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Quali paesi furono Alleati nella seconda guerra mondiale

Pubblicato 14. maggio 2025 Aggiornato 15. giugno 2026

Gli Alleati della seconda guerra mondiale furono la coalizione di Stati che combatté contro le potenze dell'Asse (Germania, Italia e Giappone, insieme ai loro satelliti) tra il 1939 e il 1945. Non si trattò di un blocco fisso: i paesi vi aderirono in momenti diversi, con pesi militari molto differenti, e la composizione cambiò nel corso del conflitto. Al termine della guerra la coalizione comprendeva oltre cinquanta nazioni, ma il suo nucleo decisionale ruotava attorno a poche grandi potenze. Questo articolo elenca i paesi alleati, distingue le potenze maggiori da quelle minori e spiega come e quando ciascuno entrò in guerra.

Le tre (o quattro) grandi potenze

Il peso militare, industriale e politico della coalizione fu sostenuto soprattutto da un ristretto gruppo di Stati. I tre principali sono passati alla storia come i "Tre Grandi", dai loro leader Winston Churchill, Franklin Delano Roosevelt e Iosif Stalin:

  • Regno Unito (e l'intero Impero britannico): in guerra con la Germania dal 3 settembre 1939, fu l'unica grande potenza europea a resistere ininterrottamente all'Asse fino alla vittoria.
  • Stati Uniti d'America: entrarono formalmente nel conflitto dopo l'attacco giapponese a Pearl Harbor del 7 dicembre 1941, diventando rapidamente il principale arsenale e finanziatore della coalizione.
  • Unione Sovietica (URSS): inizialmente legata alla Germania dal patto Molotov-Ribbentrop del 1939, fu invasa il 22 giugno 1941 (operazione Barbarossa) e si schierò con gli Alleati, sostenendo sul fronte orientale la parte più sanguinosa della guerra in Europa.

A questi tre si aggiunge spesso la Cina (Repubblica di Cina, guidata da Chiang Kai-shek), in guerra con il Giappone fin dal 1937: per questo si parla talvolta delle "Quattro potenze" alleate. Anche la Francia è considerata una delle nazioni alleate maggiori, nonostante la sconfitta del 1940: dopo l'occupazione tedesca, la lotta proseguì grazie alla Francia Libera del generale Charles de Gaulle fino alla liberazione del 1944.

Il Commonwealth e l'Impero britannico

L'ingresso in guerra del Regno Unito trascinò con sé i Dominions e i territori dell'Impero, che fornirono milioni di soldati e risorse decisive. Tra questi:

  • Canada
  • Australia
  • Nuova Zelanda
  • Unione Sudafricana (l'odierno Sudafrica)
  • India britannica, che schierò il più grande esercito di volontari della storia

A questi si aggiungevano numerose colonie e protettorati britannici in Africa, Asia e Caraibi, che contribuirono con uomini, materie prime e basi strategiche.

I governi in esilio e i paesi occupati

Molti Stati europei furono rapidamente travolti dall'avanzata tedesca, ma continuarono a combattere a fianco degli Alleati attraverso governi in esilio (spesso con sede a Londra) e movimenti di resistenza. Fra questi:

  • Polonia, il cui attacco da parte della Germania il 1º settembre 1939 segnò l'inizio della guerra
  • Belgio e Paesi Bassi
  • Norvegia e Danimarca
  • Lussemburgo
  • Cecoslovacchia
  • Grecia e Jugoslavia, invase nel 1941

I loro eserciti in esilio, le marine e i piloti combatterono in molti teatri, dal cielo della Battaglia d'Inghilterra ai fronti del Mediterraneo.

L'America Latina e gli ingressi tardivi

Con il procedere del conflitto, e soprattutto dopo Pearl Harbor, numerosi paesi dichiararono guerra all'Asse, in alcuni casi con un contributo militare limitato ma con un significato politico ed economico rilevante. Il Brasile e il Messico furono gli unici Stati latinoamericani a inviare forze combattenti oltreoceano: il corpo di spedizione brasiliano combatté in Italia, mentre uno squadrone aereo messicano operò nel Pacifico. Altri paesi dell'America Latina, come Argentina, Cile, Cuba e gran parte del continente, dichiararono guerra all'Asse, spesso solo nelle fasi finali del 1944-1945.

Anche Stati precedentemente neutrali o cobelligeranti si aggiunsero verso la fine: l'Italia, dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943, divenne cobelligerante degli Alleati contro la Germania. Situazioni analoghe riguardarono Romania, Bulgaria e Finlandia, che nel 1944 abbandonarono l'Asse.

Le "Nazioni Unite" e l'origine dell'ONU

Nel dicembre 1941 il presidente Roosevelt propose per la coalizione il nome di "Nazioni Unite". La Dichiarazione delle Nazioni Unite, firmata a Washington il 1º gennaio 1942 da 26 paesi, impegnava i firmatari a combattere insieme l'Asse e a non concludere paci separate. Quel documento è alla radice dell'attuale Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU), nata ufficialmente nel 1945. Al momento della vittoria, i membri della coalizione erano cresciuti fino a una cinquantina, riflettendo un'alleanza ormai di portata mondiale.

Domande frequenti

Quali erano i quattro principali paesi alleati?

I quattro principali furono Stati Uniti, Unione Sovietica, Regno Unito e Cina. I primi tre, con i loro leader Roosevelt, Stalin e Churchill, sono ricordati come i "Tre Grandi" e guidarono le decisioni strategiche della coalizione.

La Francia era tra gli Alleati nonostante la sconfitta del 1940?

Sì. Dopo l'occupazione tedesca del 1940, la lotta proseguì grazie alla Francia Libera del generale de Gaulle e alla resistenza interna. La Francia è considerata una delle nazioni alleate maggiori ed ebbe un proprio settore di occupazione nella Germania del dopoguerra.

L'Italia faceva parte degli Alleati?

Inizialmente no: l'Italia era una potenza dell'Asse. Dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943, però, il Regno d'Italia divenne cobelligerante degli Alleati contro la Germania, mentre nel Nord persisteva la Repubblica Sociale Italiana alleata di Berlino.

Quanti paesi alleati c'erano alla fine della guerra?

Al termine del conflitto, nel 1945, la coalizione contava circa cinquanta nazioni, molte delle quali avevano aderito tardivamente dichiarando guerra all'Asse senza un grande impegno militare diretto.

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