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Uomo di Marree: l'aborigeno gigante che lancia il giavellotto

Pubblicato 5. maggio 2025 Aggiornato 15. giugno 2026

Chi è l'uomo aborigeno che ha lanciato il giavellotto storico?

La figura dell'uomo aborigeno che lancia un giavellotto non corrisponde a un atleta o a un cacciatore realmente documentato, ma a una delle opere più enigmatiche del pianeta: il Marree Man (in italiano "Uomo di Marree"), un colossale geoglifo inciso nel deserto dell'Australia Meridionale. Si tratta del disegno di un indigeno australiano raffigurato nell'atto di scagliare un'arma da caccia — un bastone da lancio o lancia, spesso descritto come "giavellotto" — tracciato su una scala tale da essere visibile solo dall'alto. Comparso misteriosamente nel 1998 e mai rivendicato con certezza, resta nel 2026 uno dei grandi enigmi irrisolti della cartografia moderna.

Che cos'è il Marree Man

Il Marree Man è un geoglifo, cioè una figura di grandi dimensioni ottenuta incidendo o spostando il terreno. Raffigura la silhouette stilizzata di un uomo aborigeno con il braccio teso, nell'atto di lanciare quello che viene interpretato come un woomera (il propulsore tradizionale usato per scagliare lance), un boomerang o una lancia da caccia. È proprio questo gesto — il braccio sollevato che lancia l'arma — ad aver alimentato la descrizione popolare dell'"uomo che lancia il giavellotto".

Le sue dimensioni sono straordinarie: la figura misura circa 2,7-3,5 chilometri dalla testa ai piedi, con un perimetro di quasi 28 chilometri. Le linee che la compongono erano larghe fino a 35 metri e profonde 20-30 centimetri. Questo la colloca tra i geoglifi più grandi mai realizzati al mondo, ben oltre la scala delle celebri linee di Nazca in Perù.

Dove si trova

L'opera si trova sull'altopiano di Finniss Springs, a circa 60 chilometri a ovest della cittadina di Marree, nell'entroterra desertico dell'Australia Meridionale, non lontano dalla Woomera Prohibited Area (una vasta zona militare). La regione è remota, arida e scarsamente abitata: la figura è praticamente impossibile da percepire da terra e si rivela nella sua interezza solo in volo o tramite immagini satellitari.

La scoperta nel 1998

Il Marree Man venne avvistato il 26 giugno 1998 da un pilota di voli charter durante un tragitto tra Marree e Coober Pedy. Le successive analisi delle immagini satellitari hanno permesso di datarne con precisione la realizzazione: il sito appariva intatto in una ripresa del satellite Landsat-5 del 27 maggio 1998, mentre la figura completa era già visibile pochi giorni dopo. L'opera fu dunque tracciata in un brevissimo lasso di tempo, nell'arco di poche settimane, senza che nessuno notasse il passaggio di mezzi o persone in una zona così isolata.

Chi l'ha realizzato? Il mistero dell'autore

A oltre venticinque anni di distanza, l'identità di chi ha creato il Marree Man rimane ufficialmente sconosciuta. La precisione geometrica della figura suggerisce l'uso di tecnologia GPS avanzata e di macchinari pesanti, il che esclude l'ipotesi di un'opera improvvisata. Tra le teorie più discusse:

  • Bardius Goldberg, un artista di Alice Springs noto per il suo interesse verso opere visibili dallo spazio, indicato da molti come probabile autore; non confermò mai e morì nel 2002.
  • Personale militare statunitense di stanza nella zona: alcuni messaggi anonimi inviati via fax dopo la scoperta contenevano grafie e riferimenti tipicamente americani.
  • Un gruppo anonimo di persone dotate di competenze topografiche, che non si è mai fatto avanti.

Negli anni successivi furono offerte ricompense in denaro per informazioni credibili sull'autore, con la promessa di non procedere penalmente, ma nessuna pista ha mai portato a una rivendicazione verificata.

Degrado e restauro

Per anni l'erosione naturale e la scarsa manutenzione resero le linee sempre meno nitide: già nel 2013 la figura era a malapena distinguibile nelle immagini satellitari. Nell'agosto 2016, alcuni operatori turistici locali, preoccupati dalla perdita di un'attrazione divenuta importante per l'economia dell'area, decisero di ripristinarla. Utilizzando le coordinate GPS originali e una livellatrice stradale, ridisegnarono l'intera sagoma nell'arco di alcuni giorni, con il consenso della corporazione aborigena locale. In quell'occasione furono scavati anche dei solchi pensati per trattenere l'acqua piovana e favorire la crescita di vegetazione lungo i contorni.

Perché affascina ancora nel 2026

Il Marree Man continua a esercitare un forte richiamo perché unisce diversi elementi rari: dimensioni quasi incomprensibili, un'esecuzione tecnicamente sofisticata, un soggetto culturalmente significativo — l'immagine di un cacciatore aborigeno che richiama le tradizioni indigene australiane — e un autore mai identificato. È al tempo stesso un'opera di land art, un mistero irrisolto e un'attrazione turistica del remoto entroterra australiano. La sua sopravvivenza, però, resta legata a interventi periodici di restauro: senza manutenzione, il deserto tende inesorabilmente a cancellarlo.

Domande frequenti

Chi è l'uomo aborigeno che lancia il giavellotto?

Non è una persona reale, ma la figura raffigurata dal Marree Man, un gigantesco geoglifo nel deserto dell'Australia Meridionale che rappresenta un cacciatore aborigeno nell'atto di scagliare un'arma da lancio, interpretata come woomera, boomerang o lancia.

Quanto è grande il Marree Man?

La figura è alta circa 2,7-3,5 chilometri, con un perimetro di quasi 28 chilometri e linee larghe fino a 35 metri: è uno dei geoglifi più grandi mai realizzati al mondo.

Quando è stato scoperto?

È stato avvistato da un pilota il 26 giugno 1998. Le immagini satellitari indicano che fu realizzato tra il 27 maggio e i primi giorni di giugno dello stesso anno.

Chi ha creato il Marree Man?

L'autore resta ufficialmente sconosciuto. Le teorie più note indicano l'artista Bardius Goldberg o personale militare statunitense, ma nessuna ipotesi è mai stata confermata.

Il Marree Man è ancora visibile oggi?

Sì, ma solo grazie a un restauro effettuato nell'agosto 2016 con tecnologia GPS e macchinari stradali. Senza manutenzione periodica l'erosione del deserto tende a cancellarne le linee.

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