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Chi erano i primi abitanti dell'Australia

Pubblicato 3. novembre 2024 Aggiornato 13. giugno 2026

Chi erano i primi abitanti dell'Australia?

I primi abitanti dell'Australia furono gli antenati degli odierni Aborigeni australiani e dei popoli delle Isole dello Stretto di Torres, gruppi di esseri umani anatomicamente moderni (Homo sapiens) che raggiunsero il continente decine di migliaia di anni fa. Le prove archeologiche più antiche indicano una presenza umana risalente ad almeno 50.000 anni fa, e secondo alcuni siti chiave fino a 65.000 anni fa. Questi popoli hanno dato origine a quella che è oggi riconosciuta come la più antica cultura vivente e continuativa del mondo, mai interrotta dal momento del primo insediamento fino ai giorni nostri.

Quando arrivarono i primi esseri umani in Australia

La datazione precisa del primo insediamento umano è oggetto di un acceso dibattito scientifico, ma esiste un ampio consenso su un intervallo compreso tra 50.000 e 65.000 anni fa. Le prove archeologiche più antiche provengono dal sito di Madjedbebe (in passato chiamato Malakunanja II), nella Terra di Arnhem, nel Territorio del Nord. Gli scavi condotti qui hanno restituito strumenti in pietra, pigmenti di ocra macinata, pietre da macina e teste d'ascia con bordo levigato. La datazione ottica dei sedimenti che contenevano questi manufatti ha collocato l'inizio dell'occupazione umana intorno a 65.000 anni fa.

Va sottolineato che la data di 65.000 anni rimane controversa all'interno della comunità archeologica. Alcuni studiosi hanno messo in dubbio l'integrità della stratigrafia del sito, e nel 2020 è stata avanzata l'ipotesi che parte dei manufatti possa essersi spostata verticalmente nel terreno a causa dell'azione delle termiti, alterando l'apparente profondità e quindi l'età. Il gruppo di ricerca guidato dall'archeologo Chris Clarkson ha tuttavia difeso le proprie datazioni. Le stime genetiche, storicamente, hanno suggerito un arrivo più recente, tra 47.000 e 51.000 anni fa, generando una tensione tra il dato archeologico e quello del DNA.

Da dove provenivano: il continente di Sahul

I primi australiani non arrivarono in un'Australia come la conosciamo oggi. Durante le ere glaciali, con il livello dei mari molto più basso, l'Australia, la Tasmania e la Nuova Guinea formavano un unico supercontinente chiamato Sahul. A nord-ovest si estendeva invece Sunda, una massa terrestre che univa gran parte del Sud-est asiatico. Tra Sunda e Sahul, però, rimaneva sempre un tratto di mare aperto: i due continenti non furono mai collegati da un ponte di terra completo.

Questo significa che i primi abitanti dell'Australia furono anche tra i primi navigatori della storia umana. Per raggiungere Sahul dovettero attraversare bracci di mare aperto, in alcuni punti larghi decine di chilometri, utilizzando imbarcazioni o zattere. Questa traversata, compiuta decine di migliaia di anni prima delle grandi navigazioni documentate altrove, dimostra una notevole capacità tecnologica e organizzativa.

Cosa rivelano gli ultimi studi genetici

Uno studio genetico di ampia portata, pubblicato su Science Advances verso la fine del 2025, ha contribuito a riavvicinare il dato genetico a quello archeologico. Analizzando 2.456 genomi di comunità indigene antiche e contemporanee dell'Oceania — il dataset più completo finora realizzato — i ricercatori hanno concluso che gli antenati di Aborigeni e Papua raggiunsero Sahul circa 60.000 anni fa, retrodatando di oltre 10.000 anni le precedenti stime basate sul DNA.

La ricerca suggerisce inoltre che il popolamento sia avvenuto attraverso due rotte marittime distinte: una settentrionale, passante per isole come le Filippine e Sulawesi, e una meridionale, con attraversamenti in mare aperto da parti dell'Indonesia verso l'Australia settentrionale. Questo rafforza l'idea che si trattasse di spostamenti intenzionali e pianificati, non di derive accidentali. Lo studio indica anche che Aborigeni australiani e popolazioni della Nuova Guinea conservano alcune delle linee genetiche ininterrotte più antiche esistenti al di fuori dell'Africa.

I resti umani più antichi: Mungo Lady e Mungo Man

I più antichi resti umani mai ritrovati in Australia provengono dalla regione dei Laghi Willandra, nel Nuovo Galles del Sud, oggi area patrimonio dell'umanità UNESCO. Si tratta di Mungo Lady e Mungo Man, datati tra 40.000 e 42.000 anni fa. Mungo Man (siglato LM3) fu scoperto nel 1974 e rappresenta i più antichi resti di Homo sapiens rinvenuti nel continente australiano.

La loro importanza non è solo cronologica. Il corpo di Mungo Man era stato deposto con grande cura, disteso sulla schiena e cosparso di ocra rossa, in quello che è considerato uno dei più antichi esempi al mondo di sepoltura rituale complessa. Mungo Lady era invece stata cremata: si tratta della più antica cremazione conosciuta a livello mondiale. Queste pratiche testimoniano l'esistenza, già allora, di sistemi di credenze, rituali funebri e vita spirituale sofisticati. Nel 2017 i resti di Mungo Man sono stati restituiti alla terra d'origine e affidati alle comunità aborigene tradizionali, in un gesto di grande valore simbolico.

Una cultura continua da decine di migliaia di anni

Al momento della colonizzazione europea, avviata nel 1788, il continente era abitato da centinaia di gruppi distinti, con un'enorme diversità: si stima esistessero oltre 250 lingue, molte delle quali ulteriormente suddivise in dialetti. Questi popoli avevano sviluppato profonde conoscenze ambientali, tecniche di gestione del territorio — incluso l'uso controllato del fuoco — e complessi sistemi sociali, di parentela e di legge orale, oltre a tradizioni narrative legate al concetto noto in inglese come Dreaming (il "Tempo del Sogno").

La continuità di questa cultura per un periodo così lungo è ciò che rende gli Aborigeni australiani e i popoli dello Stretto di Torres unici nel panorama mondiale. Nel 2026 questi popoli continuano a essere parte viva e attiva della società australiana, custodi di un patrimonio culturale che affonda le radici nel più remoto passato dell'umanità fuori dall'Africa.

Domande frequenti

Chi furono i primi abitanti dell'Australia?

Furono gli antenati degli attuali Aborigeni australiani e dei popoli delle Isole dello Stretto di Torres, esseri umani moderni che raggiunsero il continente via mare almeno 50.000-65.000 anni fa, dando origine alla più antica cultura vivente e continuativa del mondo.

Quanti anni fa arrivarono gli esseri umani in Australia?

Le prove archeologiche più antiche, dal sito di Madjedbebe, suggeriscono fino a 65.000 anni fa. Uno studio genetico del 2025 colloca l'arrivo intorno a 60.000 anni fa. L'intervallo comunemente accettato va dai 50.000 ai 65.000 anni fa.

Da dove provenivano i primi australiani?

Provenivano dal Sud-est asiatico, dall'antica massa terrestre chiamata Sunda. Per raggiungere il continente Sahul (Australia, Tasmania e Nuova Guinea unite) dovettero attraversare tratti di mare aperto, dimostrando di essere tra i primi navigatori della storia umana.

Quali sono i resti umani più antichi trovati in Australia?

Sono Mungo Lady e Mungo Man, ritrovati presso i Laghi Willandra nel Nuovo Galles del Sud, datati tra 40.000 e 42.000 anni fa. Mungo Lady rappresenta la più antica cremazione conosciuta al mondo.

Perché la data di 65.000 anni è discussa?

Perché alcuni studiosi contestano la stratigrafia del sito di Madjedbebe e ipotizzano che i manufatti possano essersi spostati nel terreno (per esempio a causa delle termiti), falsandone l'età. Le stime genetiche hanno tradizionalmente indicato date più recenti, anche se lo studio del 2025 ha avvicinato i due dati.

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