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Ymir, il gigante primordiale della mitologia norrena

Pubblicato 10. settembre 2025 Aggiornato 15. giugno 2026

Qual è la storia di Ymir, il gigante della mitologia?

Nella mitologia norrena Ymir è il gigante primordiale dalla cui morte nasce il mondo. Essere ermafrodita e ancestrale, capostipite di tutti i giganti (jötnar), Ymir occupa il centro del mito cosmogonico scandinavo: il suo corpo smembrato dagli dèi diventa la materia stessa dell'universo, con le ossa a formare le montagne, il sangue i mari e il cranio la volta celeste. La sua vicenda è documentata nelle due fonti principali della tradizione nordica medievale, l'Edda poetica (raccolta di poemi tradizionali del XIII secolo) e l'Edda in prosa di Snorri Sturluson, redatta in Islanda intorno al 1220.

Le origini: il vuoto di Ginnungagap

Secondo il racconto, prima della creazione esisteva soltanto Ginnungagap, l'abisso primordiale privo di vita. A nord si trovava Niflheim, regno del ghiaccio e della nebbia; a sud Muspelheim, terra di fuoco. Dai fiumi gelati chiamati Élivágar sgorgava un veleno (in norreno antico eitr) che, solidificandosi, riempiva il baratro di strati di ghiaccio. Quando il calore di Muspelheim incontrò quel ghiaccio, le gocce che si sciolsero presero forma vivente: nacque così Ymir, chiamato anche Aurgelmir nelle fonti poetiche.

Ymir non fu dunque creato da una divinità né plasmato da mani divine: emerse spontaneamente dall'incontro tra le forze opposte del fuoco e del gelo. È questo il tratto che ne fa una figura cosmica anteriore agli dèi stessi.

La vacca Auðumbla e la nascita degli dèi

Insieme a Ymir, dal ghiaccio che si scioglieva emerse anche la vacca primordiale Auðumbla. Il suo latte nutriva il gigante, mentre lei stessa si alimentava leccando le rocce salate ricoperte di brina. Nel corso di tre giorni, leccando quel sale, Auðumbla liberò dalla pietra un essere di forma umana: Búri, il primo degli dèi.

Auðumbla unisce così le due stirpi destinate a contrapporsi: nutre Ymir, antenato dei giganti, e fa emergere Búri, progenitore degli Æsir. Da Búri nacque Borr, che si unì a Bestla, figlia di un gigante e quindi discendente della stirpe di Ymir. Da questa unione vennero tre fratelli: Odino, Vili e , gli dèi destinati a dare forma al cosmo.

La stirpe dei giganti

Mentre Ymir dormiva, dal suo corpo nacquero altri esseri in modo asessuato: dalle sue ascelle sudate spuntarono un maschio e una femmina, mentre dalle gambe, l'una con l'altra, generarono un figlio. Da questi primi giganti discende l'intera stirpe degli jötnar, che nella mitologia norrena rappresentano le forze del caos e della natura indomita, in costante tensione con gli dèi di Asgard.

L'uccisione di Ymir e la creazione del mondo

Il momento culminante del mito è l'uccisione di Ymir per mano di Odino, Vili e Vé. Dal corpo del gigante caduto i tre fratelli costruirono l'intero universo. Le fonti descrivono con precisione la corrispondenza tra le parti del corpo e gli elementi del mondo:

  • La carne divenne la terra;
  • Il sangue formò i mari e i laghi;
  • Le ossa si trasformarono nelle montagne;
  • I denti e le schegge d'osso divennero rocce e pietre;
  • I capelli diedero origine agli alberi;
  • Il cranio fu sollevato a formare la volta del cielo, retta ai quattro angoli da altrettanti nani (Norðri, Suðri, Austri e Vestri, i punti cardinali);
  • Il cervello fu scagliato in aria e divenne le nuvole.

Con le sopracciglia di Ymir gli dèi recintarono infine Miðgarðr (Midgard), il "recinto di mezzo", la regione destinata agli esseri umani. Secondo l'Edda in prosa, il sangue che sgorgò dalla ferita fu così abbondante da annegare quasi tutti i giganti: si salvò soltanto Bergelmir con la moglie, che fuggì su un'imbarcazione e da cui ripartì la nuova stirpe dei giganti.

Significato e interpretazioni

Il mito di Ymir appartiene a un modello cosmogonico diffuso tra molte culture indoeuropee, quello del cosiddetto "sacrificio primordiale": un essere originario viene smembrato e dal suo corpo nasce il mondo ordinato. Paralleli sono stati individuati con figure come il Purusha della tradizione vedica indiana. Il nome stesso "Ymir" è stato collegato dagli studiosi a una radice indoeuropea con il significato di "gemello" o "essere duplice", coerente con la sua natura ermafrodita e generatrice.

Nella struttura del pensiero norreno, la vicenda esprime un'idea fondamentale: l'ordine cosmico nasce dal caos primordiale e dalla materia di un essere antichissimo. Il mondo degli uomini e degli dèi è letteralmente costruito sul corpo di un gigante, in un equilibrio sempre fragile tra le forze dell'ordine (gli Æsir) e quelle del caos (i giganti), destinate a scontrarsi di nuovo nel Ragnarök.

Domande frequenti

Chi è Ymir nella mitologia norrena?

Ymir è il gigante primordiale ed ermafrodita, primo essere vivente e capostipite di tutti i giganti (jötnar). Nacque dall'incontro tra il fuoco di Muspelheim e il ghiaccio di Niflheim nell'abisso di Ginnungagap, prima ancora della comparsa degli dèi.

Chi ha ucciso Ymir e perché?

Ymir fu ucciso dai tre fratelli divini Odino, Vili e Vé. Con il suo corpo smembrato gli dèi crearono il mondo: la carne divenne la terra, il sangue i mari, le ossa le montagne e il cranio il cielo.

Come è nato il mondo dal corpo di Ymir?

Dalle diverse parti del corpo di Ymir nacquero gli elementi del cosmo: la terra dalla carne, gli oceani dal sangue, le montagne dalle ossa, gli alberi dai capelli, le nuvole dal cervello, il cielo dal cranio e Midgard, la dimora degli uomini, dalle sue sopracciglia.

Qual è il ruolo della vacca Auðumbla?

Auðumbla è la vacca primordiale che nutriva Ymir con il suo latte. Leccando le rocce salate liberò Búri, primo degli dèi e nonno di Odino, unendo così l'origine dei giganti a quella degli Æsir.

Dove è raccontata la storia di Ymir?

La vicenda di Ymir è documentata nell'Edda poetica, raccolta di poemi tradizionali, e nell'Edda in prosa scritta dall'islandese Snorri Sturluson intorno al 1220, oltre che in alcune testimonianze della poesia scaldica.

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