Come gli svedesi vedono il proprio paese nel 2026
Il rapporto che gli svedesi intrattengono con la propria nazione è spesso descritto come paradossale: da un lato un orgoglio tranquillo e poco appariscente per il modello sociale, l'uguaglianza e la natura; dall'altro una crescente inquietudine alimentata dalla criminalità organizzata e dal dibattito sull'immigrazione. Nel 2026 la Svezia continua a collocarsi tra i paesi più prosperi e fiduciosi del mondo, ma la sua immagine di sé — un tempo quasi serena — attraversa una fase di revisione profonda. Questo articolo ricostruisce, sulla base di ricerche e sondaggi recenti, come i cittadini svedesi percepiscono oggi il proprio paese.
Un orgoglio fondato sui valori, non sull'etnia
La Svezia occupa una posizione estrema sulla mappa culturale di Inglehart-Welzel del World Values Survey: è il paese con i più alti valori di "autoespressione" al mondo e tra i più alti per i valori "razionali-secolari". In termini concreti, ciò significa che gli svedesi tendono a dare priorità alla protezione dell'ambiente, alla partecipazione democratica, all'uguaglianza di genere e alla tolleranza verso le minoranze, attribuendo invece minore importanza alla religione, all'autorità tradizionale e ai valori familiari conservatori.
Questa impostazione si riflette nel modo in cui gli svedesi definiscono la propria identità nazionale. Una ricerca pubblicata nel 2025 dall'Università di Uppsala e dall'Università svedese della Difesa mostra che l'identità nazionale svedese è multidimensionale: il nazionalismo civico (le istituzioni, lo Stato di diritto, i valori democratici) e quello culturale contano quanto, se non più, dell'orgoglio militare tradizionale. Al contrario, una concezione etnica della nazione — l'idea che siano gli antenati a determinare chi è un "vero svedese" — non ha effetti significativi sull'attaccamento al paese. Sorprendentemente, le persone con un background migratorio mostrano talvolta un legame con l'identità svedese più forte di quello dei nativi.
Lagom e Jantelagen: l'orgoglio sottovoce
Due concetti culturali aiutano a capire perché l'orgoglio nazionale svedese appaia così discreto. Il primo è lagom, traducibile come "nella giusta misura — né troppo né troppo poco": un ideale di equilibrio e moderazione che pervade la vita quotidiana. Il secondo è la Jantelagen (la "legge di Jante"), un codice sociale non scritto che scoraggia l'ostentazione e il sentirsi superiori agli altri, valorizzando umiltà e uguaglianza.
Questo spiega un tratto spesso notato dagli osservatori stranieri: gli svedesi raramente esibiscono un patriottismo plateale. Il sondaggio del Pew Research Center pubblicato a febbraio 2026 conferma che, dove emerge orgoglio nazionale, esso si esprime in toni personali più che politici — molti intervistati svedesi indicano come motivo di soddisfazione le persone e la qualità della vita ("chi vive in Svezia ha una vita buona rispetto a tanti altri paesi") piuttosto che la grandezza dello Stato. La ricerca dell'Università di Uppsala aggiunge un dato significativo: il patriottismo acritico, l'atteggiamento del "il mio paese, giusto o sbagliato", è associato a un coinvolgimento inferiore nell'identità nazionale, non superiore.
La natura e il welfare come pilastri identitari
Tra gli elementi di cui gli svedesi vanno più fieri ci sono il rapporto con la natura e il modello sociale. L'allemansrätten, il "diritto di accesso alla natura", consente a chiunque di camminare, accamparsi e raccogliere bacche nei boschi e nelle campagne, anche su terreni privati: è considerato un patrimonio comune quasi sacro. Allo stesso modo, il folkhemmet ("la casa del popolo"), la visione novecentesca della società come una grande famiglia solidale, resta un riferimento culturale, sebbene il welfare sia stato ridimensionato negli ultimi decenni.
L'uguaglianza — di genere, sociale, economica — è regolarmente citata dagli svedesi come motivo di orgoglio, un tratto che condividono con i francesi secondo i dati comparativi internazionali. La Svezia continua inoltre a primeggiare nell'innovazione: nel 2025 si è classificata prima tra gli Stati membri dell'UE nell'European Innovation Scoreboard, segno che la cultura della modestia non ha soffocato l'ambizione tecnologica e imprenditoriale.
Dal modello al monito: una crisi di fiducia
La trasformazione più rilevante degli ultimi anni riguarda l'autopercezione del paese sul piano della sicurezza. La Svezia, a lungo vista — anche da sé stessa — come un modello di tolleranza progressista e bassa criminalità, fa oggi i conti con un'ondata di violenza legata alle reti criminali. Entro il 2024 si stimavano circa 62.000 persone coinvolte o collegate a gruppi criminali, e il paese presenta uno dei tassi più alti d'Europa di omicidi legati alle gang, spesso con armi da fuoco ed esplosivi.
Questa realtà ha riorientato il dibattito pubblico. Secondo il Diversity Barometer del 2024, gli atteggiamenti verso l'immigrazione e la diversità si sono fatti più negativi rispetto agli anni precedenti. I Democratici Svedesi (Sverigedemokraterna), partito di destra populista, sono diventati la seconda forza del paese e condizionano fortemente la politica migratoria. Nel giugno 2026 il governo ha annunciato un inasprimento delle regole sulla cittadinanza e sull'immigrazione, parte di una svolta restrittiva netta rispetto alla tradizione di apertura. Il dibattito si è polarizzato, e una parte dell'opinione pubblica è passata da un'autostima quasi automatica a un sentimento più critico e talvolta pessimista sul futuro nazionale.
Fiducia alta, ma sotto pressione
Nonostante ciò, la Svezia resta una società ad altissima fiducia interpersonale e istituzionale, un capitale sociale che la distingue da gran parte del mondo. Gli svedesi continuano a fidarsi delle istituzioni pubbliche, della magistratura e gli uni degli altri in misura tra le più elevate a livello globale. L'identità nazionale, lungi dal dissolversi, sembra piuttosto ricalibrarsi: meno data per scontata, più discussa, sempre più ancorata ai valori civici e democratici anziché a un'idea etnica o militare del "essere svedesi". Nel 2026 la domanda che attraversa il paese non è se essere orgogliosi della Svezia, ma quale Svezia meriti quell'orgoglio.
Domande frequenti
Gli svedesi sono orgogliosi del loro paese?
Sì, ma in modo discreto. L'orgoglio nazionale svedese tende a esprimersi in toni personali e legati alla qualità della vita più che a un patriottismo plateale, anche per via di codici culturali come la Jantelagen, che scoraggiano l'ostentazione. La ricerca mostra che il patriottismo acritico è raro e perfino associato a un minore coinvolgimento identitario.
Cosa sono lagom e Jantelagen?
Lagom è l'ideale di moderazione e giusta misura ("né troppo né troppo poco"). La Jantelagen, o "legge di Jante", è un codice sociale non scritto che valorizza umiltà e uguaglianza scoraggiando chi si ritiene superiore agli altri. Insieme spiegano lo stile sobrio dell'orgoglio nazionale svedese.
Su quali basi si fonda l'identità nazionale svedese?
Secondo ricerche del 2025, soprattutto su elementi civici e culturali — istituzioni, democrazia, uguaglianza e Stato di diritto — più che su una concezione etnica o militare. L'idea che gli antenati determinino chi è "veramente svedese" ha scarso peso sull'attaccamento al paese.
Perché l'immagine della Svezia è cambiata negli ultimi anni?
Per l'aumento della criminalità organizzata e della violenza armata legata alle gang, che ha reso il paese — un tempo modello di sicurezza e tolleranza — più critico verso sé stesso. Ciò ha alimentato un dibattito polarizzato sull'immigrazione e, nel 2026, un inasprimento delle politiche migratorie e sulla cittadinanza.
Gli svedesi si fidano ancora delle loro istituzioni?
Sì. Pur in un clima più teso, la Svezia resta una società ad altissima fiducia interpersonale e istituzionale, tra le più elevate al mondo, e continua a primeggiare in indicatori come l'innovazione europea.