Chi ha scoperto i gruppi sanguigni e perché sono vitali
Prima del 1901, i medici ignoravano che il sangue umano non fosse uguale in tutti gli individui. Le trasfusioni venivano tentate da secoli, spesso con esiti fatali, senza che nessuno riuscisse a spiegarne l'imprevedibilità. Fu il biologo e medico austriaco Karl Landsteiner a risolvere il mistero, scoprendo che l'organismo umano classifica il sangue in categorie distinte e reagisce con violenza quando ne riceve una incompatibile. Quella scoperta, formalizzata nel 1901, è alla base di ogni trasfusione sicura eseguita fino ad oggi.
Karl Landsteiner e la scoperta del sistema ABO
Karl Landsteiner nacque a Vienna nel 1868 e si formò come medico e chimico. Agli inizi del Novecento, lavorando presso l'Istituto Patologico di Vienna, osservò che mescolando il sangue di persone diverse si produceva talvolta un fenomeno di agglutinazione: i globuli rossi si raggrumolavano. Capì che il fenomeno non era casuale, ma dipendeva da specifiche molecole presenti sulla superficie dei globuli rossi, oggi chiamate antigeni, e da anticorpi circolanti nel plasma.
Nel 1901 pubblicò i risultati delle sue osservazioni, identificando tre gruppi distinti: A, B e O. L'anno successivo, due suoi collaboratori, Alfred von Decastello e Adriano Sturli, individuarono un quarto gruppo, AB, che presenta entrambi gli antigeni A e B ma nessun anticorpo contro di essi. Il sistema era completo: il cosiddetto sistema ABO spiegava perché alcune trasfusioni funzionavano e altre uccidevano.
Per questa scoperta Landsteiner ricevette il Premio Nobel per la Fisiologia o la Medicina nel 1930, quasi trent'anni dopo la pubblicazione originale — un'attesa che riflette il tempo necessario affinché la comunità scientifica internazionale ne comprendesse appieno le implicazioni cliniche.
Il fattore Rh e le scoperte successive
Landsteiner non si fermò al sistema ABO. Nel 1927, insieme ad altri ricercatori, descrisse i sistemi MN e P. Il contributo più celebre dopo l'ABO arrivò nel 1940, quando Landsteiner e il medico Alexander Wiener identificarono un ulteriore marcatore molecolare sui globuli rossi, isolato originariamente studiando il sangue del macaco Macaca mulatta (macaco Rhesus): il fattore Rh. Chi lo possiede è Rh positivo (Rh+), chi ne è privo è Rh negativo (Rh−).
La scoperta del fattore Rh ebbe conseguenze immediate in ostetricia: spiegò la malattia emolitica del neonato, una condizione in cui una madre Rh− sviluppa anticorpi contro i globuli rossi di un feto Rh+, con rischio di anemia grave o morte del bambino. Oggi questa complicanza è prevenuta con la somministrazione di immunoglobuline anti-D.
Come funziona la classificazione ABO
Il sistema ABO si basa sulla presenza o assenza di due antigeni (A e B) sulla membrana dei globuli rossi e dei corrispondenti anticorpi nel plasma:
- Gruppo A: antigene A sui globuli rossi, anticorpi anti-B nel plasma.
- Gruppo B: antigene B sui globuli rossi, anticorpi anti-A nel plasma.
- Gruppo AB: antigeni A e B sui globuli rossi, nessun anticorpo nel plasma. Può ricevere sangue da tutti i gruppi ABO (ricevitore universale).
- Gruppo 0: nessun antigene sui globuli rossi, anticorpi anti-A e anti-B nel plasma. Può donare a tutti i gruppi ABO (donatore universale di globuli rossi).
Il fattore Rh aggiunge un secondo livello: ogni gruppo ABO è ulteriormente classificato come positivo (+) o negativo (−), dando origine agli otto tipi principali (A+, A−, B+, B−, AB+, AB−, 0+, 0−).
Perché i gruppi sanguigni sono vitali
La conoscenza del gruppo sanguigno è indispensabile in almeno tre contesti clinici fondamentali.
Trasfusioni di sangue
In caso di trasfusione incompatibile, gli anticorpi del ricevente attaccano i globuli rossi del donatore, scatenando una reazione emolitica acuta: distruzione massiva dei globuli rossi, rilascio di emoglobina nel sangue, danno renale, shock e, nei casi gravi, morte. La compatibilità ABO e Rh è quindi la prima verifica obbligatoria prima di qualsiasi trasfusione.
Trapianti di organi
La compatibilità ABO è rilevante anche nei trapianti di organi solidi (rene, cuore, fegato). Organi incompatibili sul piano del gruppo sanguigno possono essere rigettati acutamente. Le linee guida internazionali prevedono la verifica del gruppo come requisito preliminare nell'abbinamento donatore-ricevente.
Gravidanza e salute neonatale
Come accennato, l'incompatibilità Rh tra madre e feto può portare alla malattia emolitica del neonato. La tipizzazione del gruppo sanguigno in gravidanza è oggi una procedura di routine nel primo trimestre, e la profilassi con immunoglobuline anti-D ha ridotto drasticamente l'incidenza della patologia nei Paesi con accesso ai servizi sanitari.
Oltre ABO e Rh: un universo di sistemi
Il sistema ABO e il fattore Rh sono i più noti, ma non gli unici. La Società Internazionale di Trasfusione del Sangue (ISBT) riconosce oggi un numero crescente di sistemi di gruppi sanguigni. Con l'identificazione del cosiddetto sistema Gwada negativo — scoperto in una donna francese dopo quindici anni di ricerche e ufficialmente riconosciuto dall'ISBT durante un congresso tenutosi a Milano — il totale è salito a 48 sistemi nel 2025. Ogni sistema corrisponde a un diverso insieme di antigeni eritrocitari, ciascuno con potenziale rilevanza clinica in pazienti politrasfusi o in situazioni rare.
I gruppi sanguigni più rari, come il fenotipo Bombay (h/h) o il gruppo Rh-null (detto anche "sangue d'oro"), interessano pochissimi individui al mondo e pongono sfide enormi in caso di necessità trasfusionale, poiché il reperimento di sangue compatibile può richiedere settimane e una rete internazionale di donatori.
La distribuzione dei gruppi sanguigni nel mondo
La frequenza dei gruppi sanguigni varia considerevolmente in base all'etnia e alla regione geografica. A livello globale, il gruppo 0+ è il più comune (circa il 38% della popolazione mondiale), seguito da A+ (circa il 27%). Il gruppo AB− è tra i più rari, presente in meno dell'1% della popolazione. Questa distribuzione non uniforme ha implicazioni pratiche per la gestione delle banche del sangue e per la pianificazione delle scorte in zone con popolazioni etnicamente eterogenee.
Domande frequenti
Chi ha scoperto i gruppi sanguigni?
I gruppi sanguigni del sistema ABO furono scoperti dal medico austriaco Karl Landsteiner nel 1901. Landsteiner identificò i gruppi A, B e O; il gruppo AB fu aggiunto nel 1902 dai suoi collaboratori Alfred von Decastello e Adriano Sturli. Per questa scoperta Landsteiner ricevette il Premio Nobel per la Fisiologia o la Medicina nel 1930.
Cos'è il fattore Rh e chi lo ha scoperto?
Il fattore Rh è un antigene presente sulla superficie dei globuli rossi, identificato nel 1940 da Karl Landsteiner e Alexander Wiener studiando il sangue del macaco Rhesus. Chi possiede l'antigene è Rh positivo (Rh+), chi ne è privo è Rh negativo (Rh−). Il fattore Rh è fondamentale in trasfusiologia e in ostetricia, dove la sua incompatibilità tra madre e feto può causare la malattia emolitica del neonato.
Perché i gruppi sanguigni sono importanti per le trasfusioni?
Trasfondere sangue di gruppo incompatibile provoca una reazione emolitica acuta: il sistema immunitario del ricevente attacca i globuli rossi del donatore, causando la loro distruzione. Questo può portare a danno renale, shock e morte. La verifica della compatibilità ABO e Rh prima di ogni trasfusione è quindi obbligatoria.
Quanti sistemi di gruppi sanguigni esistono?
Al 2025-2026, la Società Internazionale di Trasfusione del Sangue (ISBT) riconosce 48 sistemi di gruppi sanguigni. I più importanti clinicamente sono il sistema ABO e il sistema Rh. Gli altri sistemi hanno rilevanza soprattutto in pazienti politrasfusi, in gravidanze complicate da alloimmunizzazione e in casi di gruppi sanguigni rari.
Qual è il gruppo sanguigno universale?
Il gruppo 0 negativo (0−) è considerato donatore universale di globuli rossi, poiché privo degli antigeni A, B e Rh che potrebbero scatenare reazioni immunitarie nel ricevente. Il gruppo AB positivo (AB+) è invece il ricevitore universale, poiché non presenta anticorpi contro nessuno degli antigeni ABO né contro il fattore Rh. Queste definizioni si applicano principalmente alle trasfusioni di globuli rossi concentrati, non a tutti i prodotti ematici.