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Come i corvi risolvono i problemi in natura

Pubblicato 19. maggio 2025 Aggiornato 15. giugno 2026

Come risolvono i corvi i problemi in natura?

I corvi e gli altri membri della famiglia dei corvidi (cornacchie, gazze, ghiandaie, taccole) sono tra gli animali non umani più abili nel risolvere problemi. In natura affrontano sfide quotidiane — raggiungere cibo nascosto sotto la corteccia, aprire gusci durissimi, ritrovare migliaia di scorte sepolte, ingannare i rivali — e lo fanno combinando uso di strumenti, comprensione delle relazioni di causa-effetto, memoria episodica e capacità di pianificare. Le ricerche pubblicate fino al 2025 mostrano che alcune di queste abilità rivaleggiano con quelle dei primati e, in certi compiti, con quelle dei bambini umani di cinque-sette anni.

L'uso e la costruzione di strumenti

Il caso più studiato è quello del corvo della Nuova Caledonia (Corvus moneduloides), che in natura fabbrica strumenti per estrarre larve e insetti dalle cavità del legno. Questi uccelli ricavano dai ramoscelli dei piccoli ganci e modellano i bordi taglienti delle foglie di pandano in strisce con denti, ottenendo arnesi su misura per ogni tipo di preda. Non si tratta di un gesto casuale: le forme degli strumenti variano da zona a zona, segno di tradizioni culturali tramandate.

In laboratorio questi corvi hanno mostrato capacità ancora più sofisticate. Sono in grado di costruire strumenti composti, assemblando due o più pezzi singolarmente inutilizzabili per ottenere un'asta abbastanza lunga da raggiungere il cibo — una forma di assemblaggio osservata in precedenza solo nelle grandi scimmie e nell'uomo. Sanno inoltre risolvere i cosiddetti problemi di metatool, cioè usare uno strumento corto per recuperare uno strumento lungo che a sua volta serve a ottenere la ricompensa: in pratica pianificano fino a tre passi in avanti, ricordando anche la posizione di arnesi non più visibili, un po' come un giocatore di scacchi che ragiona su più mosse.

L'uso degli strumenti non è esclusivo di questa specie. Uno studio dell'Università di Tubinga pubblicato su Current Biology nel 2025 ha dimostrato che anche le cornacchie nere (Corvus corone), che normalmente non usano strumenti in natura, possono imparare a maneggiare un bastoncino con il becco con grande precisione. Le registrazioni mostrano come i movimenti, inizialmente ampi e maldestri, diventino via via più accurati e flessibili con la pratica: la capacità di adattare lo strumento alle circostanze viene dunque affinata attraverso l'apprendimento.

Sfruttare le forze della natura e dell'ambiente urbano

Non sempre risolvere un problema significa costruire un attrezzo: spesso i corvidi sfruttano forze esterne. Molte specie lasciano cadere noci, molluschi o ossa da una certa altezza su superfici dure per romperli. L'esempio più celebre è quello delle cornacchie giapponesi che depositano le noci sulla carreggiata e lasciano che siano le automobili ad aprirle.

Questo comportamento, documentato già negli anni Novanta a Sendai e osservato in dettaglio a Hakodate tra il 2016 e gli anni successivi, non è casuale. Gli uccelli scelgono punti strategici — vicino ai semafori e agli attraversamenti pedonali — dove le auto rallentano o si fermano. Posizionano la noce quando il traffico è bloccato dal rosso, attendono che un veicolo la schiacci e recuperano i frammenti in sicurezza quando le auto si fermano di nuovo. La precisione di questa sequenza temporale rivela una comprensione dei ritmi del traffico che un tempo si riteneva fuori dalla portata degli animali non umani.

Comprendere la causa e l'effetto: il test della favola di Esopo

La capacità dei corvidi di intuire le relazioni fisiche è stata misurata con il paradigma della favola di Esopo, ispirato al racconto del corvo e la brocca. Gli uccelli devono far salire il livello dell'acqua in un tubo, lasciando cadere sassi, per raggiungere un bocconcino galleggiante. Cinque specie hanno superato la prova: la taccola corvina, il corvo della Nuova Caledonia, la ghiandaia, il gracchio messicano e la ghiandaia della California.

I corvi hanno mostrato di preferire i sassi all'acqua piuttosto che alla sabbia, gli oggetti che affondano a quelli che galleggiano, quelli pieni a quelli cavi, e i tubi con il livello d'acqua più alto. Tuttavia hanno fallito i compiti più astratti, come quelli che richiedevano di considerare la larghezza del tubo o indizi causali controintuitivi. La conclusione è che possiedono una comprensione della fisica dei fluidi sofisticata ma incompleta, paragonabile a quella di un bambino di cinque-sette anni.

Memoria, pianificazione e inganno sociale

Molti corvidi sopravvivono all'inverno nascondendo migliaia di scorte di cibo in luoghi diversi, e devono poi ritrovarle. Gli studi pionieristici di Nicola Clayton e Anthony Dickinson sulle ghiandaie americane hanno dimostrato che questi uccelli possiedono una memoria episodica: ricordano cosa hanno nascosto, dove e quando. Poiché evitano gli insetti ormai deteriorati, recuperano per primi gli alimenti deperibili, tenendo conto del tempo trascorso dall'occultamento — la prima prova comportamentale di questo tipo di memoria in un animale non umano.

Gli stessi uccelli mostrano elementi di pianificazione del futuro, accumulando scorte in previsione di una scarsità che ancora non avvertono. E sanno anche risolvere un problema sociale: quando si accorgono di essere osservati da un potenziale ladro mentre nascondono il cibo, tornano in seguito a spostare le scorte in nuovi nascondigli. Questo comportamento suggerisce che tengano conto di ciò che un altro individuo ha visto, una forma di cognizione sociale sorprendentemente raffinata.

Perché i corvi sono così bravi a risolvere i problemi

Alla base di queste abilità c'è un cervello dalla densità neuronale eccezionale: i corvidi concentrano nel pallio, l'equivalente aviario della corteccia, un numero di neuroni paragonabile a quello di alcuni primati, nonostante le dimensioni ridotte della testa. Studi neurobiologici recenti hanno persino associato la loro attività cerebrale a una forma di coscienza sensoriale. Combinati con una vita sociale complessa e una lunga durata della vita, questi tratti spiegano perché i corvi affrontino i problemi non per puro istinto, ma adattando di volta in volta la soluzione alle circostanze.

Domande frequenti

I corvi usano davvero strumenti in natura?

Sì. Il corvo della Nuova Caledonia fabbrica e usa abitualmente ramoscelli a uncino e foglie modellate per estrarre insetti dal legno. Altre specie, come la cornacchia nera, possono imparare a usare strumenti con precisione, anche se non lo fanno spontaneamente in natura.

Perché i corvi lasciano cadere le noci sulla strada?

Sfruttano il peso delle automobili per rompere i gusci troppo duri da aprire con il becco. Le cornacchie giapponesi posizionano le noci vicino ai semafori e attendono il momento giusto per deporle e recuperarle, sincronizzandosi con il flusso del traffico.

I corvi sono più intelligenti dei primati?

In alcuni compiti specifici di logica e uso di strumenti i corvidi eguagliano o superano i primati, ma "più intelligente" è un confronto difficile. Le loro abilità di comprensione causale sono state paragonate a quelle di un bambino di cinque-sette anni.

Come fanno i corvi a ricordare dove hanno nascosto il cibo?

Grazie a una memoria episodica che registra cosa hanno nascosto, dove e quando. Possono gestire migliaia di nascondigli e recuperano per primi gli alimenti deperibili prima che si guastino.

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