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Chi ha fondato il Giappone moderno nell'era Meiji

Pubblicato 10. marzo 2025 Aggiornato 15. giugno 2026

Chi fondò il Giappone moderno durante l'era Meiji?

Il Giappone moderno non fu fondato da una sola persona, ma da un ristretto gruppo di statisti che, a partire dalla Restaurazione Meiji del 1868, abbatté lo shogunato Tokugawa e trasformò un paese feudale in uno Stato-nazione centralizzato e industrializzato. Questi uomini agirono formalmente in nome dell'imperatore Meiji, ma il potere reale fu esercitato da un'oligarchia di samurai provenienti soprattutto dai feudi di Satsuma e Chōshū. Tra le figure più decisive vengono ricordati Ōkubo Toshimichi, Saigō Takamori, Kido Takayoshi, Iwakura Tomomi e, nella generazione successiva, Itō Hirobumi e Yamagata Aritomo.

Una fondazione collettiva, non di un singolo uomo

La domanda "chi fondò il Giappone moderno" non ha una risposta unica, perché la modernizzazione fu un'opera corale. Lo strumento che la rese possibile fu la Restaurazione Meiji: il 3 gennaio 1868 le forze di Satsuma e Chōshū occuparono il Palazzo imperiale di Kyoto e proclamarono il ritorno del potere all'imperatore, ponendo fine a oltre due secoli e mezzo di governo militare dei Tokugawa. Da quel momento un piccolo gruppo di leader guidò il paese attraverso una serie di riforme radicali. Se si dovesse indicare un singolo "principale fondatore", gli storici fanno spesso il nome di Ōkubo Toshimichi, considerato l'architetto dello Stato centralizzato; ma la sua opera è inscindibile da quella dei compagni con cui condivise la rivoluzione.

L'imperatore Meiji: il simbolo della nuova era

Salito al trono nel 1867 a soli quindici anni, l'imperatore Meiji (nome personale Mutsuhito, 1852–1912) fu il simbolo e la legittimazione dell'intero processo. Il suo nome diede il titolo all'epoca ("Meiji" significa "governo illuminato"). Pur non essendo il vero motore decisionale — il governo era nelle mani dei suoi ministri — la sua figura fu essenziale: la modernizzazione venne presentata non come una rottura, ma come una "restaurazione" dell'autorità imperiale, conferendo enorme autorevolezza alle riforme. Il celebre Giuramento dei Cinque Articoli del 1868, promulgato in suo nome, fissò i principi guida del nuovo corso, tra cui la ricerca del sapere "in tutto il mondo".

I "Tre Grandi Nobili" della Restaurazione

Il nucleo originario dei fondatori è tradizionalmente identificato nei cosiddetti "Tre Grandi Nobili della Restaurazione" (Ishin no Sanketsu):

  • Ōkubo Toshimichi (Satsuma, 1830–1878): considerato uno dei principali fondatori del Giappone moderno. Come ministro degli Interni costruì l'apparato statale centralizzato, promosse l'industrializzazione e represse le ribellioni dei samurai. Fu assassinato nel 1878 da ex samurai ostili alle sue politiche.
  • Saigō Takamori (Satsuma, 1828–1877): figura militare chiave dell'alleanza che rovesciò lo shogunato. Successivamente entrò in rotta con il governo che aveva contribuito a creare e guidò la fallita Ribellione di Satsuma del 1877, in cui trovò la morte. È rimasto un simbolo ambivalente, tra eroe tragico e "ultimo samurai".
  • Kido Takayoshi (detto anche Kido Kōin, Chōshū, 1833–1877): artefice dell'alleanza Satsuma-Chōshū e sostenitore di un governo costituzionale e dell'istruzione pubblica. Morì di malattia proprio durante la Ribellione di Satsuma.

Insieme avevano stretto nel 1866 la segreta Alleanza Satchō tra i due feudi rivali, premessa indispensabile alla caduta dei Tokugawa.

Iwakura Tomomi e l'apertura al mondo

Accanto ai samurai riformatori operò Iwakura Tomomi (1825–1883), nobile di corte e statista, che fece da ponte tra l'aristocrazia imperiale e i nuovi leader. Diede il nome alla Missione Iwakura (1871–1873), un lungo viaggio diplomatico e di studio in Stati Uniti ed Europa a cui parteciparono molti futuri protagonisti, tra cui Ōkubo, Kido e il giovane Itō Hirobumi. L'esperienza convinse l'élite giapponese ad adottare modelli istituzionali, industriali e militari occidentali adattandoli al contesto nazionale. Fu Iwakura, alla morte di Ōkubo, a scegliere Itō Hirobumi e il modello costituzionale tedesco come base per il futuro assetto dello Stato.

Itō Hirobumi e la Costituzione del 1889

Della generazione più giovane, il fondatore più influente fu Itō Hirobumi (Chōshū, 1841–1909). Dopo aver studiato i sistemi costituzionali europei, fu il principale autore della Costituzione Meiji, promulgata nel febbraio 1889 e ispirata al modello prussiano. Nel 1885 divenne il primo Primo ministro del Giappone e per questo è spesso definito "padre fondatore" dello Stato moderno e primo dei genrō. La sua opera diede al paese un parlamento (la Dieta), un governo di gabinetto e un quadro giuridico stabile. Accanto a lui, Yamagata Aritomo (1838–1922) fu invece l'organizzatore dell'esercito moderno e l'artefice della coscrizione obbligatoria.

I genrō: i "padri fondatori" del Giappone

Questo ristretto gruppo di statisti venne in seguito ribattezzato genrō ("anziani di Stato"), un organo informale non previsto dalla Costituzione ma di fatto dominante: per decenni i genrō scelsero i primi ministri e indirizzarono le scelte fondamentali. Provenivano in larga parte da Satsuma (Ōkubo, Saigō) e Chōshū (Itō, Yamagata, Kido), con apporti anche dai feudi di Tosa e Hizen. È a questa cerchia — pragmatica, giovane e mossa da intenso patriottismo — che si deve, più che a ogni singolo individuo, la "fondazione" del Giappone contemporaneo.

Le riforme che fondarono lo Stato moderno

L'eredità di questi uomini è misurabile nelle trasformazioni concrete realizzate in pochi decenni:

  • Abolizione dei feudi (1871): i domini furono sostituiti da prefetture, creando uno Stato unitario.
  • Fine del sistema dei samurai: soppressione dei privilegi della classe guerriera e introduzione della coscrizione di massa (1873).
  • Riforma fiscale e industrializzazione: nuovo sistema delle imposte, ferrovie, telegrafo, industria pesante sostenuta dallo Stato.
  • Istruzione obbligatoria e nuovo sistema scolastico nazionale.
  • Costituzione e parlamento (1889–1890): nascita di una monarchia costituzionale.

Grazie a queste riforme, alla fine dell'era Meiji (1912) il Giappone era diventato una potenza industriale e militare riconosciuta a livello internazionale.

Domande frequenti

Chi è considerato il principale fondatore del Giappone moderno?

Gli storici indicano spesso Ōkubo Toshimichi come il principale architetto dello Stato moderno centralizzato. Tuttavia la fondazione fu un'opera collettiva: nessun singolo uomo agì da solo, e figure come Itō Hirobumi, Kido Takayoshi, Saigō Takamori e Iwakura Tomomi ebbero ruoli decisivi.

Che ruolo ebbe l'imperatore Meiji?

L'imperatore Meiji fu il simbolo e la legittimazione del nuovo corso, in nome del quale furono attuate le riforme. Il potere decisionale reale, però, era nelle mani dei suoi ministri e dell'oligarchia dei genrō.

Cosa fu la Restaurazione Meiji?

Fu l'evento del 1868 con cui lo shogunato Tokugawa fu abbattuto e il potere "restaurato" all'imperatore. Segnò l'inizio della rapida modernizzazione del Giappone in senso politico, economico e militare.

Chi erano i genrō?

Erano un gruppo informale di statisti anziani, provenienti soprattutto dai feudi di Satsuma e Chōshū, che avevano guidato la Restaurazione. Pur non essendo previsti dalla Costituzione, sceglievano di fatto i primi ministri e indirizzavano la politica nazionale.

Chi scrisse la Costituzione Meiji del 1889?

Il principale autore fu Itō Hirobumi, che si ispirò al modello costituzionale prussiano. La carta istituì una monarchia costituzionale con un parlamento, la Dieta imperiale.

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