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Ara Pacis Augustae: significato e storia nell'antica Roma

Pubblicato 11. maggio 2025 Aggiornato 15. giugno 2026

Ara Pacis
Ara Pacis · Rabax63 · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia

L'Ara Pacis Augustae — letteralmente "Altare della Pace di Augusto" — è uno dei monumenti più significativi dell'intera storia di Roma antica. Realizzata in marmo lunense tra il 13 e il 9 a.C., rappresenta al tempo stesso un luogo di culto, un capolavoro della scultura romano-classica e un potente strumento di comunicazione politica. Commissionata dal Senato romano per celebrare il ritorno di Augusto dalle campagne in Hispania e Gallia, l'altare sintetizzò l'ideologia di un'intera epoca: la Pax Romana, ovvero la pace garantita dall'imperatore dopo decenni di devastanti guerre civili.

Contesto storico: la Roma di Augusto

Per comprendere il significato dell'Ara Pacis è necessario inquadrare il momento storico in cui nacque. Dopo l'assassinio di Giulio Cesare nel 44 a.C., Roma era stata lacerata da una lunga stagione di conflitti intestini, culminata nella battaglia di Azio del 31 a.C., con la quale Ottaviano sconfisse Marco Antonio e Cleopatra, diventando l'unico padrone del mondo romano. Nel 27 a.C. il Senato gli conferì il titolo di Augustus, sancendo l'inizio del Principato.

Augusto comprese che il suo potere necessitava di una legittimazione simbolica profonda. Non bastava la forza militare: occorreva presentarsi come il restauratore dell'ordine, della tradizione religiosa e della prosperità. In questo contesto, l'architettura e l'arte pubblica divennero strumenti fondamentali di propaganda. Il Campo Marzio, dove fu eretta l'Ara Pacis, fu trasformato in un vasto paesaggio monumentale che comunicava visivamente la grandezza e la missione divina di Roma sotto il principato augusteo.

La commissione e la dedica

Il Senato deliberò la costruzione dell'altare il 4 luglio 13 a.C., al rientro di Augusto da tre anni di campagne nelle province occidentali. La consacrazione ufficiale avvenne il 30 gennaio 9 a.C., data scelta non a caso: coincideva con il compleanno di Livia, moglie dell'imperatore, rafforzando così il legame simbolico tra la famiglia imperiale e la pace pubblica.

L'altare sorgeva nel settore settentrionale del Campo Marzio, nei pressi del grande orologio solare che Augusto aveva fatto costruire — lo Solarium Augusti — il cui gnomone era l'obelisco egizio ancora oggi visibile in piazza di Montecitorio. L'insieme formava un sistema urbanistico e astronomico in cui l'Ara Pacis si inseriva come fulcro rituale e ideologico.

Struttura e descrizione del monumento

Il monumento è composto da un recinto marmoreo rettangolare, di circa 11,6 × 10,6 metri, al cui interno si trova l'altare vero e proprio, su un podio con scalinata. Il recinto presenta due ingressi, a est e a ovest, e la decorazione si sviluppa su quattro pareti.

La decorazione scultorea si articola su due registri sovrapposti:

  • Registro inferiore: girali d'acanto, viticci, fiori e creature animali emergono da un intreccio vegetale di straordinaria ricchezza. Questa fascia, ispirata alla natura rigogliosa, allude alla fertilità della terra e all'abbondanza portata dalla pace augustea.
  • Registro superiore: comprende i grandi fregi figurati, sia mitologici e allegorici sia storici, che costituiscono il nucleo iconografico del monumento.

I rilievi: iconografia e simbolismo

I pannelli allegorici e mitologici, collocati sui lati brevi del recinto, evocano le radici divine e leggendarie di Roma e della gens Iulia:

  • Il rilievo di Enea che sacrifica ai Penati allude alla discendenza troiana della famiglia giulio-claudia e quindi di Augusto stesso, presentandolo come erede di una stirpe voluta dagli dei.
  • Il pannello del Lupercale, con Marte e i gemelli Romolo e Remo allattati dalla lupa, richiama le origini mitiche di Roma.
  • La figura allegorica spesso identificata con Tellus (la Terra) o con la Pax stessa — una matrona seduta con due bambini in braccio, fiancheggiata da figure d'aria e d'acqua — rappresenta la prosperità, la fertilità e la pace garantite dal principato. È uno dei più celebri rilievi dell'arte romana.
  • Sul lato opposto, una figura femminile in armi, seduta su una catasta di armi, è interpretata come Roma trionfante.

I fregi storici sui lati lunghi raffigurano invece due solenni processioni: da un lato i sacerdoti e i magistrati romani, dall'altro la famiglia imperiale. Augusto, Agrippa, Livia, Tiberio, Antonia e altri membri della domus Augusta sfilano in ordine gerarchico, con donne e bambini in primo piano — un'innovazione rispetto alla tradizione monumentale romana, che riflette le riforme morali e demografiche promosse da Augusto per incentivare la natalità e il consolidamento della famiglia.

Il significato politico e religioso

L'Ara Pacis non era semplicemente un monumento celebrativo: era un altare in funzione, presso il quale si svolgevano sacrifici rituali in date significative del calendario romano. La pace (pax) non era per i Romani un concetto astratto, ma una condizione religiosa che richiedeva il corretto svolgimento dei riti per essere mantenuta. L'altare era quindi il luogo fisico in cui questa pace si rinnovava simbolicamente ogni anno.

Sul piano ideologico, il monumento assolveva a una funzione di legittimazione del potere augusteo attraverso più livelli sovrapposti: il mito (la discendenza da Enea e dai fondatori di Roma), la storia (le vittorie militari), la religione (il favore degli dei), la morale (la virtù familiare) e la natura (la fertilità e l'abbondanza). Tutto concorreva a presentare Augusto non come un despota, ma come il naturale restauratore di un ordine cosmico perturbato dalle guerre civili — l'inauguratore di una nuova età dell'oro, simile al regno del dio Saturno che la tradizione collocava alle origini della civiltà italica.

Riscoperta, scavi e ricostruzione moderna

Dopo la caduta dell'Impero Romano d'Occidente, l'altare fu progressivamente sepolto dalle alluvioni del Tevere, fino a giacere a circa 7,5 metri sotto il livello stradale. I primi frammenti riemersero nel 1568 durante lavori sotto Palazzo Peretti, in via in Lucina: alcuni pannelli finirono agli Uffizi di Firenze, altri nella collezione Medici. Fu l'archeologo tedesco Friedrich von Duhn a riconoscere, nel 1879, l'appartenenza di questi frammenti all'Ara Pacis.

Il recupero sistematico avvenne in occasione del Bimillenario Augusteo: tra il marzo e il dicembre del 1937, con una tecnica innovativa basata sul congelamento del sottosuolo mediante anidride carbonica liquida, furono estratti i blocchi residui da sotto un palazzo del centro storico. La ricostruzione e l'inaugurazione del monumento nella sua teca, progettata dall'architetto Vittorio Morpurgo, avvennero il 23 settembre 1938.

Nel 2006 la teca fascista fu sostituita dall'attuale Museo dell'Ara Pacis, progettato dall'architetto americano Richard Meier: un edificio in vetro, acciaio e travertino che ha suscitato ampio dibattito per il contrasto con il contesto neoclassico circostante, ma che offre al monumento condizioni di conservazione ottimali. Nel 2026 il museo è pienamente operativo e ospita, oltre all'altare, mostre temporanee di rilevanza internazionale; dal febbraio 2026 l'ingresso è gratuito per i residenti di Roma e della Città Metropolitana.

L'Ara Pacis nella storia dell'arte

Dal punto di vista artistico, l'Ara Pacis segna il culmine della scultura ufficiale augustea e costituisce un riferimento imprescindibile per la comprensione dell'arte romana. La resa naturalistica delle figure, la profondità spaziale dei fregi, la complessità compositiva delle processioni e la ricchezza dei motivi vegetali del registro inferiore rivelano l'influenza dell'arte ellenistica greca, reinterpretata però in chiave romana: più sobria, gerarchica, narrativa. Il realismo dei ritratti imperiali e la tensione tra decoro e individualismo fanno dei rilievi dell'Ara Pacis uno dei vertici assoluti della produzione scultorea antica.

Domande frequenti

Perché fu costruita l'Ara Pacis?

Il Senato romano la commissionò nel 13 a.C. per celebrare il ritorno vittorioso di Augusto dalle campagne in Hispania e Gallia e per onorare la Pax Romana, la pace garantita dal principato dopo decenni di guerre civili. Aveva anche una funzione cultuale: vi si svolgevano sacrifici rituali per mantenere la pace con gli dei.

Cosa rappresentano i rilievi dell'Ara Pacis?

I rilievi si dividono in due categorie: pannelli allegorici e mitologici (Enea, il Lupercale, la figura di Tellus/Pax, Roma) che celebrano le origini divine di Roma e della famiglia giulio-claudia; e fregi storici che raffigurano le processioni della famiglia imperiale e dei sacerdoti romani, sottolineando la continuità religiosa e politica del principato.

Dove si trova oggi l'Ara Pacis e come visitarla?

Il monumento è conservato nel Museo dell'Ara Pacis, in Lungotevere in Augusta (angolo via Tomacelli), a Roma. Nel 2026 il museo è aperto al pubblico; l'ingresso è gratuito per i residenti di Roma e della Città Metropolitana. Sono disponibili audioguide e visite guidate su prenotazione.

Qual è il significato della figura di Tellus nell'Ara Pacis?

La figura femminile con due bambini in braccio, tradizionalmente identificata con Tellus (la Terra) o con la Pax, simboleggia la fertilità, l'abbondanza e la prosperità che la pace augustea avrebbe garantito all'intera ecumene romana. È una delle immagini più celebrate della scultura antica e riflette anche le politiche demografiche e morali di Augusto.

Quando fu riscoperta l'Ara Pacis?

I primi frammenti riemersero nel 1568 durante lavori edilizi in via in Lucina. Il recupero sistematico avvenne nel 1937, grazie a una tecnica innovativa di congelamento del sottosuolo. Il monumento fu inaugurato nella sua attuale collocazione il 23 settembre 1938, in occasione del Bimillenario Augusteo.

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