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Come venne utilizzata la propaganda nella guerra

Pubblicato 28. dicembre 2024 Aggiornato 15. giugno 2026

Come venne utilizzata la propaganda nella guerra?

La propaganda di guerra è l'insieme delle tecniche di comunicazione con cui governi, eserciti e movimenti politici cercano di orientare opinioni, emozioni e comportamenti delle popolazioni durante un conflitto armato. Il suo scopo non è informare ma persuadere: giustificare l'entrata in guerra, sostenere il morale interno, demonizzare il nemico, reclutare soldati e raccogliere risorse economiche. Pur essendo antica quanto la guerra stessa, la propaganda ha assunto forme sempre più sofisticate man mano che evolvevano i mezzi di comunicazione, dai manifesti murali alla radio, fino ai deepfake generati con l'intelligenza artificiale nel 2026.

Che cosa si intende per propaganda di guerra

Con propaganda di guerra si indicano le campagne, promosse soprattutto dai governi dei Paesi in conflitto, volte a sostenere le ragioni della guerra e a spingere i cittadini a impegnarsi attivamente. A differenza della semplice informazione, la propaganda seleziona, esagera o falsifica i fatti per produrre un effetto emotivo. Tende a costruire una visione binaria del mondo, divisa nettamente tra un "noi" virtuoso e un "loro" minaccioso, e fa leva su sentimenti potenti come la paura, l'orgoglio nazionale, l'odio e il senso del dovere.

Le origini: dall'antichità alla stampa

Forme di propaganda bellica accompagnano i conflitti fin dall'antichità. I monumenti dei faraoni egizi e i rilievi assiri celebravano vittorie militari per intimidire i nemici e legittimare il sovrano. A Roma, archi di trionfo, monete e iscrizioni diffondevano l'immagine del comandante vittorioso. L'invenzione della stampa a caratteri mobili, nel XV secolo, moltiplicò la capacità di diffondere pamphlet e immagini: durante le guerre di religione e le rivoluzioni dell'età moderna, fogli volanti e incisioni divennero armi per mobilitare il consenso. Tuttavia, fu solo con l'alfabetizzazione di massa e la stampa industriale che la propaganda poté raggiungere intere popolazioni.

La Prima guerra mondiale: la nascita della propaganda di massa

La Grande guerra (1914-1918) segnò la nascita della propaganda moderna come sistema organizzato. I governi compresero che un conflitto totale, capace di mobilitare milioni di soldati e l'intera economia, richiedeva il consenso costante della popolazione. La propaganda assunse un ruolo centrale nella ricerca del consenso e nel finanziamento dello sforzo bellico.

Lo strumento più diffuso fu il manifesto: durante il periodo 1914-1918 la produzione di poster ebbe uno sviluppo eccezionale, affiancata da giornali, opuscoli e cartoline. Le immagini seguivano temi iconografici ricorrenti, incentrati sul sacrificio comune per la difesa della Patria. Manifesti celebri invitavano all'arruolamento — come il britannico "Lord Kitchener Wants You" o l'analogo americano con lo Zio Sam — o sollecitavano l'acquisto di titoli di guerra. Largo spazio ebbe la cosiddetta propaganda dell'atrocità, che attribuiva al nemico crimini efferati, spesso esagerati o inventati, per suscitare indignazione. Da questa esperienza nacquero anche i primi uffici governativi dedicati, come il britannico War Propaganda Bureau, e prese forma la moderna riflessione sulle tecniche di persuasione.

La Seconda guerra mondiale: cinema, radio e regimi totalitari

Nel secondo conflitto mondiale la propaganda raggiunse un'estensione senza precedenti, soprattutto nei regimi totalitari. Nel 1933 la Germania nazista istituì il Ministero del Reich per l'Educazione del Popolo e la Propaganda, affidato a Joseph Goebbels, con il compito di controllare ogni mezzo di comunicazione: stampa, cinema, teatro, radio, musica, arte e materiali educativi.

La radio divenne uno strumento decisivo: la società radiofonica del Reich fu nazionalizzata e posta sotto il controllo diretto del ministero, perché permetteva di raggiungere rapidamente milioni di persone. L'ascolto delle emittenti straniere fu proibito e, dopo lo scoppio della guerra, considerato un atto di tradimento. Anche il cinema ebbe un peso enorme. Goebbels riteneva che un film capace di intrattenere fosse più efficace di uno apertamente propagandistico, e favorì sia pellicole di evasione, per tenere alto il morale, sia film d'odio come "L'ebreo errante" e "Süss l'ebreo", concepiti per diffondere l'antisemitismo. Tecniche analoghe furono impiegate dall'Italia fascista e dall'Unione Sovietica, mentre le democrazie alleate svilupparono apparati propri: negli Stati Uniti l'Office of War Information coordinava messaggi, cinegiornali e i celebri cartoni e poster di mobilitazione.

Guerra fredda e conflitti del secondo Novecento

Dopo il 1945 la propaganda divenne un terreno di scontro permanente tra blocchi contrapposti, anche in assenza di guerra dichiarata. Stati Uniti e Unione Sovietica si affrontarono attraverso radio internazionali come Radio Free Europe e Radio Mosca, programmi culturali, sport e corsa allo spazio, ciascuno presentato come prova della superiorità del proprio sistema. La guerra del Vietnam mostrò invece il rovescio della medaglia: la diffusione delle immagini televisive del fronte erose il consenso interno negli Stati Uniti, dimostrando che i media potevano sfuggire al controllo dei governi. Da allora il rapporto tra eserciti e giornalisti — fino alla pratica dei reporter "al seguito" nelle guerre del Golfo — divenne un aspetto strategico dei conflitti.

La propaganda digitale: dal 2022 al 2026

Nel 2026 la propaganda di guerra è entrata pienamente nell'era digitale. La guerra tra Russia e Ucraina, iniziata su larga scala nel 2022, ha trasformato i social network — Facebook, X, Instagram, TikTok e soprattutto Telegram — nei principali canali di diffusione di narrazioni belliche e notizie false. Si parla oggi di guerra cognitiva: l'obiettivo non è più solo convincere, ma confondere e logorare la fiducia del pubblico.

L'intelligenza artificiale ha reso questo fenomeno più insidioso. I deepfake — video e audio falsificati ma realistici — sono passati da prodotti artigianali facilmente smascherabili a un sistema industriale. Secondo l'IDMO (Italian Digital Media Observatory), nel gennaio 2026 si è osservata una vera e propria "industrializzazione del falso": contenuti costruiti più per inquinare lo spazio informativo che per persuadere, secondo una logica di contaminazione in cui l'utente finisce per non fidarsi più di nulla. Un esempio documentato è un video del febbraio 2026 che montava i primi secondi autentici di un servizio reale sovrapponendovi una voce generata con l'IA: rilanciato dalla rete "Pravda" — circa 280 domini filo-Cremlino — ha superato le 500.000 visualizzazioni sui canali Telegram russofoni. A giugno 2026, organismi di difesa europei classificano la cosiddetta FIMI (Foreign Information Manipulation and Interference) come una vera minaccia ibrida alla sicurezza delle democrazie, fondata sull'idea che una società divisa e sospettosa verso le proprie istituzioni sia più facile da destabilizzare.

Tecniche ricorrenti

Pur cambiando i mezzi, alcuni meccanismi della propaganda di guerra restano costanti nel tempo:

  • Demonizzazione del nemico: ridurre l'avversario a mostro o sottouomo per giustificare la violenza.
  • Propaganda dell'atrocità: enfatizzare o inventare crimini nemici per suscitare sdegno.
  • Appello all'emozione: paura, orgoglio nazionale e senso del dovere prevalgono sui fatti.
  • Semplificazione binaria: il mondo diviso tra bene assoluto e male assoluto.
  • Ripetizione: martellare pochi messaggi finché diventano senso comune.
  • Controllo o saturazione dell'informazione: censurare le fonti contrarie o sommergerle di rumore.

Domande frequenti

Qual è lo scopo della propaganda di guerra?

Ottenere e mantenere il consenso della popolazione verso un conflitto: giustificare la guerra, sostenere il morale, reclutare combattenti, raccogliere fondi e screditare il nemico, orientando emozioni e comportamenti più che fornire informazioni accurate.

Quando nasce la propaganda di guerra moderna?

Forme di propaganda esistono fin dall'antichità, ma quella moderna e organizzata nasce con la Prima guerra mondiale (1914-1918), quando i governi crearono uffici dedicati e diffusero manifesti, giornali e cartoline su scala di massa.

Quali mezzi sono stati usati nel corso della storia?

Monumenti e monete nell'antichità; pamphlet a stampa nell'età moderna; manifesti e cartoline nella Grande guerra; radio e cinema nella Seconda guerra mondiale; televisione durante la Guerra fredda; e oggi social network, video e deepfake generati con l'intelligenza artificiale.

Come funziona la propaganda di guerra nel 2026?

Si basa soprattutto sui social network e sull'intelligenza artificiale. I deepfake e le reti di siti coordinati diffondono narrazioni false a scopo di "guerra cognitiva", puntando a confondere il pubblico e a erodere la fiducia nelle istituzioni più che a convincere di una singola tesi.

Qual è la differenza tra propaganda e informazione?

L'informazione mira a descrivere i fatti in modo verificabile; la propaganda mira a persuadere, selezionando, esagerando o falsificando i fatti per produrre un effetto emotivo e indurre un comportamento desiderato.

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