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Gange: il fiume sacro dell'India

Pubblicato 11. agosto 2025 Aggiornato 15. giugno 2026

Qual è il fiume sacro in India: il Gange?

Il Gange (in hindi Gangā, in sanscrito Gaṅgā) è il principale fiume dell'Asia meridionale e il corso d'acqua più sacro dell'induismo. Con una lunghezza di circa 2.525 chilometri, nasce dai ghiacciai dell'Himalaya nello stato indiano di Uttarakhand e sfocia nel golfo del Bengala, attraversando alcune delle pianure più densamente popolate della Terra. Oltre 400 milioni di persone vivono nel bacino idrografico del Gange, rendendolo uno dei fiumi più importanti al mondo tanto sul piano ecologico quanto su quello culturale e spirituale.

Geografia e percorso

Il Gange ha origine al ghiacciaio di Gangotri, nel distretto di Uttarkashi (Uttarakhand), a un'altitudine di circa 3.900 metri sul livello del mare. Il punto preciso della sorgente principale è chiamato Gomukh ("bocca di vacca"), dove il ghiacciaio forma il torrente Bhagirathi, che confluisce poi con altri affluiti himalayani per formare il Gange propriamente detto ad Devprayag. Il fiume percorre in senso est-sudest le pianure del Gange — una delle regioni agricole più fertili del pianeta — attraversando gli stati di Uttarakhand, Uttar Pradesh, Bihar e Bengala Occidentale, prima di entrare in Bangladesh, dove si congiunge con il Brahmaputra e sfocia nel Golfo del Bengala attraverso il delta del Sundarban, il più grande delta del mondo coperto da foreste di mangrovie.

I principali affluenti sono la Yamuna, la Ghaghra, il Ghandak e il Kosi. Le città di Haridwar, Prayagraj (già Allahabad), Varanasi (Benares) e Patna sorgono sulle sue rive e costituiscono centri di primaria importanza religiosa, storica e demografica.

Significato religioso nell'induismo

Nell'induismo, il Gange non è semplicemente un fiume: è una divinità vivente, personificata nella dea Ganga, figlia del dio-montagna Himavat e sorella della dea Parvati. I testi sacri delle Purāṇa affermano che la sola vista, il nome e il tocco delle acque del Gange purificano l'individuo da ogni peccato e aprono le porte alla liberazione spirituale (moksha). Per questa ragione il fiume è conosciuto come Pāpanāśinī, "distruttrice dei peccati".

Secondo una delle mitologie più diffuse, il Gange scorreva originariamente soltanto in cielo. Il re Bhagiratha, dopo millenni di penitenza, ottenne dagli dèi che il fiume scendesse sulla Terra per purificare le ceneri dei suoi antenati. La discesa fu però talmente potente che avrebbe distrutto il suolo terrestre: il dio Shiva accolse le acque nei suoi capelli intrecciati (jaṭā), lasciandole poi defluire in sette rivoli. Questa narrazione spiega perché il Gange sia spesso raffigurato sgorgare dalla testa di Shiva.

Le pratiche religiose legate al fiume comprendono il bagno rituale (snāna), l'offerta di acqua agli antenati (tarpana), le cerimonie funebri e la cremazione sulle rive. Le ceneri dei defunti vengono immerse nelle acque del Gange, in quanto si crede che ciò garantisca la liberazione dell'anima dal ciclo delle rinascite. Varanasi, ritenuta la città più sacra dell'induismo, ospita i celebri ghāṭ (scalinate che scendono al fiume) dove queste cerimonie si svolgono ininterrottamente da millenni.

I luoghi sacri lungo il fiume

Lungo il percorso del Gange si trovano numerosi tīrtha (luoghi di pellegrinaggio letteralmente "guadi", ovvero punti di passaggio tra il mondo terreno e quello divino):

  • Gangotri: villaggio montano prossimo alla sorgente, sede di uno dei quattro dhām (santuari) dello Chota Char Dham; ospita un importante tempio dedicato alla dea Ganga.
  • Haridwar: "porta di Hari (Vishnu)", è il punto in cui il fiume lascia l'Himalaya e scende nelle pianure; considerata una delle sette città più sacre dell'induismo.
  • Prayagraj: sede del Triveni Saṅgam, la confluenza del Gange, della Yamuna e del mitico fiume sotterraneo Sarasvati, considerata il punto più sacro dell'induismo.
  • Varanasi (Kashi/Benares): la città dei morti e dei riti funebri, uno dei centri religiosi più antichi del mondo.
  • Patna (Pataliputra): antica capitale dell'impero Maurya, porta d'accesso al Gange nel Bihar.

Kumbh Mela: il più grande raduno umano della storia

Il Kumbh Mela ("festa della brocca sacra") è una delle celebrazioni religiose più grandi e antiche del mondo, celebrata periodicamente sulle rive del Gange e di altri fiumi sacri. Il nome deriva dal termine sanscrito kumbha (brocca o anfora) che, nella mitologia, conteneva il nettare dell'immortalità (amṛta) conteso tra dèi e demoni. Si tramanda che durante la battaglia celeste, gocce del nettare cadessero in quattro luoghi — Prayagraj, Haridwar, Nashik e Ujjain — che divennero le sedi del pellegrinaggio.

Il Kumbh Mela si svolge in cicli di 3, 6 e 12 anni. L'edizione più importante è la Maha Kumbh Mela, che si tiene a Prayagraj ogni 144 anni. L'edizione del 2025, svoltasi dal 13 gennaio al 26 febbraio, ha attirato circa 400 milioni di pellegrini, rendendola il più grande raduno umano mai registrato nella storia. I devoti si immergono nelle acque della confluenza sacra nel cosiddetto Shahi Snān (bagno regale), cerimonia che si crede purifichi il karma e garantisca la liberazione spirituale.

Inquinamento e il programma Namami Gange

Nonostante la sua sacralità, il Gange è da decenni uno dei fiumi più inquinati del pianeta. Oltre 50 grandi città si affacciano sul suo corso e molte di esse scaricano direttamente nelle acque reflui non trattati. A ciò si aggiungono gli effluenti industriali — tannerie, industrie tessili, impianti chimici — e il dilavamento di fertilizzanti e pesticidi dall'agricoltura intensiva praticata nelle pianure circostanti. Il rituale induismo contribuisce anch'esso, con fiori, offerte votive, rifiuti organici e resti di cremazione che confluiscono nel fiume quotidianamente.

Per affrontare questa crisi, nel 2014 il governo indiano ha lanciato il programma Namami Gange, un piano nazionale integrato per la bonifica del fiume dotato di un budget complessivo di circa 43.030 crore di rupie (equivalenti a oltre 5 miliardi di dollari). Al febbraio 2026 risultano approvati 524 progetti, di cui 355 (il 68%) completati. Sono stati costruiti impianti di trattamento delle acque reflue (STP) in grado di trattare complessivamente oltre 3.977 megaHlitri al giorno (MLD), con ulteriori 138 impianti operativi. Nel solo 2025, sono stati messi in funzione 25 nuovi impianti capaci di trattare 530 milioni di litri al giorno.

I dati di qualità dell'acqua mostrano miglioramenti parziali ma documentati: i livelli di pH e di ossigeno disciolto (DO) rispettano i parametri minimi per la balneazione lungo l'intero corso del Gange; a Varanasi, la concentrazione di coliformi fecali è scesa da 2.500 MPN/100 mL nel 2014 a 790 MPN/100 mL nel 2025. Tuttavia, gli esperti avvertono che i livelli rimangono ancora molto al di sopra degli standard di sicurezza dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, e che il ritmo della depurazione stenta a tenere il passo con la crescita demografica e industriale del bacino.

Il Gange nel diritto e nella cultura contemporanea

Nel 2017, l'Alta Corte di Uttarakhand aveva dichiarato il Gange e la Yamuna persone giuridiche, equiparandoli a soggetti dotati di diritti inalienabili. La sentenza fu però sospesa dalla Corte Suprema indiana nel medesimo anno, aprendo un dibattito tuttora in corso sul riconoscimento giuridico dei diritti della natura. Il Gange rimane al centro della narrativa identitaria indiana: è citato nell'inno nazionale, nei testi scolastici e nelle campagne politiche, configurandosi come simbolo dell'unità culturale della nazione.

Domande frequenti

Perché il Gange è considerato sacro nell'induismo?

Nell'induismo il Gange è la personificazione della dea Ganga, figlia del dio-montagna Himavat. Le scritture delle Purāṇa insegnano che le sue acque purificano da ogni peccato e favoriscono la liberazione spirituale (moksha). Secondo la mitologia, il fiume discese dal cielo attraverso i capelli di Shiva per purificare la Terra su richiesta del re Bhagiratha.

Quanto è lungo il fiume Gange?

Il Gange misura circa 2.525 chilometri. Ha origine dal ghiacciaio di Gangotri (Gomukh) in Uttarakhand, nell'Himalaya indiano, e sfocia nel golfo del Bengala attraverso il delta del Sundarban, condiviso tra India e Bangladesh.

Quante persone vivono nel bacino del Gange?

Oltre 400 milioni di persone vivono nel bacino idrografico del Gange, che comprende alcune delle pianure più fertili e densamente popolate del mondo.

Cos'è il Kumbh Mela e dove si svolge?

Il Kumbh Mela è un grande pellegrinaggio indù che si tiene ciclicamente in quattro città sacre: Prayagraj, Haridwar, Nashik e Ujjain. Il Maha Kumbh Mela del 2025, svoltosi a Prayagraj, ha radunato circa 400 milioni di pellegrini, diventando il più grande raduno umano della storia registrata.

Il fiume Gange è davvero inquinato? Cosa si sta facendo?

Sì, il Gange soffre di un grave inquinamento dovuto a scarichi urbani non trattati, effluenti industriali e fertilizzanti agricoli. Il governo indiano ha risposto con il programma Namami Gange, lanciato nel 2014, che al 2026 ha completato il 68% dei 524 progetti approvati, tra cui numerosi impianti di depurazione. I dati mostrano miglioramenti parziali, ma i livelli di contaminazione restano elevati rispetto agli standard internazionali di sicurezza.

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