Cartagine: l'antica città del Nord Africa distrutta da Roma
L'antica città di Cartagine — in latino Carthago, in fenicio Qart-Ḥadašt, ovvero "città nuova" — fu una delle metropoli più potenti del mondo antico e la principale rivale di Roma nel controllo del Mediterraneo. Fondata dai Fenici sulle coste dell'odierna Tunisia, raggiunse il culmine della sua grandezza tra il VI e il III secolo a.C., prima di essere rasa al suolo dai Romani nel 146 a.C. al termine di un conflitto lungo e sanguinoso. Le sue rovine, dichiarate Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO nel 1979, si trovano oggi nell'area residenziale nord-est di Tunisi.
Origini e fondazione
Secondo la tradizione antica, Cartagine fu fondata nell'814 a.C. dalla principessa fenicia Elissa (nota anche come Didone), fuggita da Tiro dopo l'assassinio del marito da parte del fratello Pigmalione. La datazione archeologica moderna colloca la fondazione effettiva tra la fine del IX e l'inizio dell'VIII secolo a.C. La città sorse su un promontorio affacciato sul Golfo di Tunisi, una posizione strategicamente eccellente che le permetteva di controllare le rotte commerciali tra il Mediterraneo occidentale e quello orientale.
Cartagine era governata da magistrati elettivi detti suffeti, affiancati da un senato oligarchico, in un sistema che gli antichi greci e romani confrontavano talvolta con la costituzione di Sparta. La religione era politeista, con al centro le divinità Baal Hammon e Tanit; il culto comprendeva, almeno nelle fasi più antiche, pratiche sacrificali di neonati documentate nel tophet, il recinto sacro portuale.
L'impero commerciale e marittimo
Tra il VI e il IV secolo a.C. Cartagine si trasformò in una vera potenza imperiale. Colonizzò le coste del Nord Africa occidentale, della Sardegna, della Sicilia occidentale, delle Isole Baleari e della penisola iberica meridionale. La sua flotta dominava le acque del Mediterraneo occidentale, e il suo porto commerciale — il cothon, termine punico per porto artificiale — era uno dei più efficienti dell'antichità. L'economia si basava sul commercio di metalli preziosi (soprattutto argento iberico), tessuti, avorio, schiavi e merci agricole.
La città raggiunse una popolazione stimata tra i 400.000 e i 700.000 abitanti al suo apice, con quartieri residenziali a più piani (insulae), templi monumentali, arsenali militari e mercati internazionali. Gli scrittori antichi la descrivevano come la città più ricca del mondo conosciuto.
Le Guerre Puniche con Roma
Il confronto diretto tra Cartagine e Roma si materializzò in tre grandi conflitti, noti come Guerre Puniche (dal latino Punicus, aggettivo per i Fenici/Cartaginesi), combattuti nell'arco di oltre un secolo.
Prima Guerra Punica (264–241 a.C.)
Lo scontro nacque dalla contesa per il controllo della Sicilia, la grande isola crocevia del Mediterraneo. Nonostante la superiorità navale iniziale cartaginese, Roma costruì rapidamente una flotta di guerra e sconfisse Cartagine nella battaglia delle Egadi nel 241 a.C. Con il trattato di pace, Cartagine cedette la Sicilia — prima provincia romana — e dovette pagare ingenti indennità di guerra.
Seconda Guerra Punica (218–201 a.C.)
Questa fase è dominata dalla figura del generale Annibale Barca, che nel 218 a.C. compì la celeberrima traversata delle Alpi con elefanti da guerra per portare la guerra direttamente in Italia. Le vittorie di Annibale al Trebbia, al Trasimeno e soprattutto a Canne (216 a.C.) rimangono tra le più studiate nella storia militare. Tuttavia, senza riuscire a conquistare Roma né a ricevere adeguati rinforzi da Cartagine, Annibale fu infine richiamato in Africa. Nel 202 a.C. il generale romano Scipione l'Africano lo sconfisse definitivamente a Zama. Cartagine fu costretta a cedere la Spagna, a ridurre drasticamente la flotta e a versare ulteriori indennità per cinquant'anni.
Terza Guerra Punica (149–146 a.C.) e la distruzione
Indebolita ma non annientata, Cartagine si riprese economicamente nel corso del II secolo a.C., suscitando nuove preoccupazioni a Roma. Il senatore Catone il Censore concluse ogni suo discorso in senato — indipendentemente dall'argomento — con la formula «Ceterum censeo Carthaginem esse delendam» ("Ritengo inoltre che Cartagine debba essere distrutta"), trasformata nella storia come epitome dell'ossessione romana per la rivale africana.
Nel 149 a.C. Roma trovò il pretesto cercato: accusò Cartagine di aver violato il trattato di pace attaccando la Numidia senza autorizzazione romana. Seguì un assedio lungo e devastante. Nel 146 a.C. il console Scipione Emiliano — nipote adottivo di Scipione l'Africano — sfondò le difese e guidò sei giorni di combattimenti casa per casa. Si stima che circa 50.000 sopravvissuti furono ridotti in schiavitù. La città fu saccheggiata, incendiata e rasa al suolo. Secondo una tradizione letteraria successiva (ma contestata dagli storici moderni), sul terreno fu sparso del sale per rendere sterile il suolo. Il territorio cartaginese divenne la provincia romana d'Africa.
Cartagine romana e il sito moderno
Nel 44 a.C. Giulio Cesare decretò la rifondazione di Cartagine come colonia romana; il progetto fu completato sotto Augusto. La Cartagine romana conobbe una seconda fioritura: nel III secolo d.C. era diventata la terza o quarta città dell'Impero romano per popolazione, con terme monumentali (le Terme di Antonino, in parte ancora visibili), un anfiteatro, un circo e numerosi templi. Fu inoltre uno dei principali centri del Cristianesimo antico: qui operarono Tertulliano e Cipriano di Cartagine, e si tenne il celebre concilio locale del 397 d.C. che canonizzò il Nuovo Testamento nella forma tuttora riconosciuta dalla Chiesa cattolica.
La città fu conquistata dai Vandali nel 439 d.C., poi riconquistata dall'Impero romano d'Oriente nel 533, e infine distrutta dagli Arabi tra il 695 e il 698 d.C. Le sue pietre servirono da cava di materiali per costruire la vicina Tunisi medievale.
Oggi il sito archeologico di Cartagine si trova nel sobborgo nordorientale di Tunisi e comprende i resti del porto punico, il tophet, le Terme di Antonino, l'Odeon, la collina di Byrsa con il museo nazionale. È Patrimonio dell'Umanità UNESCO dal 1979 ed è meta di un turismo internazionale in crescita, sostenuto anche da interventi di valorizzazione promossi dalle autorità tunisine in collaborazione con istituti di ricerca internazionali.
Domande frequenti
Qual è l'antica città del Nord Africa distrutta da Roma?
È Cartagine (in latino Carthago), città fondata dai Fenici nell'odierna Tunisia e distrutta da Roma nel 146 a.C. al termine della Terza Guerra Punica, per ordine del senato romano e sotto il comando del console Scipione Emiliano.
Perché Roma distrusse Cartagine?
Le cause erano insieme geopolitiche ed economiche: Cartagine rappresentava la principale potenza rivale di Roma nel Mediterraneo occidentale. Dopo le Guerre Puniche, Roma temeva un suo rilancio. Il pretesto immediato fu l'accusa di aver attaccato la Numidia senza autorizzazione, violando il trattato del 201 a.C.
È vero che i Romani sparsero il sale su Cartagine?
La tradizione del sale è diffusa nella cultura popolare, ma gli storici moderni la considerano un'invenzione tarda, probabilmente del XIX secolo. Le fonti antiche descrivono incendi e demolizioni, ma non menzionano la salatura del suolo come atto formale di consacrazione alla sterilità.
Dove si trovano oggi le rovine di Cartagine?
Le rovine si trovano nel sobborgo nordorientale di Tunisi, in Tunisia, e sono visitabili come sito archeologico. L'area è stata dichiarata Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO nel 1979.
Chi era Annibale e che ruolo ebbe nelle Guerre Puniche?
Annibale Barca (247–183 a.C. circa) fu il più celebre generale cartaginese. Nella Seconda Guerra Punica attraversò le Alpi con il suo esercito e inflisse a Roma alcune delle peggiori sconfitte della sua storia, tra cui quella di Canne (216 a.C.). Fu infine sconfitto a Zama nel 202 a.C. da Scipione l'Africano.
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