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Ciclone Amphan: impatto su India e Bangladesh (2020)

Pubblicato 16. giugno 2025 Aggiornato 15. giugno 2026

Ciclone Amphan: Qual è stato il suo impatto su India e Bangladesh?

Il ciclone Amphan è stato un superciclone tropicale che il 20 maggio 2020 ha colpito le coste del Golfo del Bengala, abbattendosi con violenza eccezionale sulle regioni indiane del Bengala Occidentale e sull'Odisha, e sul Bangladesh meridionale. Con danni economici stimati in oltre 15 miliardi di dollari complessivi, è rimasto il ciclone più costoso mai registrato nell'Oceano Indiano settentrionale fino al superamento da parte del ciclone Senyar nel 2025. La simultanea emergenza da COVID-19 ha reso le operazioni di evacuazione e soccorso straordinariamente complesse.

Formazione e caratteristiche meteorologiche

Amphan si sviluppò come depressione tropicale nel Golfo del Bengala intorno al 16 maggio 2020, intensificandosi rapidamente nelle giornate successive. Il 18 maggio raggiunse la sua intensità massima, con venti sostenuti (su 3 minuti) di 240 km/h, classificandosi come superciclone equivalente a un uragano di categoria 5 nella scala Saffir-Simpson. Al momento del landfall, avvenuto nel tardo pomeriggio del 20 maggio tra la costa del Bengala Occidentale e quella del Bangladesh, i venti sostenuti si attestavano intorno a 170 km/h con raffiche fino a 190 km/h, registrate anche dall'osservatorio di Alipore a Kolkata. La denominazione "Amphan" era stata proposta dalla Thailandia e significa "cielo" in lingua thai.

Impatto sul Bengala Occidentale e sull'India

Il Bengala Occidentale subì le conseguenze più gravi sul territorio indiano. Almeno 86 persone perirono nello stato, in gran parte a causa di folgorazione da linee elettriche abbattute e crollo di abitazioni fatiscenti. Il bilancio complessivo per l'India raggiunse circa 95-100 vittime. Il governo statale stimò danni per oltre 1,02 trilioni di rupie (circa 13,5 miliardi di dollari), cifra che colpì il 70 per cento della popolazione bengalese. Circa 2,9 milioni di abitazioni risultarono danneggiate o distrutte.

La metropoli di Kolkata, con i suoi oltre 14 milioni di abitanti, fu investita da venti che sradicarono migliaia di alberi, abbatterono pali della luce e paralizzarono la rete idrica ed elettrica per giorni. La chief minister del Bengala Occidentale, Mamata Banerjee, definì Amphan "una calamità peggiore del COVID-19", dichiarando di non aver mai visto un disastro di simile portata. L'aeroporto internazionale Netaji Subhas Chandra Bose di Kolkata subì ingenti danni e rimase chiuso per diversi giorni.

Il Sundarbans indiano

Il delta del Gange-Brahmaputra, noto come Sundarbans, Patrimonio dell'Umanità UNESCO a cavallo tra India e Bangladesh, fu devastato in modo particolarmente severo. Secondo le stime della stessa Mamata Banerjee, il ciclone distrusse circa il 28 per cento del Sundarbans indiano in poche ore. Le foreste di mangrovie — habitat della tigre del Bengala e barriera naturale contro le mareggiate — furono gravemente danneggiate per oltre un quarto della loro estensione. Gli argini che proteggono le isole del delta furono sistematicamente violati dalle onde di tempesta, inondando le aree abitate per chilometri nell'entroterra.

Impatto sul Bangladesh

In Bangladesh Amphan causò la morte di almeno 26 persone. L'Ufficio delle Nazioni Unite nel paese stimò che circa 10 milioni di persone fossero state direttamente colpite, con fino a 500.000 che avevano perso la propria abitazione. Le strutture più vulnerabili pagarono il tributo più alto: 55.600 case risultarono completamente distrutte, altre 162.000 gravemente danneggiate. Ventdue milioni di utenti domestici rimasero senza elettricità.

Il settore agricolo registrò danni ingenti: 176.000 ettari di terreni coltivati e allevamenti ittici furono compromessi dalla salinizzazione provocata dall'intrusione di acqua marina. I coltivatori di mango nel distretto di Satkhira furono tra le categorie più colpite. Il danno economico complessivo per il Bangladesh fu stimato dall'ONU in circa 131 milioni di dollari, una cifra che non comprende il valore delle perdite agricole di più lungo termine legate alla salinizzazione del suolo.

Il Sundarbans bangladese e le infrastrutture

Anche sul versante bangladese, le foreste di mangrovie del Sundarbans assorbirono parte dell'energia del ciclone, limitando le vittime nelle zone costiere più remote. Tuttavia gli argini fluviali — struttura portante della sopravvivenza delle comunità deltaizie — furono violati in centinaia di punti, permettendo all'acqua salata di penetrare nelle riserve di acqua dolce. Centinaia di chilometri di infrastrutture viarie, ponti, canali di irrigazione e reti scolastiche risultarono inutilizzabili nei giorni successivi all'impatto.

Evacuazioni e gestione dell'emergenza

La gestione preventiva dell'emergenza fu su scala eccezionale: circa 2,4 milioni di persone furono evacuate in Bangladesh e circa 600.000 nel Bengala Occidentale, per un totale di oltre 3 milioni di sfollati organizzati prima del landfall. Le autorità bangladesi ricevettero in seguito riconoscimenti internazionali per aver applicato un modello di allerta e sfollamento preventivo sviluppato nei decenni successivi al devastante ciclone del 1991, che aveva causato oltre 138.000 morti.

L'evacuazione si svolse in un contesto inedito: il lockdown da COVID-19 era ancora in vigore in entrambi i paesi, rendendo necessari distanziamento fisico e uso di mascherine all'interno dei rifugi anticiclone, con conseguente riduzione della capienza e aumento della complessità logistica.

Conseguenze a lungo termine

Il processo di ricostruzione si dimostrò lento e ostacolato da più emergenze sovrapposte: alla devastazione di Amphan si aggiunsero, nel corso dell'estate del 2020, le inondazioni monsoniche e la prosecuzione della pandemia. CARE International, in un rapporto pubblicato a un anno dal ciclone, documentò come molte comunità rurali del Bangladesh faticassero ancora a recuperare i mezzi di sussistenza, con donne e famiglie a basso reddito particolarmente esposte a condizioni di insicurezza alimentare persistente. La salinizzazione dei terreni agricoli del delta richiedeva, secondo le stime degli esperti, tra sei e dodici mesi di bonifica prima di poter tornare a produrre.

Sul fronte ambientale, il danno alle foreste di mangrovie del Sundarbans suscitò preoccupazione tra scienziati e conservazionisti: le mangrovie non solo proteggono le coste dalle mareggiate, ma rappresentano uno degli ecosistemi a maggiore densità di carbonio al mondo. La loro parziale distruzione compromise ulteriormente la resilienza di un territorio già minacciato dall'innalzamento del livello del mare.

Domande frequenti

Quante persone sono morte a causa del ciclone Amphan?

Il bilancio ufficiale fu di circa 128 vittime complessive: circa 95-100 in India (prevalentemente nel Bengala Occidentale) e circa 26-28 in Bangladesh. La maggior parte delle morti in India fu causata da folgorazioni e crolli di abitazioni.

Qual è stato il danno economico totale del ciclone Amphan?

I danni economici complessivi superarono i 15 miliardi di dollari, rendendolo il ciclone più costoso mai registrato nell'Oceano Indiano settentrionale fino al 2025. Solo nel Bengala Occidentale, il governo statale stimò danni per circa 13,5 miliardi di dollari. Il Bangladesh registrò danni per circa 131 milioni di dollari secondo le stime ONU, ai quali vanno aggiunte le perdite agricole a lungo termine.

Quando e dove ha toccato terra il ciclone Amphan?

Amphan fece landfall nel tardo pomeriggio del 20 maggio 2020 sul tratto costiero che separa il Bengala Occidentale (India) dal Bangladesh, attraversando il delta del Sundarbans. Era classificato come superciclone, con venti sostenuti fino a 240 km/h al picco di intensità raggiunto il 18 maggio.

Perché le evacuazioni nel 2020 furono così complicate?

Le operazioni di sfollamento si svolsero durante il lockdown imposto dalla pandemia di COVID-19. I rifugi anticiclone dovettero operare a capienza ridotta per garantire il distanziamento fisico, costringendo le autorità a moltiplicare i punti di accoglienza e a distribuire mascherine a milioni di evacuati.

Quali danni ha subito il Sundarbans a causa di Amphan?

Il Sundarbans, Patrimonio UNESCO a cavallo tra India e Bangladesh, subì danni gravissimi. La chief minister del Bengala Occidentale stimò la distruzione del 28 per cento del Sundarbans indiano. Le foreste di mangrovie furono danneggiate per oltre un quarto della loro superficie, gli argini del delta furono violati in centinaia di punti e le isole vennero inondate per chilometri nell'entroterra dalla mareggiata.

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