CCitopendia

Storia della Guinea: dalle origini ai giorni nostri

Pubblicato 3. dicembre 2024 Aggiornato 15. giugno 2026

Qual è la storia breve della Guinea? Scoprila qui!

La Guinea, ufficialmente Repubblica di Guinea, è uno Stato dell'Africa occidentale affacciato sull'Oceano Atlantico, con capitale Conakry. La sua storia attraversa secoli di grandi regni precoloniali, il lungo dominio coloniale francese, una clamorosa rottura con Parigi nel 1958 e decenni di regimi autoritari e colpi di stato militari che si sono succeduti fino ai giorni nostri. Nel 2026, il paese è guidato da Mamadi Doumbouya, l'ex ufficiale che nel settembre 2021 rovesciò il presidente Alpha Condé e che alla fine del 2025 è stato eletto presidente con quasi il 87% dei voti in elezioni controverse.

Il periodo precoloniale: regni e imperi

L'attuale territorio della Guinea è stato abitato fin dall'antichità da diversi gruppi etnici, tra cui i Soussou, i Peul (o Fula) e i Malinké. Per secoli questi popoli rientrarono nell'orbita di grandi formazioni statali dell'Africa occidentale.

Tra il XIII e il XV secolo il territorio fu in parte incorporato nel Impero del Mali, la potenza commerciale e islamica che controllava le rotte trans-sahariane e diffuse l'Islam nella regione. Alla sua dissoluzione, emerse nell'altopiano centrale del Futa Jallon uno stato teocratico Peul: il regno del Futa Jallon (o Fouta Djalon), fondato attorno al 1735 da migranti Fula di fede musulmana. Dotato di una costituzione scritta e di un sistema di sovranità alternata tra due famiglie regnanti, il Futa Jallon mantenne la propria indipendenza per oltre un secolo e mezzo, fino alla conquista francese del 1898.

Nella seconda metà del XIX secolo emerse nella Guinea orientale l'Impero del Wassoulou (1878–1898), costruito dal condottiero Samory Touré. Samory organizzò uno Stato capace di resistere a lungo all'avanzata francese: il suo esercito combatté fino al 1898, quando fu catturato e deportato in Gabon, dove morì nel 1900. È ancora oggi considerato un eroe nazionale in Guinea.

La colonizzazione francese

La penetrazione europea nella regione iniziò nel XV secolo con i navigatori portoghesi, ma fu la Francia a esercitare un'influenza duratura. Dopo decenni di pressioni commerciali e militari, nel 1895 la Guinea fu formalmente annessa all'Africa Occidentale Francese (Afrique-Occidentale française, AOF), il grande blocco coloniale con sede a Dakar. Il paese divenne Guinée française.

L'economia coloniale fu strutturata intorno allo sfruttamento delle risorse naturali — caucciù, banane, arachidi, ferro e bauxite — con il lavoro forzato come strumento ordinario di produzione. Le popolazioni locali erano sottoposte al sistema del code de l'indigénat, un regime giuridico discriminatorio che le privava dei diritti fondamentali riconosciuti ai cittadini francesi. L'infrastruttura ferroviaria e portuale di Conakry fu sviluppata principalmente per agevolare l'estrazione e l'esportazione delle materie prime.

L'indipendenza e Sékou Touré (1958–1984)

Il 28 settembre 1958, in seguito al referendum voluto dal generale Charles de Gaulle per ratificare la nuova Costituzione della Quinta Repubblica e ridefinire i rapporti con le colonie africane, la Guinea fu l'unico territorio dell'Africa francofona a votare no con una maggioranza schiacciante. Il leader del Rassemblement Démocratique Africain in Guinea, Sékou Touré, aveva convinto la popolazione a rifiutare l'associazione con la Francia, pronunciando la celebre frase: «Preferiamo la povertà nella libertà alla ricchezza nella schiavitù».

Il 2 ottobre 1958 fu proclamata la Repubblica di Guinea, prima colonia subsahariana a ottenere l'indipendenza completa nel contesto della decolonizzazione francese. La risposta di Parigi fu immediata e punitiva: tutti i funzionari e i tecnici francesi furono ritirati nel giro di settimane, portando con sé archivi, attrezzature e persino i telefoni dagli uffici. La Guinea si trovò a dover costruire uno Stato dal nulla in condizioni di grande fragilità.

Sékou Touré instaurò un regime monopartitico a guida del Parti Démocratique de Guinée (PDG), con una forte impronta socialista e pan-africanista. Si avvicinò all'Unione Sovietica e alla Cina, nazionalizzò le principali attività economiche e tentò la via dell'autarchia. Tuttavia, il regime divenne progressivamente più repressivo: migliaia di oppositori reali o presunti furono imprigionati, torturati o giustiziati nel terrificante Campo Boiro, il centro di detenzione di Conakry dove trovarono la morte decine di migliaia di persone. La Guinea si svuotò: si stima che durante la sua dittatura emigrarono all'estero tra uno e due milioni di guinesi. Sékou Touré morì il 26 marzo 1984 per un'operazione cardiaca in Texas.

Il regime militare di Lansana Conté (1984–2008)

Pochi giorni dopo la morte di Sékou Touré, il 3 aprile 1984, un gruppo di ufficiali militari guidati dal colonnello Lansana Conté prese il potere con un colpo di stato indolore. Il Comité Militaire de Redressement National (CMRN) si presentò come forza di liberazione dal precedente regime. Inizialmente Conté avviò riforme economiche, passando a un'economia di mercato con il consenso del FMI, e introdusse un multipartitismo formale nei primi anni Novanta. Fu eletto presidente in elezioni multipartitiche nel 1993 e rieletto nel 1998, ma i risultati furono contestati dall'opposizione.

Con il passar degli anni, la sua presidenza si deteriorò: Conté, afflitto da leucemia e dipendenza dall'alcol, lasciò che la corruzione pervadesse ogni livello dello Stato. Le entrate minerarie — la Guinea possiede le maggiori riserve mondiali di bauxite e giacimenti significativi di ferro, oro e diamanti — non si tradussero in sviluppo per la popolazione. Conté morì il 22 dicembre 2008.

La giunta di Dadis Camara e la strage del 2009

Il giorno seguente la morte di Conté, il 23 dicembre 2008, il capitano Moussa Dadis Camara prese il potere con un nuovo golpe militare, istituendo il Consiglio Nazionale per la Democrazia e lo Sviluppo (CNDD). Inizialmente accolto con una certa speranza per le sue dichiarazioni anti-corruzione, Dadis perse rapidamente consensi quando lasciò intendere di voler candidarsi alle elezioni presidenziali.

Il 28 settembre 2009 — nel cinquantunesimo anniversario del referendum sull'indipendenza — soldati della giunta spararono su decine di migliaia di manifestanti radunati allo stadio di Conakry per protestare contro la sua permanenza al potere. Almeno 150 persone furono uccise e centinaia ferite; si documentarono anche casi di violenza sessuale sistematica. Il massacro suscitò una condanna internazionale unanime. Nel dicembre 2009, Dadis Camara fu ferito in un attentato da parte di un suo aiutante e fu poi trasferito in Burkina Faso per cure mediche, lasciando il potere al generale Sékouba Konaté, che organizzò la transizione alle elezioni civili.

Alpha Condé e la prima elezione democratica (2010–2021)

Nel novembre 2010 si svolsero le prime elezioni presidenziali pienamente competitive nella storia della Guinea. Alpha Condé, storico leader dell'opposizione che aveva trascorso decenni in esilio e in prigione sotto i precedenti regimi, vinse al ballottaggio con il 52,5% dei voti, diventando il primo presidente eletto democraticamente del paese. La sua vittoria fu contestata dal candidato Cellou Dalein Diallo e seguita da violenze interetniche.

Condé fu rieletto nel 2015. Nel 2020, fece approvare una nuova Costituzione — tra le proteste dell'opposizione che causarono decine di morti — che azzerava il conteggio dei suoi mandati, consentendogli di candidarsi per un terzo mandato che ottenne con elezioni contestate nell'ottobre 2020. La sua presidenza, nonostante alcuni progressi economici legati all'esplorazione mineraria, fu segnata da accuse di nepotismo, repressione dell'opposizione e violenze contro i civili.

Il colpo di stato del 2021 e Mamadi Doumbouya

Il 5 settembre 2021, un'unità delle forze speciali guidata dal colonnello Mamadi Doumbouya — ex legionario francese — rovesciò Alpha Condé in un colpo di stato. Condé fu arrestato e il Comitato Nazionale del Raggruppamento e dello Sviluppo (CNRD) assunse il controllo del paese. Doumbouya sospese la Costituzione, sciolse il governo e le istituzioni, pur promettendo una transizione verso un regime civile.

La comunità internazionale, incluse la CEDEAO (ECOWAS) e l'Unione Africana, condannò il colpo e impose sanzioni. Le trattative per la transizione si prolungarono per anni. Nel frattempo, organizzazioni per i diritti umani documentarono casi di oppositori e attivisti fatti sparire: il 9 luglio 2024, tra gli altri, scomparirono Mamadou Billo Bah e Oumar Sylla (noto come Foniké Mengué), leader della società civile.

Il 21 settembre 2025 un referendum costituzionale approvò una nuova Carta fondamentale che allungava il mandato presidenziale a sette anni rinnovabile una volta e autorizzava i membri del CNRD a candidarsi alle elezioni. Il 28 dicembre 2025 si svolsero le elezioni presidenziali: Doumbouya fu dichiarato vincitore con l'86,72% dei voti dalla Corte Suprema il 4 gennaio 2026 e fu investito della carica di Presidente della Repubblica il 17 gennaio 2026. Gli osservatori internazionali rilevarono gravi limitazioni alla campagna elettorale, con intimidazioni all'opposizione e restrizioni alla libertà di stampa.

Domande frequenti

Quando ha ottenuto l'indipendenza la Guinea?

La Guinea proclamò la propria indipendenza il 2 ottobre 1958, due giorni dopo aver votato "no" nel referendum voluto da De Gaulle sulla nuova costituzione francese. Fu la prima e unica colonia francese subsahariana a scegliere l'indipendenza immediata in quella consultazione.

Chi era Sékou Touré?

Sékou Touré fu il primo presidente della Guinea (1958–1984), figura simbolo dell'indipendentismo africano ma anche autore di un regime sempre più repressivo. Il suo governo fu responsabile di decine di migliaia di vittime tra oppositori, intellettuali e semplici cittadini, molti dei quali morirono nel Campo Boiro, il principale centro di detenzione del paese.

Quanti colpi di stato ha subito la Guinea?

Dalla sua indipendenza, la Guinea ha vissuto numerosi colpi di stato militari: nel 1984 (Lansana Conté), nel 2008 (Moussa Dadis Camara) e nel 2021 (Mamadi Doumbouya). La ripetuta instabilità politica riflette le tensioni tra élite militari, divisioni etniche e la ricchezza mineraria del paese.

Quali sono le principali risorse naturali della Guinea?

La Guinea possiede alcune delle maggiori riserve mondiali di bauxite (minerale dell'alluminio), oltre a importanti giacimenti di ferro, oro e diamanti. Nonostante questa straordinaria ricchezza mineraria, rimane uno dei paesi più poveri del mondo, con gran parte della popolazione che non ha accesso a servizi di base.

Chi governa la Guinea nel 2026?

Nel 2026, la Guinea è guidata da Mamadi Doumbouya, che ha preso il potere con un golpe militare nel settembre 2021 e nel gennaio 2026 è stato investito della presidenza dopo aver vinto le elezioni del dicembre 2025 con l'86,72% dei voti, in un contesto di forti critiche internazionali alla regolarità del processo elettorale.

{"@context":"https://schema.org","@type":"FAQPage","mainEntity":[{"@type":"Question","name":"Quando ha ottenuto l'indipendenza la Guinea?","acceptedAnswer":{"@type":"Answer","text":"La Guinea proclamò la propria indipendenza il 2 ottobre 1958, due giorni dopo aver votato no nel referendum voluto da De Gaulle sulla nuova costituzione francese. Fu la prima e unica colonia francese subsahariana a scegliere l'indipendenza immediata in quella consultazione."}},{"@type":"Question","name":"Chi era Sékou Touré?","acceptedAnswer":{"@type":"Answer","text":"Sékou Touré fu il primo presidente della Guinea (1958–1984), figura simbolo dell'indipendentismo africano ma anche autore di un regime sempre più repressivo. Il suo governo fu responsabile di decine di migliaia di vittime tra oppositori, intellettuali e semplici cittadini, molti dei quali morirono nel Campo Boiro, il principale centro di detenzione del paese."}},{"@type":"Question","name":"Quanti colpi di stato ha subito la Guinea?","acceptedAnswer":{"@type":"Answer","text":"Dalla sua indipendenza, la Guinea ha vissuto numerosi colpi di stato militari: nel 1984 (Lansana Conté), nel 2008 (Moussa Dadis Camara) e nel 2021 (Mamadi Doumbouya). La ripetuta instabilità politica riflette le tensioni tra élite militari, divisioni etniche e la ricchezza mineraria del paese."}},{"@type":"Question","name":"Quali sono le principali risorse naturali della Guinea?","acceptedAnswer":{"@type":"Answer","text":"La Guinea possiede alcune delle maggiori riserve mondiali di bauxite (minerale dell'alluminio), oltre a importanti giacimenti di ferro, oro e diamanti. Nonostante questa straordinaria ricchezza mineraria, rimane uno dei paesi più poveri del mondo."}},{"@type":"Question","name":"Chi governa la Guinea nel 2026?","acceptedAnswer":{"@type":"Answer","text":"Nel 2026, la Guinea è guidata da Mamadi Doumbouya, che ha preso il potere con un golpe militare nel settembre 2021 e nel gennaio 2026 è stato investito della presidenza dopo aver vinto le elezioni del dicembre 2025 con l'86,72% dei voti, in un contesto di forti critiche internazionali alla regolarità del processo elettorale."}}]} --- Sources: - [La Storia della Guinea Conakry: Dalle Origini all'Indipendenza](https://www.cittacapitali.it/africa/guinea/guinea-storia.html) - [Storia della Guinea - Wikipedia](https://it.wikipedia.org/wiki/Storia_della_Guinea) - [Guinea coup leader Mamady Doumbouya wins presidential election - Al Jazeera](https://www.aljazeera.com/news/2025/12/30/guinea-coup-leader-mamdi-doumbouya-wins-presidential-election) - [Guinea coup leader Doumbouya declared winner - France 24](https://www.france24.com/en/africa/20251231-guinea-coup-leader-doumbouya-elected-president) - [Guinea: Doumbouya's power leaves opponents mute with fear - France 24](https://www.france24.com/en/africa/20250711-guinea-mamady-doumbouya-power-leaves-opponents-mute-fear) - [Mamady Doumbouya - Wikipedia](https://en.wikipedia.org/wiki/Mamady_Doumbouya) - [Fouta Djallon - Wikipedia](https://en.wikipedia.org/wiki/Fouta_Djallon) - [Wassoulou Empire - Wikipedia](https://en.wikipedia.org/wiki/Wassoulou_Empire)

Articoli correlati