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Colpo alla testa: cosa fare, quando preoccuparsi e i segnali di allarme

Pubblicato 1. novembre 2024 Aggiornato 13. giugno 2026

Cosa fare se ti sei colpito alla testa? Ecco i consigli!

Un colpo alla testa è un evento molto comune: capita per una caduta, un urto contro un mobile, durante lo sport o un incidente. Nella maggior parte dei casi si tratta di un trauma cranico lieve che si risolve senza conseguenze. In una minoranza di situazioni, però, anche un urto apparentemente banale può nascondere una lesione interna, come un'emorragia, che si manifesta a distanza di ore. Sapere cosa fare nei primi minuti, come tenere sotto controllo la persona e soprattutto quali sono i segnali che impongono il pronto soccorso permette di reagire in modo corretto senza allarmismi inutili. Questa guida riassume le indicazioni di primo soccorso più aggiornate, coerenti con le linee guida cliniche internazionali (NICE) e con le raccomandazioni di Croce Rossa Italiana e dei servizi sanitari.

Cosa fare subito dopo il colpo

Nei primi istanti l'obiettivo è valutare la situazione e mettere in sicurezza la persona. I passi essenziali sono:

  • Fermarsi e sedersi. Far interrompere l'attività in corso ed evitare movimenti bruschi. Se la persona pratica sport, deve uscire dal gioco e non rientrare nelle ore successive.
  • Applicare il freddo. Sulla zona colpita si può mettere una borsa del ghiaccio o un sacchetto di verdure surgelate avvolto in un panno, per ridurre gonfiore e dolore. Si applica per un massimo di 20 minuti, con pause di circa 10 minuti, senza mettere il ghiaccio a contatto diretto con la pelle.
  • Tamponare eventuali ferite. Il cuoio capelluto sanguina molto: una pressione delicata con una garza pulita di solito basta a fermare il sangue di una ferita superficiale.
  • Riposo e osservazione. Nelle ore seguenti è utile che la persona stia tranquilla, in un ambiente calmo, e che qualcuno resti accanto a lei per controllare la comparsa di nuovi sintomi.

Cosa evitare

Alcuni comportamenti possono nascondere o aggravare un problema:

  • Antidolorifici antinfiammatori e aspirina. Aspirina e farmaci come l'ibuprofene possono favorire il sanguinamento e mascherare sintomi importanti. In caso di necessità è generalmente preferibile il paracetamolo, ma se il dolore è intenso o crescente conviene rivolgersi al medico anziché coprirlo con i farmaci.
  • Alcol. Va evitato nelle 24-48 ore successive, perché altera la valutazione dello stato di coscienza.
  • Guida e attività rischiose. Non mettersi alla guida e non praticare sport o lavori pericolosi finché i sintomi non sono scomparsi.
  • Restare soli. Nelle prime ore è meglio non rimanere isolati, così che qualcuno possa intervenire se le condizioni peggiorano.

Segnali di allarme: quando chiamare il 112

Esistono sintomi che indicano un possibile danno cerebrale e che richiedono l'intervento immediato del soccorso sanitario. Chiama il 112 (Numero Unico per le Emergenze) o il 118, oppure recati subito in pronto soccorso, se compare anche solo uno di questi segnali:

  • perdita di coscienza, anche breve, o difficoltà a svegliare la persona;
  • confusione, disorientamento, difficoltà a parlare o a riconoscere persone e luoghi;
  • vomito ripetuto (più di una volta);
  • mal di testa intenso che peggiora progressivamente e non passa;
  • convulsioni o crisi epilettiche;
  • debolezza, formicolio o intorpidimento a un braccio o a una gamba;
  • disturbi della vista, pupille di dimensioni diverse, difficoltà a camminare o a mantenere l'equilibrio;
  • fuoriuscita di sangue o di liquido chiaro dal naso o dalle orecchie;
  • sonnolenza marcata e difficoltà a rimanere svegli.

Va richiesto il soccorso anche quando il trauma è stato violento (per esempio una caduta da una certa altezza o un incidente stradale), quando la persona assume farmaci anticoagulanti o antiaggreganti, soffre di disturbi della coagulazione, è anziana, oppure si tratta di un neonato o di un bambino piccolo. In chi assume anticoagulanti, infatti, anche un trauma lieve aumenta il rischio di emorragia interna e il medico può decidere di eseguire una TAC del cranio nelle ore successive.

La commozione cerebrale

La commozione cerebrale (o concussione) è un trauma cerebrale temporaneo che può seguire un colpo alla testa anche senza perdita di coscienza. I sintomi possono comparire fino a 24-48 ore dopo l'urto e comprendono mal di testa, nausea, vertigini, confusione, difficoltà di concentrazione, sensibilità a luce e rumori, irritabilità e disturbi del sonno. Nella maggior parte dei casi si risolve con il riposo entro 1-2 settimane. Le indicazioni attuali raccomandano un riposo relativo nelle prime 24-48 ore: questo non significa restare a letto al buio, ma evitare sforzi fisici e mentali intensi, schermi e attività impegnative, riprendendo gradualmente le normali abitudini man mano che i disturbi diminuiscono.

Il monitoraggio nelle 24-48 ore

Anche quando il trauma sembra lieve e non richiede il pronto soccorso, le prime 24 ore sono le più delicate. È bene che un familiare o un conoscente controlli periodicamente che la persona sia facilmente risvegliabile, risponda in modo coerente e non sviluppi sintomi nuovi o in peggioramento. Non è necessario svegliarla in continuazione durante la notte, ma è opportuno verificare che il respiro sia regolare e che si risvegli normalmente. Se durante l'osservazione compare uno qualsiasi dei segnali di allarme elencati sopra, occorre chiamare immediatamente i soccorsi.

Particolarità nei bambini e negli anziani

Nei bambini piccoli, che non sanno descrivere ciò che provano, vanno osservati il pianto inconsolabile, il rifiuto del cibo, la sonnolenza insolita, il vomito ripetuto e i cambiamenti nel comportamento; in caso di dubbio è sempre meglio consultare un medico o il pediatra. Negli anziani, spesso in terapia con anticoagulanti e più fragili, anche cadute modeste meritano attenzione perché l'emorragia può manifestarsi lentamente e con sintomi sfumati nei giorni successivi.

Domande frequenti

Dopo un colpo alla testa posso dormire?

Sì. La vecchia raccomandazione di non far dormire la persona è superata: il riposo è utile. È sufficiente che qualcuno verifichi che sia risvegliabile e che il respiro sia regolare. Va invece chiamato il soccorso se non si riesce a svegliarla o se compaiono altri segnali di allarme.

Quanto tempo devo tenere d'occhio i sintomi?

Le prime 24 ore sono le più importanti, ma alcuni sintomi, soprattutto quelli della commozione cerebrale, possono comparire fino a 48 ore dopo. Conviene quindi osservare la persona per almeno uno o due giorni.

Quale antidolorifico posso prendere?

In genere è preferibile il paracetamolo, mentre aspirina e antinfiammatori come l'ibuprofene andrebbero evitati perché aumentano il rischio di sanguinamento e possono mascherare i sintomi. Se il dolore è forte o crescente, è meglio farsi valutare da un medico.

Devo fare sempre una TAC dopo un colpo alla testa?

No. La TAC non è necessaria in tutti i casi e viene decisa dal medico in base ai sintomi, alla dinamica del trauma, all'età e all'eventuale uso di farmaci anticoagulanti. La maggior parte dei traumi cranici lievi non richiede esami di immagine.

Quando devo chiamare il 112?

Chiama subito in caso di perdita di coscienza, confusione, vomito ripetuto, mal di testa che peggiora, convulsioni, debolezza a un arto, disturbi della vista o dell'equilibrio, o fuoriuscita di sangue o liquido da naso e orecchie.

Nota: queste informazioni hanno finalità divulgative e non sostituiscono il parere di un medico. In caso di dubbio dopo un trauma cranico, rivolgersi al proprio medico, alla guardia medica o al pronto soccorso.

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