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Come si sono diffusi i dinosauri sui vari continenti

Pubblicato 28. dicembre 2024 Aggiornato 15. giugno 2026

Come si sono diffusi i dinosauri sui vari continenti?

La distribuzione globale dei dinosauri non è frutto di lunghe migrazioni intercontinentali come quelle dei mammiferi moderni, ma soprattutto della geografia del loro tempo: quando i dinosauri comparvero, tutte le terre emerse erano saldate in un unico supercontinente, Pangea. Spostarsi da quella che oggi è l'Argentina fino al Nord America o all'Asia era possibile senza attraversare alcun oceano. Con la successiva frammentazione di Pangea nel corso del Mesozoico, le popolazioni di dinosauri rimasero isolate sui frammenti continentali alla deriva, dando origine a faune sempre più distinte. La diffusione dei dinosauri è quindi prima di tutto una storia di tettonica delle placche e di paleogeografia.

Dove e quando nacquero i dinosauri

I dinosauri comparvero nel Triassico superiore, circa 230-235 milioni di anni fa. I fossili indiscutibilmente più antichi — generi come Eoraptor, Herrerasaurus ed Eodromaeus — provengono dalla Formazione Ischigualasto, in Argentina, e da depositi coevi del Brasile, cioè dal settore sud-occidentale dell'antica Gondwana (la metà meridionale di Pangea).

Proprio per questo, per decenni la maggior parte degli studiosi ha collocato la "culla" dei dinosauri nel Sud America meridionale. Una ricerca pubblicata su Current Biology nel gennaio 2025, guidata da paleontologi dell'University College London, ha però proposto una revisione importante: tenendo conto delle enormi lacune e disomogeneità del registro fossile, il modello indica che i dinosauri (e forse i loro parenti arcosauri in senso lato) potrebbero essere nati in una regione equatoriale e calda della Gondwana, corrispondente oggi all'area tra Amazzonia, bacino del Congo e Sahara. Da lì si sarebbero poi irradiati verso la Gondwana meridionale e verso la Laurasia settentrionale. Quelle zone equatoriali, aride e poco favorevoli alla fossilizzazione, sarebbero rimaste poco esplorate, spiegando perché i primi resti noti compaiano più a sud.

Pangea: un'autostrada senza oceani

Il fattore decisivo della prima diffusione fu la struttura del mondo triassico. Pangea univa quasi tutte le terre emerse in un'unica massa che si estendeva da polo a polo, circondata dall'oceano Panthalassa. In assenza di barriere marine, le prime linee evolutive di dinosauri — teropodi carnivori, sauropodomorfi e ornitischi — poterono espandersi su scala continentale in tempi geologicamente brevi.

La conseguenza è visibile nel registro fossile: faune triassiche e del Giurassico inferiore notevolmente simili compaiono in regioni oggi lontanissime. Dinosauri come Coelophysis e i prosauropodi tipo Plateosaurus avevano parenti stretti su più continenti, e generi affini sono stati ritrovati dal Nord America all'Europa fino all'Africa meridionale. Diversi studi sui teropodi primitivi hanno mostrato come queste forme abbiano effettivamente attraversato Pangea, segno di una connettibilità quasi totale tra le terre emerse.

Anche in un mondo unito, però, esistevano barriere non geografiche ma climatiche. Le fasce equatoriali erano caratterizzate da deserti torridi e climi monsonici instabili, che limitavano gli spostamenti di alcuni gruppi e contribuivano a una certa zonazione delle faune già prima che gli oceani le separassero fisicamente.

La frammentazione di Pangea e l'isolamento delle faune

A partire dal Giurassico, intensi processi di rifting cominciarono a smembrare Pangea. La separazione avvenne grossomodo in due fasi: prima la divisione tra Laurasia (futuri Nord America, Europa e Asia) e Gondwana (futuri Sud America, Africa, Antartide, Australia, India e Madagascar), poi la progressiva apertura dell'Atlantico e la frammentazione della stessa Gondwana nel Cretaceo.

Mano a mano che i nuovi oceani si allargavano, diventavano barriere invalicabili. Le popolazioni separate non potevano più scambiarsi geni e iniziarono a evolvere in modo indipendente, un fenomeno di divergenza per isolamento geografico. È così che, dal Giurassico superiore in poi, le faune di dinosauri dei diversi continenti divennero sempre più caratteristiche e distinte.

Ponti terrestri e dispersioni tardive

La frammentazione non fu mai netta né immediata. Per lunghi periodi rimasero connessioni intermittenti, e variazioni del livello del mare aprivano e chiudevano ponti terrestri temporanei che permettevano nuove ondate di dispersione. Alcuni esempi documentati dalla ricerca recente:

  • Migrazioni dall'Europa: studi sulla parentela dei dinosauri hanno evidenziato un "esodo" di gruppi dall'Europa verso altre aree mentre Pangea si frammentava, con l'Europa che agì a lungo da crocevia.
  • Da Gondwana a Laurasia: la descrizione nel 2024 di Archaeocursor asiaticus, piccolo ornitischio della Cina sud-occidentale, suggerisce un evento di dispersione precoce degli ornitischi dalla Gondwana alla Laurasia, distinto dalla successiva diffusione dei dinosauri corazzati.
  • Scambi tardo-cretacei: alla fine del Cretaceo, connessioni intermittenti tra Asia e Nord America (attraverso l'area di Beringia) consentirono il passaggio di gruppi come tirannosauridi, adrosauri e ceratopsi, che condividono perciò forme imparentate sui due continenti.

Faune endemiche del Cretaceo

Nel Cretaceo l'isolamento aveva ormai prodotto comunità faunistiche marcatamente diverse. Nei continenti meridionali (Sud America, Africa, India, Madagascar) dominavano i grandi sauropodi titanosauri e particolari teropodi come gli abelisauridi e i carcarodontosauridi. Nei continenti settentrionali prevalevano invece adrosauri, ceratopsi e tirannosauridi. Masse continentali a lungo isolate, come la massa Indo-Madagascariana, svilupparono faune fortemente endemiche, con specie che non si ritrovano altrove.

Questo mosaico spiega perché oggi i paleontologi possano usare i dinosauri come indicatori biogeografici: la presenza o l'assenza di certi gruppi su un continente racconta quando quel territorio era collegato agli altri e quando se ne separò.

Domande frequenti

I dinosauri hanno davvero "migrato" tra i continenti?

In gran parte no, almeno non come gli animali moderni. Quando comparvero, le terre emerse formavano il supercontinente Pangea, quindi i dinosauri si diffusero camminando su un'unica massa continentale senza barriere marine. Solo in seguito la deriva dei continenti li separò fisicamente.

Dove sono nati i primi dinosauri?

I fossili più antichi e indiscutibili provengono dall'Argentina e dal Brasile (Gondwana sud-occidentale), datati a circa 230 milioni di anni fa. Uno studio del 2025 ipotizza però un'origine ancora più antica in una regione equatoriale della Gondwana, oggi compresa tra Amazzonia, Congo e Sahara.

Perché continenti diversi hanno dinosauri diversi?

Con la frammentazione di Pangea, i nuovi oceani isolarono le popolazioni, che si evolvettero in modo indipendente. Nel Cretaceo i continenti meridionali erano dominati da titanosauri e abelisauridi, quelli settentrionali da adrosauri, ceratopsi e tirannosauridi.

Cosa furono i ponti terrestri?

Connessioni di terraferma temporanee, spesso legate a variazioni del livello del mare, che riunivano per certi periodi continenti altrimenti separati. Permisero dispersioni tardive, come gli scambi di fauna tra Asia e Nord America alla fine del Cretaceo.

La diffusione dei dinosauri dipese più dalla geografia o dal clima?

Entrambi. La geografia di Pangea consentì la prima ampia diffusione, ma anche in un mondo unito le fasce desertiche equatoriali e i climi monsonici fungevano da barriere ecologiche, limitando gli spostamenti di alcuni gruppi.

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