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Compromesso del 1867 (Ausgleich): cos'era e perché nacque

Pubblicato 26. giugno 2025 Aggiornato 15. giugno 2026

Cosa era il compromesso del 1867 nell'impero austriaco?

Il compromesso del 1867, noto in tedesco come Ausgleich (letteralmente "pareggiamento" o "accomodamento") e in ungherese come kiegyezés, fu l'accordo costituzionale che trasformò l'Impero austriaco nella duplice monarchia austro-ungarica. Promulgato nel 1867 dall'imperatore Francesco Giuseppe, riconobbe al Regno d'Ungheria una piena parità con la metà austriaca dello Stato asburgico, ponendo fine a quasi due decenni di conflitto politico fra Vienna e i Magiari. Da quel momento e fino alla dissoluzione del 1918, l'Austria-Ungheria fu retta da un unico sovrano ma da due governi, due parlamenti e due costituzioni distinti.

Il contesto: dalla rivoluzione del 1848 alla sconfitta del 1866

Le radici del compromesso affondano nella rivoluzione ungherese del 1848-1849, soffocata dagli Asburgo solo con l'intervento militare russo. Negli anni successivi Vienna impose all'Ungheria un governo centralizzato e assolutista (l'epoca del cosiddetto neoassolutismo), abolendo le antiche libertà del regno e suscitando una resistenza diffusa.

L'equilibrio cambiò bruscamente con le sconfitte militari. Nel 1859 l'Austria perse la Lombardia a favore del Regno di Sardegna e della Francia. Il colpo decisivo arrivò però nel 1866, con la guerra austro-prussiana: la disfatta di Sadowa (Königgrätz) escluse definitivamente l'Austria dalla guida del mondo tedesco e ne ridimensionò il prestigio internazionale. Indebolito sul piano esterno e privo di risorse per reprimere ulteriori tensioni interne, Francesco Giuseppe fu costretto a cercare un accordo con la principale forza centrifuga dell'impero: la nobiltà e la classe politica ungherese.

I protagonisti del negoziato

Sul fronte ungherese la figura centrale fu Ferenc Deák, giurista moderato soprannominato "il saggio della nazione", che impostò la trattativa su basi giuridiche anziché rivoluzionarie. Deák sostenne che la Prammatica Sanzione del 1723 vincolava gli Asburgo a governare l'Ungheria secondo le sue leggi costituzionali: il legame con Vienna era dunque legittimo, ma doveva rispettare l'autonomia del regno. Accanto a lui operò il conte Gyula Andrássy, che sarebbe poi divenuto primo ministro ungherese e in seguito ministro comune degli Esteri.

Per la corona trattò il conte Friedrich Ferdinand von Beust, cancelliere di Francesco Giuseppe, mentre un ruolo informale ma decisivo è tradizionalmente attribuito all'imperatrice Elisabetta di Baviera (Sissi), sinceramente affezionata all'Ungheria e favorevole all'intesa.

Che cosa stabiliva il compromesso

L'Ausgleich divise lo Stato asburgico in due entità separate dal corso del fiume Leita, da cui i nomi tradizionali delle due metà:

  • Cisleitania: la parte austriaca, comprendente, oltre all'Austria, la Boemia, la Moravia, la Galizia, la Slovenia, il Litorale e altri territori.
  • Transleitania: il Regno d'Ungheria, che includeva anche la Slovacchia, la Transilvania, la Croazia-Slavonia e parti dell'odierna Serbia e Romania.

Ciascuna metà disponeva di un proprio parlamento, di un proprio governo responsabile e di una propria amministrazione interna. Restavano però tre materie comuni gestite congiuntamente:

  • la politica estera;
  • la difesa (l'esercito comune);
  • le finanze relative a queste due voci comuni.

Per amministrarle furono istituiti tre ministeri comuni e un organo di raccordo, le cosiddette Delegazioni: due gruppi di sessanta deputati ciascuno, eletti dai rispettivi parlamenti, che si riunivano separatamente per deliberare sugli affari comuni. Le questioni economiche, come l'unione doganale, la moneta e la ripartizione delle spese comuni (la "quota"), non furono fissate una volta per tutte ma rinegoziate periodicamente, di norma ogni dieci anni: una clausola che divenne fonte ricorrente di tensioni tra Vienna e Budapest.

La nascita della duplice monarchia

Il legame fra le due metà restava la persona del sovrano. Francesco Giuseppe era contemporaneamente imperatore d'Austria e re d'Ungheria: l'8 giugno 1867 fu solennemente incoronato re a Buda, con Elisabetta come regina. Nacque così la formula kaiserlich und königlich ("imperiale e regio", la celebre sigla "k.u.k."), che indicava le istituzioni comuni della monarchia. Lo Stato assunse il nome ufficiale di Impero austro-ungarico.

Conseguenze e limiti del compromesso

L'Ausgleich garantì alla monarchia mezzo secolo di sopravvivenza e una notevole stabilità interna, oltre a un periodo di forte crescita economica, soprattutto in Ungheria. Tuttavia il sistema presentava un difetto strutturale: privilegiava due nazionalità dominanti — i Tedeschi in Cisleitania e i Magiari in Transleitania — a scapito delle numerose altre popolazioni dell'impero.

Cechi, Slovacchi, Polacchi, Ruteni, Sloveni, Croati, Serbi, Romeni e Italiani si trovarono in posizione subordinata e rivendicarono a loro volta forme di autonomia. I Cechi, in particolare, chiesero ripetutamente un assetto "trialista" che li equiparasse a Tedeschi e Magiari, senza ottenerlo. Per i Croati si giunse nel 1868 a un accordo separato con l'Ungheria, la Nagodba, che concesse loro un'autonomia limitata. Queste tensioni nazionali, mai risolte, contribuirono a indebolire la monarchia e accompagnarono la sua disgregazione al termine della Prima guerra mondiale, nel 1918.

Domande frequenti

Che cosa significa la parola Ausgleich?

Ausgleich è un termine tedesco che significa "pareggiamento", "compensazione" o "accomodamento". In italiano viene reso con "compromesso" e indica l'accordo del 1867 che equiparò Austria e Ungheria. In ungherese il termine corrispondente è kiegyezés.

Perché l'Austria accettò il compromesso del 1867?

Dopo la sconfitta nella guerra austro-prussiana del 1866 e l'esclusione dalla guida del mondo tedesco, l'impero era indebolito sul piano internazionale e attraversato da forti tensioni interne, soprattutto ungheresi. Francesco Giuseppe scelse l'accordo con i Magiari per consolidare lo Stato ed evitare nuove rivolte.

Quali materie restavano comuni alle due metà dell'impero?

Restavano gestite congiuntamente la politica estera, la difesa (l'esercito comune) e le finanze relative a queste voci. Tutto il resto — amministrazione interna, giustizia, istruzione, economia — era di competenza dei due governi e parlamenti separati di Austria e Ungheria.

Chi furono i principali artefici dell'Ausgleich?

Dalla parte ungherese furono determinanti il giurista Ferenc Deák e il conte Gyula Andrássy; per la corona trattò il cancelliere Friedrich von Beust. Un ruolo informale ma influente è attribuito all'imperatrice Elisabetta di Baviera, favorevole all'Ungheria.

Quanto durò la duplice monarchia nata nel 1867?

L'Impero austro-ungarico sorto con il compromesso durò poco più di mezzo secolo, dal 1867 al 1918, quando si dissolse al termine della Prima guerra mondiale in seguito alle spinte nazionali delle sue molte popolazioni.

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