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Alex Zanardi è morto: la vita, la carriera e la causa della morte

Pubblicato 2. maggio 2026 Aggiornato 15. giugno 2026

Alex Zanardi è morto: la vita, la carriera e la causa della morte

Alessandro "Alex" Zanardi è morto il 1° maggio 2026 all'età di 59 anni. L'ex pilota di Formula 1, due volte campione CART e quattro volte oro paralimpico si è spento nella clinica di lungodegenza di Padova dove era ricoverato da anni. La famiglia ha comunicato la notizia con poche, intense parole: «Alex si è spento serenamente, circondato dall'affetto dei suoi cari». Con lui se ne va uno dei più grandi simboli dello sport italiano e mondiale, un uomo che aveva trasformato due tragedie immani in altrettante rinascite, insegnando a milioni di persone che la vita può sempre ricominciare.

Nato a Castel San Pietro Terme, in provincia di Bologna, il 23 ottobre 1966, Zanardi era cresciuto a Castel Maggiore e aveva iniziato a correre in kart a 14 anni. Da quel momento la sua esistenza è stata un susseguirsi di vittorie, cadute rovinose e ritorni che hanno avuto del miracoloso. La sua scomparsa lascia un vuoto enorme non solo nel motorsport e nel movimento paralimpico, ma in tutta l'Italia che lo aveva eletto a eroe nazionale.

La morte di Alex Zanardi: cosa è successo

Alex Zanardi è morto la sera di venerdì 1° maggio 2026 nella struttura clinica di Padova in cui era ricoverato. Aveva 59 anni e da quasi sei anni stava combattendo contro le conseguenze del gravissimo incidente in handbike avvenuto nel giugno 2020. Negli ultimi mesi le sue condizioni sembravano essere lievemente migliorate: usciva in carrozzina, comunicava con gli occhi e con piccoli gesti, riconosceva i familiari più stretti. Poi, all'improvviso, il malore fatale.

Secondo quanto riportato dai principali quotidiani italiani, la famiglia ha chiesto rispetto e riservatezza in questo momento di profondo dolore. Accanto a lui, fino all'ultimo respiro, c'erano la moglie Daniela Manni e il figlio Niccolò, che non lo avevano mai abbandonato durante i lunghi anni di riabilitazione. La camera ardente sarà allestita a Bologna, sua città del cuore, dove migliaia di persone sono attese per dare l'ultimo saluto al campione.

La causa della morte di Alex Zanardi

La causa della morte di Alex Zanardi è stata un malore improvviso che lo ha colpito nella serata del 1° maggio 2026, all'interno della clinica padovana dove proseguiva da tre anni le cure di lungodegenza. Le complicazioni cliniche erano figlie del trauma cranico devastante riportato nell'incidente in handbike del 19 giugno 2020 in Toscana, dal quale Zanardi non si era mai pienamente ripreso.

Dopo l'impatto del 2020, infatti, Alex aveva subito una serie di interventi neurochirurgici delicatissimi. Era stato in coma farmacologico per settimane, poi aveva attraversato una fase di stato vegetativo da cui era lentamente emerso grazie a un percorso di riabilitazione molto lungo. Negli ultimi anni i progressi erano stati piccoli ma costanti: comprendeva semplici frasi, riusciva a esprimersi attraverso lo sguardo e a riconoscere i volti familiari. Tuttavia il quadro neurologico restava fragile e ogni complicazione poteva diventare critica. È in questo contesto che è sopraggiunto il malore fatale.

Dagli inizi al sogno della Formula 1

La passione per i motori era nata presto. A 14 anni Alex costruì il suo primo kart insieme al padre Dino, partendo da pezzi recuperati nelle officine vicino casa. La famiglia non aveva grandi mezzi e già da bambino Alex aveva conosciuto il dolore: la sorella maggiore Cristina era morta in un incidente stradale quando lui aveva solo 13 anni. Quel lutto avrebbe segnato profondamente la sua visione della vita e la sua determinazione a non sprecare nessun istante.

Dopo i kart arrivarono la Formula 3 e la Formula 3000, dove Zanardi si fece notare per il talento puro e il carattere battagliero. Il debutto nel Mondiale di Formula 1 avvenne nel 1991 con la Jordan, sostituendo Michael Schumacher dopo Spa. Seguirono le esperienze con Minardi nel 1992 e con Lotus tra il 1993 e il 1994. Proprio con la Lotus, al Gran Premio del Brasile 1993, Zanardi conquistò l'unico punto della sua prima parentesi in F1.

L'anno difficile fu il 1993, quando in qualifica al Gran Premio del Belgio fu protagonista di un terribile incidente all'Eau Rouge. Si rialzò, come sempre. Ma in F1 i risultati non arrivavano e nel 1995 si ritrovò senza volante. Per molti sarebbe stata la fine: per Alex fu solo un nuovo punto di partenza.

I trionfi in IndyCar: due volte campione

Senza un sedile in Formula 1, Zanardi accettò la proposta del team americano Chip Ganassi Racing e attraversò l'oceano per correre nel campionato CART, l'antesignano dell'attuale IndyCar. Fu la decisione più felice della sua carriera. Tra il 1996 e il 1998 dominò la categoria con uno stile spettacolare, fatto di sorpassi acrobatici e di una guida coraggiosa che conquistò il pubblico statunitense.

Il sorpasso al "Corkscrew" di Laguna Seca su Bryan Herta nel 1996 entrò nella leggenda del motorsport mondiale. Vinse il titolo CART nel 1997 e nel 1998, diventando uno dei piloti più amati e popolari d'America. Inventò anche il famoso "donut", la trottola sull'asfalto che faceva al termine di ogni vittoria, gesto poi celebrato in tutto il mondo.

I successi americani convinsero Frank Williams a riportarlo in Formula 1 nel 1999, con un contratto triennale. Purtroppo la Williams del 1999 non era più quella vincente di pochi anni prima e Zanardi non riuscì a conquistare nemmeno un punto, mentre il compagno Ralf Schumacher andava a podio. A fine anno il rapporto si interruppe e Alex tornò negli Stati Uniti per riprendersi il campionato CART. Era il 2001.

Il dramma del Lausitzring: 15 settembre 2001

Il 15 settembre 2001, sul circuito tedesco del Lausitzring, l'esistenza di Alex Zanardi si spezzò in due. Mancavano poche tornate alla vittoria quando, in uscita dai box, la sua monoposto sbandò e si mise di traverso davanti al gruppo. L'impatto con la vettura di Alex Tagliani fu devastante: la macchina si tagliò letteralmente in due all'altezza dell'abitacolo. Zanardi perse entrambe le gambe e oltre tre quarti del sangue del suo corpo.

I medici del circuito, guidati dal celebre dottor Steve Olvey e poi affiancati dal dottor Riccardo Ceccarelli, lavorarono in condizioni disperate per stabilizzarlo. Alex sopravvisse per un soffio. Trasferito d'urgenza in un ospedale di Berlino, fu sottoposto a una lunga serie di interventi chirurgici. La carriera di pilota sembrava finita per sempre, e con essa molte speranze. Ma Zanardi non era tipo da arrendersi.

Già pochi mesi dopo l'incidente, con due protesi alle gambe disegnate da lui stesso, era tornato a guidare. Nel 2003 percorse simbolicamente le ultime 13 tornate del Lausitzring che il destino gli aveva tolto, fissando un giro veloce che sarebbe valso il quinto tempo della gara reale. Era solo l'inizio della sua seconda vita sportiva.

La rinascita paralimpica: handbike e quattro ori

Alex aveva scoperto l'handbike quasi per gioco, durante la riabilitazione. Le prime pedalate erano servite a rimettere in forma il fisico, poi era arrivata la passione, infine il talento naturale aveva fatto il resto. Già nel 2009 aveva partecipato alla Maratona di New York, completandola in poco più di un'ora e mezza. Da lì il passo verso l'agonismo paralimpico era stato breve.

Alle Paralimpiadi di Londra 2012 conquistò due ori (cronometro e prova in linea, categoria H4) e un argento nella staffetta a squadre. Il pubblico britannico lo applaudì come un eroe. Quattro anni dopo, a Rio 2016, replicò l'impresa con altri due ori (cronometro H5 e staffetta mista) e un argento nella prova in linea. In totale: quattro ori e due argenti paralimpici, ai quali si aggiunsero dodici titoli mondiali su strada conquistati tra il 2011 e il 2019. Numeri che fanno di lui uno dei più grandi paratleti della storia.

Nel 2017 Zanardi fondò l'associazione Obiettivo3, progetto pensato per individuare, sostenere e finanziare atleti paralimpici emergenti. L'idea era semplice ma rivoluzionaria: aiutare giovani con disabilità a praticare sport ad alti livelli. Decine di atleti italiani devono a quell'iniziativa la possibilità di realizzare il proprio sogno.

L'incidente in handbike del 19 giugno 2020

Il secondo grande dramma della vita di Alex arrivò quando ormai sembrava aver vinto tutte le sfide possibili. Il 19 giugno 2020, mentre partecipava alla staffetta benefica "Obiettivo Tricolore" attraversando l'Italia in handbike, Zanardi perse il controllo del mezzo lungo una discesa nei pressi di Pienza, in provincia di Siena. Sbandò, attraversò la corsia opposta e fu travolto da un autoarticolato che sopraggiungeva.

Il trauma cranico fu gravissimo. Trasportato in elisoccorso all'ospedale Le Scotte di Siena, Alex fu sottoposto a una neurochirurgia delicatissima durata oltre tre ore. Per giorni le sue condizioni furono definite "estremamente critiche". Negli anni successivi seguirono altri interventi e diversi cicli di riabilitazione tra il San Raffaele di Villa Beretta e infine la clinica di lungodegenza di Padova, dove è rimasto fino alla morte.

La famiglia, in particolare la moglie Daniela Manni – conosciuta in pista negli anni Ottanta e sposata nel 1996 – e il figlio Niccolò, ha sempre tutelato la riservatezza del campione, condividendo solo aggiornamenti essenziali. Niccolò, intervistato in alcune occasioni speciali, ha raccontato di un padre che restava "un esempio di vita" anche nella malattia.

I libri, il doppiaggio e l'eredità culturale

Alex Zanardi non è stato solo un pilota e un atleta. È stato anche un narratore di sé stesso e della sua filosofia di vita. Ha pubblicato diversi libri di grande successo, tra cui «…però Zanardi da Castelmaggiore» (2003), «Volevo solo pedalare… ma sono inciampato in una seconda vita» (Rizzoli, 2016) e «Quel ficcanaso di Zanardi» (2018). Le sue pagine sono diventate testi di riferimento per chi attraversa periodi difficili e cerca esempi concreti di resilienza.

I telespettatori italiani lo ricordano anche come la voce di Guido, il personaggio italo-americano dei film d'animazione Pixar Cars. Lui stesso aveva definito quell'esperienza "tra le cose più belle" della propria vita. Un cameo simpatico che lo aveva avvicinato anche al pubblico dei più piccoli.

Reazioni del mondo dello sport

La notizia della morte di Alex Zanardi ha scatenato un'ondata di cordoglio internazionale. La Formula 1 ha pubblicato un commosso comunicato ricordandolo come "un pilota di immenso talento e un'ispirazione per tutti". Il Comitato Italiano Paralimpico lo ha definito "leggenda dello sport mondiale e simbolo del movimento paralimpico".

Tra i piloti, hanno espresso vicinanza alla famiglia ex compagni di battaglie come Riccardo Patrese, Pierluigi Martini e Jarno Trulli. Anche Lewis Hamilton, Sebastian Vettel e Fernando Alonso, in passato ammiratori dichiarati di Zanardi, hanno condiviso messaggi sui propri canali ricordandone il coraggio. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha parlato di "un campione che ha onorato l'Italia con la sua determinazione". Anche il presidente del Consiglio e numerose istituzioni sportive hanno pubblicato messaggi di cordoglio. Il dottor Costa, storico medico del motomondiale e amico personale, ha scritto: "Alessandro Zanardi ha ridisegnato i confini della mia anima di medico e di uomo".

La Ferrari, la Williams e il Chip Ganassi Racing hanno pubblicato tributi ufficiali, ricordando un atleta che aveva vestito i loro colori e che con il suo carisma aveva contribuito a rendere più grande il motorsport. Anche dagli Stati Uniti sono arrivati messaggi commossi: il pubblico americano non aveva mai dimenticato il pilota italiano dai sorpassi spettacolari.

Domande frequenti su Alex Zanardi

Quando è morto Alex Zanardi?

Alex Zanardi è morto la sera del 1° maggio 2026, all'età di 59 anni, nella clinica di lungodegenza di Padova in cui era ricoverato. La notizia è stata data dalla famiglia nella giornata del 2 maggio 2026.

Qual è stata la causa della morte di Alex Zanardi?

La causa della morte è stata un malore improvviso, sopraggiunto nel quadro delle complicazioni cliniche legate al gravissimo trauma cranico riportato nell'incidente in handbike del 19 giugno 2020 in Toscana. Da quel giorno Zanardi non si era mai pienamente ripreso, nonostante anni di riabilitazione.

Quanti anni aveva Alex Zanardi?

Alex Zanardi aveva 59 anni. Era nato a Castel San Pietro Terme, in provincia di Bologna, il 23 ottobre 1966. Avrebbe compiuto 60 anni nell'autunno del 2026.

Quante medaglie paralimpiche ha vinto Alex Zanardi?

Zanardi ha vinto sei medaglie paralimpiche complessive: quattro ori e due argenti, divisi tra Londra 2012 e Rio 2016. A queste si aggiungono dodici titoli mondiali su strada conquistati tra il 2011 e il 2019 nelle gare di paraciclismo organizzate dall'UCI.

In che anno Alex Zanardi ha perso le gambe?

Alex Zanardi ha perso entrambe le gambe il 15 settembre 2001, durante una gara del campionato CART sul circuito tedesco del Lausitzring. La sua monoposto fu tagliata in due nell'impatto con la vettura di Alex Tagliani. Sopravvisse grazie a un intervento dei medici di pista e a una lunga operazione a Berlino.

Cosa è successo a Zanardi nel 2020?

Il 19 giugno 2020, mentre partecipava alla staffetta benefica "Obiettivo Tricolore", Zanardi è stato coinvolto in un grave incidente in handbike a Pienza, in Toscana. Dopo aver perso il controllo del mezzo, è stato travolto da un autoarticolato. Ha riportato un trauma cranico devastante che ha richiesto numerosi interventi neurochirurgici.

Chi è la moglie di Alex Zanardi?

La moglie di Alex Zanardi è Daniela Manni, conosciuta nel mondo del motorsport negli anni Ottanta e sposata nel 1996. La coppia ha avuto un figlio, Niccolò Zanardi, che è stato accanto al padre fino agli ultimi istanti. Daniela è sempre stata definita da Alex "la sua roccia".

Cos'è Obiettivo3, l'associazione fondata da Zanardi?

Obiettivo3 è l'associazione fondata da Alex Zanardi nel 2017 per individuare, sostenere e finanziare atleti paralimpici italiani. Il nome richiama l'obiettivo di portare almeno tre paratleti supportati dal progetto alle Paralimpiadi. Negli anni l'associazione ha aiutato decine di sportivi con disabilità a competere ai massimi livelli internazionali.

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