Quali fattori hanno spinto gli USA nella Seconda Guerra Mondiale
Il 7 dicembre 1941 e una data che ha cambiato il corso della storia mondiale. L'attacco giapponese alla base navale americana di Pearl Harbor, nelle Hawaii, trascinò gli Stati Uniti nella Seconda Guerra Mondiale e trasformo un conflitto europeo in una vera guerra globale. Ma quell'attacco non fu un fulmine a ciel sereno: era l'esito di anni di tensioni crescenti, di scelte strategiche e di scontri di interessi nel Pacifico. Comprendere i fattori che spinsero gli USA nella Seconda Guerra Mondiale significa ripercorrere una storia complessa fatta di isolazionismo, espansionismo e pressioni economiche.
L'isolazionismo americano prima del 1941
Il ripudio dell'interventismo dopo la Prima Guerra Mondiale
Per capire perche l'entrata in guerra degli Stati Uniti fu cosi tardiva, occorre partire dall'esperienza traumatica della Prima Guerra Mondiale. Gli Stati Uniti erano intervenuti nel 1917 con enormi sacrifici umani ed economici. La delusione per i risultati del Trattato di Versailles, che sembrava premiare le ambizioni imperialiste europee piuttosto che costruire una pace duratura, aveva alimentato un profondo sentimento di ripudio dell'interventismo.
Negli anni Venti e Trenta, le commissioni parlamentari americane, come quella presieduta dal senatore Gerald Nye, avevano concluso che gli USA erano stati trascinati nella Grande Guerra dagli interessi dei produttori di armi e dai banchieri che avevano prestato denaro agli Alleati. Questa narrativa alimentò le leggi sulla neutralita degli anni Trenta, che vietavano la vendita di armi ai paesi in guerra e i prestiti ai belligeranti.
America First e la resistenza all'intervento
Quando in Europa scoppio la Seconda Guerra Mondiale nel settembre 1939, la grande maggioranza degli americani era contraria all'intervento diretto. Il movimento America First, fondato nel settembre 1940, raccoglieva milioni di sostenitori e vedeva in Charles Lindbergh il suo portavoce piu famoso. L'argomento centrale era che gli USA dovessero concentrarsi sulla propria difesa e non sprecare risorse in un conflitto europeo che non li riguardava direttamente.
Roosevelt condivideva personalmente la convinzione che la Gran Bretagna dovesse sopravvivere e che la Germania nazista rappresentasse una minaccia anche per l'America, ma sapeva che non poteva portare il paese in guerra contro la volonta popolare. La sua strategia fu quella di spingere fino al limite della neutralita, fornendo aiuti agli Alleati senza dichiarare formalmente guerra.
L'espansionismo giapponese e le tensioni nel Pacifico
L'aggressione giapponese in Asia
Mentre l'Europa precipitava nel conflitto, nel Pacifico si andava delineando uno scontro parallelo. Il Giappone perseguiva da decenni una politica di espansione imperiale. Nel 1931 aveva invaso la Manciuria, creando lo stato fantoccio del Manciukuo. Nel 1937 aveva avviato una guerra su vasta scala contro la Cina, caratterizzata da atrocita come il massacro di Nanchino. Nel 1940 aveva aderito all'Asse con Germania e Italia firmando il Patto Tripartito.
L'obiettivo strategico giapponese era la creazione della Grande Sfera di Co-Prosperita dell'Asia orientale, un eufemismo per indicare un impero che controllasse le ricche risorse di petrolio, gomma e metalli del Sud-Est asiatico. Questo progetto confliggeva direttamente con gli interessi coloniali britannici, francesi e olandesi nella regione, e con la politica americana di sostegno alla Cina.
L'embargo americano e la spirale verso la guerra
La risposta americana all'espansionismo giapponese fu progressivamente piu dura. Nel 1939 gli Stati Uniti diedero disdetta al trattato commerciale con il Giappone. Nel 1940, dopo che il Giappone aveva occupato l'Indocina francese con il consenso del governo collaborazionista di Vichy, Washington impose restrizioni all'esportazione di rottami ferrosi e poi di altri materiali strategici. Nel luglio 1941, dopo una nuova avanzata giapponese nell'Indocina meridionale, Roosevelt congelò i beni giapponesi negli Stati Uniti e impose un embargo totale sul petrolio.
Questa mossa era potenzialmente letale per l'economia di guerra giapponese. Il Giappone importava oltre l'80 per cento del suo petrolio dagli Stati Uniti. Senza petrolio, la macchina militare giapponese si sarebbe fermata nel giro di mesi. I leader militari di Tokyo si trovarono davanti a una scelta drastica: cedere alle pressioni americane rinunciando alle conquiste in Cina e nel Sud-Est asiatico, oppure colpire prima che le riserve si esaurissero.
Il Lend-Lease e il progressivo coinvolgimento americano
L'arsenale della democrazia
Ben prima di Pearl Harbor, gli Stati Uniti erano entrati in un coinvolgimento crescente nel conflitto mondiale. Il Lend-Lease Act, approvato dal Congresso nel marzo 1941, autorizzava il presidente a prestare o affittare materiale bellico a qualsiasi nazione la cui difesa fosse ritenuta vitale per la sicurezza americana. In pratica, significava forniture massicce di armi, aerei, navi e rifornimenti alla Gran Bretagna e poi all'Unione Sovietica dopo l'invasione tedesca del giugno 1941.
Roosevelt descriveva questa politica con la famosa analogia del tubo da giardino: se il vicino di casa ha un incendio, gli si presta il tubo dell'acqua senza chiedere di pagarlo prima. Alla fine della guerra, il Lend-Lease aveva fornito beni per un valore di circa 50 miliardi di dollari, di cui oltre 31 miliardi alla Gran Bretagna e quasi 11 miliardi all'URSS.
La guerra non dichiarata nell'Atlantico
Nel 1941, la Marina americana era di fatto gia in guerra nell'Atlantico contro i sottomarini tedeschi. Le navi da guerra americane scortavano i convogli di rifornimenti fino a un punto intermedio dell'Atlantico, dove prendevano il relais le marine britanniche e canadesi. A settembre 1941, dopo che un sottomarino tedesco aveva attaccato il cacciatorpediniere USS Greer, Roosevelt ordino alla marina di sparare a vista sui vascelli dell'Asse nell'Atlantico occidentale. A ottobre, due cacciatorpediniere americani furono silurati dai tedeschi, uno dei quali, l'USS Reuben James, affondo con la perdita di oltre cento marinai.
Si trattava di atti di guerra in ogni senso pratico, anche se non dichiarata formalmente. Hitler, tuttavia, scelse deliberatamente di non rispondere provocando una crisi formale con gli USA, concentrando i suoi sforzi sul fronte orientale contro l'URSS.
Pearl Harbor: l'attacco che cambia tutto
La pianificazione giapponese
Nell'autunno del 1941 il governo giapponese, guidato dal generale Hideki Tojo diventato primo ministro in ottobre, decise di procedere con i piani di espansione nel Pacifico meridionale per conquistare le risorse petrolifere delle Indie Olandesi. L'ammiraglio Isoroku Yamamoto aveva concepito un piano audace: neutralizzare la flotta americana del Pacifico con un attacco di sorpresa prima che potesse interferire con le operazioni nel Sud-Est asiatico.
L'attacco fu pianificato con grande cura. Una forza da attacco composta da sei portaerei con 353 aerei da combattimento attraverso il Pacifico settentrionale mantenendo il silenzio radio, raggiungendo la posizione di lancio a circa 400 chilometri a nord di Oahu senza essere rilevata. Domenica mattina, 7 dicembre 1941, alle 7:48 ora locale, i primi aerei giapponesi colpirono Pearl Harbor.
L'attacco e le sue conseguenze immediate
L'attacco si svolse in due ondate nell'arco di quasi due ore. Diciotto navi da guerra americane furono affondate o danneggiate, tra cui la corazzata USS Arizona, che esplose causando la morte di quasi 1.200 marinai e oggi riposa ancora sul fondale della baia. Oltre 300 aerei furono distrutti o danneggiati a terra. I morti americani furono 2.403, piu altri 1.178 feriti.
La risposta politica fu immediata. L'8 dicembre il presidente Roosevelt si presento al Congresso definendo il 7 dicembre "una data che vivra nell'infamia" e chiese la dichiarazione di guerra al Giappone, approvata con un solo voto contrario. Tre giorni dopo, Germania e Italia dichiararono guerra agli USA, trascinando definitivamente il paese nel conflitto europeo.
I fattori strutturali che rendevano inevitabile l'entrata in guerra
L'incompatibilita degli interessi strategici
Al di la dell'immediato, l'entrata americana nella guerra aveva radici profonde in incompatibilita strutturali di interessi. Nel Pacifico, l'espansionismo giapponese e la politica americana di sostegno alla Cina erano su rotta di collisione da anni. Qualsiasi soluzione che avesse soddisfatto il Giappone avrebbe richiesto agli USA di abbandonare la Cina e accettare la supremazia giapponese in Asia orientale, una prospettiva che nessuna amministrazione americana avrebbe potuto accettare.
In Europa, una vittoria tedesca avrebbe creato un continente sotto il controllo di un regime ostile agli USA. Dal punto di vista economico e strategico, gli Stati Uniti avevano un interesse vitale nel mantenere un equilibrio di potere che impedisse a qualsiasi singola potenza di dominare l'Eurasia. La Grande Strategia americana, pur senza essere dichiarata esplicitamente, puntava a questo obiettivo.
Il ruolo dell'opinione pubblica e dei media
Pearl Harbor cambio radicalmente l'opinione pubblica americana. Se prima dell'attacco sondaggi e senso comune indicavano una forte resistenza all'intervento, il giorno dopo l'atmosfera era completamente diversa. L'attacco a sorpresa, percepito come un tradimento infame, genero una mobilitazione patriottica che permise a Roosevelt di fare cio che aveva voluto fare da mesi.
Nelle settimane successive, le industrie americane iniziarono a convertirsi alla produzione bellica a ritmi straordinari. Entro il 1944, gli USA producevano piu armamenti di tutti i paesi dell'Asse messi insieme. La potenza economica e industriale americana si rivelo il fattore decisivo nella vittoria alleata.
Domande frequenti
Perche il Giappone attacco Pearl Harbor invece di negoziare con gli USA?
Il governo giapponese riteneva che l'embargo petrolifero americano rendesse inevitabile un conflitto militare nel breve termine. I leader militari giapponesi calcolarono che senza petrolio il paese sarebbe stato costretto ad arrendersi entro pochi mesi. Preferirono dunque colpire di sorpresa per neutralizzare la flotta americana prima che questa potesse interferire con le conquiste nel Sud-Est asiatico. I negoziati diplomatici erano in corso ma le posizioni erano troppo distanti per un accordo.
Gli USA sapevano in anticipo dell'attacco a Pearl Harbor?
Questa domanda ha alimentato decenni di controversie storiche. I servizi segreti americani avevano decifrato i codici diplomatici giapponesi e sapevano che un attacco era imminente da qualche parte nel Pacifico. Tuttavia, l'obiettivo preciso non era noto. Pearl Harbor era considerata difficile da attaccare per la sua distanza dalle basi giapponesi. Errori nell'analisi dell'intelligence e problemi di comunicazione contribuirono a che l'allarme non arrivasse in tempo.
Quale fu il ruolo della Germania nell'entrata in guerra degli USA?
Paradossalmente, fu Hitler a risolvere il problema politico di Roosevelt. Quattro giorni dopo Pearl Harbor, l'11 dicembre 1941, la Germania e l'Italia dichiararono guerra agli Stati Uniti in solidarieta con il Giappone. Questo eliminava il problema di come portare l'America in guerra contro la Germania: era Hitler ad averlo fatto. Roosevelt poté cosi adottare la strategia "Europa prima", concentrando le risorse principali sul fronte europeo.
Quanto duro la mobilitazione militare americana dopo Pearl Harbor?
La mobilitazione fu straordinariamente rapida per le sue dimensioni. Nei mesi successivi all'attacco, milioni di americani si arruolarono volontariamente o furono chiamati alle armi. L'industria americana converti la produzione civile in produzione bellica con ritmi record. Entro il 1943 gli USA avevano un esercito di oltre sette milioni di uomini e la loro produzione industriale superava quella di tutti i paesi dell'Asse.
Pearl Harbor avrebbe potuto essere evitato?
Gli storici dibattono ancora su questo punto. Alcuni sostengono che una diplomazia piu flessibile da parte americana, disposta ad accettare maggiori concessioni al Giappone, avrebbe potuto ritardare o evitare il conflitto nel Pacifico. Altri, al contrario, ritengono che le ambizioni espansioniste giapponesi fossero incompatibili con qualsiasi accordo duraturo e che il conflitto fosse strutturalmente inevitabile. Cio che e certo e che la scelta dell'embargo petrolifero totale nel luglio 1941 accelero la crisi in modo decisivo.
In che misura Pearl Harbor cambio la strategia della Seconda Guerra Mondiale?
Pearl Harbor trasformo la guerra da conflitto principalmente europeo a vera guerra globale. L'ingresso americano porto una potenza economica e industriale senza precedenti dalla parte degli Alleati. Nel Pacifico, apri un secondo grande fronte contro il Giappone. Strategicamente, gli USA e la Gran Bretagna concordarono sulla priorita europea, ma le risorse americane furono sufficienti per combattere efficacemente su entrambi i fronti simultaneamente.