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Morte Nera: cos'è la malattia, cause e storia della peste

Pubblicato 12. maggio 2025 Aggiornato 15. giugno 2026

Qual è la malattia nota come Morte Nera?

La malattia nota come Morte Nera è la peste, un'infezione causata dal batterio Yersinia pestis. Con questo nome si indica in particolare la grande pandemia che colpì Europa, Asia e Nord Africa tra il 1347 e il 1351, una delle catastrofi demografiche più gravi della storia umana. La forma più comune e caratteristica della malattia è la peste bubbonica, ma esistono anche la variante setticemica e quella polmonare. Nonostante sia spesso percepita come un male del passato, la peste non è scomparsa: continua a manifestarsi anche nel 2026 in focolai naturali in diverse regioni del mondo, Stati Uniti occidentali compresi.

Perché si chiama "Morte Nera"

L'espressione "Morte Nera" (in latino tardo atra mors, in italiano anche "peste nera") si riferisce all'epidemia del XIV secolo. Il termine "nera" non descriveva originariamente un colore, ma il carattere terribile e funesto del contagio. Solo in seguito venne collegato a un segno clinico: nelle forme più gravi comparivano macchie scure e livide sulla pelle, dovute a emorragie sottocutanee e alla necrosi dei tessuti, soprattutto nelle estremità. Va precisato che il nome "Morte Nera" non fu usato dai contemporanei del Trecento, che parlavano semplicemente di "grande pestilenza" o "mortalità": l'espressione si diffuse molto più tardi, soprattutto a partire dal XVIII e XIX secolo.

L'agente patogeno: Yersinia pestis

La causa della peste è il batterio Yersinia pestis, identificato nel 1894 a Hong Kong dal medico svizzero-francese Alexandre Yersin, da cui prende il nome, in modo quasi simultaneo al giapponese Shibasaburō Kitasato. Si tratta di un batterio che vive normalmente in popolazioni di roditori selvatici (ratti, marmotte, scoiattoli di terra, cani della prateria) e che si trasmette attraverso le punture di pulci infette. Quando i roditori ospiti muoiono in gran numero, le pulci cercano nuovi ospiti, incluso l'uomo, innescando il contagio.

Per lungo tempo l'identità dell'agente della Morte Nera è stata dibattuta, ma le analisi genetiche condotte negli ultimi due decenni sul DNA antico estratto da resti umani di sepolture medievali hanno confermato in modo solido la presenza di Yersinia pestis, mettendo a tacere le ipotesi alternative.

Le forme della malattia

La peste si presenta in tre forme cliniche principali, che possono anche evolvere l'una nell'altra:

  • Peste bubbonica: la più frequente. Dopo la puntura della pulce, il batterio raggiunge i linfonodi, che si gonfiano in modo doloroso formando i caratteristici bubboni (rigonfiamenti a inguine, ascelle o collo). È accompagnata da febbre alta, brividi e spossatezza.
  • Peste setticemica: il batterio si diffonde nel sangue, provocando emorragie, shock e necrosi dei tessuti. Può derivare da una forma bubbonica non trattata.
  • Peste polmonare: la più grave e l'unica direttamente trasmissibile da persona a persona, attraverso le goccioline respiratorie. Senza trattamento tempestivo è quasi sempre letale in pochi giorni.

La pandemia del Trecento

La Morte Nera raggiunse l'Europa nel 1347. Le cronache la collegano all'assedio mongolo della città di Caffa, in Crimea, da cui il contagio si sarebbe propagato lungo le rotte commerciali del Mediterraneo, trasportato dai ratti e dalle loro pulci a bordo delle navi mercantili. In pochi anni la malattia dilagò dall'Italia meridionale fino alla Scandinavia e alla Russia.

Le stime sul numero delle vittime variano enormemente a seconda delle fonti, ma gli storici concordano che la pandemia uccise una quota compresa tra circa un terzo e la metà della popolazione europea, con un totale di decine di milioni di morti in tutta l'area eurasiatica. L'impatto non fu solo demografico: la Morte Nera trasformò l'economia, generando carenza di manodopera e cambiamenti nei rapporti sociali, alimentò ondate di panico, persecuzioni (in particolare contro le comunità ebraiche, ingiustamente accusate) e profonde crisi religiose e culturali.

Non fu un evento isolato: le tre grandi pandemie

La Morte Nera fu la fase iniziale e più devastante della cosiddetta seconda pandemia di peste, che continuò a colpire l'Europa con focolai ricorrenti per oltre tre secoli, fino al XVIII secolo. Storicamente si distinguono tre grandi pandemie:

  • La peste di Giustiniano (a partire dal 541 d.C.), che colpì l'Impero bizantino.
  • La seconda pandemia, aperta dalla Morte Nera del 1347.
  • La terza pandemia, iniziata in Cina alla metà del XIX secolo e diffusasi via mare in tutto il mondo, durante la quale fu finalmente identificato il batterio responsabile.

La peste oggi: la situazione nel 2026

La peste è una malattia ancora presente. Oggi è considerata endemica in alcune zone di Africa, Asia e Americhe, dove sopravvive in serbatoi animali selvatici. Negli Stati Uniti occidentali circola stabilmente tra i roditori del Nuovo Messico, Arizona, Colorado, California, Oregon meridionale e Nevada settentrionale, dando luogo ogni anno a un numero limitato di casi umani.

Nel 2026 le autorità sanitarie statunitensi hanno segnalato casi sporadici: la contea di Apache, in Arizona, ha confermato il primo caso umano locale dopo oltre dieci anni, con il paziente che ha completato le cure ed è guarito; il Nuovo Messico ha registrato diversi casi animali. Episodi analoghi si erano verificati nel 2025. Il dato importante è che, grazie alla diagnosi precoce, i casi umani restano rari e curabili.

Diagnosi e cura

A differenza del Medioevo, oggi la peste è una malattia trattabile con antibiotici (come streptomicina, gentamicina, doxiciclina o ciprofloxacina), purché la terapia sia avviata rapidamente. La tempestività è decisiva soprattutto per la forma polmonare e setticemica, dove ogni ora conta. Le misure di prevenzione includono il controllo dei roditori e delle pulci, la protezione nelle aree endemiche e la sorveglianza sanitaria. Non esiste un vaccino di uso comune per la popolazione generale.

Domande frequenti

Qual è la malattia chiamata Morte Nera?

La Morte Nera è la peste, in particolare la peste bubbonica, causata dal batterio Yersinia pestis. Il nome indica soprattutto la grande pandemia che colpì l'Europa tra il 1347 e il 1351.

Cosa causa la peste?

La peste è provocata dal batterio Yersinia pestis, trasmesso all'uomo soprattutto attraverso le punture di pulci infette che vivono sui roditori. La forma polmonare può trasmettersi anche da persona a persona per via respiratoria.

Perché viene chiamata "nera"?

Il termine "nera" indicava il carattere funesto della pandemia e fu poi associato alle macchie scure e livide che comparivano sulla pelle dei malati a causa di emorragie e necrosi dei tessuti.

La peste esiste ancora nel 2026?

Sì. La peste è endemica in alcune regioni di Africa, Asia e Americhe. Nel 2026 sono stati segnalati casi umani e animali isolati negli Stati Uniti occidentali, tutti gestiti con successo grazie alla diagnosi precoce.

La peste si può curare oggi?

Sì. La peste è curabile con antibiotici se il trattamento viene avviato tempestivamente. Per questo motivo la mortalità è oggi molto più bassa rispetto al passato.

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