Storia del Tour de France: dalle origini al 2026
Il Tour de France è la più celebre corsa ciclistica a tappe del mondo e uno degli eventi sportivi più seguiti a livello globale, secondo solo ai Giochi olimpici e ai Mondiali di calcio per pubblico. Nato nel 1903 come trovata pubblicitaria di un giornale in difficoltà, è diventato in poco più di un secolo un fenomeno culturale che intreccia sport, geografia, epopea umana e identità nazionale francese. L'edizione del 2026, la 113ª della storia, in programma dal 4 al 26 luglio, partirà eccezionalmente da Barcellona, confermando la capacità della "Grande Boucle" di rinnovarsi senza tradire la propria leggenda.
Le origini: una guerra tra giornali (1903)
Il Tour nacque per ragioni commerciali, non sportive. All'inizio del Novecento il quotidiano sportivo francese L'Auto, diretto da Henri Desgrange, perdeva la battaglia delle vendite contro il rivale Le Vélo. Durante il ritorno dalla corsa Marsiglia-Parigi, un giovane redattore, Géo Lefèvre, suggerì a Desgrange di organizzare una gara intorno alla Francia, sul modello delle popolari sei giorni su pista. L'idea fu annunciata il 19 gennaio 1903.
La prima edizione si corse dal 1° al 19 luglio 1903, articolata in sei lunghissime tappe per un totale di circa 2.428 chilometri, con partenza dal Café Reveil-Matin di Montgeron, alle porte di Parigi. A imporsi fu lo spazzacamino di origine italiana Maurice Garin. L'operazione fu un trionfo commerciale: la tiratura di L'Auto balzò da circa 25.000 a 65.000 copie, mentre l'edizione speciale dedicata alla corsa arrivò a 120.000 copie. Il ciclismo francese aveva trovato il suo evento simbolo.
La nascita dei simboli: la maglia gialla
L'elemento più riconoscibile del Tour, la maglia gialla (maillot jaune) indossata dal leader della classifica generale, comparve solo nel 1919. Dopo l'interruzione dovuta alla Prima guerra mondiale, Desgrange volle rendere il primo della corsa immediatamente identificabile dal pubblico lungo le strade. Il colore scelto fu il giallo perché era quello della carta su cui veniva stampato L'Auto. Il primo corridore a vestirla fu il francese Eugène Christophe.
Negli anni si aggiunsero le altre classifiche con le rispettive maglie: la maglia verde per la classifica a punti (velocisti), la maglia a pois rossi per il miglior scalatore (gran premio della montagna) e la maglia bianca per il miglior giovane. Questo sistema di "corse dentro la corsa" è una delle ragioni del fascino duraturo del Tour.
L'epoca dei pionieri e l'eroismo della fatica
Nei primi decenni il Tour fu una prova di resistenza estrema. Le tappe potevano superare i 400 chilometri, le strade erano sterrate e i corridori dovevano riparare da soli le biciclette. Restò celebre l'episodio del 1913, quando Eugène Christophe ruppe la forcella sul Tourmalet e fu costretto a ripararla personalmente in una fucina, venendo poi penalizzato per essersi fatto aiutare a tenere il fuoco. L'inserimento delle grandi salite pirenaiche (dal 1910) e alpine trasformò la corsa in un'epopea di montagna.
Tra le due guerre emersero le squadre nazionali e i primi campioni di leggenda, mentre la corsa consolidava il suo radicamento nell'immaginario collettivo francese, scandendo l'estate del Paese.
I grandi campioni e il "club dei cinque"
Il dopoguerra segnò l'età d'oro dei grandi vincitori. Cinque successi nella classifica generale rappresentano il record assoluto, condiviso da quattro fuoriclasse:
- Jacques Anquetil (Francia), primo a raggiungere quota cinque negli anni Cinquanta e Sessanta.
- Eddy Merckx (Belgio), considerato da molti il più grande di sempre, dominatore degli anni Settanta e detentore del primato di giorni in maglia gialla (96).
- Bernard Hinault (Francia), ultimo francese a vincere il Tour, nel 1985.
- Miguel Induráin (Spagna), unico capace di vincere cinque edizioni consecutive, dal 1991 al 1995.
Va ricordato che lo statunitense Lance Armstrong conquistò sette Tour consecutivi tra il 1999 e il 2005, ma tutti i suoi titoli furono cancellati nel 2012 a seguito dell'accertamento di un sistematico ricorso al doping: per quelle edizioni l'albo d'oro non assegna alcun vincitore.
Le ombre: l'epoca del doping
La storia del Tour non è solo gloria. La corsa è stata segnata da gravi scandali legati al doping, dal "caso Festina" del 1998 fino all'affaire Armstrong. Queste vicende hanno spinto il ciclismo a dotarsi di controlli antidoping tra i più rigorosi dello sport mondiale, con il passaporto biologico e una vigilanza costante che hanno contribuito a restituire credibilità alle prestazioni dei campioni contemporanei.
Il Tour contemporaneo e i protagonisti del 2025
Il ciclismo degli anni Venti del Duemila è dominato dalla rivalità tra lo sloveno Tadej Pogačar e il danese Jonas Vingegaard. Nel 2025 Pogačar (UAE Team Emirates XRG) ha conquistato il suo quarto Tour in sei anni, precedendo Vingegaard di oltre quattro minuti dopo aver costruito il vantaggio decisivo sui Pirenei, con le vittorie a Hautacam e nella cronoscalata di Peyragudes. A soli 27 anni, Pogačar è già nella ristretta cerchia dei più vincenti della storia e punta a inseguire il record dei cinque successi.
Il Tour de France 2026: partenza da Barcellona
L'edizione 2026 propone una delle partenze più insolite di sempre. Il Grand Départ sarà dato da Barcellona, che diventerà la città più meridionale ad aver mai ospitato l'avvio della corsa: è la terza volta che il Tour scatta dalla Spagna, dopo San Sebastián (1992) e Bilbao (2023). Il percorso, presentato il 23 ottobre 2025 dal direttore Christian Prudhomme, attraverserà cinque massicci montuosi francesi — Pirenei, Massiccio Centrale, Giura, Vosgi e Alpi — in un crescendo verso il finale.
Il momento più atteso sarà il ritorno all'Alpe d'Huez, mitica salita assente dal 2022, con una scalata inedita attraverso il Col de Sarenne a sole 24 ore dall'arrivo. La conclusione è prevista, come da tradizione recente, a Parigi. Un tracciato pensato per tenere aperta la lotta per la maglia gialla fino agli ultimi giorni.
Domande frequenti
Quando è nato il Tour de France e perché?
Il Tour de France è nato nel 1903, ideato dal quotidiano sportivo L'Auto diretto da Henri Desgrange, su suggerimento del redattore Géo Lefèvre. Lo scopo era aumentare le vendite del giornale nella concorrenza con la rivale Le Vélo. La prima edizione fu vinta da Maurice Garin.
Chi ha vinto più volte il Tour de France?
Il record di cinque vittorie nella classifica generale è condiviso da Jacques Anquetil, Eddy Merckx, Bernard Hinault e Miguel Induráin. Lance Armstrong vinse sette edizioni consecutive (1999-2005), ma i titoli gli furono revocati per doping.
Perché la maglia del leader è gialla?
La maglia gialla fu introdotta nel 1919 per rendere riconoscibile il leader della classifica. Il colore scelto fu il giallo perché era quello della carta su cui veniva stampato il giornale organizzatore, L'Auto. Il primo a indossarla fu Eugène Christophe.
Da dove parte il Tour de France 2026?
Il Tour de France 2026 parte da Barcellona, in Spagna, dal 4 luglio. È la città più meridionale ad aver mai ospitato il Grand Départ e segna la terza partenza spagnola dopo San Sebastián (1992) e Bilbao (2023). La corsa si conclude il 26 luglio.
Chi ha vinto l'ultimo Tour de France?
L'edizione 2025 è stata vinta dallo sloveno Tadej Pogačar (UAE Team Emirates XRG), suo quarto successo in sei anni, davanti al danese Jonas Vingegaard, staccato di oltre quattro minuti.