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Diego Maradona: vita, carriera e il più grande argentino di sempre

Pubblicato 16. agosto 2025 Aggiornato 15. giugno 2026

Diego Armando Maradona (Lanús, 30 ottobre 1960 – Tigre, 25 novembre 2020) è universalmente riconosciuto come uno dei più grandi calciatori della storia del calcio. Soprannominato El Pibe de Oro («il ragazzo d'oro»), il centrocampista e attaccante argentino ha incarnato per intere generazioni l'idea stessa del genio calcistico: tecnica sopraffina, visione di gioco, dribbling imprevedibile e un carisma capace di trasformare ogni stadio in un palcoscenico. A oltre cinque anni dalla sua scomparsa, Maradona rimane figura di culto non solo in Argentina ma in ogni angolo del mondo, e il dibattito sul confronto con Lionel Messi — l'altro grande fuoriclasse argentino — resta aperto e appassionato.

Origini e formazione

Diego Armando Maradona nasce il 30 ottobre 1960 a Lanús, sobborgo popolare della Grande Buenos Aires, quinto di otto figli di una famiglia di origini umili emigrata dalle province interne del paese. La famiglia vive nella Villa Fiorito, uno dei quartieri più poveri della capitale argentina, dove il piccolo Diego comincia a palleggiare ancora bambino sulle strade sterrate. A otto anni viene notato dagli osservatori dell'Argentinos Juniors, che lo inseriscono nel settore giovanile. A sedici anni, il 22 ottobre 1976, esordisce in prima squadra in Primera División, diventando il più giovane giocatore a debuttare nel massimo campionato argentino fino a quel momento.

La carriera in Argentina: Argentinos Juniors e Boca Juniors

Tra il 1976 e il 1981 Maradona disputa 167 partite con l'Argentinos Juniors, segnando 116 gol e imponendosi come il talento più eccezionale del calcio sudamericano. Nel 1981 passa al Boca Juniors, club del quale è da sempre tifoso, conquistando il campionato argentino nella stagione 1981. Con il Boca colleziona 40 gol in 40 presenze prima di approdare in Europa. Con la nazionale argentina partecipa al Mondiale 1978 da giovane promessa non convocata, e disputa il suo primo Mondiale effettivo nel 1982 in Spagna, dove viene espulso nella partita contro il Brasile.

Il Barcellona (1982–1984)

Nell'estate del 1982, per una cifra record di circa 7,7 milioni di dollari, Maradona viene acquistato dal Barcellona. Il biennio catalano è segnato da lampi di assoluta qualità ma anche da frenate fisiche: un'epatite e poi una grave frattura alla caviglia procuratagli da un fallo del difensore basco Andoni Goikoetxea nel settembre 1983 lo tengono lontano dai campi per mesi. Con i blaugrana vince la Copa del Rey (1983) e la Coppa delle Coppe (1982), ma il suo rendimento complessivo rimane al di sotto delle aspettative create dall'enorme investimento.

Gli anni del Napoli: il capolavoro (1984–1991)

Il capitolo più iconico della carriera di Maradona si apre nell'estate del 1984 quando il Napoli lo acquista per circa 13,5 milioni di dollari, nuovo record mondiale. Presentato al San Paolo davanti a 75.000 spettatori in delirio, Maradona trasforma in sette stagioni un club di metà classifica in una potenza assoluta del calcio europeo. In 259 presenze con la maglia azzurra segna 115 gol, collocandosi al terzo posto nella classifica dei gol di tutti i tempi del club. I titoli conquistati con il Napoli rimangono un patrimonio storico senza precedenti per la città:

  • Scudetto 1986–87: primo titolo in Serie A della storia del Napoli
  • Coppa Italia 1987
  • Scudetto 1989–90: secondo titolo
  • Coppa UEFA 1989: unico trofeo europeo del club
  • Supercoppa italiana 1990

A Napoli Maradona diventa qualcosa che supera la dimensione sportiva: icona popolare, simbolo identitario di una città storicamente subalterna nel contesto nazionale italiano. Il Napoli nel 2000 ha ritirato in suo onore la maglia numero 10, che non verrà mai più assegnata ad altri giocatori.

Il Mondiale 1986: l'apice assoluto

Il Campionato del Mondo del 1986 in Messico consacra Maradona come il calciatore più dominante di tutti i tempi in un singolo torneo. Guida l'Argentina alla vittoria finale segnando 5 gol e distribuendo 5 assist in 7 partite, con un tasso di coinvolgimento nei gol della nazionale tra i più alti mai registrati in un Mondiale.

Il momento più celebre è il quarto di finale contro l'Inghilterra (22 giugno 1986, Città del Messico): in due minuti, Maradona passa alla storia con due gol agli antipodi. Il primo, segnato con il pugno sinistro ma convalidato dall'arbitro, viene definito dallo stesso Maradona con la formula sarcastica e poetica della «mano de Dios» («mano di Dio»). Il secondo, quattro minuti dopo, è eletto dalla FIFA nel 2002 il Gol del Secolo: partendo dalla propria metà campo, Maradona supera in dribbling cinque giocatori inglesi e il portiere Michael Shilton in undici secondi di corsa, percorrendo circa 60 metri. L'Argentina vince 2-1 e poi conquista il titolo mondiale in finale contro la Germania Ovest (3-2). Maradona riceve il Pallone d'Oro del torneo.

Al Mondiale 1990 in Italia guida nuovamente l'Argentina fino in finale, dove la squadra è sconfitta per 1-0 dalla Germania Ovest. Maradona chiude la propria esperienza iridata al Mondiale 1994 negli Stati Uniti, dove viene squalificato per positività all'efedrina.

Il declino e il ritiro

Dopo l'addio al Napoli nel 1991, condizionato da una squalifica di 15 mesi per uso di cocaina, Maradona approda al Siviglia (1992–93), poi torna in Argentina al Newell's Old Boys (1993–94) e infine chiude la carriera da giocatore con il Boca Juniors (1995–97). In tutta la carriera da professionista disputa 483 partite e segna 255 gol tra club e nazionale. Con la nazionale argentina colleziona 91 presenze e 34 reti, record successivamente superati da Lionel Messi.

La carriera da allenatore include la guida della nazionale argentina (2008–2010), con la quale raggiunge i quarti di finale del Mondiale 2010 in Sudafrica, e incarichi successivi in club minori, tra cui il Dorados de Sinaloa in Messico e il Gimnasia y Esgrima La Plata in Argentina (2019–2020).

La morte e il processo

Il 25 novembre 2020 Maradona muore a 60 anni per una crisi cardio-respiratoria nella villa di Tigre, dove era in convalescenza dopo un intervento neurochirurgico per la rimozione di un ematoma subdurale. Le circostanze della morte aprono immediatamente un procedimento penale: sette tra medici e infermieri dello staff sanitario vengono indagati per omicidio colposo.

Il processo, avviato in Argentina, ha subito diversi rinvii e interruzioni. Nel marzo 2025 è finalmente iniziato il dibattimento con sette imputati — tra cui il neurochirurgo Leopoldo Luque e la psichiatra Agustina Cosachov — che rischiano pene comprese tra otto e venticinque anni. Il procedimento è stato poi sospeso dopo che una giudice è stata radiata dalla magistratura per aver consentito riprese non autorizzate in aula per un documentario. Il processo è ripreso nell'aprile 2026 davanti a un nuovo collegio giudicante, con 127 testimoni previsti, nessuno dei quali era stato sentito nella fase precedente.

Sul fronte dell'eredità, un tribunale civile argentino ha riconosciuto cinque eredi universali: Dalma e Gianinna (figlie del matrimonio con Claudia Villafañe), Diego Junior (figlio della relazione con Cristiana Sinagra ai tempi di Napoli), Jana e Diego Fernando. Il patrimonio stimato al momento della morte ammontava a circa 70 milioni di dollari, ma la sua ripartizione è ancora oggetto di controversie legali.

Maradona o Messi: il dibattito sul più grande argentino

Il confronto tra Diego Maradona e Lionel Messi è il dibattito identitario del calcio argentino, e più in generale uno dei grandi temi del calcio mondiale. Le due figure si confrontano su piani diversi ma non incompatibili.

A favore di Maradona pesano argomenti di natura qualitativa e contestuale: il Mondiale 1986 rimane la prestazione individuale più dominante nella storia del torneo iridato, con un indice di dominanza di 9,4 su 10 secondo le analisi statistiche comparative. Maradona raggiunse quei risultati in un'epoca senza protezioni regolamentari efficaci per il portatore di palla e senza la preparazione atletica moderna, spesso affrontando marcature brutali. Il suo impatto su Napoli — città e club — è inoltre un caso unico nella storia del calcio per intensità del legame tra calciatore e comunità.

A favore di Messi parlano i numeri assoluti: oltre 900 gol nella carriera senior, 8 Palloni d'Oro, 46 trofei ufficiali, e la vittoria del Mondiale 2022 in Qatar — che ha chiuso l'unica lacuna nella sua bacheca di fronte a chi sosteneva la superiorità di Maradona. Nel 2022 Messi ha segnato 7 gol e fornito 3 assist, partecipando al 51,9% delle reti argentine nel torneo. L'IFFHS (Federazione Internazionale di Storia e Statistica del Calcio) ha assegnato a Messi il primato assoluto di giocatore più forte della storia, sulla base di statistiche individuali, successi collettivi e impatto globale.

Nel 1993 la federazione argentina aveva tributato a Maradona il titolo ufficiale di miglior calciatore argentino di sempre. Tale riconoscimento istituzionale risale tuttavia a un'epoca in cui Messi non aveva ancora scritto la storia che lo avrebbe poi consacrato a livello mondiale. Il dibattito, dunque, non trova una risposta definitiva condivisa: dipende in larga misura dai criteri scelti — statistica pura, impatto epocale, genio espressivo — e dalla generazione di appartenenza di chi risponde.

Eredità culturale

Indipendentemente dal confronto con Messi, Maradona occupa un posto irripetibile nella cultura popolare mondiale. A Napoli esiste un murale cittadino divenuto luogo di pellegrinaggio informale. In Argentina le scene di lutto collettivo alla sua morte nel novembre 2020 non hanno avuto precedenti nel paese per una figura sportiva. La sua immagine è riprodotta su murales, tatuaggi, santuari domestici in decine di paesi. Il termine Maradona è entrato nel vocabolario comune come sinonimo di qualità calcistica suprema. Nel 2000, l'assegnazione condivisa con Pelé del premio FIFA come Miglior giocatore del XX secolo — unico caso di ex aequo nella storia del riconoscimento — ha certificato il suo rango nell'olimpo assoluto del calcio.

Domande frequenti

Quando e dove è nato Diego Maradona?

Diego Armando Maradona è nato il 30 ottobre 1960 a Lanús, nella provincia di Buenos Aires, Argentina.

Quanti gol ha segnato Maradona in carriera?

In tutta la carriera da professionista Maradona ha disputato 483 partite segnando 255 gol tra club e nazionale. Con la maglia del Napoli ha segnato 115 gol in 259 presenze; con la nazionale argentina 34 gol in 91 partite.

Quali trofei ha vinto Maradona con il Napoli?

Con il Napoli Maradona ha conquistato due scudetti (1987 e 1990), una Coppa UEFA (1989), una Coppa Italia (1987) e una Supercoppa italiana (1990): tutti trofei di rilevanza storica per un club che non aveva mai vinto il titolo nazionale prima del suo arrivo.

Cos'è il «Gol del Secolo»?

Il «Gol del Secolo» è il secondo gol segnato da Maradona contro l'Inghilterra nei quarti di finale del Mondiale 1986. Partendo dalla propria metà campo, Maradona dribblò cinque avversari e il portiere in una corsa di circa 60 metri. Nel 2002 la FIFA lo ha eletto il più bel gol della storia del Mondiale attraverso un voto degli appassionati.

Maradona o Messi: chi è il più grande calciatore argentino?

Non esiste una risposta univoca. Maradona è considerato insuperabile per il Mondiale 1986, il suo impatto culturale su Napoli e l'Argentina, e il genio espressivo in un'epoca di calcio fisicamente più brutale. Messi vanta statistiche assolute superiori (oltre 900 gol, 8 Palloni d'Oro, 46 trofei, Mondiale 2022) e viene classificato primo dalla maggior parte delle analisi quantitative. Il dibattito rimane aperto e riflette spesso differenze generazionali.

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