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Chi ha scoperto davvero la penicillina: Fleming e i pionieri dimenticati

Pubblicato 11. marzo 2025 Aggiornato 15. giugno 2026

Chi scoprì davvero la penicillina: Fleming o altri?

La risposta breve è che Alexander Fleming osservò per primo, nel 1928, l'azione antibatterica del fungo Penicillium e coniò il termine "penicillina". Ma la risposta completa è più articolata: Fleming non riuscì a trasformare quella scoperta in un farmaco, l'impresa fu compiuta più di dieci anni dopo da Howard Florey ed Ernst Chain a Oxford, e diversi ricercatori — tra cui l'italiano Vincenzo Tiberio e il francese Ernest Duchesne — avevano intuito l'effetto delle muffe decenni prima. Attribuire la penicillina a un solo nome è quindi una semplificazione storica.

La scoperta di Fleming nel 1928

Nel settembre del 1928, al St Mary's Hospital di Londra, il batteriologo scozzese Alexander Fleming notò che una piastra di coltura di stafilococchi, lasciata accidentalmente scoperta, era stata contaminata da una muffa. Attorno alla colonia fungina i batteri erano stati distrutti. Fleming identificò la muffa come appartenente al genere Penicillium (poi classificata come Penicillium notatum, oggi Penicillium rubens) e chiamò "penicillina" la sostanza antibatterica che essa rilasciava.

Fu un'osservazione fondamentale, ma Fleming non andò molto oltre. La penicillina grezza era instabile, difficile da estrarre e purificare, e Fleming — pur pubblicando i risultati nel 1929 — si convinse che non potesse diventare un trattamento pratico e perse progressivamente interesse per il progetto. Egli stesso, in seguito, parlò con ironia del "mito di Fleming", riconoscendo che gran parte del merito spettava ad altri.

Florey, Chain e Heatley: da curiosità di laboratorio a farmaco

La vera trasformazione della penicillina in medicina avvenne tra il 1939 e il 1941 alla Sir William Dunn School of Pathology dell'Università di Oxford. Un gruppo guidato dal patologo australiano Howard Florey e dal biochimico tedesco (di origine ebraica, rifugiato dal nazismo) Ernst Boris Chain riprese gli articoli di Fleming e mise a punto i metodi per coltivare la muffa, estrarre, purificare e stabilizzare la penicillina.

Un ruolo decisivo, spesso meno ricordato, fu quello del biochimico Norman Heatley, che ideò le tecniche di produzione e di estrazione su larga scala, e di Edward Abraham, che contribuì a chiarire la struttura della molecola. Nel 1941 il gruppo dimostrò l'efficacia clinica del farmaco sui primi pazienti. Poiché l'Inghilterra in guerra non aveva la capacità industriale per produrlo in quantità, Florey e Heatley portarono il progetto negli Stati Uniti, dove la produzione di massa — favorita dalla fermentazione profonda e da ceppi più produttivi — rese la penicillina disponibile in tempo per salvare migliaia di soldati durante la Seconda guerra mondiale.

Per questo lavoro Fleming, Florey e Chain condivisero il Premio Nobel per la Fisiologia o la Medicina nel 1945. Heatley, il cui contributo tecnico fu cruciale, rimase escluso dal Nobel; gli fu riconosciuto un onore tardivo solo nel 1990, quando Oxford gli conferì la prima laurea honoris causa in medicina della sua storia.

I pionieri dimenticati: Tiberio, Duchesne e gli altri

L'idea che alcune muffe potessero combattere i batteri era stata intuita molto prima del 1928. La ricerca storica recente, ancora attiva nel 2026, ha riportato l'attenzione su alcune figure precorritrici.

Vincenzo Tiberio

Il medico molisano Vincenzo Tiberio (1869-1915) pubblicò nel 1895 — trentatré anni prima di Fleming — uno studio intitolato "Sugli estratti di alcune muffe", in cui documentava in modo sperimentale l'azione battericida di estratti di muffe (tra cui Penicillium) su colonie batteriche e in animali. Il lavoro, apparso sugli Annali di Igiene Sperimentale, passò quasi inosservato. Studi e articoli scientifici pubblicati anche di recente lo descrivono come un autentico "pioniere dimenticato" della rivoluzione degli antibiotici.

Ernest Duchesne

Nel 1897 il giovane medico militare francese Ernest Duchesne discusse una tesi di dottorato sull'antagonismo tra muffe e microbi, dimostrando che il Penicillium poteva proteggere cavie da infezioni letali come quelle da Salmonella typhi ed Escherichia coli. La sua ricerca, condotta trentadue anni prima di Fleming, fu ignorata e riscoperta solo intorno al 1949, dopo la sua morte e dopo il Nobel.

Altri precursori

L'elenco è più lungo. Già nel 1870 il fisiologo londinese John Scott Burdon-Sanderson aveva notato un legame tra muffe e crescita batterica; nel 1874 il chirurgo viennese Theodor Billroth osservò l'effetto del Penicillium; Joseph Lister, padre dell'antisepsi, condusse esperimenti analoghi a Edimburgo nel 1884; e nel 1893, a Roma, Bartolomeo Gosio isolò l'acido micofenolico da un Penicillium, considerato da alcuni il primo antibiotico mai estratto.

Allora, chi ha scoperto la penicillina?

Dal punto di vista storico più rigoroso, la scoperta della penicillina non è un atto singolo ma una catena di intuizioni e svolte. Fleming compì l'osservazione che diede il nome e l'avvio decisivo alla ricerca moderna; Florey, Chain, Heatley e Abraham la trasformarono in un farmaco capace di salvare vite; Tiberio, Duchesne e altri avevano anticipato il principio senza ottenere riconoscimento ai loro tempi. La narrazione popolare premia un eroe solo, ma la realtà è quella di un'opera collettiva, distribuita su più decenni e più Paesi.

Domande frequenti

Fleming ha inventato o scoperto la penicillina?

La scoprì, non la inventò: nel 1928 osservò per caso che una muffa del genere Penicillium uccideva i batteri e diede a quella sostanza il nome di penicillina. Non riuscì però a produrla come farmaco.

Perché Florey e Chain sono considerati altrettanto importanti?

Perché tra il 1939 e il 1941, a Oxford, misero a punto i metodi per purificare e produrre la penicillina, dimostrandone l'efficacia sui pazienti. Senza il loro lavoro la scoperta di Fleming sarebbe rimasta una curiosità di laboratorio.

Chi ricevette il Premio Nobel per la penicillina?

Nel 1945 il Nobel per la Medicina fu assegnato congiuntamente ad Alexander Fleming, Howard Florey ed Ernst Chain. Norman Heatley, pur fondamentale, ne fu escluso.

Vincenzo Tiberio scoprì la penicillina prima di Fleming?

Tiberio dimostrò già nel 1895 l'azione battericida di estratti di muffe, anticipando il principio di trentatré anni. Non isolò però la penicillina né sviluppò un farmaco, e il suo lavoro fu a lungo dimenticato.

Chi è stato il primo in assoluto a notare l'effetto delle muffe sui batteri?

Diversi ricercatori ottocenteschi, come Burdon-Sanderson (1870), Billroth (1874) e Lister (1884), osservarono effetti simili. La scoperta della penicillina è quindi una storia collettiva, non opera di una sola persona.

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