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Menelao ed Elena dopo la guerra di Troia: cosa accadde

Pubblicato 22. gennaio 2025 Aggiornato 15. giugno 2026

Cosa hanno fatto Menelao ed Elena dopo la guerra di Troia?

Caduta Troia, le sorti di Menelao, re di Sparta, e di Elena, la donna la cui fuga con Paride aveva acceso il conflitto, non si conclusero con una semplice navigazione verso casa. Le fonti antiche — in primo luogo il quarto libro dell'Odissea, ma anche Euripide, Apollodoro, Pausania e i poemi del Ciclo troiano — raccontano un lungo viaggio di ritorno, una riconciliazione coniugale e un destino finale su cui la tradizione si divide in modo netto. Questo articolo ricostruisce, sulla base delle testimonianze letterarie, ciò che accadde alla coppia dopo il 1184 a.C. circa, data convenzionale attribuita dagli antichi alla presa della città.

Il ritorno: il lungo nostos di Menelao

A differenza di altri capi achei, Menelao non riprese subito il mare in modo regolare. Secondo il racconto che egli stesso fa a Telemaco nell'Odissea, la flotta spartana fu dispersa da una tempesta presso Capo Malea, all'estremità meridionale del Peloponneso, e sospinta lontano dalle rotte abituali. Menelao trascorse così diversi anni vagando per il Mediterraneo orientale: toccò Cipro, la Fenicia, la Libia e soprattutto l'Egitto, dove rimase a lungo e accumulò grandi ricchezze, motivo per cui nell'Odissea la sua reggia appare splendente d'oro, argento, ambra e avorio.

L'episodio più celebre del suo ritorno è quello dell'isola di Faro, presso le foci del Nilo. Bloccato da una bonaccia che gli impediva di salpare, Menelao ricevette l'aiuto della ninfa marina Idotea (o Eidotea), figlia del dio Proteo. Su suo consiglio, l'eroe e i compagni si nascosero sotto pelli di foca e, all'improvviso, ghermirono Proteo, il "vecchio del mare", costringendolo a non sfuggire nonostante le sue continue metamorfosi in leone, serpente, leopardo, cinghiale, acqua e albero. Vinto, il dio rivelò a Menelao che doveva tornare in Egitto per offrire sacrifici agli dèi prima di poter rientrare in patria; gli predisse inoltre il destino degli altri Achei e gli annunciò che Odisseo era vivo, trattenuto dalla ninfa Calipso sull'isola di Ogigia.

La versione alternativa: Elena in Egitto, mai a Troia

Accanto alla tradizione omerica esiste una versione divergente e molto influente, legata al poeta Stesicoro e ripresa da Euripide nella tragedia Elena (412 a.C.) e da Erodoto. Secondo questo filone, a Troia non sarebbe mai giunta la vera Elena, bensì un fantasma (éidolon) plasmato dagli dèi con l'aria. La Elena autentica sarebbe stata trasferita in Egitto, alla corte del re Proteo, dove avrebbe atteso casta e fedele la fine della guerra. In questa variante, Menelao naufraga in Egitto di ritorno da Troia e vi ritrova la moglie reale: i due, riconosciutisi, ordiscono un inganno ai danni del nuovo re Teoclimeno e fuggono insieme verso la Grecia. Questa tradizione nasce dall'esigenza di "riabilitare" Elena, scagionandola dall'accusa di adulterio e tradimento.

La vita a Sparta dopo il ritorno

Qualunque sia la versione del viaggio, le fonti concordano che Menelao ed Elena tornarono infine a regnare insieme a Sparta. L'Odissea ne offre un quadro vivido: quando Telemaco, in cerca di notizie del padre, giunge alla reggia spartana, trova la coppia riconciliata e ricchissima, intenta a celebrare le nozze dei figli. Menelao concede in sposa la figlia Ermione a Neottolemo, figlio di Achille, e dà moglie al figlio Megapente, nato da una schiava.

La scena rivela una pace solo in apparenza serena. Elena racconta con disinvoltura aneddoti del suo soggiorno troiano — ad esempio come avesse riconosciuto Odisseo travestito da mendicante — presentandosi come segretamente fedele agli Achei. Menelao, però, ribatte subito con un ricordo che la mette in cattiva luce: durante la notte del cavallo di legno, Elena avrebbe girato attorno all'inganno imitando le voci delle mogli dei guerrieri achaei nascosti, per indurli a tradirsi. Il sottotesto di tensione non viene mai del tutto rimosso. Per alleviare il peso dei ricordi dolorosi, Elena versa nel vino un farmaco egiziano, il nepente, capace di sopire ogni angoscia.

La morte e il destino finale

Sul destino ultimo della coppia le fonti si separano nettamente. La più nota è la profezia di Proteo nell'Odissea: a Menelao non era riservata la morte comune, ma il trasferimento ai Campi Elisi, ai confini della terra, dove la vita scorre lieve e senza fatica. Questo privilegio gli spettava in quanto sposo di Elena e dunque genero di Zeus, padre divino della donna. Diverse tradizioni estendono lo stesso destino immortale a Elena.

Altre versioni sono assai più cupe. Secondo Pausania, dopo la morte di Menelao, Elena fu cacciata da Sparta dai figli illegittimi del marito e si rifugiò a Rodi, presso la regina Polisso, vedova di un guerriero caduto a Troia; per vendetta, Polisso fece travestire le proprie ancelle da Erinni e le ordinò di impiccare Elena a un albero. Per questo a Rodi la donna era venerata con l'epiteto di "Elena Dendritide" (degli alberi). Una terza tradizione voleva infine che entrambi, recatisi in Tauride, vi fossero sacrificati da Ifigenia, sacerdotessa di Artemide. Esiste persino una variante in cui Elena, divenuta immortale, raggiunge l'eroe Achille sull'isola Bianca (Leuke), nel Mar Nero.

La molteplicità di questi finali riflette la natura stessa del mito greco, privo di un canone unico: ogni città e ogni poeta adattava la sorte dei personaggi alle proprie esigenze culturali e cultuali. A Sparta, in particolare, Elena non era una semplice figura letteraria ma una divinità oggetto di culto, venerata insieme a Menelao nel santuario del Menelaion, sulla collina di Therapne, dove gli scavi archeologici hanno confermato l'esistenza di un luogo di culto attivo già in epoca arcaica.

Domande frequenti

Menelao ed Elena tornarono insieme a Sparta?

Sì. Secondo l'Odissea, dopo un lungo viaggio di ritorno che li portò in Egitto, i due rientrarono a Sparta e vi regnarono nuovamente insieme, apparentemente riconciliati. Telemaco li trova alla reggia mentre celebrano le nozze dei figli.

Perché Menelao rimase tanto tempo in Egitto?

Una tempesta presso Capo Malea disperse la sua flotta. Bloccato dalla bonaccia sull'isola di Faro, Menelao dovette catturare il dio mutevole Proteo, che gli rivelò di dover tornare in Egitto a offrire sacrifici agli dèi prima di poter rientrare in patria.

È vero che Elena non andò mai a Troia?

È una versione alternativa, legata a Stesicoro, Erodoto ed Euripide. Secondo questo filone, a Troia giunse solo un fantasma di Elena, mentre la donna reale trascorse la guerra in Egitto. Si tratta di una tradizione che mirava a scagionarla dall'accusa di adulterio.

Come morirono Menelao ed Elena?

Le fonti divergono. Nell'Odissea Menelao è destinato ai Campi Elisi senza conoscere la morte comune, in quanto genero di Zeus. Altre tradizioni narrano invece che Elena, esiliata, fu impiccata a Rodi per ordine della regina Polisso, oppure che entrambi furono sacrificati in Tauride.

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