eletto degli dèi, in particolare del dio solare Ra, destinato a governare l'Egitto con potere assoluto.
La battaglia di Kadesh: il più grande scontro dell'antichità
Tra tutte le imprese militari di Ramses II, la battaglia di Kadesh del 1274 a.C. occupa un posto di assoluto rilievo, non solo nella storia egizia ma nell'intera storia dell'antichità. Questo scontro epico tra l'esercito egiziano e quello ittita guidato da Muwatalli II è considerato la prima grande battaglia della storia di cui disponiamo di resoconti dettagliati da entrambe le parti.
Lo svolgimento della battaglia
Kadesh, città strategica sul fiume Oronte nell'attuale Siria, era contesa da tempo tra Egitto e il regno ittita, le due superpotenze dell'epoca. Ramses marciò verso nord con un esercito di circa 20.000 uomini divisi in quattro divisioni, intitolate ad altrettante divinità: Ra, Amon, Ptah e Seth.
La battaglia rischiò di trasformarsi in una catastrofe per l'Egitto. Ingannato da spie ittite che lo misero fuori strada, Ramses si trovò in una situazione di grave inferiorità numerica quando i carri da guerra ittiti attaccarono a sorpresa la divisione Ra. La divisione Amon, dove si trovava lo stesso faraone, venne quasi accerchiata. In questo frangente disperato, Ramses dimostrò un coraggio straordinario: secondo i resoconti egizi, guidò personalmente la controffensiva, riuscendo a tenere a bada il nemico fino all'arrivo dei rinforzi.
Il trattato di pace e la sua importanza storica
La battaglia si concluse senza un vincitore chiaro: entrambe le parti rivendicarono la vittoria, ma nessuna ottenne il controllo definitivo della città di Kadesh. Tuttavia, Ramses trasformò questa situazione ambigua in un trionfo diplomatico di enorme portata. Circa sedici anni dopo lo scontro, intorno al 1259 a.C., Ramses e il re ittita Hattusili III firmarono quello che è considerato il primo trattato di pace internazionale della storia di cui abbiamo testimonianza scritta.
Il trattato, inciso sia in egiziano hieroglyphico sia in cuneiforme accadico, prevedeva la fine delle ostilità, la restituzione reciproca dei prigionieri e una clausola di mutuo soccorso in caso di attacchi da terze parti. Una copia di questo straordinario documento è esposta ancora oggi all'ingresso del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite a New York, simbolo del primato storico della diplomazia internazionale.
Le campagne militari di Ramses II in Nubia e Levante
La battaglia di Kadesh non fu l'unica impresa militare di Ramses II. Nel corso del suo lunghissimo regno condusse almeno una quindicina di campagne militari in diverse direzioni, consolidando il dominio egiziano su un territorio vastissimo.
La conquista della Nubia
Verso sud, Ramses portò avanti una politica di espansione e consolidamento in Nubia, l'odierno Sudan settentrionale, regione ricca di oro e risorse minerarie preziose per l'economia egizia. Fece costruire in Nubia diversi templi, tra cui quello di Abu Simbel, che servivano anche come strumenti di propaganda visibile: la grandiosità delle costruzioni doveva intimidire le popolazioni locali e testimoniare la potenza divina del faraone.
Le campagne in Siria e Canaan
Sul fronte settentrionale e orientale, Ramses condusse ripetute campagne nella regione del Levante, l'attuale Siria, Libano e Israele. Conquistò e riconquistò diverse città cananee, assicurando all'Egitto il controllo di importanti rotte commerciali e militari. La presenza egizia nel Levante era fondamentale sia per ragioni economiche sia per contenere l'espansione ittita e altri popoli emergenti.
Abu Simbel: il capolavoro architettonico di Ramses il Grande
Se le imprese militari di Ramses II sono impressionanti, le sue realizzazioni architettoniche lo sono altrettanto. Nessun altro faraone della storia egizia ha lasciato un'impronta così profonda sul paesaggio monumentale dell'Egitto come Ramses il Grande.
Il complesso templare di Abu Simbel
Il tempio di Abu Simbel, scavato nella roccia viva della Nubia intorno al 1264 a.C., è forse la creazione architettonica più celebre di Ramses II. In realtà si tratta di due templi contigui: il Grande Tempio, dedicato al faraone stesso e alle divinità Ra-Harakhty, Amon e Ptah, e il Piccolo Tempio, dedicato alla dea Hathor e alla regina Nefertari.
La facciata del Grande Tempio è dominata da quattro statue colossali di Ramses II seduto, alte circa 20 metri ciascuna. L'interno è progettato con una precisione astronomica straordinaria: due volte l'anno, il 22 febbraio e il 22 ottobre, la luce del sole penetra nell'asse del tempio per oltre 60 metri e illumina direttamente le statue delle divinità nell'ultimo santuario, ad eccezione della statua di Ptah, dio dell'oscurità, che rimane sempre nell'ombra.
Il salvataggio di Abu Simbel negli anni Sessanta
Abu Simbel è anche protagonista di una delle più straordinarie imprese ingegneristiche del XX secolo. Quando negli anni Sessanta la costruzione della Diga di Assuan rischiò di sommergere i templi sotto le acque del lago Nasser, l'UNESCO coordinò un'operazione internazionale senza precedenti: i due templi furono tagliati in blocchi, trasportati e riassemblati su una collinetta artificiale 65 metri più in alto rispetto alla loro posizione originale. L'Italia fu tra i paesi che contribuirono in modo determinante a questa straordinaria operazione di salvataggio del patrimonio mondiale.
Il Ramesseum e le altre costruzioni monumentali
Oltre ad Abu Simbel, Ramses II lasciò la sua impronta su un numero straordinario di edifici sacri e monumentali in tutto l'Egitto.
Il Ramesseum di Tebe
Il Ramesseum è il tempio funerario di Ramses II, situato sulla riva occidentale del Nilo a Tebe, l'attuale Luxor. Costruito per celebrare la gloria eterna del faraone, ospitava in origine una colossale statua di Ramses alta 17 metri e pesante circa 1.000 tonnellate. Questa statua, oggi in frammenti, ispirò il poeta inglese Percy Bysshe Shelley per la sua celebre poesia "Ozymandias" del 1818, riflessione sulla caducità del potere umano.
Altre costruzioni e usurpazioni
Ramses II non si limitò a costruire nuovi edifici: modificò e ampliò numerosi templi esistenti, aggiungendo proprie iscrizioni e immagini. In alcuni casi fece addirittura rimuovere i cartigli dei faraoni precedenti sostituendoli con i propri, pratica che gli studiosi moderni chiamano "usurpazione". I templi di Karnak e Luxor portano ancora oggi i segni di questo interventismo faraoniaco.
La vita privata di Ramses II: mogli, figli e longevità
Ramses II non fu solo un guerriero e un costruttore: fu anche il padre di un numero straordinario di figli e il protagonista di storie d'amore che hanno lasciato tracce monumentali.
Nefertari, la grande sposa reale
Tra le molte mogli di Ramses II, Nefertari occupò sempre il posto d'onore come Grande Sposa Reale. Il loro legame è testimoniato da alcune delle rappresentazioni più belle dell'arte egizia: Nefertari appare accanto al marito in numerosi rilievi e affreschi, e le fu dedicato il Piccolo Tempio di Abu Simbel, un onore straordinario per una regina dell'antico Egitto. La tomba di Nefertari nella Valle delle Regine è considerata una delle più belle mai scoperte, con affreschi di qualità eccezionale che la ritraggono nell'aldilà accanto agli dèi.
Longevità e discendenza
Ramses II visse fino a circa 90-92 anni, una longevità eccezionale per l'antichità. Nel corso della sua lunga vita generò un numero straordinario di figli: le fonti egiziane parlano di circa 45 figli maschi e 40 femmine da diverse mogli e concubine. La sua mummia, conservata al Museo Egizio del Cairo, è stata oggetto di studi scientifici approfonditi che hanno rivelato le condizioni fisiche del faraone alla fine della sua vita: soffriva di artrite, problemi dentali e vascolari, ma il corpo rivela anche la corporatura robusta di un uomo che per decenni aveva condotto una vita attiva e dinamica.
Domande frequenti
Quando regnò Ramses II?
Ramses II regnò come faraone dell'antico Egitto dal circa 1279 a.C. al 1213 a.C., per un totale di circa 66 anni. Apparteneva alla XIX Dinastia del Nuovo Regno. Salì al trono dopo la morte del padre Seti I e morì intorno ai 90-92 anni, rappresentando uno dei regni più lunghi dell'intera storia egizia.
Cosa fu la battaglia di Kadesh?
La battaglia di Kadesh, combattuta intorno al 1274 a.C. sull'Oronte nell'attuale Siria, fu il più grande scontro tra l'esercito egiziano di Ramses II e quello ittita di Muwatalli II. Nonostante nessuno dei due schieramenti prevalesse chiaramente, Ramses ne trasse un vantaggio diplomatico concludendo circa sedici anni dopo il primo trattato di pace internazionale documentato della storia, firmato con il re ittita Hattusili III.
Perché Abu Simbel è così importante?
Il complesso di Abu Simbel, costruito in Nubia intorno al 1264 a.C., è uno dei capolavori assoluti dell'architettura egizia. Il Grande Tempio è dominato da quattro statue colossali di Ramses II alte 20 metri e include un sistema astronomico che due volte l'anno permette alla luce solare di illuminare le statue interne. Negli anni Sessanta fu oggetto di uno straordinario salvataggio internazionale coordinato dall'UNESCO per salvarlo dalle acque del lago Nasser.
Chi era Nefertari?
Nefertari era la Grande Sposa Reale di Ramses II, la sua moglie preferita e la regina consorte più celebre del suo lungo regno. Le fu dedicato il Piccolo Tempio di Abu Simbel, onore rarissimo per una regina egizia. La sua tomba nella Valle delle Regine, decorata con affreschi policromi di straordinaria qualità, è considerata una delle più belle mai scoperte nell'antico Egitto.
La mummia di Ramses II esiste ancora?
Sì. La mummia di Ramses II fu scoperta nel 1881 nel nascondiglio di Deir el-Bahari, sulla riva occidentale di Luxor, dove era stata nascosta dai sacerdoti dell'antichità per proteggerla dai tombaroli. Oggi è conservata al Museo Egizio del Cairo, dove è visitata ogni anno da milioni di persone. Analisi scientifiche moderne hanno permesso di stabilirne l'età alla morte, le malattie e persino il colore dei capelli in gioventù.
Ramses II è il faraone dell'Esodo biblico?
Numerosi studiosi e tradizioni culturali hanno associato Ramses II al faraone dell'Esodo descritto nella Bibbia, principalmente per la coincidenza cronologica e per il fatto che il testo biblico menziona la città di "Ramesse" come luogo di lavoro degli Israeliti. Tuttavia non esistono prove archeologiche dirette di questa identificazione, e il dibattito storico-accademico rimane aperto con posizioni diverse tra gli studiosi dell'antico Oriente e della storia biblica.