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Storia della Guinea-Bissau: dall'indipendenza ai colpi di Stato

Pubblicato 10. gennaio 2025 Aggiornato 15. giugno 2026

Qual è la storia della Guinea-Bissau in sintesi?

La Guinea-Bissau è un piccolo Stato dell'Africa occidentale affacciato sull'Oceano Atlantico, indipendente dal Portogallo dal 1974. La sua storia è segnata da una lunga e coraggiosa lotta di liberazione, seguita da decenni di instabilità politica fatta di colpi di Stato, assassini di capi di Stato e fragilità istituzionale. L'ultimo episodio risale al novembre 2025, quando un golpe militare ha rovesciato il presidente Umaro Sissoco Embaló, confermando il Paese come uno dei più instabili del continente. Questa sintesi ne ripercorre le tappe principali, dalle origini coloniali alla situazione del 2026.

Le radici coloniali

Il territorio dell'odierna Guinea-Bissau fu raggiunto dai navigatori portoghesi nel XV secolo e divenne presto uno snodo del commercio degli schiavi. Per secoli i portoghesi controllarono soltanto alcuni insediamenti costieri, mentre l'interno restava nelle mani delle popolazioni locali. Solo nei primi decenni del Novecento il Portogallo riuscì a imporre un dominio effettivo sull'intero territorio, allora chiamato Guinea portoghese. La colonia rimase economicamente arretrata e fortemente sfruttata, senza investimenti significativi in istruzione o infrastrutture.

La lotta per l'indipendenza e Amílcar Cabral

La figura centrale dell'emancipazione fu Amílcar Cabral, agronomo e teorico politico che nel 1956 fondò il PAIGC (Partito Africano per l'Indipendenza della Guinea e di Capo Verde). Dal 1963 il PAIGC avviò una guerriglia armata contro l'esercito portoghese, conducendo una delle lotte di liberazione più efficaci dell'Africa. Cabral organizzò non solo l'azione militare, ma anche scuole, ospedali e strutture amministrative nelle zone liberate.

Cabral fu assassinato a Conakry nel gennaio 1973, pochi mesi prima del traguardo. Il 24 settembre 1973 il PAIGC proclamò unilateralmente l'indipendenza della Guinea-Bissau. Il riconoscimento internazionale arrivò nel 1974, dopo la Rivoluzione dei Garofani che a Lisbona pose fine alla dittatura e avviò la decolonizzazione portoghese. Primo presidente fu Luís Cabral, fratello di Amílcar.

I primi decenni dell'indipendenza

Il sogno di un'unione con Capo Verde, condiviso dal PAIGC, naufragò presto. Nel 1980 un colpo di Stato guidato da João Bernardo "Nino" Vieira rovesciò Luís Cabral, segnando l'inizio di una lunga stagione di instabilità e ponendo fine al progetto di federazione con Capo Verde. Vieira instaurò un regime a partito unico e governò per quasi vent'anni.

All'inizio degli anni Novanta, sotto la pressione interna e internazionale, il Paese avviò una transizione verso il multipartitismo: le prime elezioni pluraliste si tennero nel 1994 e furono vinte da Vieira. La democrazia rimase però fragile.

La guerra civile e l'instabilità cronica

Nel 1998 lo scontro tra Vieira e una parte dei vertici militari sfociò in una guerra civile (1998-1999) che devastò la capitale e portò alla caduta del presidente. Da allora la Guinea-Bissau è entrata in un ciclo quasi ininterrotto di colpi di Stato, tentativi di golpe e assassini politici. Nel 2009 il presidente Vieira, tornato al potere nel 2005, fu ucciso da militari poche ore dopo l'assassinio del capo di Stato maggiore dell'esercito.

Un ulteriore golpe nel 2012, in piena campagna elettorale, isolò il Paese a livello internazionale. In questi anni la Guinea-Bissau acquisì la reputazione di "narco-Stato": la sua posizione geografica e la debolezza delle istituzioni la resero un punto di transito chiave per la cocaina diretta dall'America Latina all'Europa, con il coinvolgimento di settori delle forze armate.

L'era Embaló e il golpe del 2025

Umaro Sissoco Embaló, ex generale, fu proclamato vincitore delle elezioni presidenziali a cavallo tra il 2019 e il 2020, in un voto contestato dal PAIGC. Il suo mandato è stato caratterizzato da forti tensioni con l'opposizione, dallo scioglimento del Parlamento e da almeno un presunto tentativo di golpe nel 2022.

La crisi è precipitata con le elezioni generali del 23 novembre 2025, alle quali Embaló si presentava per un secondo mandato mentre il PAIGC veniva escluso dalla competizione presidenziale, alimentando dubbi sulla credibilità del voto. Il 26 novembre 2025, alla vigilia della proclamazione dei risultati, i militari arrestarono Embaló e dichiararono il "pieno controllo" del Paese, costituendo un Alto Comando Militare per il Ripristino dell'Ordine. Alcuni osservatori e la coalizione della società civile "Fronte Popolare" hanno parlato di un "golpe simulato", orchestrato per impedire la pubblicazione dei risultati elettorali.

Il giorno successivo il generale Horta Inta-A Na Man fu proclamato capo di un governo militare incaricato di gestire una transizione di un anno; Embaló lasciò il Paese alla volta del Senegal grazie a una mediazione regionale.

La Guinea-Bissau nel 2026

All'inizio del 2026 la giunta ha giurato come presidente di transizione il generale Horta N'Tam e ha annunciato misure di apertura, tra cui la liberazione di alcuni leader politici e la formazione di un governo più inclusivo, con l'assegnazione di ministeri al PAIGC e ad altre forze. Sono state convocate nuove elezioni legislative e presidenziali per il 6 dicembre 2026. La carta di transizione vieta al leader del golpe e al suo primo ministro di candidarsi, anche se permangono dubbi sul rispetto effettivo di tale impegno. A oltre cinquant'anni dall'indipendenza, la Guinea-Bissau resta dunque alla ricerca di una stabilità istituzionale duratura.

Domande frequenti

Quando è diventata indipendente la Guinea-Bissau?

L'indipendenza fu proclamata unilateralmente dal PAIGC il 24 settembre 1973 e riconosciuta dal Portogallo nel 1974, dopo la Rivoluzione dei Garofani.

Chi era Amílcar Cabral?

Fu il fondatore del PAIGC e il principale leader della lotta di liberazione dal dominio portoghese. Considerato padre della nazione, fu assassinato nel gennaio 1973, pochi mesi prima dell'indipendenza.

Perché la Guinea-Bissau è considerata instabile?

Dal 1980 il Paese ha subito numerosi colpi di Stato, una guerra civile (1998-1999) e l'assassinio di capi di Stato. La debolezza delle istituzioni l'ha inoltre resa un importante punto di transito del narcotraffico.

Cosa è successo nel novembre 2025?

Un colpo di Stato militare ha rovesciato il presidente Umaro Sissoco Embaló alla vigilia della proclamazione dei risultati elettorali, instaurando un governo di transizione guidato dal generale Horta Inta-A Na Man.

Quando si terranno le prossime elezioni?

Le autorità di transizione hanno fissato nuove elezioni legislative e presidenziali per il 6 dicembre 2026.

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